Si rinnova il porto piccolo

VIR-IMG_9449m.jpgSì è fatto un gran parlare negli ultimi tempi del futuro del porto grande di Siracusa. Di contro, per parecchi anni, erano rimaste nel dimenticatoio le sorti del porto piccolo, a nord di Ortigia. Adesso, finalmente, qualcosa sembra muoversi per riqualificare quest’area cittadina ingiustamente trascurata. Il porto piccolo era già citato da tanti storici antichi e nelle sue vicinanze insistono resti archeologici come l’antico arsenale greco. Per molti anni l’area, in prossimità del cosidetto “sbarcadero Santa Lucia” fu una vera e propria discarica abusiva di rifiuti di ogni sorta. In anni recenti la situazione ha avuto qualche miglioramento con la bonifica della discarica e la realizzazione di un solarium privato, sebbene contestato da parte della cittadinanza. In realtà, però, il lungomare e gli edifici che si affacciano su di esso attendono da numeroso tempo un restyling che potrebbe trasformare questo luogo semiabbandonato in una delle più belle passeggiate cittadine, forte anche del suo panorama sul centro storico.
SIC-IMG_9450m.jpgLa notizia nuova è che è stata approvata una gara d’appalto di due milioni di euro per il recupero del porto piccolo. Tra le intenzioni dell’ammministrazione vi è la creazione di una passeggiata degna di tale nome, abbellita da alberi e panchine e una sistemazione estetica dell’approdo per le barche. Una seconda fase prevederebbe addirittura la creazione di un ponticello pedonale per l’isola di Ortigia. La speranza è che sia la volta buona per il rilancio di questa parte della città da troppo tempo abbandonata a se stessa. Il lungomare, adeguatamente valorizzato, regalerebbe ai Siracusani un nuovo luogo per il tempo libero, direttamente a ridosso della pista ciclabile. Sebbene nei progetti non figuri al momento nulla del genere, è bello immaginare il porto piccolo come naturale prolungamento della pista ciclabile e magari come ingresso a due ruote per l’isola di Ortigia. Che Siracusa possa divenire in futuro un po’ più ecologica e più verde ? Voliamo per una volta con la fantasia dimenticando cassoni in calcestruzzo e gli altri ecomostri visti negli ultimi decenni.

Immagini: il porto piccolo, nuovo fiore all’occhiello di Siracusa ? (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)


Quel curioso palazzo-palafitta

terme-bizantine.jpgDa bambino, tra i tanti edifici di Siracusa, uno in particolare mi incuriosiva e stuzzicava la mia curiosità. Si trattava di uno dei palazzi realizzati vicino allo sbarcadero del porto piccolo che, con i suoi pilastri ed il suo pianterreno vuoto, mi faceva pensare ad una moderna palafitta.
Il palazzo-palafitta dei miei ricordi d’infanzia esiste ancora oggi e, in realtà, osservandolo da vicino, ci si rende conto che i pilastri hanno un loro motivo di esistere. Proprio sotto quel palazzo sono ubicati i resti archeologici di un edificio termale di epoca bizantina, quindi di circa 1500 anni fa.
In realtà, questa particolare testimonianza dell’antica Siracusa, è sconosciuta o dimenticata dalla maggior parte dei cittadini, figuriamoci dai turisti !
Solo in questi giorni, il monumento, è in parte tornato ad essere argomento di discussione in quanto, secondo un’indiscrezione raccolta dal quotidiano La Sicilia, la nuova arteria stradale, poco distante, potrebbe prendere il nome di “via delle terme bizantine”, per ricordare, appunto, quest’area archeologica.
A vederlo così, sepolto sotto un palazzo, il monumento mette proprio tristezza con un’inferriata che impedisce qualsiasi accesso al buio ed umido pian terreno. D’altronde l’accesso sarebbe inutile in quanto vegetazione, fango e l’assenza di cartelloni esplicativi rendono poco leggibile il tutto. Insomma, si tratta di un vero incomodo di monumento, per voler usare un po’ d’ironia.
SIC-IMG_3663m.jpgLa soluzione dei pilastri, adottata all’epoca dai costruttori, dovrebbe far riflettere visto che oggi il tema dell’espansione urbanistica di Siracusa è quantomai attuale. Quegli edifici risalgono agli anni ’60/70, quando nella nostra città si scontravano una voglia irrefrenabile di costruzioni ed espansione e l’esigenza di tutelare l’immenso patrimonio archeologico che di volta in volta affiorava. Il palazzo-palafitta fu la soluzione (alquanto discutibile) allora adottata per prendere “due piccioni con una fava”. Oggi, probabilmente, si sarebbe trovato un compromesso migliore, chiudendo magari il pian terreno ma allestendovi al contempo un’area visitabile in stile museo, come avviene nei centri storici di molte città.
SIC-IMG_3660m.jpgTutta quell’area cittadina è di grande valore archeologico. Vi si trovano i resti dell’antico arsenale navale di epoca greca e, a detta di qualche studioso (a dire il vero da molti smentito), quelle terme potrebbero essere il luogo dove, secondo la tradizione, venne assassinato l’imperatore bizantino Costante II durante il breve periodo in cui Siracusa fu capitale dell’impero romano d’oriente.
Quell’area è oggi oggetto di riqualicazione. La speranza è che gli enti preposti colgano l’occasione e riescano a ridare dignità anche alle antiche terme bizantine. E noi, la prossima volta che passeremo di là, troviamo un attimo di tempo per scrutare e riscoprire le antiche pietre che fanno capolino sotto il moderno palazzo-palafitta.

Immagini – Varie vedute delle terme bizantine: i resti antichi al di sotto del palazzo, ormai ricoperti da fango e vegetazione e due vedute del curioso palazzo con monumento sottostante (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)