Vigili all’attacco

multa.jpgNelle ultime settimane si è discusso come non mai intorno all’azione dei vigili urbani nella città di Siracusa. Complice di questo una serie di fattori che hanno portato la polizia municipale al centro dell’attenzione cittadina. In primo luogo una maggiore severità, rispetto al passato,  nell’applicare il codice della strada e le relative sanzioni. Questo, come si può facilmente immaginare, ha indispettito non poco i cittadini che si sono rivolti ai giornali protestando per l’eccessivo zelo degli agenti. Questa inversione di tendenza si è registrata da circa un anno, con l’arrivo del nuovo comandante del corpo che ha cercato di riorganizzare la polizia municipale, ricorrendo in alcuni casi anche a note di demerito tra il personale a suo avviso poco collaborativo. Proprio negli ultimi giorni sui quotidiani locali campeggiano le ragioni addotte da vigili e sindacati contro tali iniziative. In ultimo, in queste settimane, si sono registrati diversi atti intimidatori nei confronti dei vigili urbani: dall’aggressione ad un agente in servizio ad un attentato incendiario contro l’ingresso del comando. Insomma c’è un vero fermento intorno ai tutori del traffico aretuseo. Cosa pensare di quanto accade e che dire di tutto questo ? L’opinione qui espressa sicuramente non è delle più popolari ma non vi è dubbio che la situazione del traffico siracusano è oltremodo caotica e che buona parte degli ingorghi sono causati da automobili malamente posteggiate in seconda fila. Difficile allora parlare di troppo zelo dei vigili quando finalmente si cerca di intervenire su tale pessima abitudine cittadina elevando una contravvenzione a quanti intralciano il traffico in zone chiave della città. In molte città italiane basta molto meno che un auto in seconda fila per ricevere una salata multa. Ben vengano gli interventi contro i cattivi vizi degli automobilisti se questi consentiranno in futuro di arrivare da un capo all’altro della nostra piccola cittadina in meno di un’ora come invece accade attualmente a causa delle interminabili code. In molti lamentano anche il fatto che si tratti di un tentativo del comune di “far cassa”. Non è un mistero che gli introiti delle multe vadano nelle casse comunali. A Siracusa, purtroppo, i servizi pubblici languono ed una delle ragioni addotte è la perenne mancanza di soldi da parte del comune. Non demonizziamo allora le contravvenzioni giuste se questo ci consentiranno in futuro di avere una città più ordinata e funzionale.

Vizi e manie del pedone siracusano

semaforo.jpgNelle scorse settimane c’è già stata occasione di citare scherzosamente i mille vizi e le piccole manie che affliggono i Siracusani (ma non solo) nel momento in cui si mettono al volante o inforcano una bicicletta. Tanti piccoli comportamenti, in cui spesso ci possiamo riconoscere, su cui ridere su ma che dovrebbero anche far riflettere un pochino per evitare atteggiamenti pericolosi nel traffico cittadino.
Come non dedicare qualche riga allora anche al pedone siracusano ? Si tratta di un personaggio alquanto raro, data la comune abitudine di utilizzare un automezzo fino dove è possibile e anche oltre. Ciò non toglie che, quando il cittadino aretuseo decide di spostarsi a piedi, spesso tira fuori il peggio di sè.
Ammettiamolo, chi di noi non si è ritrovato a camminare al centro della carreggiata quando ad entrambi i lati c’erano ampi marciapiedi ? E’ vero che le condizioni di pulizia dei marciapiedi spesso poco invogliano al loro utilizzo. Stessa cosa dicasi per gli automezzi, spesso malamente posteggiati, a tal punto da ostacolare il cammino. Ciò non toglie che la brutta abitudine di camminare al centro della strada oltre ad essere pericolosa crea difficoltà al già caotico traffico cittadino. E che dire poi quando il pedone rende la situazione ancora più critica spingendo una carrozzina a poche decine di centimetri dalle automobili ?
Altro punto critico del comportamento pedonale della nostra città è l’attraversamento della carreggiata. Non si può che rimanere stupiti come in presenza di strisce pedonali si sia pronti a far valere il proprio diritto di precedenza e, magari solo pochi metri dopo, ci si scorda ogni regola se le strisce non ci sono o peggio in presenza di un semaforo. La brutta abitudine di gettarsi praticamente tra le ruote dell’automobile che sopraggiunge dovrebbe essere tra i primi vizi da abbandonare.
Un pensiero infine a quanti giornalmente passeggiano per portare a spasso il proprio “amico a quattro zampe”. E’ bello far due passi così come è ancora più bello farlo in compagnia del proprio cane. In questo caso, però, attrezzarsi per raccogliere i bisogni lasciati dal proprio cucciolo è un segno di rispetto verso la città e verso gli altri cittadini. Troppo spesso, purtroppo, i marciapiedi cittadini versano in condizioni pietose proprio per i tanti escrementi lasciati sui marciapiedi. Ancora una volta basterebbe soltanto un piccolo sforzo per superare dei piccoli vizi che tutti abbiamo ma che, se eliminati, renderebbero la bella Siracusa più vivibile.


Si inaugura la nuova uscita nord

petrolchimico.jpgSono giunti al termine i lavori della nuova uscita nord di Siracusa. Il tratto di strada in questione (traversa Belvedere di Scala Greca, nello spazio compreso tra gli incroci con via Lentini e via Buscemi) verrà inaugurato ufficialmente oggi sebbene già da qualche tempo gli automobilisti avessero cominciato a prenderne possesso. L’arteria è stata completata con la segnaletica stradale mancante che verrà presto ulteriormente integrata con alcuni dossi artificiali per limitare la velocità dei veicoli. Con l’apertura definitiva si dovrebbe alleggerire la portata del traffico in uscita da Siracusa nord, in direzione di Catania e del polo petrolchimico. Fino ad oggi le automobili si trovavano infatti concentrate in lunghe code ai semafori dell’incrocio tra la larga arteria viale Scala Greca e la trasversale via Lentini. La nuova strada, con il suo andamento quasi da circonvallazione consentirà agli abitanti di diversi quartieri di raggiungere l’uscita cittadina senza immettersi nel caotico traffico delle arterie centrali. Allo stesso tempo le automobili che arrivano a Siracusa e devono recarsi verso la fascia costiera  nord potranno direttamente indirizzarsi dall’ingresso cittadino evitando l’eccessivo affollamento di viale Scala Greca. L’inaugurazione di oggi, insieme alla rotonda all’uscita cittadina, completata pochi mesi fa, ed ai costruendi marciapiedi migliora sicuramente di tanto l’aspetto e la vivibilità di quest’area della città e si spera possa almeno in parte aiutare del decongestionare il traffico urbano.

Immagine: meno code con la nuova strada per uscire da Siracusa nord ? (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)


Il ritorno del Go-bike

Tra le prime novità che si registrano in città con l’arrivo del 2011 vi è quella del ritorno del Go-bike. Da circa due settimane è infatti tornato in attività il servizio di bike sharing cittadino.
Dopo le difficoltà registrate in passato con la gestione in appalto, il comune ha fatto sapere che intende adesso gestire il servizio 2090338814.jpgdirettamente. Tornano quindi in funzione le 15 postazioni per il prestito delle bici dislocate nei punti strategici della città. Presso gli stalli sono tornate a far bella mostra di sè le biciclette, ancora non tutte (una novantina ma si pensa di portarle ad oltre 120) ma è già un inizio.
Certamente la strada da fare per poter immaginare Siracusa come Pechino -ricolma di mezzi a due ruote che sfrecciano avanti ed indietro- è ancora tanta ma, registriamo positivamente il ritorno di questo servizio.
Il primo passo è fatto ma tanto lavoro rimane ancora e non soltanto da un punto di vista tecnico e logistico. Per poter aspirare ad una Siracusa più ecologica e che faccia uso della mobilità alternativa bisogna adesso lavorare tanto sulla sensibilizzazione delle persone. Appena pochi giorni fa è giunta la notizia che dei vandali hanno danneggiato una parte delle biciclette durante la sosta notturna. E’ positivo in questo annotare che le telecamere hanno registrato il gesto e si spera di poter risalire agli autori del danneggiamento. Bisogna pertanto lavorare per sensibilizzare al rispetto della “cosa comune” e, dispiace dirlo, prevenire o punire severamente gli atti vandalici.
Tanto può fare il comune nel rendere il Go-bike veramente conveniente e competitivo nel panorama del traffico cittadino. In primo luogo rendere il servizio accessibile. Nella vecchia edizione riuscire a farsi “tesserare” era particolarmente difficoltoso e addirittura quasi impossibile per i turisti. Da dicembre sono attivi due punti vendita (bar in Corso Umberto ed alla zona archeologica) ove è possibile ritirare le tessere. Un buon inizio che dovrebbe proseguire con la possibilità di acquistare le tessere Go-bike presso ogni stallo. E poi, perchè non immaginare lungo le principali arterie cittadine o sui marciapiedi più grandi delle corsie apposite per le bici ? Poco spazio si toglierebbe alla viabilità stradale e tanto si guadagnerebbe in sicurezza evitando che i ciclisti effettuino pericolosi slalom tra le automobili. Insomma, adesso che cominciano ad esserci i mezzi tecnici non bisogna dimenticare l’aspetto promozionale. Siracusa soffoca nelle polveri sottili a tal punto che a norma di legge si dovrebbe ripetutamente bloccare il traffico automobilistico. Il comune potrebbe prevenire e regalare delle boccate d’aria alla città organizzando con le tante associazioni ambientaliste e sportive delle giornate dedicate alla mobilità alternativa e che incentivino l’uso del bike sharing.
Utopie ? Può darsi ma siamo ancora agli esordi di questo 2011 ed è anche bello cominciare l’anno con una ventata di ottimismo che faccia sperare in un nuovo corso per la nostra vecchia Siracusa.


Vizi e manie del ciclista siracusano

bici.jpgNon vi è dubbio che se c’è una categoria di utenti della strada che ha vita difficile a Siracusa, questa è rappresentata dai ciclisti. Tra i pregi della città aretusea sicuramente non vi è quello di essere bike-friendly. Questo a partire dalla morfologia stessa del territorio, quasi sempre in pendenza. Intendiamoci, nessuna salita proibitiva ma tante pendenze lievi, lunghe e costanti in grado di mettere a dura prova muscoli e polmoni dei meno allenati. La recente sospensione del servizio di bike-sharing ha ulteriormente demotivato quanti volevano tentare la mobilità alternativa e, l’attivazione in tempi recenti delle prime piste ciclabili ha soltanto in parte sopperito a questo. Ma diciamoci la verità: il ciclista siracusano sicuramente non è un santo nel panorama del traffico cittadino e, al pari degli automobilisti e dei motociclisti di cui abbiamo già parlato, ha la sua buona dose di cattive abitudini.
La prima di queste comprende sicuramente le regole del codice stradale. Per una ragione non meglio precisata non sono pochi i bikers che ostentano la ferma convinzione di essere al di fuori se non al di sopra delle leggi della strada. Ecco allora che quando col vostro veicolo imboccherete un senso unico, vedrete venirvi incontro in senso vietato, magari al centro della carreggiata, la bici di turno. Stessa regola vale per i semafori che, il più delle volte, vengono candidamente ignorati. Capita allora che allo scattare del verde, gli automobilisti in partenza si ritrovino improvvisamente un mezzo a due ruote tagliargli lentamente la strada. Insomma, la vita nel traffico cittadino è già difficile di per sè, non contribuiamo a renderla ancora più dura. E che dire delle pedalate in compagnia ? Nulla di più bello di una bella passeggiata con gli amici ma chiaccherare fianco a fianco intralciando il traffico non è sicuramente un comportamento civico. Stessa cosa dicasi per il pedalare di notte senza luci o indumenti ad alta visibilità: un comportamento estrememente pericoloso per sè e per gli altri ma che, purtroppo, non risulta infrequente.
La viabilità alternativa in bicicletta potrebbe essere una delle soluzioni per alleviare il pesante traffico nella nostra città. Se l’amministrazione provvedesse a rendere le nostre strade più accoglienti per le bici e se i ciclisti indisciplinati si adattassero un po’ di più alle regole della viabilità, Siracusa potrebbe fare un grande balzo in avanti in quelle classifiche di vivibilità che la vedono sempre agli ultimi posti nazionali.


Vizi & manie del motociclista

motorini1.jpgSe appena un paio di settimane fa ci eravamo divertiti nel fare un piccolo esame di coscienza ed esaminare i vizi e le manie dell’automobilista siracusano (ma in realtà non solo). Ecco giunto allora il momento di “mettere sotto la lente di ingrandimento” un altro pittoresco frequentatore del traffico cittadino: il motociclista.
L’Italia probabilmente è uno dei paesi con il maggior numero di motocicli. Siracusa non fa eccezione, anzi, sicuramente, è ai vertici della classifica nazionale dato che il clima favorevole ed il caotico traffico cittadino invogliano il diffondersi dei centauri.
Ecco allora che nei mesi freddi così come nella bella stagione, i mezzi a due ruote costituiscono un folto gruppo di veicoli in circolazione.
Fin qui nulla di male, soprattutto se il ciclomotore aiutasse nel rendere la circolazione stradale cittadina più scorrevole. Raramente però è così, anzi, il più delle volte, il motociclista siracusano, galvanizzato dalla grande libertà di movimento, si muove con fare molto disinvolto, se non addirittura spregiudicato attraverso le strade della città. Il casco protettivo nei mesi invernali è spesso un optional (si vocifera che crei problemi di pettinatura) mentre nei mesi estivi, con l’aggiungersi delle alte temperature, diventa una vera e propria palla al piede da molti portato solo quando motorini2.jpgnell’aria si “fiuta” odore di controlli da parte delle forze dell’ordine. E’ qui allora che il motociclista sfoga la sua fantasia interpretando a suo modo la norma del “bisogna portare il casco“. C’è chi lo porta al braccio o chi ne porta uno in due. I giovanissimi, a volte, intimoriti, improvvisano il “casco indossato soltanto a metà” che, francamente, oltre che scomodissimo ed inutile per il mantenimento della pettinatura, è anche particolarmente pericoloso per il controllo dell’equilibrio sul ciclomotore.
Fin qui quel che riguarda la sfera personale del guidatore che, però, si trova anche a relazionarsi con gli altri veicoli presenti sulla strada. L’effetto che i motorini hanno per l’automobilista è quello del nugolo di mosche intorno ad un dolce. Il motociclista non si vede ma si sente o meglio si percepisce. Quando l’automobile sta per svoltare ad un incrocio o imbocca una curva stretta o supera un altro autoveicolo ecco che improvvisamente ma inesorabilmente sbuca il ciclomotore di turno che, in barba ad ogni regola e, soprattutto al buon senso, si infila anche nel varco più stretto pur di superare con grande rischio per l’incolumità propria ed altrui. Questo vale in movimento come in fase di sosta. Durante l’attesa semaforica, infatti, stuoli di scooter di ogni dimensione cominciano slalom tra le auto in sosta per guadagnare posizioni, spesso incuranti del rischio di graffiare sportelli o danneggiare specchietti.
Alla testa del semaforo si ripete la scena già citata tra i vizi degli automobilisti. Davanti al primo della fila, oltre a uno o due automobilisti particolarmente “furbi”, si posiziona in genere anche un gruppo più o meno nutrito di motocicli. Se si tratta di mezzi di piccola cilindrata e la partenza è in salita, allo scattare del verde il traffico paralizzato è praticamente inevitabile. Pericolosissime sono anche le relazioni che intercorrono tra i pedoni e gli scooter. Se tentate di attraversare la strada, non importa quanto disti da voi il motorino, la tentazione di raggiungervi e di sfrecciarvi accanto, davanti, dietro o da entrambi i lati se i motocicli sono diversi, è davvero troppo forte per il centauro.
Un discorso a parte vale per i ciclomotori di grossa cilindrata, sempre più diffusi e che danno il meglio di sè soprattutto nelle ore notturne. Come resistere alla tentazione di lanciare in corsa simili bolidi ? Ecco allora che quando le strade si svuotano i bolidi entrano in pista e, nelle lunghe ore notturne, percorrono le principali arterie cittadine ad altissime e pericolosissime velocità e con grande e fastidioso rumore. Tutto questo, purtroppo, senza alcun provvedimento.
Alla fine anche il motociclista che oggi abbiamo tanto tartassato, si troverà a dover posteggiare. Ecco allora l’ultimo tocco per simboleggiare il senso di libertà dato dalle due ruote. Posteggiare il motorino è fuor di dubbio più facile. In mancanza di posti lungo la strada il marciapiede diventa il più delle volte un ottimo ripiego, in barba alle gimkane a cui si obbligano i pedoni. Se invece dovesse esservi il posto regolare, ecco allora il più piccolo degli scooter occupare per traverso un posteggio adatto ad un camion, quasi a reclamare la sua pari dignità tra le categorie dei mezzi stradali. Insomma, a ben vedere, nel traffico siracusano sono pochi i virtuosi a quattro o a due ruote. E che dire degli altri ? Ciclisti, pedoni, mezzi pubblici… anche loro hanno indubbiamente i loro vizi e le loro manie, come presto torneremo a vedere.


Tante novità nel traffico cittadino

Ancora piccole rivoluzioni in vista nella circolazione stradale di Siracusa. In questi giorni, quanti si mettono al volante, dovranno pertanto fare ancora più attenzione del solito per non incorrere in manovre di abitudine e ritrovarsi, senza volerlo, improvvisamente in controsenso.
Le nuove modifiche alla circolazione stradale riguardano soprattutto la parte alta della città, nello specifico il triangolo viale Epipoli-via Forlanini-via Necropoli Grotticelle. Tutte e tre le vie sono state fino ad oggi a doppio senso di marcia. Questo provocava spesso rallentamenti e code, soprattutto a causa della auto che dalla via Necropoli Grotticelle svoltavano su via Forlanini. Per ovviare a questo inconveniente, nei prossimi giorni, appena ultimata la segnaletica, via Forlanini diverrà a senso unico di marcia, in direzione del centro trafficosr2.jpgcittadino. Anche i posteggi ai lati della strada dovrebbero essere ulteriormente regolamentati per rendere più scorrevole il traffico. Stessa regolamentazione della auto in sosta avverrà lungo via Necropoli Grotticelle, dove, non nascondiamocelo, il “posteggio selvaggio” è stato finora una delle cause principali di ingorghi. Anche il primo tratto di viale Epipoli diventerà a senso unico per uscire da Siracusa (nel tratto compreso tra le due rotonde).
Nei prossimi giorni verranno apportati miglioramenti anche alle recenti innovazioni di circolazione nella parte sud della città. Rimarranno le innovazioni inerenti i sensi di marci di via Piave e via Agatocle oltre a varie altre arterie della borgata Santa Lucia. In largo Porto Piccolo verrà poi realizzata un’isola spartitraffico per migliorare il flusso veicolare.
Altre parti della città subiscono in queste settimane grandi trasformazioni. Si tratta della zona terminale del centralissimo corso Gelone, dove, dopo la fase sperimentale positiva che ha permesso l’abolizione dei semafori, è in corso di realizzazione una rotatoria fissa. Da alcune settimane nelle arterie secondarie che si immettono su viale Paolo Orsi, vigono anche obblighi di svolta in una sola direzione, purtroppo ancora poco rispettati dagli automobilisti, con il risultato di continuare ad intralciare il traffico.
All’uscita nord della città, viale Scala Greca, prosegue invece a gran lena la realizzazione dei marciapiedi. Un’opera importante attesa da anni ma che, al momento, provoca rallentamenti a causa della riduzione della carreggiata e della disattivazione dei semafori.
Rimane invece ancora un “sogno nel cassetto” di molti automobilisti, la sincronizzazione in serie dei numerosi semafori cittadini. Un intervento piccolo ma che apporterebbe notevoli migliorie nel movimento del flusso veicolare.

 


Vizi & manie dell’automobilista siracusano

trafficosr.jpgDa tempo mi ripromettevo di dedicare alcuni post al variopinto popolo dei frequentatori del traffico siracusano. Quanti, giornalmente, si trovano imbottigliati, inesorabilmente e senza scampo, tra file interminabili di auto ben sanno come automobilisti, motocicilisti, ciclisti, pedoni ed autobus costituiscano un assortimento  variegato e curioso, ognuno con le sue manie ed i suoi vizi, alcuni di carattere nazionale, altri più tipicamente siracusani.
Cominciamo allora questa serie di post, che spero di proporre con cadenza abbastanza regolare, dedicandoci ai vizi ed alle manie dell’automobilista siracusano. Si tratta fuor di dubbio della categoria più numerosa dei frequentatori delle strade aretusee. D’altro canto, come farne una colpa al cittadino di fronte ad un servizio di trasporto pubblico quasi inesistente ? E così, nelle ore di punta, le arterie che attraversano la città si riempiono di veicoli di ogni forma, dimensione e colore. Già questo sarebbe sufficiente a mandare in tilt la circolazione cittadina (complici anche le caotiche temporizzazioni dei semafori). Ed è proprio in segno di anarchica protesta contro i malefici semafori aretusei che, dove può, l’automobilista siracusano, giunto in prossimità di un incrocio, scavalca in un sol colpo anche una decina di veicoli per porsi di traverso ed in malo modo davanti al primo della fila. Poco importa se con il suo veicolo messo trasversalmente  rallenta magari la circolazione nella corsia parallela, quella col via libera… tanto, da un momento all’altro, l’automobilista perderà il suo glorioso primato che verrà conquistato da un altro virtuoso del volante. In altre città italiane il solo superamento della linea del semaforo fa scattare fotografie traffico3.jpge multe automatizzate. Non nella città d’Archimede dove, con flemma del tutto anglosassone, si accetta l’ovvietà di tale situazione. Tutto si risolverebbe se allo scattare del verde i veicoli cominciassero celermente a mettersi in movimento ma, in totale contrapposizione all’atteggiamento appena dimostrato, inspiegabilmente, all’arrivare del via libera, l’automobilista siracusano cade in un fiabesco torpore che gli impedisce di varcare l’incrocio. Ecco allora lo strombazzare dei clacson che rende ancora più caotico il tutto mentre decine di gesti e di parole poco nobili volano all’indirizzo di chi sta bloccando il traffico.
Ma mostriamo un po’ di comprensione verso questi poveri malcapitati in quanto non è certo possibile dar loro la colpa di tutti i mali. Un altro dei grandi problemi che affligge la viabilità urbana è infatti la cronica mancanza di posteggi. A questa, lo scaltro automobilista siracusano, reagisce con grande prontezza inventando posti in seconda o anche terza fila, meglio se in prossimità di un incrocio. Questo in genere avviene con la brutta stagione per non rischiare di dover compiere delle commissioni prendendo troppo freddo. Questo in genere avviena anche con la bella stagione per non dover correre il rischio di compiere delle commissioni prendendo troppo caldo. In alcuni rari e fortuiti casi ci si può anche trovare di fronte ad un posteggio libero esattamente davanti alla propria meta. Anche in questo caso, l’automobilista siracusano reagisce con grande freddezza all’affronto della sorte e con una precisa manovra geometrica posteggia. In  genere detto posteggio avviene con la parte anteriore della propria auto dentro il posteggio (per essere certo che nessuno ne possa usufruire) e la parte posteriore di traverso sulla strada (per avere la sicurezza di intralciare il traffico).
Insomma, ridiamoci su sui piccoli vizi e sulle manie che quotidianamente viviamo nel traffico cittadino ma rendiamoci anche conto che con piccoli gesti la difficile viabilità cittadina avrebbe dei netti miglioramenti.
Già vi vedo, pedoni o ciclisti che ridacchiate dei vizi dei colleghi automobilisti ma non temete: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”, si suol dire e presto torneremo a divertirci delle piccole manie dei frequentatori del traffico.

 


Una piccola rivoluzione nel traffico cittadino

vietato.jpgOcchio ai sensi di marcia, se anche voi siete automobilisti, in quanto dalla scorsa domenica sono stati adottati diversi cambiamenti alla circolazione urbana di Siracusa.
La zona interessata è quella della borgata Santa Lucia e quella dei Cappuccini. Dopo mesi di chiusura a causa di un edificio pericolante riapre al traffico Riviera Dionisio il Grande. A differenza del passato, però, la strada che conduce al convento dei Cappuccini e che per decenni è stato un vero e proprio “budello” del traffico cittadino, sarà solamente a senso unico di marcia. L’altro senso di marcia verrà garantito dalla nuova arteria parallela, inaugurata pochi mesi orsono, e realizzata sul tracciato della vecchia cintura ferroviaria. Con questa capienza raddoppiata, uno dei punti nevralgici del traffico cittadino dovrebbe diventare più scorrevole. Un’altra novità, che sicuramente sarà apprezzata dai residenti, sarà la possibilità di posteggiare lungo Riviera Dionisio il Grande.
La zona della Chiesa dei Cappuccini cambierà notevolmente aspetto. Nell’ultimo anno ha avuto un primo restyling con l’inaugurazione della pista ciclabile e l’apertura della nuova arteria stradale (il cui nome non è stato ancora deciso). Poi è stata la volta dell’abbattimento degli edifici a ridosso delle latomie che porterà alla realizzazione di una panoramica. L’ultima notizia riguarda la realizzazione di una rotatoria , proprio di fronte al convento, tanto che si sta valutando anche la possibilità di arretrarne il muro di cinta per creare più spazio. Un’analoga rotatoria dovrebbe sorgere all’estremità opposta, agli incroci tra le vie Piave ed Agatocle. E qui si arriva alla seconda rivoluzione storica. Riguarda due delle principali vie che attraversano la borgata. Via Piave e via Montegrappa vedranno invertito il loro storico senso di marcia (Via Piave non sarà più percorribile verso il mare bensì in salita) e in Piazza Cuella, di fronte allo stadio comunale, si realizzerà una sorta di spartitraffico.
Un cambiamento radicale quindi in alcune arterie storiche cittadine ed un motivo di cautela per gli automobilisti, abituati da decenni a determinati sensi di marcia.
L’ultima novità riguarda un altro punto nevralgico della circolazione di Siracusa. Dopo il periodo sperimentale che ha dato buoni esiti, sono cominciati i lavori per rendere definitiva la rotatoria posta alla sommità di corso Gelone, all’incrocio con viale Paolo Orsi. Questa rotonda sebbene sempre molto trafficata, ha consentito di snellire il traffico in quella zona eliminando i semafori storici.
Si spera che le modifiche alla circolazione diano presto i risultati sperati così come si spera che presto si attui anche la più volte auspicata sincronizzazione tra i semafori in serie nelle principali arterie cittadine, che consentirebbe un ulteriore miglioramento del movimento urbano.

Un bus chiamato desiderio

bus3.jpgProbabilmente il titolo di questo post, parafrasi del titolo di un famoso film degli anni cinquanta, ben riprende la realtà del trasporto pubblico urbano a Siracusa.
Quanti, di tanto in tanto, si soffermano a leggere questo blog, ben sanno che i problemi di Siracusa e, in particolar modo quelli legati al traffico ed al trasporto, sono un tema caro a chi scrive, tanto da essere stati trattati a più riprese.
Eccoci allora, ancora una volta a fare il punto della situazione, solo per constatare che, purtroppo, nulla è mutato.
A Siracusa la qualità del servizio di trasporto pubblico e, in generale della mobilità alternativa, è bassissimo, con la conseguenza che solo chi vi è costretto abbandona la comodità dell’automezzo privato per avventurarsi in un viaggio dagli esiti incerti.
Gli autobus che attraversano la città sono spesso vecchi e sporchi, la puntualità inesistente ed i percorsi poco funzionali. Chi cerca di viaggiare con i mezzi pubblici sa bene che l’orario di passaggio dell’autobus equivale ad una variabile matematica di non facile individuazione.
bus1.jpgPazienza allora, bisogna rassegnarsi ad aspettare alla fermata che, certamente, non versa in condizioni migliori. Le fermate dotate di pensilina per potersi riparare dalle intemperie, nel corso delle lunghe attese, sono pochissime. Ancora meno quelle dotate di una panchina. Nulla di cui meravigliarsi se si pensa che lo stesso capolinea, ubicato vicino alla stazione, consiste in un triste marciapiede con un prefabbricato come biglietteria e neanche un servizio igienico.
Il cittadino o meglio, il viaggiatore rassegnato, non può che chiedersi di chi sia la colpa di tanto degrado. Probabilmente, come sempre accade, sono in molti a metterci la loro.
Come poter biasimare la scarsa puntualità dei bus (la velocità media cittadina è tra le più basse d’Italia) se sono praticamente inesistenti le corsie preferenziali ? Come criticare le misere pensiline quando (se la memoria non inganna) il comune chiese pazienza in quanto Siracusa, città d’arte, meritava “pensiline artistiche”, degne della sua storia che, però ebbero la disdetta di non trovare attuazione.
D’altro canto, anche il gestore del servizio non sembra propenso a cercare soluzioni che migliorino la situazione cittadina. La puntualità si ottiene imponendola al proprio personale di servizio e a nulla valgono le lamentele (più volte addotte) che gli introiti dei biglietti sono insufficienti. E’ ovvio che con uno scarso servizio pubblico poche persone utilizzino l’autobus. Pochi di questi poi comprano il biglietto se bus2.jpgsono coscienti che non vi sarà mai alcuna forma di controllo. Perchè mai poi non sia possibile comprare il ticket sul mezzo stesso rimane un mistero insoluto. L’azienda lamenta che i contributi regionali sono insufficienti per garantire un servizio migliore ma forse, questo dettaglio, andava pensato al momento di accettare il servizio. In altre città magari si cercano introiti alternativi derivanti dalla pubblicità sui mezzi e sulle pensiline ma, a ben guardare, non sembra, a Siracusa una soluzione di successo.
Appena pochi mesi fa, l’assessorato ai trasporti aveva promesso fuoco e fiamme e la rescissione del contratto se Siracusa non avesse avuto una mobilità degna di tale nome. Oltre ad un trasporto urbano efficace si vagheggiò di car-sharing, più bus navetta per il centro storico  e di un bike-sharing sempre più sviluppato. Ciliegina sulla torta sarebbero stati i costosissimi piani denominati PUM e PUT, inerenti il traffico e che avrebbero finalmente consentito di programmare la viabilità in città.
Non nascondiamolo, di fronte a tanti buoni propositi manifestati all’inizio dell’anno, da cittadini fiduciosi, eravamo quasi propensi a credere in “buone nuove” sul fronte del traffico. Evidentemente ci si sbagliava: le piogge invernali devono aver spento le fiamme promesse e, alla vigilia dell’estate, il trasporto pubblico urbano, continua a rimanere tristemente al palo.