Risalire la china

maniace.jpgNon c’è dubbio: viviamo in un mondo in cui statistiche, sondaggi e indici di gradimento fanno da padrone. Personalmente non ho mai dato eccessivo peso a questo proliferare di curve, “fette di torte” e punti percentuali.
Ciò nonostante non si può negare che, per quanto poco propensi a seguire grafici & affini, i dati che negli ultimi tempi arrivano da Siracusa fanno certamente riflettere.
E’ di pochi giorni fa la notizia che un importante e stimato istituto come il CENSIS ha pubblicato il risultato di una statistica sulla qualità della vita nelle città capoluogo italiane e che Siracusa, in questa classifica risulta al quart’ultimo posto nazionale e ultima tra le città siciliane.
Ed allora apriti cielo ! Con poco realismo e molto campanilismo -primo cittadino in testa- alte si sono levate le voci a difesa della città, pronte a dimostrare filosoficamente che in fondo in fondo a Siracusa non si vive tanto male.
Questo è sicuramente vero, sono il primo a dirlo come lo dicono migliaia e migliaia di turisti che ogni anno visitano la nostra cittadina: Siracusa è proprio una bella città. Ortigia, il suo centro storico è una perla. Ha un mare da favola e un retaggio storico tale da non dover invidiare nessuno.
Ciò non toglie che nonostante questi “punti forti” negli ultimi sei mesi Siracusa sia finita agli ultimi posti di ben tre importanti classifiche nazionali, promosse dal Sole24ore, da Legambiente e dal CENSIS.
La statistica pubblicata la scorsa settimana prende in considerazione elementi come l’uso di energie rinnovabili, la mobilità sostenibile o la valorizzazione di centri commerciali alternativi. Ogni Siracusano è purtroppo consapevole dell’altro grado di inquinamento della nostra città, dovuto al polo petrolchimico, della totale assenza di mezzi pubblici (ne abbiamo parlato in questo blog proprio la scorsa settimana) e di come i megacentri commerciali proliferino ormai senza alcuna pianificazione strategica soffocando le piccole attività commerciali.
Insomma, probabilmente se dovessimo fare statistiche sulla sola Ortigia Siracusa avrebbe ben altre posizioni in classifica ma i numeri dimostrano evidentemente che lo sviluppo della città non sta avvenendo in maniera armoniosa, anzi, tutt’altro se il nostro splendido centro storico non basta a compensare le carenze in altri quartieri o altri settori.
E’ allora il momento di dimostrare che la tendenza può essere invertita e non solo a parole e che Siracusa può cominciare a risalire la china… non per posizionarsi bene nelle statistiche ma per divenire finalmente una città su misura per i propri abitanti.

Siracusa secondo Il Sole 24 Ore

petrolchimico1.jpgIl sospetto che in quanto a qualità della vita Siracusa non fosse ai primissimi posti nel panorama italiano, in realtà, erano in molti ad averlo. Adesso però arrivano anche le conferme statistiche, numeri alla mano, pubblicate lo scorso lunedì dal giornale Il Sole 24 Ore.
Il famoso quotidiano economico ha deciso di indagare statisticamente sulla qualità della vita nelle province italiane. Fino ad oggi il riferimento più utilizzato è stato sempre il PIL (prodotto interno lordo) che, però, a detta di molti studiosi, non è in realtà rappresentativo in quanto si tratta di un indicatore che si basa puramente su dati economici mentre – parliamoci chiaro – la qualità della vita non si misura solo in termini monetari ma bisogna ben tenere in conto anche altri fattori. Sebbene non esista una “formula matematica” unanimemente accettata, gli studiosi di statistica sono abbastanza concordi nel ritenere che tra i dati fondamentali vi siano otto componenti: le condizioni di vita materiali della popolazione, la qualità dell’assistenza sanitaria, l’istruzione, le spese ricreative, l’inquinamento, la criminalità e l’impegno sociale. Proprio basandosi su statistiche in questi otto campi, Il Sole 24 ore ha pubblicato la propria classifica che vede Siracusa vittoriosa in negativo avendo conquistato il 103° ed ultimo posto.
petrolchimico2.jpgMa proviamo a scomporre questo valore per scoprire qualche dettaglio in più sulla vivibilità di Siracusa. Leggendo i dati vediamo ad esempio confermata la diffusa sensazione di sicurezza pubblica, ovvero pochi furti e rapine in città. Siracusa in questo caso è abbastanza in alto con il 33°posto su 103. Possiamo anche scoprire che l’indicatore di istruzione non è tra i peggiori visto che circa il 42% dei giovani tra i 19 ed i 25 anni è iscritto all’università (41° posto nazionale). Vi è però da dire che al di là dei numeri va in questo caso considerato come spesso gli studi rappresentino ormai una vera e propria alternativa alla mancanza di posti di lavoro.
A far “cadere in picchiata” Siracusa nella classifica del benessere sono invece valori come le condizioni di vita materiali (80° posto), le spese ricreative (67° posto), la sanità (97° posto) e, in particolar modo, l’inquinamento (101° posto) con un altissimo valore di emissioni di CO2. Viene amaramente da sorridere se si pensa che Siracusa è la città dell’attuale ministro per l’ambiente e che lo scorso aprile ha ospitato la riunione internazionale del G8 Ambiente. Cosa aggiungere a questi numeri ? Siracusa è un luogo meraviglioso, ricco di storia e con uno splendido paesaggio naturale e, nonostante ciò, è riuscita a guadagnare l’ultimo posto nella classifica nazionale della qualità della vita. Le statistiche parlano chiaro ed evidentemente il polo petrolchimico a ridosso della città non è ancora così ecologico come si vorrebbe fare credere. Le indicazioni operative allora ci sono tutte e non si può che sperare che siano di stimolo per un anno di lavoro che frutti in futuro una più dignitosa posizione in classifica.
Foto: il polo petrolchimico a nord della città (cortesia D. Mauro). L’articolo de Il Sole 24 Ore citato è consultabile anche online a questo indirizzo