Vuoto come una stazione

stazione.jpgUn tempo si usava dire di un luogo che è “affollato come una stazione ferroviaria” per indicare il continuo viavai di persone e merci, al limite dell’umanamente sopportabile.
Tale termine di paragone, purtroppo, non sembra possibile per la stazione di Siracusa. Da diversi anni ormai la storica struttura versa in una crisi che sembra diventata negli ultimi mesi irrefrenabile. A nulla sembrano valere le flebili proteste sindacali, assenti sono le voci della politica mentre i viaggiatori hanno ormai abbandonato da tempo, rassegnati, il trasporto ferroviario.
Sembrano lontanissimi i tempi (eppure si tratta di appena un quindicennio) in cui la stazione veniva ingrandita e migliorata, i cui si costruiva la platea di lavaggio per i treni e in cui veniva costruita la nuova linea di binari che liberava Siracusa dalla cintura ferroviaria.
Oggi, la stazione siracusana è stata abbondantemente declassificata a livello nazionale. Pochi i treni che arrivano e partono ed ancora meno i viaggiatori in transito, tanto da far diventare la stazione, dopo una certa ora, una vera e propria “terra di nessuno“, come denunciato dai quotidiani locali.
La soppressione dei treni si sussegue ormai con ritmo costante: la storica “Freccia del Sud” lo scorso mese, le corse per Ragusa ed Agrigento la scorsa settimana. Insomma, una dimostrazione nemmeno per nulla velata della volontà di ridurre al minimo i servizi di Trenitalia a Siracusa.
Ed è un vero peccato questo: per la posizione geografica della città e per le lunghe distanze siciliane, il treno potrebbe essere il mezzo principe per i collegamenti dell’isola. Le opportunità sarebbero infinite ma si dovrebbe partire da tanti lavori: cominciare col raddoppiare le tratte, quasi tutte a binario unico ed elettrificare linee come la Siracusa-Ragusa su cui sono ancora costrette ad operare locomotive diesel. Il pittoresco treno del barocco, che in passato ha utilizzato locomotori a vapore rischia di non essere un treno d’epoca sulle linee provinciali. E che dire delle altre possibilità perse per il turismo e gli spostamenti che il treno potrebbe offrire ? La linea ferroviaria si incunea nel sud della provincia siracusana, toccando località balneari celebri, un tempo solo localmente, ma oggi sempre più anche tra i visitatori: Fontane Bianche, Noto Marina ecc.
Immaginate poter evitare le interminabili code di automobili estive per andare in treno al mare ? Non è un’utopia: il progetto c’era, la stazione di Fontane Bianche anche, con tanto di soldi utilizzati per il restauro. Purtroppo, un altro dei tanti progetti arenati mentre giorno dopo giorno la stazione muore nell’indifferenza e nella rassegnazione…