Il punteruolo rosso sbarca in città

palme.jpgEd infine, il punteruolo rosso, è sbarcato anche a Siracusa. Per quanti non ne avessero sentito ancora parlare, specifichiamo che dietro questo inquietante nome si nasconde un insetto, grande pochi centimetri, innocuo per l’uomo ma assolutamente micidiale per le palme.
Immagino già qualcuno di voi storcere il naso, pensando che questo punteruolo non potrà poi essere più fastidioso delle mosche o delle zanzare che ogni estate ci assillano.
Invece, l’invasione del Rhynchophorus ferrugineus -per volerlo chiamare col suo nome completo- ha raggiunto in Sicilia ormai livelli preoccupanti per il verde pubblico che, sicuramente, non è mai stato un fiore all’occhiello della nostra regione.
Il punteruolo è una specie esotica, di origini asiatiche che solo nel 2004 ha messo piede in Italia e da allora ha continuato la sua avanzata  in maniera inesorabile. L’insetto e le sue larve infatti vivono e si nutrono di palme. Scavano un foro e nidificano all’interno svuotandole letteralmente senza che inizialmente, da fuori, ci si accorga di nulla. Soltanto in fase avanzata le foglie cominciano ad allargarsi prendendo una strana punteruolo.jpgforma. La difficoltà nell’individuare la sua infestazione, unita alla mancanza di predatori naturali hanno determinato il grande successo della sua avanzata. La palma, al termine, crolla improvvisamente. E’ una sorte che è già toccata a numerose piante storiche di vari giardini pubblici siciliani. La provincia siracusana, finora, era stata relativamente risparmiata dall’infestazione del punteruolo ma, ultimamente, anche da noi ne sono stati segnalati casi, fino al più eclatante, la scorsa settimana, in Ortigia.
Nel cuore del centro storico, in via del Consiglio Reginale, una delle palme che adornano la piazzetta è risultata essere infestata dal parassita. Immediata è stata la decisione dell’intervento. Questo infatti deve avvenire seguendo determinate procedure per evitare l’ulteriorel diffondersi dell’infestazione.
Putroppo non tutto è andato per il verso giusto e, al momento di rimuovere la palma infestata, un nugolo di insetti è volato via in ogni direzione. Una pessima notizia questa che costringerà a tenere ancora maggiormente d’occhio le piante della città e ad intervenire tempestivamente per frenare la voracità del punteruolo. Varie splendide ed alte palme da numerosi anni abbeliscono gli angoli di Siracusa. Sarebbe un vero peccato se per incuria o disattenzione dovessero finire irrimediabilmente preda del famigerato punteruolo.


Una nuova panoramica ?

Non c’è che dire, il volto di Siracusa in questi anni sta a poco a poco cambiando, sebbene con i lenti ritmi che caratterizzano i lavori pubblici.
In questi giorni è stata data la notizia che dovrebbero -dopo un lungo periodo di fermo – riprendere anche i cantieri a ridosso delle lLatomie dei Capuccini, nella strettoia chiamata Via Puglia o meglio, alla “Sibbia” come affettuosamente la conoscono i Siracusani citandola quale esempio di luogo dalla vertiginosa altezza da cui ci si potrebbe gettare.
sibbia.jpgUn cantiere spinoso questo dei Cappuccini, avviato diversi anni orsono e più volte bloccato per problemi legali e di fondi o entrambi.
Come spesso è avvenuto con i lavori intrapresi dal Comune in questi ultimi mesi, l’intento è quello di “mettere una toppa” su un brutto pasticcio urbanistico di qualche decennio fa.
Le Latomie dei Cappuccini sono infatti un altro di quei polmoni verdi al centro di Siracusa totalmente snobbati e dimenticati e che invece potrebbero essere una grande risorsa verde per la città. Un luogo da valorizzare molto di più che non con un paio di manifestazioni estive all’anno. Lo stesso nome popolare “Sibbia” sembra che provenga da un antichissimo e latinissimo “silva” che ci ricorda come questa antica cava di pietra, scavata nel cuore della città, sia oggi un luogo lussureggiante di vegetazione.
Negli anni passati, anzichè valorizzare la bellezza panoramica di questo luogo cittadino vennero costruite una serie di casupole che oltretutto finirono per creare una strettoia in un’arteria molto trafficata. Oggi si cerca di porre rimedio ma non è certo cosa facile. Le case, abitate da decenni, sono state espropriate con non poche difficoltà, costi e rimostranze degli inquilini . Il progetto è di abbatterle per eliminare finalmente la strettoia creando al contempo una panoramica via sulla latomia dei cappuccini.
Siracusa avrà presto una nuova panoramica ? L’idea è questa anche se i tempi sono ancora incerti sebbene il Comune abbia comunicato che, risolti gli ultimi impedimenti burocratici, i lavori dovrebbero riprendere nell’arco di poche settimane. Certamente l’idea delle latomie totalmente rivalutate e, magari, in un contesto di continuità con la nuova e vicina pista ciclabile, è suggestiva.

Per il momento ci accontentiamo di dare questo link del dipartimento di botanica dell’università di Catania dove è possibile scoprire qualcosa di più sulle Latomie dei Cappuccini.

Foto: veduta dall’alto delle latomie (cortesia D.Mauro)

La dura vita dei pedoni cittadini

pedoni1.jpgNon so se ogni tanto capita anche a voi ma, certi giorni, preso da un’irrefrenabile smania di salute o, in alternativa, da un improvviso impegno ecologista mi dico: “oggi vado a piedi e la macchina rimane ferma”. Le dimensioni di Siracusa ed il suo clima mite permettono sicuramente con un minimo di organizzazione di barattare le ruote con i piedi, magari non la mattina per andare al lavoro quando si è sempre di fretta ma, senza dubbio, per gli impegni del tempo libero.
Mi capita in certi giorni di immaginare di poter girare a Siracusa come lungo gli splendidi viali alberati delle città del nord Europa.
Poi, lasciato il cancello di casa e svoltato l’angolo, ci si scontra con la dura realtà e ci si rende conto di quando sia lontano il nord Europa. E così che anziché un rilassante viale alberato comincia un lungo percorso ad ostacoli senza esclusione di colpi.
Prima prova per il pedone siracusano è quello di riuscire a schivare un’interminabile fila di escrementi canini. Nel sostenere questa prova non si può fare a meno di riflettere su come le persone possano essere contraddittorie: tanto amore per gli animali e così poco per la città. Sappiamo bene che difficilmente un vigile urbano controllerà ma non è questo un motivo per lasciare i marciapiedi urbani in una condizione così indecorosa. La seconda riflessione che ne nasce è quella sui rumorosissimi “soffiatori ecologici notturni” che dovrebbero lasciare linde e pinte le nostre strade ma, evidentemente, non i nostri marciapiedi.
Non si tratta però dell’unico ostacolo per il pedone ecologista che si può sbizzarrire tra i marciapiedi inesistenti (da quanti anni si parla di realizzarli a Viale Scala Greca) e quelli non più esistenti (pensate alle buche degne di un paesaggio lunare).
Verde pubblico ai lati delle strade ? Quasi inesistente: altro che i viali alberati di Vienna o di Berlino. E, quando esiste, diciamoci la verità: che strazio vedere quelle povere pianticelle piantate in ristrettissimi spazi di terra circondati dal cemento che mai gli permetterà di diventare un albero ombroso.
Infine il traffico, proprio il nemico da cui si stava cercando di fuggire. Insostenibili gli sfoghi sui clacson degli automobilisti frustrati che però sono in grado di farci rimpiangere la parziale insonorizzazione dell’abitacolo della nostra auto. Se poi voleste attraversare la strada, studiate bene il percorso ! La bravura del pedone siracusano consiste anche nel trovare un varco tra le auto posteggiate a distanze millimetriche, le strisce pedonali sempre occupate e le macchine in seconda fila per impedire il passaggio nel caso in cui foste riusciti a superare la prima fila.
Oggi ho voluto un po’ ironizzare (ma non troppo in fin dei conti) sulle traversie dei pedoni cittadini. Purtroppo le vie cittadine ben tenute e che invogliano la camminata a piedi sono ancora pochissime, praticamente solo quelle della passeggiata del sabato sera. A quando allora la vera svolta urbana ed i marciapiedi più accoglienti inducano veramente ad abbandonare la propria auto e a godersi una sana camminata a piedi ?

Immagine: sognando viali alberati anche in città (foto di Subpop80)