Fronte del porto

porto.jpgIl titolo di questo post potrebbe fare pensare ad un famoso film degli anni cinquanta con Marlon Brando ma, in questo caso, ci si riferisce in realtà ad un altro porto.
Il “fronte” è infatti quello che riguarda il porto grande di Siracusa, i cui progetti per il futuro stanno diventando un’altra infinita telenovela cittadina. Spesso, purtroppo, nella nostra città, viene da chiedersi se il male peggiore sia un certo immobilismo diffuso o, peggio ancora, le tante iniziative che poi non vengono portate a termine.
Se fino ad un paio di anni fa i Siracusani sapevano che sarebbe stato costruito un porto turistico, presto le loro certezze si sono trasformate in dubbi di fronte a sequestri e blocchi della magistratura prima e denunce di associazioni ambientaliste poi, per segnalare un possibile abnorme interramento delle acque. E’ di questi giorni la notizia che la soprintendenza ha avviato l’iter per revocare i pareri favorevoli alla costruzione dati pochi anni fa. Insomma, quanti con passione seguono le vicende cittadine non possono che chiedersi se i nostri amministratori abbiano le idee particolarmente confuse o se alcune parti in gioco agiscano in malafede. Dirimere il mistero è probabilmente arduo se non impossibile per quanti non conoscono i retroscena della politica e dell’imprenditoria. Resta però adesso la grande paura che le colate di cemento finora gettate restino tali senza trovare una loro conclusione definitiva. E’ chiaro che il porto di Siracusa deve trovare una propria vocazione e questo, in maniera ecocompatibile. Il turismo sostenibile non può che essere la soluzione migliore per la città se non si vuole tornare ad avere un porto invaso da petroliere e piattaforme petrolifere come era negli anni settanta e ottanta, periodo in cui nelle nostre acque si effettuava la manutenzione di queste navi con tutti i conseguenti danno all’ambiente ed alla salute cittadina che si possono immaginare.

Immagine: Siracusa anni ’80, petroliere e silos caratterizzano il porto (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Una questione di fiducia

Negli ultimi mesi una questione che sovente ha tenuto banco in città è quella del futuro sviluppo della città, sia in senso urbanistico che economico. Dallo scorso anno molto è cambiato, almeno dal punto di vista dell’informazione al cittadino. Se prima l’argomento era quasi passato (sospettosamente) sotto silenzio, oggi, il Siracusano che voglia crearsi un’opinione obiettiva, ha grosse difficoltà per un surplus di 31649893.jpginformazioni e notizie che però sono spesso contrastanti tra di loro (a seconda della fonte di provenienza) oppure sono talmente tecniche da poter essere difficilmente capite da chi non è addentrato nel settore urbanistico e nella sua legislazione. Quel che è chiaro a tutti è che negli ultimi mesi, in città, si sono venute a distinguere tre posizioni con differenti pensieri in merito. Una realtà imprenditoriale che vorrebbe una rapida espansione urbana e promette il futuro turistico della città. Numerose associazioni ambientaliste e non che avvertono del pericolo della cementificazione selvaggia che già ha avuto dei tristi precedenti in città. La terza posizione è quella dell’amministrazione comunale che, ci venga consentito, sembra parlare in un modo e agire in maniera opposta pur di accontentare tutti.
Quel che è sicuro è che la “carne al fuoco” è veramente tanta e che siamo ad un punto decisivo per l’aspetto che Siracusa prenderà in futuro. Se provassimo a sfogliare i giornali locali delle ultime settimane, ci renderemmo presto conto che tantissime notizie vertono intorno a questi argomenti: dalle modifiche da fare al piano regolatore all’opposizione del comune al piano paesistico regionale (giusto per ricordare i comportamenti ambigui poco prima citati). C’è poi la costuzione del porto turistico che ora intreccia le sue vicende anche con strascichi giudiziari. C’è la questione poratata alla ribalta nazionale della costa della Pillirina dove da un lato sembrava essersi fermato l’iter per la costruzione del nuovo villaggio turistico e dall’altro il comune rilascia ulteriori autorizzazioni. C’è la questione dell’edificazione di nuove abitazioni nell’area del parco delle mura dionigiane. Infine, anche se riguarda più la provincia, c’è l’eterna discussione intorno all’istituzione del parco degli Iblei. Insomma, soltanto a leggere l’elenco, ci si rende conto che a dispetto della fama di città sonnacchiosa,  c’è un grande fermento che viene combattuto dalle parti soprattutto a colpi di cavilli legali.
Che opinione ci si può fare di tutto questo ? Per chi parteggiare ? Da un lato viene spontaneo dire che nulla si può obiettare nel momento in cui si propone di convertire l’economia siracusana da industriale a turistica. Meno inquinamento, tanti servizi, tanti visitatori in città… perchè dire di no a tutto questo ?
minareto-anni60.jpgProbabilmente per una “questione di fiducia“. Probabilmente il Siracusano non è tanto autolesionista da non desiderare un fulgido futuro per la città, ma, giustamente, per esperienze fatte, è sospettoso nei confronti di ogni cambiamento. Alla penisola Maddalena, uno storico villaggio turistico è stato recuperato alcuni anni orsono ma pochi se non nulli sono stati i vantaggi per la città. La struttura è tra le più lussuose ma gli ospiti poco frequentano Siracusa e, soprattutto, alla precedente struttura, con un basso impatto ambientale si sono invece aggiunti grossi e vistosi muri in cemento che non sono un bel vedersi lungo la costa. Un altro villaggio turistico è stato costruito nelle zone balneari con la convenzione che sarebbero stati recuperati e resi disponibili come campi sportivi alcuni terreni limitrofi ma niente di tutto ciò è avvenuto. I porti turistici che dovrebbero divenire un fiore all’occhiello finora hanno portato solo dei cassoni di cemento armato stazionati alla Marina e progetti di interramento di larghe porzioni di mare. Ecco allora che di fronte a nuovi avveneristici progetti di strutture ricettive all’avanguardia e proclami di valorizzazione di tratti di costa incontaminati, il comune cittadino si rifugia in una  più che comprensibile diffidenza.

Immagini: il mare del Plemmirio e la penisola Maddalena prima della cementificazione, in una rara immagine del camping presente negli anni ’60


Stasera, in streaming, il futuro della città

Che tra i Siracusani e la politica locale non corra un buon rapporto non è certo un mistero. Anzi, stando ai risultati di un recente sondaggio, ripreso da diversi quotidiani, in molti casi, il rapporto tra il cittadino siracusano ed i suoi rappresentanti, corre proprio su due binari paralleli che difficilmente si incontrano. Sconosciuti in molti casi i nomi dei vari amministratori, ancora più i volti e, soprattutto, si è spesso ignari delle decisioni prese in seno ai vari organi di amministrazione cittadini.
vermexio.jpgD’altro canto, come dare del tutto torto al cittadino siracusano ? Il frequente disinteresse mostrato dalla politica locale verso la città reale viene ricambiato con un’equivalente non curanza (anche se ovviamente del tutto biasimabile) nei confronti dei nostri rappresentanti.
Eppure, nel generale clima di assuefazione e di sfiducia, negli ultimi mesi, un argomento è riuscito a ravvivare gli animi, far divergere le opinioni e far rinascere l’interesse di numerosi cittadini sugli argomenti dibattuti in consiglio comunale.
La “pietra della discordia” è la crescita urbanistica della città o, in senso più ampio, il piano regolatore cittadino (il PRG) e lo sviluppo edilizio sulle aree ancora libere.
Sull’argomento ci siamo soffermati più volte (per i dettagli è sufficiente tornare su alcuni post di questi mesi). Basti dire che in questi giorni si arriva alle battute finali di uno scontro che vede contrapposte  numerose associazioni e privati cittadini, per buona parte riuniti nel comitato SOS-Siracusa da una parte e un fronte altrettanto compatto, costituito principalmente da imprenditori e politici, dall’altra.  I primi che hanno tra le loro fila anche un personaggio-simbolo come lo sportivo Enzo Maiorca paventano il rischio di cementificazione selvaggia. I secondi, invece, rivendicano la totale correttezza del PRG, la necessità di investire nello sviluppo turistico cittadino e l’illegalità di modifiche al piano regolatore.
Insomma, si tratta di due fronti agguerriti che rivendicano le proprie ragioni e dalle posizioni che difficilmente sembrano conciliabili.
Bene, qual è allora la novità in merito all’argomento e, soprattutto, cosa ha a che vedere coln la premessa sul disinteresse dei siracusani per la politica ?
marina3.jpgProprio oggi è una giornata che potrebbe essere campale per il futuro edilizo della città. Per questa sera si preannuncia infatti una riunione del consiglio comunale che potrebbe essere infuocata visto che all’ordine del giorno sono previste proprio le possibilità di modifiche e varianti al piano regolatore. In linguaggio non-politichese potremmo dire che oggi è uno di quei giorni che saranno determinanti per decidere quale aspetto avranno tra alcuni anni il porto o la zona costiera del Plemmirio o ancora l’altipiano dell’Epipoli. Molti attivisti invitano i cittadini ad assistere alla riunione in prima persona, per far capire che la città non è indifferente al proprio futuro. Per quanti non ne hanno la possibilità la tecnologia offre però oggi un servizio in più. Grazie ad una webtv locale, infatti, l’intera riunione del consiglio comunale sarà trasmessa in diretta in streaming a partire dalle ore 19 sul sito  Siracusatv e potrà essere comodamente visionata anche da casa. Come dire: la parola passa oggi ai nostri rappresentanti, ma è un’occasione per smentire i sondaggi e conoscere i volti di chi rappresenta ed avere consapevolezza delle scelte che sostengono per la città. In un modo o nell’altro tra un decennio o poco più larghe aree della città avranno cambiato il loro volto. Questa sera, in streaming, l’occasione per conoscere la Siracusa che verrà.

Il ritorno della Marina

SIC-IMG6268m.jpgDopo quasi due anni di attesa la Marina è finalmente tornata libera ! Da alcuni giorni, passeggiando nel centro storico, lungo il Foro Italico, la visuale del mare non è più negata dagli orribili cassoni di cemento posti li per scopi di cantiere. Alla fine, nonostante il comprensibile scetticismo ormai sviluppato dai più (basta leggere i passati post dedicati su questo blog all’argomento), il lavoro delle gru e dei rimorchiatori è proceduto celere, togliendo i manufatti in calcestruzzo e ricollocandoli, temporaneamente, nella zona industriale. I Siracusani, dunque, almeno quest’estate avranno di nuovo la loro passeggiata alla Marina. Certo, gli interrogativi, e, soprattutto, le perplessità rimangono ancora tante. Il mare è di nuovo a vista ma la banchina, almeno al momento non è certo un bel vedersi. Adesso per completare l’opera occorre che chi di dovere provveda a sgomberare i resti del cantiere per il porto turistico e a riparare lo strato d’asfalto. Le piazzole che servivano per l’ormeggio ed i servizi a yacht e barche a vela sono ovviamente scomparse da tempo. Sono in molti però (e non solo gli operatori commerciali che sono stati i più colpiti da questa situazione) a ripiangere le afose notti estive quando la banchina della marina era gremita da barche da turismo di tutte le stazze che facevano la gioia del pettegolezzo e, a volte, regalavano soprese quali vip italiani e star di Hollywood che inaspettatamente toccavano terra per passeggiare in quel di Ortigia.
Insomma, a conti fatti era stato promesso un sensazionale porto turistico ma, fin qua, nonostante le assicurazioni, la città ne ha avuto solo disagi e disservizi. I tempi celeri promessi si sono dilungati a dismisura e la riqualificazione che doveva portare tarda ad arrivare mentre solo un intervento della magistratura, ironia della sorte, ha consentito le condizioni per la rimozione delle strutture di cemento armato autorizzate (da non si sa chi) in quel luogo splendido. Si dice che il progetto non è fermo e che Siracusa avrà il porto turistico che merita. Quel poco che molti cittadini hanno invece finora constatato è la validità dell’antico motto “si stava meglio, quando si stava peggio). Ci sarà il porto turistico ? Vedremo. Per il momento però evviva il ritorno della cara vecchia Marina.

Immagine: con la rimozione dei cassoni di cemento il mare e le barche tornano a far capolino sul lungomare di Ortigia (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk

Finalmente via i cassoni della Marina

marina2.jpg“Eppur si muove”, la celebre frase attribuita a Galileo Galilei, calza a pennello alla vicenda dei cassoni di cemento alla passeggiata della Marina di Siracusa.
L’argomento è di quelli che sono stati trattati più volte nei post di questo blog per il semplice motivo che, nonostante le proteste indignate dei cittadini, per due anni uno dei panorami più belli della città è stato coperto da degli orrendi manufatti di cantiere.
La motivazione era quella di costruire il futuro e moderno porto turistico, l’esigenza di posizionare i cassoni fin da subito sul molo preferito dai cittadini e dai turisti per le loro passeggiate, francamente rimane misteriosa. Così come rimane misterioso l’autore di tale decisione, dal momento che, col senno di poi, tutti se ne lavano le mani. Che poi i lavori si siano dilungati ben oltre il tempo previsto e siano culminati nel blocco totale a causa del sequestro dei manufatti da parte della magistratura per il sospetto che siano realizzati in cemento depotenziato, è ancora un altro “paio di maniche”.
In questa soffocante vicenda, sembra finalmente esserci uno spiraglio di buon senso. Non è ancora dato di sapere se il cantiere era in regola o meno così come nessuno ormai azzarda ipotesi sulla data di ultimazione dei lavori. I cassoni però finalmente verranno rimossi dalla banchina restituendo alla città l’azzurro del mare. L’impresa è di quelle complicate date le dimensioni ed il peso dei manufatti. La scorsa settimana un’enorme gru è stata posizionata a tale scopo al foro italico e la banchina è stata rinforzata per reggerne il peso. Da questa settimana, dopo le prime prove tecniche comincerà l’opera di rimozione. Le strutture di cemento verranno man mano caricate su delle chiatte e trasportate nella zona industriale, in attesa di decisioni superiori. Stando alle stime, entro la fine di giugno il panorama dovrebbe tornare ad essere libero ed i Siracusani potranno tornare a godersi la loro Marina. Un ritorno al passato, dunque, per nulla sgradito alla cittadinanza, sebbene rimanga da chiedersi a cosa siano serviti questi due anni di passione per vedersi restituito un lungomare in condizioni peggiori di quelle di partenza e con un turismo diportistico probabilmente in gran parte compromesso.

Immagine: la città attende con ansia la restituzione della Marina (foto S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

Un porto turistico tutto da rifare

La notizia che negli ultimi giorni ha maggiormente tenuto banco in città, ancora una volta, riguarda la vicenda della costruzione del porto turistico e del muro di cemento che da due anni chiude la visione del lungomare.
Appena qualche giorno fa, infatti, i periti della procura delle repubblica, che indaga sui lavori hanno confermato che i cassoni  che da tempo sostano sulla banchina, sono stati costruiti con cemento depotenziato, di bassissima qualità.
marina3.jpgSi è pertanto avverato quello che in tanti temevano: due anni di sofferenze, solo estetiche per alcuni (i cittadini), economiche per altri (i commercianti della Marina) sono stati buttati al vento.
In un’intervista rilasciata ai giornali ed alle TV, il procuratore capo ha dichiarato che la situazione è risultata addirittura peggiore di quanto si temesse. Se prima si pensava che, sebbene di scarsa qualità, le infrastrutture potessero ugualmente essere utilizzate, al termine delle perizie, invece, ben 88 cassoni di cemento armato su 93 totali sono risultati del tutto scadenti e dovranno essere eliminati.
Insomma, si apre adesso uno scenario del tutto nuovo. Da un lato la giustizia farà il suo corso, dall’altro si allungano a dismisura i tempi previsti per il completamento del porto turistico e urge pertanto restituire ai Siracusani la passeggiata della Marina. Questo è stato anche chiesto a gran voce dai tanti intervenuti alla manifestazione svoltasi lo scorso sabato.
Il problema, come sempre sono i costi proibitivi per il Comune che ha la cassa ridotta all’osso. Al contempo però occorre far presto considerando la stagione estiva alle porte e volendo ancora sperare di poter rivedere barche a vela e yacht più o meno grandi affollare quest’estate il porto di Siracusa dando un tocco di vivacità a questa zona ormai inaridita e, soprattutto, risollevando l’economia dei tanti piccoli commercianti locali.

Immagine: il desolante muro di cemento alla Marina (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Quel panorama negato

marina2.jpgA pochi mesi dall’inizio della stagione estiva il permanere dei cassoni di cemento sulla banchina della Marina di Siracusa continua a tener banco e a destare sempre più il malcontento della cittadinanza.
A più riprese abbiamo parlato della vicenda di questa struttura, un vero e proprio muro grigio che, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto permanere solo per pochi mesi. Invece, da quasi due anni ormai, la suggestiva passeggiata lungomare di Ortigia è coperta dalla grigia cortina di cemento, il viale sotto gli alberi di ficus, un tempo meta preferita per le passeggiate estive dei Siracusani è ormai deserto e le barche a vela e gli yacht non affollano più le banchine.
In settimana qualcosa dovrebbe muoversi, o meglio, ci dovrebbe essere qualche sviluppo sulla situazione. L’ultima complicazione all’intera vicenda è stata data dal sequestro del cantiere a causa del sospetto che alcuni dei cassoni fossero stati costruiti con cemento depotenziato. A quanto pare, la prossima settimana, verrano resi noti i risultati delle analisi condotte che permetteranno di capire che iter seguirà l’intera vicenda.
Di contro, anche la cittadinanza, stufa del permanere di questa situazione, ha deciso di scendere in piazza per far sentire la propria voce. Per sabato 24 aprile è stata indetta una grande manifestazione a sono invitati tutti coloro che vorrebbero la “liberazione” della Marina dalle opere del cantiere, poco importa se per il definitivo calo in mare dei cassoni o per la loro traslazione in altro luogo (nonostante i costi non certo indifferenti). Gli interessati possono avere maggiori informazioni sull’apposita pagina creata su Facebook.
Certamente il tempo ormai stringe e bisognerà procedere a ritmi spediti se almeno la prossima estate si vorrà nuovamente poter godere dello splendido panorama del Porto Grande.

Immagine: gli ombrosi alberi di ficus e le barche ormeggiate che affollano la Marina sono ormai un ricordo lontano (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

Un’altra estate senza Marina

marina_deserta1.jpgEra il mese di giugno dello scorso anno quando, in un post di questo blog dal titolo “L’estate senza Marina“, si dava voce all’insofferenza dei Siracusani per il prolungarsi dei lavori per il porto turistico al lungomare. La scorsa estate potevamo lamentare tutta l’insoddisfazione per la vista del mare negata per un’intera stagione da degli orribili cassoni di cemento ma, facendo di necessità virtù, si poteva ancora dire “questione di mesi, serve ad abbellire la città”.
In questi mesi, a più riprese, notando il fermo dei lavori nel cantiere, i cittadini ed i media hanno espresso il timore che anche per la prossima estate la situazione non sarebbe cambiata. Poi vi erano state però ampie rassicurazioni che il cantiere aveva finalmente tutte le autorizzazioni ministeriali e, pertanto, a breve, i cassoni di calcestruzzo sarebbero stati calati in mare per divenire, come previsto, il supporto per l’allargamento della banchina.
L’altro ieri, però, un fulmine a ciel sereno ha frantumato le speranze dei tanti Siracusani amanti della passeggiata del Foro italico. In tutta la città si è rapidamente sparsa la notizia che la magistratura ha sequestrato i cassoni in quanto, in seguito a dei controlli, ve ne sarebbe qualcuno non costruito a norma, in pratica utilizzando uno scadente cemento depotenziato anzichè materiali edilizi a regola d’arte.
Probabilmente, quanti speravano di vedere a breve le gru calare in mare gli ecomostri di cemento, rimarranno ancora una volta delusi e ancor più lo rimarremo noi tutti che sognavamo già le passeggiate al lungomare nelle afose serate estive.
cemento_alla_marina.jpgIn fretta e furia sono giunte rassicurazioni da parte del Comune e da parte della magistratura: il cantiere non dovrebbe bloccarsi in quanto solo i cassoni sono stati sequestrati. Ma con il sano scetticismo che ormai ci contraddistingue sembra improbabile che entro il mese di giugno “la barriere grigia” scompaia dalla banchine.
Cosa rimane allora ? Soltanto tanto rammarico: per i tempi dei lavori che non riescono mai a venire rispettati e per il fatto che in ogni opera pubblica continui a non mancare mai chi cerca di lucrare a spese della collettività. Certo, ci si chiede anche come mai dopo mesi di inattività del cantiere solo ora siano stati fatti questi controlli e dove era chi aveva il compito di vigilare. Tanto domande senza risposte per i cittadini a cui rimane una sola certezza: sarà un’altra estate senza Marina.

Immagini: I cassoni di cemento lungo la “marina” di Siracusa (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

Presto la “liberazione” della Marina

SIC-marina_deserta.jpgEra ormai da parecchi mesi che avevamo fatto un bel “nodo al fazzoletto” per vedere se sarebbero stati rispettati i tempi promessi per la rimozione delle infrastrutture in cemento armato che da più di un anno occupano la passeggiata della Marina di Siracusa. Ebbene, nella settimana appena trascorsa, sono finalmente giunte buone nuove ed i tanti amanti di uno dei più bei panorami della città potranno presto  sciogliere i nodi dai loro fazzoletti perchè a breve dovrebbero riprendere i lavori nel cantiere che porterà alla realizzazione del porto turistico.
Purtroppo i tempi si sono dilatati ben oltre quelli inizialmente previsti -ne abbiamo parlato più volte in questo blog– soprattutto per lungaggini burocratiche che magari era possibile evitare con una pianificazione più attenta.
L’estate del 2009 ha visto così la città privata della passeggiata lungomare con dispiacere di Siracusani e non ma, soprattutto, con un grave danno economico per i piccoli commercianti della zona.
Stando alle dichiarazione fatte in settimana dal direttore dei lavori, le carte ci sono finalmente tutte e da ora potranno cominciare i lavori di dragaggio che porteranno in una prima fase ad aumentare la profondità del fondale e poi a calare in acqua i tanto contestati cassoni in cemento armato che verranno in ultima fase riempiti col materiale dragato e poi coperti allargando di fatto la superficie del molo.
Da qui in avanti la situazione dovrebbe essere tutta in discesa e la città dovrebbe vedere man mano l‘abbellirsi ed il rifiorire della Marina e delle zone limitrofe come il molo San Antonio. Insomma, in questi giorni di temperature polari proviamo un po’ tutti ad immaginarci l’afa della prossima estate e il rinnovato affollarsi di Yacht e barche a vela dei tanti entusiasti visitatori di Siracusa.

La Marina deve attendere

cassoni1.jpgUn argomento che di questi tempi sta particolarmente a cuore ai Siracusani è la fruibilità della Marina. Della momentanea inagibilità della più bella passeggiata lungomare di Siracusa abbiamo già avuto modo di parlare: i lavori per il futuro porto turistico hanno portato alla realizzazione di enormi cassoni in cemento armato che questa estate ci hanno privato della deliziosa vista del porto grande e delle barche a vela ormeggiate alle banchine.
Visto il prolungarsi dei lavori ed anche il fermo del cantiere, ciò che però sempre più spesso ci si chiede in città sono notizie riguardo la prevista data di ultimazione dei lavori. Due giorni fa, finalmente, il Comune, con un comunicato stampa ha fornito qualche delucidazione ai cittadini in trepidante attesa.
marina.jpgLe notizie riguardo ai tempi, purtroppo, non sembrano buone, anche se a leggere il comunicato ufficiale sembra quasi che si sorvoli con eleganza su questo punto.
Ciò che già si sapeva era che i cassoni verranno calati in mare per allargare l’attuale banchina. Prima di compiere questa operazione occorre però dragare il fondale, approntare delle vasche temporanee dove contenere il materiale dragato (che nella fase finale finirà nei cassoni), approntare una sorta di barriera, delle “panne galleggianti”, che impedisca alle sostanze sollevate dal fondo di uscire liberamente nelle acque del porto, preparare le basi su cui poggeranno i cassoni.
cassoni2.jpgA conti fatti Comune e ditta incaricata fanno sapere che per il mese di febbraio 2010 i cassoni dovrebbero entrare in acqua e la vista sul mare dovrebbe essere nuovamente liberata.
Non resta allora che incrociare le dita sperando che questa volta la data sia rispettata anche perchè meno di un mese fa venivano date rassicurazioni sul fatto che entro la fine dell’anno la Marina sarebbe stata fruibile, forse anche prima.
Il porto turistico sicuramente porterà grandi benefici a Siracusa e abbellirà notevolmente quello che un tempo era essenzialmente un porto merci. Non si poteva però agire con un po’ più di criterio ? Pensiamo ai commercianti della Marina costretti in ginocchio per gli interminabili lavori o pensiamo al fatto che da mesi i cantieri sono fermi in attesa di autorizzazioni burocratiche.
Evviva il porto turistico ma con una scaletta migliore dei tempi o scaglionando i lavori in segmenti sicuramente i disagi sarebbero stati molto minori.

Foto: La Marina di Siracusa come era e come è (foto dell’autore)