Pantalica, un patrimonio custodito gelosamente

pantalica1.jpgTra i tanti tesori che la provincia di Siracusa riserva uno dei meglio custoditi e senza dubbio la necropoli preistorica di Pantalica. Si tratta di un sito eccezionale sia da un punto di vista naturalistico (l’intera zona della Valle dell’Anapo è riserva naturale) che da un punto di vista archeologico con le sue migliaia di tombe preistoriche scavate a strapiombo nelle pareti rocciose. L’Unesco stessa ha reputato il sito di Pantalica degno di essere inserito nella world heritage list, l’elenco dei siti mondiali patrimonio dell’umanità. Eppure, a ben vedere, sembra che molto spesso si cerchi di fare il possibile per “mortificare” quanto di eccezionale la natura e la storia ci hanno lasciato in eredità.
Un sito del genere, opportunamente gestito, sarebbe in grado di attirare annualmente numerosissimi visitatori. Oggi però quanti decidono di raggiungere Pantalica si trovano a dover affrontare un vero e proprio “viaggio avventuroso”.
Pantalica, difficile da raggiungere per la sua stessa collocazione geografica, lo risulta ancora di più per via delle indicazioni stradali, pantalica2.jpgspesso poco chiare e contradittorie. Una delle due strade di accesso, poi, da mesi risulta soltanto parzialmente fruibile per degli interminabili lavori di sistemazione. A farne le spese sono in genere le comitive di turisti venuti in pullman che solo all’ultimo momento trovano indicazioni relative alla strada interrotta. Una volta giunti sul posto, poi, la volontà di voler mantenere inalterato il carattere selvaggio e l’aspetto dei luoghi, non giustifica certo la totale assenza di servizi: si tratta pur sempre di un patrimonio dell’umanità. A Pantalica non esiste un punto di ristoro, un bar o un servizio igienico, costringendo per qualsiasi necessità a dover percorrere parecchi chilometri fino al paese più vicino (Ferla o Sortino a seconda dell’itinerario scelto). Di controllo degli accessi e accoglienza turistica neppure l’ombra. Su entrambi gli ingressi del sito archeologico, da anni troneggiano quelli che ormai sono ruderi in preda ai vandali dei progettati punti di accoglienza. Spesso e volentieri, il visitatore, desideroso di vedere i resti del “palazzo del principe”, il più famoso dei monumenti di Pantalica, è anche costretto a districarsi in mezzo all’erba alta a causa della mancanza di una regolare manutenzione.
Curare e rendere dignitoso un sito che ha più di 3500 anni di storia e che è patrimonio dell’umanità dovrebbe essere un dovere di tutti e in primo luogo delle amministrazioni dei comuni limitrofi. Basterebbe poco per rendere Pantalica più accogliente eppure, da anni, non si può che constatare un quasi totale immobilismo mentre si fondano complicati consorzi e consigli per la gestione e si favoleggiano costosi ponti pedonali per scavalcare la vallata. Ben vengano anche i progetti più audaci… ma si cominci intanto con pochi e semplici interventi che rendano Pantalica più accogliente.

Immagini: Fig.1 – A Pantalica, strutture realizzate e mai terminate o mai date in gestione divengono purtroppo preda dei vandali. Fig. 2 – I resti preistorici che hanno valso il titolo di patrimonio dell’umanità, spesso rischiano di sparire sommersi dall’erba alta (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)