Una questione di pagelle

C’era un tempo in cui portare a casa una pessima pagella era una tragedia… ma di quelle vere ! La mamma girava per la casa funerea chiedendosi i motivi dei pessimi voti mentre il papà minacciava il figlio di toglierlo da scuola e mandarlo a lavorare se non avesse messo la pagella.jpgtesta a posto. Ben poco si poteva fare a giustificazione di quei pessimi numeretti che parlavano chiaro… tantomeno invocare dei criteri di valutazione sbagliati in quanto c’era poco da filosofare: un due rimaneva un due !
Questo principio non sembra però valere per le periodiche pagelle che valutano la qualità delle nostre città, come quella, ormai tradizionale, pubblicata appena un paio di giorni fa dall’autorevolissimo quotidiano “Il Sole 24 Ore“.
Con sommo dispiacere (ma a dire il vero anche con poca sorpresa), Siracusa, nella classifica nazionale della qualità della vita, mantiene saldo il suo 96° posto su 107. Insomma, nulla di cui andare orgogliosi. Ben sappiamo che a breve si cominceranno a contestare i parametri utilizzati o ci si dirà che in fondo bisogna essere orgogliosi del terzo posto in Sicilia oppure ancora si tireranno in ballo controsondaggi di altri istituti magari molto meno autorevoli se non del tutto sconosciuti ma la sostanza, come detto sopra, non cambia: un pessimo voto rimane un pessimo voto ed urge correre ai ripari.
Cosa ci dice allora la famigerata classifica del quotidiano economico ? Per fare un consuntivo della qualità della vita vengono presi in considerazioni sei parametri (tenore di vita, affari e lavoro, servizi, ambiente e salute, ordine pubblico, popolazione e tempo libero) ciascuno dei quali riceve un punteggio da altri sei indicatori. Concediamoci giusto qualche rapida considerazione da “non addetti ai lavori” petrolchimico1.jpgnel breve spazio concesso da un post.
– Tenore di vita: prende in esame la situazione economica delle famiglie. La crisi è fuor di dubbio mondiale ma nella nostra provincia tanti comparti economici storici si stanno gradualmente spegnendo (vedi l’industria) senza che si riesca a fare realmente decollare quelli nuovi (il turismo).
– Affari e lavoro: Si riallaccia molto al settore precedente tenendo in conto il numero di imprese che aprono e chiudono e le difficoltà a trovare un lavoro. E’ purtroppo un dato di fatto la grande difficoltà burocratica che spesso si riscontra per iniziare un’attività così come la chiusura di tanti piccoli negozi soffocati dalla grande produzione (si pensi solo al dilagare dei grandi centri commerciali di cui abbiamo potuto recentemente parlare)
– Servizi, ambiente e salute: su questo settore c’è poco da commentare in quanto valori di polveri sottili alle stelle, incidenza dei tumori, infrastrutture scadenti e servizi mancanti sono la dura realtà del nostro territorio
– Ordine pubblico: personalmente non percepisco Siracusa come una città insicura, rispetto soprattutto ad altre realtà isolane. Il 29° posto che la nostra provincia raggiunge in tale specifica classifica è un bel balzo in avanti rispetto al 96° di quella globale
– Popolazione: anche su questo ci sarebbero da fare non poche considerazioni viste anche le recenti polemiche intorno al piano regolatore cittadino che sovrastimerebbe la crescita della popolazione. La qualità della vita di cui stiamo parlando, non è delle migliori e questo, spesso, si traduce anche in una rinnovata “emigrazione” della popolazione.
palme.jpg– Tempo libero: esamina, sport, cultura e spettacoli. Anche questo un tema quanto mai attuale con l’arrivo del prossimo Natale ed un programma di manifestazioni cittadine e provinciali ancora praticamente assente.
Insomma, alla luce di qualche semplice pensiero, come dare torto alla classifica ? I problemi ci sono e si conoscono da tempo ed una classifica dovrebbe essere non un nemico da neutralizzare ma uno strumento per migliorare. Voi, cari lettori, cosa ne pensate ? Concordate con i dati emersi e soprattutto, quali ritenete siano le priorità su cui i nostri amministratori dovrebbero operare ?

 


Siracusa secondo Il Sole 24 Ore

petrolchimico1.jpgIl sospetto che in quanto a qualità della vita Siracusa non fosse ai primissimi posti nel panorama italiano, in realtà, erano in molti ad averlo. Adesso però arrivano anche le conferme statistiche, numeri alla mano, pubblicate lo scorso lunedì dal giornale Il Sole 24 Ore.
Il famoso quotidiano economico ha deciso di indagare statisticamente sulla qualità della vita nelle province italiane. Fino ad oggi il riferimento più utilizzato è stato sempre il PIL (prodotto interno lordo) che, però, a detta di molti studiosi, non è in realtà rappresentativo in quanto si tratta di un indicatore che si basa puramente su dati economici mentre – parliamoci chiaro – la qualità della vita non si misura solo in termini monetari ma bisogna ben tenere in conto anche altri fattori. Sebbene non esista una “formula matematica” unanimemente accettata, gli studiosi di statistica sono abbastanza concordi nel ritenere che tra i dati fondamentali vi siano otto componenti: le condizioni di vita materiali della popolazione, la qualità dell’assistenza sanitaria, l’istruzione, le spese ricreative, l’inquinamento, la criminalità e l’impegno sociale. Proprio basandosi su statistiche in questi otto campi, Il Sole 24 ore ha pubblicato la propria classifica che vede Siracusa vittoriosa in negativo avendo conquistato il 103° ed ultimo posto.
petrolchimico2.jpgMa proviamo a scomporre questo valore per scoprire qualche dettaglio in più sulla vivibilità di Siracusa. Leggendo i dati vediamo ad esempio confermata la diffusa sensazione di sicurezza pubblica, ovvero pochi furti e rapine in città. Siracusa in questo caso è abbastanza in alto con il 33°posto su 103. Possiamo anche scoprire che l’indicatore di istruzione non è tra i peggiori visto che circa il 42% dei giovani tra i 19 ed i 25 anni è iscritto all’università (41° posto nazionale). Vi è però da dire che al di là dei numeri va in questo caso considerato come spesso gli studi rappresentino ormai una vera e propria alternativa alla mancanza di posti di lavoro.
A far “cadere in picchiata” Siracusa nella classifica del benessere sono invece valori come le condizioni di vita materiali (80° posto), le spese ricreative (67° posto), la sanità (97° posto) e, in particolar modo, l’inquinamento (101° posto) con un altissimo valore di emissioni di CO2. Viene amaramente da sorridere se si pensa che Siracusa è la città dell’attuale ministro per l’ambiente e che lo scorso aprile ha ospitato la riunione internazionale del G8 Ambiente. Cosa aggiungere a questi numeri ? Siracusa è un luogo meraviglioso, ricco di storia e con uno splendido paesaggio naturale e, nonostante ciò, è riuscita a guadagnare l’ultimo posto nella classifica nazionale della qualità della vita. Le statistiche parlano chiaro ed evidentemente il polo petrolchimico a ridosso della città non è ancora così ecologico come si vorrebbe fare credere. Le indicazioni operative allora ci sono tutte e non si può che sperare che siano di stimolo per un anno di lavoro che frutti in futuro una più dignitosa posizione in classifica.
Foto: il polo petrolchimico a nord della città (cortesia D. Mauro). L’articolo de Il Sole 24 Ore citato è consultabile anche online a questo indirizzo