I rifiuti come risorsa

rifiuti.jpgL’Italia ha decisamente un brutto rapporto con i rifiuti. Le immagini dei cumuli di rifiuti a Napoli, di recente di grande attualità, e le condizioni non molto migliori di tante altre città, fanno capire subito che qualcosa nel meccanismo non funziona.
E cosa dire di Siracusa ? Siracusa è una città a grande rischio in tale ambito e, sicuramente, non riesce ad utilizzare i propri rifiuti come risorsa. Ne è una prova il fatto che la TARSU, la tassa sui rifiuti urbani, è tra le più elevate del nostro paese. Di fronte all’ingente balzello pagato dai cittadini, Siracusa dovrebbe splendere ma, ben sappiamo, che non è propriamente così. Il pericolo dei mucchi di rifiuti è stato più volte scongiurato ma aleggia sempre nell’aria e un possibile cambio del gestore dei servizi non lascia presagire nulla di buono. In più c’è la questione della raccolta differenziata che, per i Siracusani, è sempre stata un mistero. Da diversi anni ormai, in città, oltre ai trazionali contenitori generici, campeggiano i colorati contenitori per vetro, plastica e carta. In tanti, con entusiamo e buona volontà, si sono dati alla differenziazione ma, probabilmente, inutilmente. Da quanto sempra di capire (ma i meglio informati sono sempre invitati a dare ulteriori precisazioni nei commenti), la raccolta differenziata a Siracusa non esiste e pertanto, prima o poi, quanto il cittadino ha differenziato, tornerà nel mucchio della spazzatura comune. Eppure tanta città virtuose, tra cui la vicina Noto, proprio grazie alla raccolta differenziata riescono a migliorare costi e ridurre tasse. Dopo mesi e mesi di discussioni è finalmente partita sperimentalmente la raccolta differenziata porta a porta nella frazione di Cassibile: ancora solo una piccolissima goccia rispetto all’intera città.


Solo novantesimi nella classifica dell’ambiente

industrie.jpgAnche quest’anno, il prestigioso quotidiano Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’annuale classifica sulla qualità dell’ambiente nelle città italiane, realizzata con la collaborazione di Legambiente e dell’istituto di ricerche Ambiente Italia. Rispetto al 2009, Siracusa guadagna tre posizioni ma, in realtà, c’è poco da rallegrarsi considerando che la città sede del G8-Ambiente si posizona globalmente soltanto al 90° posto su 103.
Ma, con esattezza, cosa ci dice questa classifica ? Proviamo a leggere un po’ con gli occhi del cittadino, i parametri che hanno portato a questa sintesi.
Il primo dei valori presi in esame è la qualità dell’aria, legata in particolar modo alla presenza di polveri sottili PM10. Se proprio pochi giorni fa, su questo stesso blog, si era messo in risalto come l’allarme PM10, sebbene poco dibattuto, fosse tutt’altro che superato, eccone purtroppo una triste conferma con il poco ambito ultimo posto in classifica, conquistato da Siracusa con ben 51,5 microgrammi/mc di media annua contro gli appena 16 della virtuosa Matera. In compenso va un po’ meglio per quanto riguarda le concentrazioni di ozono (27° posto).
Il secondo parametro della classifica riguarda l’acqua potabile. Vengono presi in considerazione vari fattori tra cui le perdite nella rete idrica e la capacità di depurazione. Mentre Siracusa vanta una capacità di depurazione media, sono invece le perdite di rete a fare cadere in classifica, in questo caso. La rete idrica cittadina ha sicuramente bisogno di un sostanzioso rinnovamento come provarono anche i continui disservizi idrici che caratterizzarono l’estate 2009.
Altro nodo critico e che è stato più volte messo in risalto nelle cronache locali, riguarda i rifiuti solidi. A fronte di un 60° posto nella quantità di rifiuti prodotti, Siracusa si posiziona al 102°posto sul 103 in quanto a raccolta differenziata (appena il 3,8%). Putrtroppo, nonostante sia stato più volte annunciato come imminente, ancora oggi, il servizio di raccolta differenziata porta a porta non riesce a partire neanche in via sperimentale.
Ulteriore parametro esaminato dalla classifica ambientale è la mobilità sostenibile che tiene conto del tasso di motorizzazione (il numero gobike2.jpgdi auto ogni 100 abitanti) e dell’offerta in termini di trasporto pubblico. Qui Siracusa si piazza in un 60° posto che potrebbe anche accontentare qualcuno ma, a ben vedere, ci si accorge che, nelle voci relative al trasporto pubblico, anzichè le cifre, risultano due  tristi “dato non disponibile” che pertanto falsano il posizionamento. Resta il fatto che al di là delle quantizzazioni numeriche, sicuramente, il servizio di trasporto pubblico urbano non è uno dei fiori all’occhiello della città.
Nella voce ambiente, il 70° posto in classifica si basa invece su dati arretrati, quelli del 2008. Le quattro voci attenzionate comprendono le piste ciclabili (forse l’unico vero passo in avanti della città), il verde urbano e le zone a traffico limitato. Proprio la ZTL in Ortigia è stata al centro di polemiche negli ultimi mesi, sia per una sua ridefinizione mai avvenuta, che per la sua scarsa applicazione a causa della mancanza di personale per il controllo.
La miglior posizione globale in classifica (5° posto), la nostra città se la aggiudica in materia di energia, voce che comprende i consumi elettrici ma anche la presenza di impianti solari sugli edifici comunali.
Insomma, a esaminare nel dettaglio le ragioni di questo pessimo piazzamento in classifica, nulla di nuovo spunta fuori per quanti vivono quotidianamente la città. Qualità dell’aria, trasporto pubblico, raccolta differenziata, verde ed isole pedonali si confermano il “tallone d’Achille” di Siracusa. Proprio per questo motivo sarebbe l’occasione buona per le amministrazioni locali per prendere di petto la situazione e, approfittando anche dell’indubbio apporto che un ministro dell’ambiente nativo della nostra città può dare, risolvere ad uno ad uno i problemi di sempre. Così come Siracusa, nell’ultimo anno, ha avuto un deciso miglioramento in quanto a piste ciclabili, nulla impedisce un’analoga svolta in tutti gli altri settori ambientali che possa portare in futuro ad un piazzamento più dignitoso (ma soprattutto più salutare) in questa ricorrente classifica annuale.

I dati completi dell’inchiesta sono visionabili sui siti del Sole 24 Ore e di Legambiente. Immagini: zona industriale e stalli vuoti del bike-sharing (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Ambiente e solidarietà con un solo gesto

riciclo.jpgIn quanto a tematiche ambientali ed ecologiche la città di Siracusa non brilla di certo nel panorama nazionale: la raccolta differenziata stenta a decollare e nella classifica annuale di Legambiente sull’ecosistema urbano, quest’anno, la città si è posizionata al 92° posto su 103.
E’ pertanto con piacere che segnalo delle iniziative ecologiche volte al riciclo ma che, al contempo, mirano a sostenere dei progetti di solidarietà. La sede siracusana dell’associazione ambientalista Natura Sicula ha in questi giorni reso note ben tre iniziative che si stanno portando avanti: la raccolta dei tappi di plastica, degli olii esausti e dei cellulari usati.
I tappi di plastica in polietilene (PE) provenienti dalle bottiglie di plastica possono essere raccolti e poi consegnati presso la sede di Natura Sicula (Centro “Pio La Torre”, piazza Santa Lucia 24, ogni mercoledì dalle 18.30 in poi) o in alternativa al GAS “Grilli Aretusei” o al
Rotaract Club “Siracusa – Monti Climiti”. Grazie al coordinamento del COPE di Catania, nell’ambito del progetto “Una goccia d’acqua con un tappo” si finanzierà la costruzione di pozzi d’acqua in Africa, nello riciclo2.jpgstato della Guinea-Bissau per migliorarne le possibilità agricole e le condizioni igieniche. Inoltre, il fatto di raccogliere solo i tappi e non le intere bottiglie porta ad un riciclo ecologico di altissimo livello.
Per quanto concerne gli olii esausti il problema è costituito dal fatto che nella maggioranza dei casi questi, pur essendo altamente inquinanti, finiscono nei comuni scarichi. Consegnandoli invece a Natura Sicula verranno poi presi in consegna da una ditta specializzata che provvederà alla loro trasformazione in Biodiesel.
Il terzo fronte è quello che ci chiede di consegnare gli innumerevoli cellulari guasti o non più utilizzati che giacciono ormai nelle nostre case. Anche questi grazie all’iniziativa della parrocchia di San Paolo e del MAGIS verranno riciclati. Con gli introiti  derivati dal riutilizzo dei componenti dei cellulari si finanzierà la realizzazione di cucine solari in Ciad (si punta a 100 cucine che miglioreranno le condizioni di vita e, al contempo, ridurranno la desertificazione dovuta alla costante raccolta del poco materiale combustibile) e quella di un’ospedale per i bambini malati di AIDS in Kenya (si tratta del progetto della casa di accoglienza Nyumbani, gestita dal 1992 dai Gesuiti)
Con un piccolo gesto che a noi costa pochissimo abbiamo pertanto la possibilità di migliorare l’ambiente e sostenere dei progetti di solidarietà. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di Natura Sicula.

Immagini: Tappi di plastica da riciclare e il manifesto della campagna di raccolta cellulari del MAGIS