I rifiuti come risorsa

rifiuti.jpgL’Italia ha decisamente un brutto rapporto con i rifiuti. Le immagini dei cumuli di rifiuti a Napoli, di recente di grande attualità, e le condizioni non molto migliori di tante altre città, fanno capire subito che qualcosa nel meccanismo non funziona.
E cosa dire di Siracusa ? Siracusa è una città a grande rischio in tale ambito e, sicuramente, non riesce ad utilizzare i propri rifiuti come risorsa. Ne è una prova il fatto che la TARSU, la tassa sui rifiuti urbani, è tra le più elevate del nostro paese. Di fronte all’ingente balzello pagato dai cittadini, Siracusa dovrebbe splendere ma, ben sappiamo, che non è propriamente così. Il pericolo dei mucchi di rifiuti è stato più volte scongiurato ma aleggia sempre nell’aria e un possibile cambio del gestore dei servizi non lascia presagire nulla di buono. In più c’è la questione della raccolta differenziata che, per i Siracusani, è sempre stata un mistero. Da diversi anni ormai, in città, oltre ai trazionali contenitori generici, campeggiano i colorati contenitori per vetro, plastica e carta. In tanti, con entusiamo e buona volontà, si sono dati alla differenziazione ma, probabilmente, inutilmente. Da quanto sempra di capire (ma i meglio informati sono sempre invitati a dare ulteriori precisazioni nei commenti), la raccolta differenziata a Siracusa non esiste e pertanto, prima o poi, quanto il cittadino ha differenziato, tornerà nel mucchio della spazzatura comune. Eppure tanta città virtuose, tra cui la vicina Noto, proprio grazie alla raccolta differenziata riescono a migliorare costi e ridurre tasse. Dopo mesi e mesi di discussioni è finalmente partita sperimentalmente la raccolta differenziata porta a porta nella frazione di Cassibile: ancora solo una piccolissima goccia rispetto all’intera città.