Vizi e manie del pedone siracusano

semaforo.jpgNelle scorse settimane c’è già stata occasione di citare scherzosamente i mille vizi e le piccole manie che affliggono i Siracusani (ma non solo) nel momento in cui si mettono al volante o inforcano una bicicletta. Tanti piccoli comportamenti, in cui spesso ci possiamo riconoscere, su cui ridere su ma che dovrebbero anche far riflettere un pochino per evitare atteggiamenti pericolosi nel traffico cittadino.
Come non dedicare qualche riga allora anche al pedone siracusano ? Si tratta di un personaggio alquanto raro, data la comune abitudine di utilizzare un automezzo fino dove è possibile e anche oltre. Ciò non toglie che, quando il cittadino aretuseo decide di spostarsi a piedi, spesso tira fuori il peggio di sè.
Ammettiamolo, chi di noi non si è ritrovato a camminare al centro della carreggiata quando ad entrambi i lati c’erano ampi marciapiedi ? E’ vero che le condizioni di pulizia dei marciapiedi spesso poco invogliano al loro utilizzo. Stessa cosa dicasi per gli automezzi, spesso malamente posteggiati, a tal punto da ostacolare il cammino. Ciò non toglie che la brutta abitudine di camminare al centro della strada oltre ad essere pericolosa crea difficoltà al già caotico traffico cittadino. E che dire poi quando il pedone rende la situazione ancora più critica spingendo una carrozzina a poche decine di centimetri dalle automobili ?
Altro punto critico del comportamento pedonale della nostra città è l’attraversamento della carreggiata. Non si può che rimanere stupiti come in presenza di strisce pedonali si sia pronti a far valere il proprio diritto di precedenza e, magari solo pochi metri dopo, ci si scorda ogni regola se le strisce non ci sono o peggio in presenza di un semaforo. La brutta abitudine di gettarsi praticamente tra le ruote dell’automobile che sopraggiunge dovrebbe essere tra i primi vizi da abbandonare.
Un pensiero infine a quanti giornalmente passeggiano per portare a spasso il proprio “amico a quattro zampe”. E’ bello far due passi così come è ancora più bello farlo in compagnia del proprio cane. In questo caso, però, attrezzarsi per raccogliere i bisogni lasciati dal proprio cucciolo è un segno di rispetto verso la città e verso gli altri cittadini. Troppo spesso, purtroppo, i marciapiedi cittadini versano in condizioni pietose proprio per i tanti escrementi lasciati sui marciapiedi. Ancora una volta basterebbe soltanto un piccolo sforzo per superare dei piccoli vizi che tutti abbiamo ma che, se eliminati, renderebbero la bella Siracusa più vivibile.


Rischio pedaggio sulla Catania-Siracusa

1042576835.jpgChe la rete autostradale siciliana sia un colabrodo non è certo un segreto e, la provincia di Siracusa, in tal senso, non fa certo eccezione. Negli ultimi due anni, dopo decenni di attesa, la rete viaria provinciale è stata finalmente completata. Fin dagli anni sessanta era stato progettato infatti il collegamento veloce con Catania, che solo lo scorso anno è stato ultimato con il tratto Lentini-Augusta, ed il collegamento con Gela. Quest’ultimo è tutt’altro che finito ma, con l’inaugurazione del tratto da Noto a Rosolini, ha terminato il suo percorso all’interno della nostra provincia.
Ad ogni buon conto si può dire che le autostrade adesso ci sono. Le condizioni in cui versano le arterie, anche quelle nuove, è però tutt’altra storia come ben sanno quanti giornalmente percorrono tali strade o come scoprono (a loro spese) molti poveri turisti. L’intera rete dall’ingresso nord in provincia fino a Rosolini, all’uscita sud è caratterizzata da avvallamenti più o meno accentuati, tratti di manto stradale rattoppati malamente e una fitta vegetazione laterale che, in più punti, invade pericolosamente la carreggiata. A dire il vero ce ne sarebbe più che a sufficienza per sporgere denuncia e far chiudere l’autostrada per la sua alta pericolosità. E’ proprio questo pensiero che ha però  scoraggiato tale azione. Tantissimi automobilisti tremano al solo pensiero di dover tornare a percorrere la lenta e tortuosa strada statale e, pertanto, si accontentano di quello che hanno. Prevedere una veloce soluzione a tutto questo risulta poco verosimile. Basta pensare che l’autostrada è gestita “a macchie” da due enti diversi (il CAS e l’ANAS), che alcuni tratti sono stati realizzati seguendo progetti vecchi di quarant’anni e che su alcuni cantieri gravano indagini giudiziarie per aver utilizzato materiali da costruzione di pessima qualità. Insomma, si tratta di una realtà viaria a dir poco “variopinta” in cui spicca l’efficenza di poche decine di chilometri di autostrada (il tratto Lentini-Augusta), gestiti dall’ANAS, inaugurati lo scorso dicembre e che, in quanto a sicurezza si collocano ai primi posti in Europa. Non basta però sicuramente questa piacevole eccezione a far cambiare opinione sul quadro complessivo.
Ciò che può far sorridere (o meglio preoccupare) è che a giorni, il consiglio dei ministri si riunirà per decidere riguardo ai pedaggi da pagare sulle autostrade siciliane. C’è la forte possibilità che la Catania-Siracusa e la Siracusa-Rosolini divengano a pagamento. Intendiamoci, chiedere un pedaggio per finanziare un servizio efficiente e di alta qualità, è più che comprensibile e giustificabile. Non è questo però il caso e, probabilmente, ci sarebbe parecchio da obiettare sull’idea di pagare per percorrere un tratto stradale abbandonato a sè stesso e al di fuori delle norme di sicurezza. Per il momento non si sa ancora nulla di certo. Nel corso della settimana si dovrebbero avere ulteriori ragguagli in merito.

Immagine: l’autostrada Siracusa-Gela (foto: Sal73x/Wikicommons)


Neanche una via per Sandro Pertini

pertini.jpgNon c’è dubbio che in questo periodo la politica italiana, di ogni fazione ed ad ogni livello, stia riuscendo a dare il peggio di sè con i suoi spettacoli indecorosi. E’ in questi momenti che spesso il ricordo corre a quei personaggi di spessore che hanno caratterizzato la nascita della Repubblica e che restano amati per il loro carisma e per la loro correttezza. Sicuramente tra i personaggi politici più amati del nostro paese, va annoverato lo scomparso presidente della repubblica Sandro Pertini, uomo di grande equilibrio e moralità che, con la sua inconfondibile pipa entrò nel cuore del paese.
Ecco allora che si rimane piuttosto stupiti, se non sconcertati quando si legge l’ordinaria amministrazione portata avanti dal consiglio comunale. A Siracusa manca infatti una via intitolata a Sandro Pertini ed è stata pertanto presentata una proposta per colmare tale lacuna. Incredibilmente la proposta è stata respinta -oltretutto senza alcuna motivazione- dal consiglio comunale e, pertanto, la città non avrà un’arteria che ricordi il più popolare tra i presidenti della repubblica. Ancora una volta non si può che rimanere perplessi di fronte alle mille contraddizioni della nostra città. Non mancano certo le vie di nuova inaugurazione in attesa di essere “battezzate”. Si veda ad esempio la nuova parallela di Riviera Dionisio che dopo mesi rimane ancora anonima. Mentre da una parte si respingono le intitolazioni ad uomini che hanno fatto la storia del nostro paese, dall’altra si propongono invece vie che ricordino personaggi politici locali (e sicuramente di minor spessore rispetto a Pertini) la cui scomparsa piuttosto recente  provocherebbe in maniera inevitabile polemiche per dei giudizi  sull’operato non unanimemente condivisi.
E volendo uscire dal campo della politica ci sono poi ancora ci sono le tante vie con nomi fantasiosi ed inverosimili che attendono “giustizia”. E’ il caso ad esempio della famigerata “via dell’amianto” nella zona balneare per cui recentemente si è proposto un più politically correct “via delle vittime dell’amianto”.
Insomma, Siracusa è una città piena di sorprese e contraddizioni e tra i mille problemi da risolvere anche la questione che può sembrare più rapida e lineare come quella dell’intitolazione di una via a Sandro Pertini, può avere un esito inaspettato. A tal proposito l’associazione “Articolouno” ha avviato una raccolta di firme per rivedere la decisione del consiglio comunale. Quanti volessero aderire possono recarsi dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19 nella sede di viale Zecchino 52.

Si inaugura la nuova uscita nord

petrolchimico.jpgSono giunti al termine i lavori della nuova uscita nord di Siracusa. Il tratto di strada in questione (traversa Belvedere di Scala Greca, nello spazio compreso tra gli incroci con via Lentini e via Buscemi) verrà inaugurato ufficialmente oggi sebbene già da qualche tempo gli automobilisti avessero cominciato a prenderne possesso. L’arteria è stata completata con la segnaletica stradale mancante che verrà presto ulteriormente integrata con alcuni dossi artificiali per limitare la velocità dei veicoli. Con l’apertura definitiva si dovrebbe alleggerire la portata del traffico in uscita da Siracusa nord, in direzione di Catania e del polo petrolchimico. Fino ad oggi le automobili si trovavano infatti concentrate in lunghe code ai semafori dell’incrocio tra la larga arteria viale Scala Greca e la trasversale via Lentini. La nuova strada, con il suo andamento quasi da circonvallazione consentirà agli abitanti di diversi quartieri di raggiungere l’uscita cittadina senza immettersi nel caotico traffico delle arterie centrali. Allo stesso tempo le automobili che arrivano a Siracusa e devono recarsi verso la fascia costiera  nord potranno direttamente indirizzarsi dall’ingresso cittadino evitando l’eccessivo affollamento di viale Scala Greca. L’inaugurazione di oggi, insieme alla rotonda all’uscita cittadina, completata pochi mesi fa, ed ai costruendi marciapiedi migliora sicuramente di tanto l’aspetto e la vivibilità di quest’area della città e si spera possa almeno in parte aiutare del decongestionare il traffico urbano.

Immagine: meno code con la nuova strada per uscire da Siracusa nord ? (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)


Il ritorno del Go-bike

Tra le prime novità che si registrano in città con l’arrivo del 2011 vi è quella del ritorno del Go-bike. Da circa due settimane è infatti tornato in attività il servizio di bike sharing cittadino.
Dopo le difficoltà registrate in passato con la gestione in appalto, il comune ha fatto sapere che intende adesso gestire il servizio 2090338814.jpgdirettamente. Tornano quindi in funzione le 15 postazioni per il prestito delle bici dislocate nei punti strategici della città. Presso gli stalli sono tornate a far bella mostra di sè le biciclette, ancora non tutte (una novantina ma si pensa di portarle ad oltre 120) ma è già un inizio.
Certamente la strada da fare per poter immaginare Siracusa come Pechino -ricolma di mezzi a due ruote che sfrecciano avanti ed indietro- è ancora tanta ma, registriamo positivamente il ritorno di questo servizio.
Il primo passo è fatto ma tanto lavoro rimane ancora e non soltanto da un punto di vista tecnico e logistico. Per poter aspirare ad una Siracusa più ecologica e che faccia uso della mobilità alternativa bisogna adesso lavorare tanto sulla sensibilizzazione delle persone. Appena pochi giorni fa è giunta la notizia che dei vandali hanno danneggiato una parte delle biciclette durante la sosta notturna. E’ positivo in questo annotare che le telecamere hanno registrato il gesto e si spera di poter risalire agli autori del danneggiamento. Bisogna pertanto lavorare per sensibilizzare al rispetto della “cosa comune” e, dispiace dirlo, prevenire o punire severamente gli atti vandalici.
Tanto può fare il comune nel rendere il Go-bike veramente conveniente e competitivo nel panorama del traffico cittadino. In primo luogo rendere il servizio accessibile. Nella vecchia edizione riuscire a farsi “tesserare” era particolarmente difficoltoso e addirittura quasi impossibile per i turisti. Da dicembre sono attivi due punti vendita (bar in Corso Umberto ed alla zona archeologica) ove è possibile ritirare le tessere. Un buon inizio che dovrebbe proseguire con la possibilità di acquistare le tessere Go-bike presso ogni stallo. E poi, perchè non immaginare lungo le principali arterie cittadine o sui marciapiedi più grandi delle corsie apposite per le bici ? Poco spazio si toglierebbe alla viabilità stradale e tanto si guadagnerebbe in sicurezza evitando che i ciclisti effettuino pericolosi slalom tra le automobili. Insomma, adesso che cominciano ad esserci i mezzi tecnici non bisogna dimenticare l’aspetto promozionale. Siracusa soffoca nelle polveri sottili a tal punto che a norma di legge si dovrebbe ripetutamente bloccare il traffico automobilistico. Il comune potrebbe prevenire e regalare delle boccate d’aria alla città organizzando con le tante associazioni ambientaliste e sportive delle giornate dedicate alla mobilità alternativa e che incentivino l’uso del bike sharing.
Utopie ? Può darsi ma siamo ancora agli esordi di questo 2011 ed è anche bello cominciare l’anno con una ventata di ottimismo che faccia sperare in un nuovo corso per la nostra vecchia Siracusa.


Vizi e manie del ciclista siracusano

bici.jpgNon vi è dubbio che se c’è una categoria di utenti della strada che ha vita difficile a Siracusa, questa è rappresentata dai ciclisti. Tra i pregi della città aretusea sicuramente non vi è quello di essere bike-friendly. Questo a partire dalla morfologia stessa del territorio, quasi sempre in pendenza. Intendiamoci, nessuna salita proibitiva ma tante pendenze lievi, lunghe e costanti in grado di mettere a dura prova muscoli e polmoni dei meno allenati. La recente sospensione del servizio di bike-sharing ha ulteriormente demotivato quanti volevano tentare la mobilità alternativa e, l’attivazione in tempi recenti delle prime piste ciclabili ha soltanto in parte sopperito a questo. Ma diciamoci la verità: il ciclista siracusano sicuramente non è un santo nel panorama del traffico cittadino e, al pari degli automobilisti e dei motociclisti di cui abbiamo già parlato, ha la sua buona dose di cattive abitudini.
La prima di queste comprende sicuramente le regole del codice stradale. Per una ragione non meglio precisata non sono pochi i bikers che ostentano la ferma convinzione di essere al di fuori se non al di sopra delle leggi della strada. Ecco allora che quando col vostro veicolo imboccherete un senso unico, vedrete venirvi incontro in senso vietato, magari al centro della carreggiata, la bici di turno. Stessa regola vale per i semafori che, il più delle volte, vengono candidamente ignorati. Capita allora che allo scattare del verde, gli automobilisti in partenza si ritrovino improvvisamente un mezzo a due ruote tagliargli lentamente la strada. Insomma, la vita nel traffico cittadino è già difficile di per sè, non contribuiamo a renderla ancora più dura. E che dire delle pedalate in compagnia ? Nulla di più bello di una bella passeggiata con gli amici ma chiaccherare fianco a fianco intralciando il traffico non è sicuramente un comportamento civico. Stessa cosa dicasi per il pedalare di notte senza luci o indumenti ad alta visibilità: un comportamento estrememente pericoloso per sè e per gli altri ma che, purtroppo, non risulta infrequente.
La viabilità alternativa in bicicletta potrebbe essere una delle soluzioni per alleviare il pesante traffico nella nostra città. Se l’amministrazione provvedesse a rendere le nostre strade più accoglienti per le bici e se i ciclisti indisciplinati si adattassero un po’ di più alle regole della viabilità, Siracusa potrebbe fare un grande balzo in avanti in quelle classifiche di vivibilità che la vedono sempre agli ultimi posti nazionali.


Vizi & manie del motociclista

motorini1.jpgSe appena un paio di settimane fa ci eravamo divertiti nel fare un piccolo esame di coscienza ed esaminare i vizi e le manie dell’automobilista siracusano (ma in realtà non solo). Ecco giunto allora il momento di “mettere sotto la lente di ingrandimento” un altro pittoresco frequentatore del traffico cittadino: il motociclista.
L’Italia probabilmente è uno dei paesi con il maggior numero di motocicli. Siracusa non fa eccezione, anzi, sicuramente, è ai vertici della classifica nazionale dato che il clima favorevole ed il caotico traffico cittadino invogliano il diffondersi dei centauri.
Ecco allora che nei mesi freddi così come nella bella stagione, i mezzi a due ruote costituiscono un folto gruppo di veicoli in circolazione.
Fin qui nulla di male, soprattutto se il ciclomotore aiutasse nel rendere la circolazione stradale cittadina più scorrevole. Raramente però è così, anzi, il più delle volte, il motociclista siracusano, galvanizzato dalla grande libertà di movimento, si muove con fare molto disinvolto, se non addirittura spregiudicato attraverso le strade della città. Il casco protettivo nei mesi invernali è spesso un optional (si vocifera che crei problemi di pettinatura) mentre nei mesi estivi, con l’aggiungersi delle alte temperature, diventa una vera e propria palla al piede da molti portato solo quando motorini2.jpgnell’aria si “fiuta” odore di controlli da parte delle forze dell’ordine. E’ qui allora che il motociclista sfoga la sua fantasia interpretando a suo modo la norma del “bisogna portare il casco“. C’è chi lo porta al braccio o chi ne porta uno in due. I giovanissimi, a volte, intimoriti, improvvisano il “casco indossato soltanto a metà” che, francamente, oltre che scomodissimo ed inutile per il mantenimento della pettinatura, è anche particolarmente pericoloso per il controllo dell’equilibrio sul ciclomotore.
Fin qui quel che riguarda la sfera personale del guidatore che, però, si trova anche a relazionarsi con gli altri veicoli presenti sulla strada. L’effetto che i motorini hanno per l’automobilista è quello del nugolo di mosche intorno ad un dolce. Il motociclista non si vede ma si sente o meglio si percepisce. Quando l’automobile sta per svoltare ad un incrocio o imbocca una curva stretta o supera un altro autoveicolo ecco che improvvisamente ma inesorabilmente sbuca il ciclomotore di turno che, in barba ad ogni regola e, soprattutto al buon senso, si infila anche nel varco più stretto pur di superare con grande rischio per l’incolumità propria ed altrui. Questo vale in movimento come in fase di sosta. Durante l’attesa semaforica, infatti, stuoli di scooter di ogni dimensione cominciano slalom tra le auto in sosta per guadagnare posizioni, spesso incuranti del rischio di graffiare sportelli o danneggiare specchietti.
Alla testa del semaforo si ripete la scena già citata tra i vizi degli automobilisti. Davanti al primo della fila, oltre a uno o due automobilisti particolarmente “furbi”, si posiziona in genere anche un gruppo più o meno nutrito di motocicli. Se si tratta di mezzi di piccola cilindrata e la partenza è in salita, allo scattare del verde il traffico paralizzato è praticamente inevitabile. Pericolosissime sono anche le relazioni che intercorrono tra i pedoni e gli scooter. Se tentate di attraversare la strada, non importa quanto disti da voi il motorino, la tentazione di raggiungervi e di sfrecciarvi accanto, davanti, dietro o da entrambi i lati se i motocicli sono diversi, è davvero troppo forte per il centauro.
Un discorso a parte vale per i ciclomotori di grossa cilindrata, sempre più diffusi e che danno il meglio di sè soprattutto nelle ore notturne. Come resistere alla tentazione di lanciare in corsa simili bolidi ? Ecco allora che quando le strade si svuotano i bolidi entrano in pista e, nelle lunghe ore notturne, percorrono le principali arterie cittadine ad altissime e pericolosissime velocità e con grande e fastidioso rumore. Tutto questo, purtroppo, senza alcun provvedimento.
Alla fine anche il motociclista che oggi abbiamo tanto tartassato, si troverà a dover posteggiare. Ecco allora l’ultimo tocco per simboleggiare il senso di libertà dato dalle due ruote. Posteggiare il motorino è fuor di dubbio più facile. In mancanza di posti lungo la strada il marciapiede diventa il più delle volte un ottimo ripiego, in barba alle gimkane a cui si obbligano i pedoni. Se invece dovesse esservi il posto regolare, ecco allora il più piccolo degli scooter occupare per traverso un posteggio adatto ad un camion, quasi a reclamare la sua pari dignità tra le categorie dei mezzi stradali. Insomma, a ben vedere, nel traffico siracusano sono pochi i virtuosi a quattro o a due ruote. E che dire degli altri ? Ciclisti, pedoni, mezzi pubblici… anche loro hanno indubbiamente i loro vizi e le loro manie, come presto torneremo a vedere.


Un bus chiamato desiderio

bus3.jpgProbabilmente il titolo di questo post, parafrasi del titolo di un famoso film degli anni cinquanta, ben riprende la realtà del trasporto pubblico urbano a Siracusa.
Quanti, di tanto in tanto, si soffermano a leggere questo blog, ben sanno che i problemi di Siracusa e, in particolar modo quelli legati al traffico ed al trasporto, sono un tema caro a chi scrive, tanto da essere stati trattati a più riprese.
Eccoci allora, ancora una volta a fare il punto della situazione, solo per constatare che, purtroppo, nulla è mutato.
A Siracusa la qualità del servizio di trasporto pubblico e, in generale della mobilità alternativa, è bassissimo, con la conseguenza che solo chi vi è costretto abbandona la comodità dell’automezzo privato per avventurarsi in un viaggio dagli esiti incerti.
Gli autobus che attraversano la città sono spesso vecchi e sporchi, la puntualità inesistente ed i percorsi poco funzionali. Chi cerca di viaggiare con i mezzi pubblici sa bene che l’orario di passaggio dell’autobus equivale ad una variabile matematica di non facile individuazione.
bus1.jpgPazienza allora, bisogna rassegnarsi ad aspettare alla fermata che, certamente, non versa in condizioni migliori. Le fermate dotate di pensilina per potersi riparare dalle intemperie, nel corso delle lunghe attese, sono pochissime. Ancora meno quelle dotate di una panchina. Nulla di cui meravigliarsi se si pensa che lo stesso capolinea, ubicato vicino alla stazione, consiste in un triste marciapiede con un prefabbricato come biglietteria e neanche un servizio igienico.
Il cittadino o meglio, il viaggiatore rassegnato, non può che chiedersi di chi sia la colpa di tanto degrado. Probabilmente, come sempre accade, sono in molti a metterci la loro.
Come poter biasimare la scarsa puntualità dei bus (la velocità media cittadina è tra le più basse d’Italia) se sono praticamente inesistenti le corsie preferenziali ? Come criticare le misere pensiline quando (se la memoria non inganna) il comune chiese pazienza in quanto Siracusa, città d’arte, meritava “pensiline artistiche”, degne della sua storia che, però ebbero la disdetta di non trovare attuazione.
D’altro canto, anche il gestore del servizio non sembra propenso a cercare soluzioni che migliorino la situazione cittadina. La puntualità si ottiene imponendola al proprio personale di servizio e a nulla valgono le lamentele (più volte addotte) che gli introiti dei biglietti sono insufficienti. E’ ovvio che con uno scarso servizio pubblico poche persone utilizzino l’autobus. Pochi di questi poi comprano il biglietto se bus2.jpgsono coscienti che non vi sarà mai alcuna forma di controllo. Perchè mai poi non sia possibile comprare il ticket sul mezzo stesso rimane un mistero insoluto. L’azienda lamenta che i contributi regionali sono insufficienti per garantire un servizio migliore ma forse, questo dettaglio, andava pensato al momento di accettare il servizio. In altre città magari si cercano introiti alternativi derivanti dalla pubblicità sui mezzi e sulle pensiline ma, a ben guardare, non sembra, a Siracusa una soluzione di successo.
Appena pochi mesi fa, l’assessorato ai trasporti aveva promesso fuoco e fiamme e la rescissione del contratto se Siracusa non avesse avuto una mobilità degna di tale nome. Oltre ad un trasporto urbano efficace si vagheggiò di car-sharing, più bus navetta per il centro storico  e di un bike-sharing sempre più sviluppato. Ciliegina sulla torta sarebbero stati i costosissimi piani denominati PUM e PUT, inerenti il traffico e che avrebbero finalmente consentito di programmare la viabilità in città.
Non nascondiamolo, di fronte a tanti buoni propositi manifestati all’inizio dell’anno, da cittadini fiduciosi, eravamo quasi propensi a credere in “buone nuove” sul fronte del traffico. Evidentemente ci si sbagliava: le piogge invernali devono aver spento le fiamme promesse e, alla vigilia dell’estate, il trasporto pubblico urbano, continua a rimanere tristemente al palo.

Chiusa una strada… se ne apre un’altra

nuovavia.jpgPrestate attenzione se dovete muovervi in città nelle ore di punta. Il sindaco ha infatti disposto con un’ordinanza la chiusura al traffico di Riviera Dionisio il Grande, la stretta ma trafficatissima arteria urbana che collega i quartieri settentrionali della città con la parte bassa. La chiusura è dovuta a ragioni di sicurezza, a causa di un edificio fatiscente che rischia il crollo. Non si tratta certo di una buona notizia per gli automobilisti nel già martoriato traffico cittadino.
Unica nota positiva è stata l’apertura d’urgenza della nuova via parallela a Riviera Dionisio il Grande. La nuova arteria (ancora senza nome per mancanza di accordi sull’intestazione della nuova strada), lo ricordiamo, è stata realizzata sul vecchio tracciato ferroviario dismesso.
Il suo scopo doveva essere proprio quello di alleggerire la fin troppo congestionata Riviera Dionisio (finalità che adesso verrà a mancare data la chiusura a tempo indeterminato della strada) ma la sua inaugurazione è stata di mese in mese rinviata senza una precisa spiegazione. Ultima in ordine di tempo l’inaugurazione prevista per il mese scorso, in occasione della giornata nazionale della bicicletta. La nuova via infatti contiene in parallelo una pista ciclabile che va ad allungare quella che già corre lungo il lato nord della costa siracusana.
Insomma, dove la burocrazia non è riuscita ha provveduto la necessità. Tutti a testare la nuova arteria allora, se non altro per cause di forza maggiore.

Immagine: la nuova via, pronta da tempo è stata inaugurata per motivi di forza maggiore (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Animali vaganti ed autovelox striscianti

autovelox.jpgSicuramente una delle strade più insidiose della nostra provincia è la “Maremonti“, tecnicamente la Strada Provinciale 14, che collega l’uscita sud di Siracusa con i paesi dell’entroterra come Canicattini Bagni e Palazzolo Acreide. Nel corso degli anni, purtroppo, si sono frequentemente verificati incidenti stradali dovuti in parte all’imprudenza degli automobilisti ma anche ad alcuni tratti della strada sicuramente non progettati a dovere. Un esempio per tutti è la stretta curva ad “S” che si trova nel primo tratto della strada e che diventa estremamente pericolosa se affrontata a forte velocità.
Negli ultimi dieci giorni però la Maremonti è balzata agli onori della cronaca locale per altre due notizie che devono mettere in guardia gli automobilisti.
La prima è quella degli animali vaganti che si registrano su questa strada. Purtroppo, dalla scorsa estate, sempre più frequentemente è capitato che dei bovini, appunto “vaganti” invadessero, soprattutto nelle ore notturne la carreggiata. Gli episodi in questi mesi sono stati tutt’altro che saltuari e perlopiù localizzati nell’ultimo tratto della strada, nei pressi del paese di Palazzolo. Purtroppo le conseguenze in alcuni casi sono state gravi e si sono registrati incidenti in alcuni casi anche mortali.
La scorsa settimana presso la prefettura di Siracusa si sono incontrati i rappresentanti delle amministrazioni dei paesi toccati dalla Maremonti e le autorità di pubblica sicurezza per studiare contromisure.
mucche.jpgResta indubbio che una soluzione debba essere trovata quanto prima per evitare ulteriori situazioni di pericolo per chi transita sulla strada. Non si riesce a capire, invece, come la presenza di bovini su una strada provinciale possa diventare abitudinaria senza che si riesca a pattugliare opportunamente l’arteria al fine di evitare pericoli e senza che si identifichino i responsabili di tale situazione.
La seconda notizia sulla Maremonti riguarda invece la riattivazione dell’Autovelox fisso all’altezza del Comune di Canicattini Bagni. Il coro di proteste si è levato alto sia da parte degli automobilisti che da parte dei sindaci dei comuni limitrofi. L’accusa per il Comune di Canicattini è quella di voler semplicemente “fare cassa”. Certamente chi percorre frequentemente quella strada sa bene che, in alcuni casi, le velocità degli autoveicoli sono eccessive e andrebbero controllate ma, è anche vero, che i limiti di velocità sono in alcuni tratti poco coerenti. Questo si traduce in improvvise frenate da parte degli automobilisti che ricordano solo all’ultimo momento la presenza dell’autovelox e, di conseguenza, in ulteriori situazioni di pericolo. In quel tratto la Maremonti ha molti accessi laterali da cui regolarmente le macchine si infilano sulla strada provinciale, spesso senza rispettare le precedenze o a velocità estremamente ridotte. Non sarebbe forse più utile, allora, controllare questi svincoli ed il rispetto della segnaletica, se si vogliono veramente evitare le situazioni di pericolo ?
Insomma, a leggerla così c’è grande fermento in questi giorni sulla Provinciale 14: tanti cambiamenti che possiamo solo sperare si traducano in qualcosa di positivo.