Tutti al Tecnoparco per riscoprire Archimede !

tecnoparco1.jpgChe Siracusa sia una città poco riconoscente verso i propri talenti, è storia vecchia. Il caso più eclatante è quello del più illustre tra i suoi figli, quell’Archimede che tutto il mondo ci invidia.
Tanti sono gli appassionati ed anche gli studiosi che giunti da ogni dove in città, cercano le tracce dell’inventore siracusano. Puntualmente rimangono delusi nello scoprire l’assenza di monumenti (con alcune rare eccezioni, ben nascoste alla vista dei più) o di musei dedicati al matematico. Lo stesso entusiasmante progetto della Domus Archimedea che, sul modello di quella già sperimentata, dedicata a Leonardo, doveva permettere di rivivere dal vivo l’opera dello scienziato, sembra ancora una volta essersi arenato e finito nel dimenticatoio.
Eppure non tutto è così cupo per la memoria dell’inventore: da poco più di un anno, a Siracusa, grazie all’entusiasta iniziativa di una cooperativa privata, è possibile ammirare le ricostruzioni di alcune tra le più famose macchine archimedee.
L’occasione è data dal Tecnoparco Archimede, sorto a due passi dal parco archeologico della Neapolis. Non si tratta di una struttura chiusa bensì di un parco-museo, in uno stile che va sempre più di moda nell’Europa centrale. Passeggiando in un giardino tipicamente mediterraneo si ripercorrono le varie tappe dell’opera di Archimede. Con grande passione ed accuratezza sono riprodotte, spesso a grandezza naturale, numerose delle invenzioni che hanno reso famoso l’inventore. Ecco allora che potremo vedere l’enigmatico rompicapo tecnoparco2.jpgnoto come Stomachion o gli studi e le macchine utili per i lavori quotidiani come le leve o la coclea.
Ma erano anche tempi ben turbolenti quelli di cui parliamo e, alla fine del III sec. a.C. scoppiò la guerra tra Roma e Siracusa ed Archimede dovette cominciare a progettare macchine belliche per difendere la città. Tutte presenti al tecnoparco dove sarà possibile ammirare le ricostruzioni dei famosi specchi ustori, con i quali, secondo la tradizione, venne bruciata la flotta romana. E ancora, la micidiale “manus ferrea” e tanti tipi di catapulte, arieti e balestre a grandezza naturale.
Il personale del parco accompagna i visitatori spiegando il funzionamento e la teoria delle varie macchine rendendo la visita ancora più interessante ed avvincente. Perchè non concedersi allora, specie nei fine settimana, qualche ora originale e diversa per riscoprire un personaggio che ha reso celebre la nostra città ?
Il Tecnoparco Archimede è ubicato in Via Giuseppe Agnello, 26, alle spalle del teatro greco. Maggiori informazioni sugli orari di apertura ed i recapiti per prenotazioni sono disponibili sul sito internet ufficiale www.tecnoparco-archimede.com

Immagini: Catapulta e Coclea (tratte dal sito ufficiale del tecnoparco)

Quel parco in mezzo alla città

tomba_archimede2.jpgC’è un luogo, proprio al centro di Siracusa, dove sorge un bellissimo parco con tanto verde. E’ uno di quei luoghi che, a forza di essere sotto lo sguardo di tutti e per l’abitudine di non essere utilizzato, viene alla fine pian piano dimenticato: troppo evidente per essere notato.
Eppure sono sicuro che molti Siracusani si trovano a passare quasi ogni giorno in un punto nevralgico del traffico cittadino, quale è l’incrocio tra le centralissime Viale Teracati e Via Necropoli Grotticelli ovvero davanti alla cosiddetta “Tomba di Archimede”.
Il parco a cui mi riferivo è proprio quello, quell’estesa zona ricca di verde costituita dalle latomie, le profonde ed antiche cave di pietra costruite in epoca greca ed oggi colme di lussureggiante vegetazione.
L’area è molto estesa e, in parte aperta al pubblico, quella relativa all’Orecchio di Dionisio per intenderci. Ma il parco delle latomie è in realtà molto più esteso e si incunea profondamente nel tessuto cittadino (o forse sarebbe più corretto dire la città è sorto attonrno ad esso) con un lunga propaggine che va a terminare proprio al più caotico incrocio della città.
tomba_archimede3.jpgMolte città italiane si sognano di poter avere un polmone verde nei propri quartieri centrali. A Siracusa esiste questo straordinario angolo di pace e di quiete ma, putroppo, risulta chiuso al pubblico da tempi immemorabili.
Provate a dare un’occhiata a qualcuna delle immagini di questa pagina per provare solo ad immaginare che eccezionale angolo verde potrebbe guadagnare la città se solo fosse aperto al pubblico.
Due sentieri attraversano le latomie: uno a monte, panoramico, parte dall’ingresso dell’area archeologia e costeggia dall’alto l’antica cava di pietra fino a giungere alle antiche necropoli. Si tratta di un sentiero perfettamente attrezzato con tanto di transenne e indicazioni di sicurezza che venne aperto (in via del tutto eccezionale) soltanto per pochi giorni, alcuni anni fa in occasione delle “giornate della cultura”.
Il secondo sentiero, ancora più suggestivo, parte dalle tomba di Archimede e poi scende all’interno dell’antica cava. Lì i rumori del traffico cittadino e lo smog vengono smorzati dalle imponenti pareti di roccia e si passeggia in mezzo al verde fino a passare davanti al tomba_archimede1.jpgmonumentale albero di ficus secolare che rappresenta il più grande ed antico albero della città. Il sentiero prosegue poi ancora a lungo fino a giungere al famoso Orecchio di Dionisio.
Una risorsa unica insomma che la città potrebbe sfruttare sia come ulteriore attrazione per il turismo che come grande parco cittadino dove i Siracusani potrebbero magari avere accesso gratuito per poter passeggiare e rilassarsi a pochi passi da casa.
Basterebbe poco oggi per rendere fruibile in pieno le meravigliose latomie e farle uscire dal loro abbandono. Il motivo della loro chiusura non è mai del tutto chiaro. A volte si mormora di problemi di sicurezza statica, altre volte di mancanza di personale di sorveglianza. Insomma, in entrambi i casi nulla che giustifichi una chiusura a tempo indeterminato di un simile gioiello. Siamo da poco entrati nel 2010: anno nuovo, vita nuova… speriamo che sia l’anno buono in cui anche i Siracusani possano riappropriarsi delle meraviglie della propria città.