Il treno verde arriva in città

trenoverde.jpgNei mesi estivi il passaggio nei mari di Siracusa di “goletta verde”, per il monitoraggio della qualità delle acque, è ormai un appuntamento consolidato. Questo fine settimana però una nuova ed utile iniziativa di monitoraggio ambientale interesserà la nostra città. Si tratta del “treno verde” organizzato grazie alla collaborazione di Legambiente e Trenitalia. Il treno verde farà sosta nella stazione di Siracusa da sabato 12 a martedì 15 marzo. In questi giorni si effettueranno operazioni di monitoraggio riguardanti i gas nocivi presenti nell’aria e le polveri sottili. Parallelamente verrà svolta opera di sensibilizzazione nei confronti di scuole e cittadinanza. Per le strade di Siracusa verranno temporaneamente posizionate tre centraline di rilevamento ambientale. Sul convoglio invece sarà possibile visitare una sorta di mostra didattica per sensibilizzare a temi di grande rilevanza quali l’ecosostenibilità ed il risparmio energetico. I dati del monitoraggio verranno poi publicati da Legambiente. Si tratta di un importante azione di studio sull’ambiente della nostra città. Siracusa ha quasi perennemente pessimi livelli di inquinamento atmosferico e il persistente sforamento dei valori limite delle polveri sottili pm10 dovrebbe portare a delle efficaci azioni di contrasto a tutela della salute pubblica.


Vuoto come una stazione

stazione.jpgUn tempo si usava dire di un luogo che è “affollato come una stazione ferroviaria” per indicare il continuo viavai di persone e merci, al limite dell’umanamente sopportabile.
Tale termine di paragone, purtroppo, non sembra possibile per la stazione di Siracusa. Da diversi anni ormai la storica struttura versa in una crisi che sembra diventata negli ultimi mesi irrefrenabile. A nulla sembrano valere le flebili proteste sindacali, assenti sono le voci della politica mentre i viaggiatori hanno ormai abbandonato da tempo, rassegnati, il trasporto ferroviario.
Sembrano lontanissimi i tempi (eppure si tratta di appena un quindicennio) in cui la stazione veniva ingrandita e migliorata, i cui si costruiva la platea di lavaggio per i treni e in cui veniva costruita la nuova linea di binari che liberava Siracusa dalla cintura ferroviaria.
Oggi, la stazione siracusana è stata abbondantemente declassificata a livello nazionale. Pochi i treni che arrivano e partono ed ancora meno i viaggiatori in transito, tanto da far diventare la stazione, dopo una certa ora, una vera e propria “terra di nessuno“, come denunciato dai quotidiani locali.
La soppressione dei treni si sussegue ormai con ritmo costante: la storica “Freccia del Sud” lo scorso mese, le corse per Ragusa ed Agrigento la scorsa settimana. Insomma, una dimostrazione nemmeno per nulla velata della volontà di ridurre al minimo i servizi di Trenitalia a Siracusa.
Ed è un vero peccato questo: per la posizione geografica della città e per le lunghe distanze siciliane, il treno potrebbe essere il mezzo principe per i collegamenti dell’isola. Le opportunità sarebbero infinite ma si dovrebbe partire da tanti lavori: cominciare col raddoppiare le tratte, quasi tutte a binario unico ed elettrificare linee come la Siracusa-Ragusa su cui sono ancora costrette ad operare locomotive diesel. Il pittoresco treno del barocco, che in passato ha utilizzato locomotori a vapore rischia di non essere un treno d’epoca sulle linee provinciali. E che dire delle altre possibilità perse per il turismo e gli spostamenti che il treno potrebbe offrire ? La linea ferroviaria si incunea nel sud della provincia siracusana, toccando località balneari celebri, un tempo solo localmente, ma oggi sempre più anche tra i visitatori: Fontane Bianche, Noto Marina ecc.
Immaginate poter evitare le interminabili code di automobili estive per andare in treno al mare ? Non è un’utopia: il progetto c’era, la stazione di Fontane Bianche anche, con tanto di soldi utilizzati per il restauro. Purtroppo, un altro dei tanti progetti arenati mentre giorno dopo giorno la stazione muore nell’indifferenza e nella rassegnazione…

La prova del treno

stazione.jpgSe recentemente ci siamo soffermati sull’incubo traffico che in questi giorni si registra con la parziale chiusura del ponte Primosole, oggi diamo spazio ad una diretta conseguenza di questi disagi: la riscoperta della stazione ferroviaria.
Proprio così, dopo anni di abbandono, le persone che devono recarsi a Catania o comunque in direzione nord, stanno ricominciando ad affollare la cara vecchia stazione di Siracusa.
Potrebbe sembrare un romantico ritorno al passato ma in realtà così non è. Fin dal primo impatto ci si rende conto del perché la stazione siracusana ormai da lungo tempo era stata posta nel dimenticatoio dai cittadini. I treni sono pochi – sempre meno nel corso degli anni, in un’aria di generale decadenza – e poche persone, si sognano di usufruire del trasporto ferroviario per raggiungere Catania quando la lentezza è tale che il trasporto su gomma, auto o pullman che sia, è nettamente più rapido. Solo in questi giorni le interminabili code sul ponte Primosole rendono nuovamente proponibile lo spostamento ferroviario. E così in molti si rendono conto della globale situazione in cui versano i treni che fanno servizio a Siracusa. Si tratta di situazioni di cui magari si è letto sui giornali ma che in pochi hanno provato sulla propria pelle. Nella stazione di Siracusa ormai vi è una sola biglietteria ed i vagoni ed i locomotori sono vecchi, sporchi, scrostati e frequentemente privi di aria condizionata… altro che pendolini ! Per risolvere la delicata situazione del ponte Primosole non sono previsti tempi brevi. Che sia la volta buona che i Siracusani battano il pugno sul tavolo degli enti per avere quel minimo di servizi a cui avrebbero diritto ?

Foto da: wikipedia.sapere.virgilio.it