La scomparsa della Porta Ligny

ligny1.jpgUna cosa che adoro è guardare le vecchie cartoline in bianco e nero di Siracusa, realizzate agli inizi del novecento. Ogni tanto se ne trovano ancora sulle bancarelle o in qualche negozio di souvenir ma vanno ormai rapidamente sparendo in quanto oggetti da collezione.
Guardare queste vecchie immagini apre un finestra nel tempo e, spesso, a malapena si riescono a riconoscere aree oggi piene di edifici o, di contro, edifici non più esistenti.
Provate a guardare l’immagine pubblicata a corredo di questo post: quanti di voi sono in grado di localizzare questo monumento siracusano ?
I più informati magari staranno “ridacchiando sotto i baffi” mentre molti altri si staranno chiedendo se non abbia sbagliato nel pubblicare la foto. In realtà non si tratta di nessun errore. Quella ritratta nell’immagine è la Porta Ligny in una fotografia di Siracusa della fine dell’ottocento.
Se potessimo catapultarci indietro nel tempo di poco più di un secolo, l’immagine della città ci apparirebbe nettamente diversa da quella odierna. A partire dall’estensione: Siracusa anteguerra era praticamente concentrata nell’isolotto di Ortigia e nel quartiere Santa Lucia e, quindi, i popolatissimi quartieri dove oggi viviamo erano ancora aperta campagna.
ligny2.jpgAnche per chi voleva entrare in Ortigia il panorama era molto differente da quello attuale. Il Ponte Umbertino che a noi sembra antichissimo ancora non era stato realizzato e, soprattutto, ad una delle estremità del ponte che collegava con la terraferma era posto il monumento ritratto nella foto, la Porta Ligny. Si trattava di una struttura militare realizzata nel 1673, epoca in cui l’intero isolotto era fortificato da una cinta muraria. I lavori vennero commissionati dal vicerè Claudio Lamoral, principe di Ligny da cui poi l’opera prese il nome. All’epoca aveva essenzialmente una valenza difensiva anche se oggi risulterebbe sicuramente un monumento di pregio non privo di aspetti artistici.
Non erano della stessa opinione i nostri avi che, nel 1893, decisero di abbattere in toto le fortificazioni e la porta per il rifacimento dell’ingresso nell’isola di Ortigia e la conseguente realizzazione dell’odierno Ponte Umbertino.
L’ultima memoria di questo monumento rimangono oggi le vecchie cartoline sbiadite che mostrano una Siracusa d’altri tempi e, al contempo, l’impegno di pochi appassionati che cercano di mantenere viva la storia e le tradizioni della nostra città.
ligny3.jpgTra questi lo scultore Antonio Randazzo, maestro nella lavorazione del legno che alcuni anni fa ha realizzato uno splendido modello ligneo del monumento. Ancora oggi purtroppo quest’opera non ha trovato un luogo di esposizione permanente.
Se siete rimasti incuriositi da questo “frammento” di storia siracusana recente di cui vi ho raccontato, potrete andare ad ammirare l’opera lignea (insieme a molte altre dedicate alla città) in occasione di numerose mostre temporanee in cui viene esposta. E’ un’occasione per farsi un’idea dell’aspetto che doveva avere la Siracusa ottocentesca. Sul sito personale dell’artista Antonio Randazzo è anche scaricabile gratuitamente un’ampia ricerca dedicata alla storia della Porta Ligny.
Ma prima di salutarci: siete proprio sicuri che nulla sia rimasto della fortificazione ? In realtà al museo Bellomo si conservano ancora gli stemmi che la decoravano. Se poi la prossima volta che passeggerete alla Marina porrete attenzione, vicino alla Fontana degli Schiavi noterete un grande stemma nobiliare. Si tratta di una riproduzione dello stemma del principe Ligny che troneggiava nella parte alta della nostra porta scomparsa.



Foto: la porta Ligny in immagini d’epoca e la riproduzione lignea realizzata da Antonio Randazzo. Tutte le immagini di questa pagina sono tratte dal sito www.antoniorandazzo.it