Ortigia, la perla offuscata

ortigia2.jpgA più riprese, in questi anni, è stato detto che Ortigia dovrebbe essere la “perla” di Siracusa. Se quest’affermazione è senz’altro vera da un punto di vista storico e paesaggistico, mal si sposa, invece, in quanto a servizi.
Molti Siracusani riscoprono il centro storico di Ortigia col ritorno della bella stagione quale luogo di passeggiate o serate in pizzeria e, dispiace dirlo, ad ogni nuova stagione, il livello dei servizi anzichè migliorare, va a peggiorare.
A cominciare dagli spettacoli serali o estivi, in genere. Si è già messo in evidenza in questo blog come la programmazione di spettacoli estivi del comune sia quasi del tutto assente. Eppure, per certo, i Siracusani non sono persone di grandi pretese. Sarebbe allora troppo un po’ di musica ad allietare le viuzze del centro storico o del teatro nelle caratteristiche piazzette o qualche semplice iniziativa per fare passare qualche ora piacevole a cittadini e turisti, approfittando della frescura serale ? Fa quasi sorridere, a questo riguardo, la notizia evidenziata in settimana dai media locali, del mancato finanziamento di due iniziative di animazione tra i vicoli del centro storico, del costo di poche centinaia di euro in quanto la spesa era eccessiva. Fa quasi sorridere se si pensa alle migliaia e migliaia di euro che regolarmente vengono sperperate senza tanto riguardo. Si pensa allora con nostalgia ai tempi (ormai lontani) in cui l’isolotto era animato dai suoni e dalle musiche dell’Ortigia Festival, ormai caduto nel dimenticatoio.
Certo, dal comune han fatto notare che Siracusa non è solo Ortigia, ma, per certo, il centro storico risulta un punto di riferimento per la cittadinanza tutta e viene difficile accettare in questi casi come giustificazione il principio “o tutti o niente”.
Ciò non toglie che per il suo fascino, centinaia di Siracusani e non, continuano ad amare Ortigia ed i suoi vicoli per passeggiarvi in estate.
bus1.jpgSe un tempo però l’isola pedonale, era attiva nei mesi estivi con una certa efficienza, adesso, di anno in anno, questa istituzione va sempre di più “evaporando”.
Si sono ridotti i giorni e si sono ridotti i controlli. Quella che nelle intenzioni passate del comune doveva divenire una zona a traffico limitato totale è ormai divenuta una zona a traffico limitato occasionale. Provate ad affacciarvi alla leggendaria Fonte Aretusa, sempre che non vi siano auto posteggiate ad impedirvelo. Oppure passeggiate tra i caratteristici vicoletti dell’isola ma, fate attenzione allo sfrecciare selvaggio degli scooter !
Mancanza di fondi vien detto a chi si interroga sullo stato delle cose. Difficile anche qui comprendere cosa centri la mancanza di fondi con un sistema di telecamere automatizzate, e, soprattutto, si fa sempre più strada il dubbio che più che mancanza di fondi, di mancanza di volontà si tratti.
Ma per il traffico in Ortigia, in fin dei conti, come biasimare i tanti che entrano nell’isolotto con auto e scooter ?
Un grande parcheggio esterno, il Molo San Antonio, ci sarebbe. Ma se al momento della sua attivazione si prevedeva un grande punto di interscambio in cui sarebbero passati in continuazione dei bus navetta gratuiti, oggi la situazione è del tutto differente. Le corse dei minibus anzichè aumentare sono andate a diminuire, i percorsi si sono allungati a dismisura per comprendere più fermate e la puntualità è più frutto del caso che un’azione pianificata.
Come criticare quanti, avendo un appuntamento nel centro storico, rifiutano di dover dipendere dalla casuale puntualità di un mezzo che passa all’incirca ogni ora ?
Non potrebbe essere diversamente, d’altro canto, se ancora una volta i giornali locali, ci hanno fatto apprendere che i nuovi e fiammeggianti minibus elettrici, inaugurati in pompa magna per il G8 ambiente, giacciono da mesi in rimessa per mancanza di autisti, ma, soprattutto, perchè hanno ormai le batterie scariche e non si è pianificata la possibilità di ricaricarle !
A tirar le somme di quanto detto, ben si spiega il momento triste che la nostra Ortigia sta passando. D’altro canto, se alcuni amministratori cittadini hanno recentemente affermato che sarebbe meglio spostare i (pochi) bus navetta in altri quartieri, in quanto le distanze nel centro storico permettono di camminare a piedi, ben si comprende come probabilmente la città reale e quella vista da chi la amministra abbiano un aspetto estremamente diverso e, soprattutto, esigenze difficilmente conciliabili.

Immagini: Piazza Duomo in Ortigia ed il servizio di minibus nel centro storico (foto da www.sicilystockphoto.com)

Un bus chiamato desiderio

bus3.jpgProbabilmente il titolo di questo post, parafrasi del titolo di un famoso film degli anni cinquanta, ben riprende la realtà del trasporto pubblico urbano a Siracusa.
Quanti, di tanto in tanto, si soffermano a leggere questo blog, ben sanno che i problemi di Siracusa e, in particolar modo quelli legati al traffico ed al trasporto, sono un tema caro a chi scrive, tanto da essere stati trattati a più riprese.
Eccoci allora, ancora una volta a fare il punto della situazione, solo per constatare che, purtroppo, nulla è mutato.
A Siracusa la qualità del servizio di trasporto pubblico e, in generale della mobilità alternativa, è bassissimo, con la conseguenza che solo chi vi è costretto abbandona la comodità dell’automezzo privato per avventurarsi in un viaggio dagli esiti incerti.
Gli autobus che attraversano la città sono spesso vecchi e sporchi, la puntualità inesistente ed i percorsi poco funzionali. Chi cerca di viaggiare con i mezzi pubblici sa bene che l’orario di passaggio dell’autobus equivale ad una variabile matematica di non facile individuazione.
bus1.jpgPazienza allora, bisogna rassegnarsi ad aspettare alla fermata che, certamente, non versa in condizioni migliori. Le fermate dotate di pensilina per potersi riparare dalle intemperie, nel corso delle lunghe attese, sono pochissime. Ancora meno quelle dotate di una panchina. Nulla di cui meravigliarsi se si pensa che lo stesso capolinea, ubicato vicino alla stazione, consiste in un triste marciapiede con un prefabbricato come biglietteria e neanche un servizio igienico.
Il cittadino o meglio, il viaggiatore rassegnato, non può che chiedersi di chi sia la colpa di tanto degrado. Probabilmente, come sempre accade, sono in molti a metterci la loro.
Come poter biasimare la scarsa puntualità dei bus (la velocità media cittadina è tra le più basse d’Italia) se sono praticamente inesistenti le corsie preferenziali ? Come criticare le misere pensiline quando (se la memoria non inganna) il comune chiese pazienza in quanto Siracusa, città d’arte, meritava “pensiline artistiche”, degne della sua storia che, però ebbero la disdetta di non trovare attuazione.
D’altro canto, anche il gestore del servizio non sembra propenso a cercare soluzioni che migliorino la situazione cittadina. La puntualità si ottiene imponendola al proprio personale di servizio e a nulla valgono le lamentele (più volte addotte) che gli introiti dei biglietti sono insufficienti. E’ ovvio che con uno scarso servizio pubblico poche persone utilizzino l’autobus. Pochi di questi poi comprano il biglietto se bus2.jpgsono coscienti che non vi sarà mai alcuna forma di controllo. Perchè mai poi non sia possibile comprare il ticket sul mezzo stesso rimane un mistero insoluto. L’azienda lamenta che i contributi regionali sono insufficienti per garantire un servizio migliore ma forse, questo dettaglio, andava pensato al momento di accettare il servizio. In altre città magari si cercano introiti alternativi derivanti dalla pubblicità sui mezzi e sulle pensiline ma, a ben guardare, non sembra, a Siracusa una soluzione di successo.
Appena pochi mesi fa, l’assessorato ai trasporti aveva promesso fuoco e fiamme e la rescissione del contratto se Siracusa non avesse avuto una mobilità degna di tale nome. Oltre ad un trasporto urbano efficace si vagheggiò di car-sharing, più bus navetta per il centro storico  e di un bike-sharing sempre più sviluppato. Ciliegina sulla torta sarebbero stati i costosissimi piani denominati PUM e PUT, inerenti il traffico e che avrebbero finalmente consentito di programmare la viabilità in città.
Non nascondiamolo, di fronte a tanti buoni propositi manifestati all’inizio dell’anno, da cittadini fiduciosi, eravamo quasi propensi a credere in “buone nuove” sul fronte del traffico. Evidentemente ci si sbagliava: le piogge invernali devono aver spento le fiamme promesse e, alla vigilia dell’estate, il trasporto pubblico urbano, continua a rimanere tristemente al palo.