Il treno verde arriva in città

trenoverde.jpgNei mesi estivi il passaggio nei mari di Siracusa di “goletta verde”, per il monitoraggio della qualità delle acque, è ormai un appuntamento consolidato. Questo fine settimana però una nuova ed utile iniziativa di monitoraggio ambientale interesserà la nostra città. Si tratta del “treno verde” organizzato grazie alla collaborazione di Legambiente e Trenitalia. Il treno verde farà sosta nella stazione di Siracusa da sabato 12 a martedì 15 marzo. In questi giorni si effettueranno operazioni di monitoraggio riguardanti i gas nocivi presenti nell’aria e le polveri sottili. Parallelamente verrà svolta opera di sensibilizzazione nei confronti di scuole e cittadinanza. Per le strade di Siracusa verranno temporaneamente posizionate tre centraline di rilevamento ambientale. Sul convoglio invece sarà possibile visitare una sorta di mostra didattica per sensibilizzare a temi di grande rilevanza quali l’ecosostenibilità ed il risparmio energetico. I dati del monitoraggio verranno poi publicati da Legambiente. Si tratta di un importante azione di studio sull’ambiente della nostra città. Siracusa ha quasi perennemente pessimi livelli di inquinamento atmosferico e il persistente sforamento dei valori limite delle polveri sottili pm10 dovrebbe portare a delle efficaci azioni di contrasto a tutela della salute pubblica.


Solo novantesimi nella classifica dell’ambiente

industrie.jpgAnche quest’anno, il prestigioso quotidiano Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’annuale classifica sulla qualità dell’ambiente nelle città italiane, realizzata con la collaborazione di Legambiente e dell’istituto di ricerche Ambiente Italia. Rispetto al 2009, Siracusa guadagna tre posizioni ma, in realtà, c’è poco da rallegrarsi considerando che la città sede del G8-Ambiente si posizona globalmente soltanto al 90° posto su 103.
Ma, con esattezza, cosa ci dice questa classifica ? Proviamo a leggere un po’ con gli occhi del cittadino, i parametri che hanno portato a questa sintesi.
Il primo dei valori presi in esame è la qualità dell’aria, legata in particolar modo alla presenza di polveri sottili PM10. Se proprio pochi giorni fa, su questo stesso blog, si era messo in risalto come l’allarme PM10, sebbene poco dibattuto, fosse tutt’altro che superato, eccone purtroppo una triste conferma con il poco ambito ultimo posto in classifica, conquistato da Siracusa con ben 51,5 microgrammi/mc di media annua contro gli appena 16 della virtuosa Matera. In compenso va un po’ meglio per quanto riguarda le concentrazioni di ozono (27° posto).
Il secondo parametro della classifica riguarda l’acqua potabile. Vengono presi in considerazione vari fattori tra cui le perdite nella rete idrica e la capacità di depurazione. Mentre Siracusa vanta una capacità di depurazione media, sono invece le perdite di rete a fare cadere in classifica, in questo caso. La rete idrica cittadina ha sicuramente bisogno di un sostanzioso rinnovamento come provarono anche i continui disservizi idrici che caratterizzarono l’estate 2009.
Altro nodo critico e che è stato più volte messo in risalto nelle cronache locali, riguarda i rifiuti solidi. A fronte di un 60° posto nella quantità di rifiuti prodotti, Siracusa si posiziona al 102°posto sul 103 in quanto a raccolta differenziata (appena il 3,8%). Putrtroppo, nonostante sia stato più volte annunciato come imminente, ancora oggi, il servizio di raccolta differenziata porta a porta non riesce a partire neanche in via sperimentale.
Ulteriore parametro esaminato dalla classifica ambientale è la mobilità sostenibile che tiene conto del tasso di motorizzazione (il numero gobike2.jpgdi auto ogni 100 abitanti) e dell’offerta in termini di trasporto pubblico. Qui Siracusa si piazza in un 60° posto che potrebbe anche accontentare qualcuno ma, a ben vedere, ci si accorge che, nelle voci relative al trasporto pubblico, anzichè le cifre, risultano due  tristi “dato non disponibile” che pertanto falsano il posizionamento. Resta il fatto che al di là delle quantizzazioni numeriche, sicuramente, il servizio di trasporto pubblico urbano non è uno dei fiori all’occhiello della città.
Nella voce ambiente, il 70° posto in classifica si basa invece su dati arretrati, quelli del 2008. Le quattro voci attenzionate comprendono le piste ciclabili (forse l’unico vero passo in avanti della città), il verde urbano e le zone a traffico limitato. Proprio la ZTL in Ortigia è stata al centro di polemiche negli ultimi mesi, sia per una sua ridefinizione mai avvenuta, che per la sua scarsa applicazione a causa della mancanza di personale per il controllo.
La miglior posizione globale in classifica (5° posto), la nostra città se la aggiudica in materia di energia, voce che comprende i consumi elettrici ma anche la presenza di impianti solari sugli edifici comunali.
Insomma, a esaminare nel dettaglio le ragioni di questo pessimo piazzamento in classifica, nulla di nuovo spunta fuori per quanti vivono quotidianamente la città. Qualità dell’aria, trasporto pubblico, raccolta differenziata, verde ed isole pedonali si confermano il “tallone d’Achille” di Siracusa. Proprio per questo motivo sarebbe l’occasione buona per le amministrazioni locali per prendere di petto la situazione e, approfittando anche dell’indubbio apporto che un ministro dell’ambiente nativo della nostra città può dare, risolvere ad uno ad uno i problemi di sempre. Così come Siracusa, nell’ultimo anno, ha avuto un deciso miglioramento in quanto a piste ciclabili, nulla impedisce un’analoga svolta in tutti gli altri settori ambientali che possa portare in futuro ad un piazzamento più dignitoso (ma soprattutto più salutare) in questa ricorrente classifica annuale.

I dati completi dell’inchiesta sono visionabili sui siti del Sole 24 Ore e di Legambiente. Immagini: zona industriale e stalli vuoti del bike-sharing (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Il ritorno delle polveri sottili

pm10.jpgLa qualità dell’aria a Siracusa è uno di quegli argomenti che, lo scorso anno, è stato spesso al centro delle cronache dei media locali mentre, nel corso del 2010, ha avuto poche occasioni di dibattito.
Eppure, sapere cosa respiriamo, quali sostanze nocive sono presenti nell’aria e in che quantità, dovrebbe essere una tematica di continuo interesse, ancor più a Siracusa, per via della vicinanza della città al polo petrolchimico.
C’è una buona notizia sul fronte del monitoraggio ambientale: dal 1 ottobre, l’ARPA (l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), ha avviato una nuova serie di rilevamenti atmosferici. Questi verranno attivati nei vari comuni influenzati dalla zona industriale. Quello dell’ARPA è sicuramente un intervento meritorio che va ad affiancarsi ai controlli già effettuati dalle centraline del CIPA (Consorzio Industriale per la Protezione dell’Ambiente). Negli ultimi tempi, frequentemente, gli abitanti delle aree limitrofe al polo petrolchimico avevano lamentato il pessimo odore dell’aria senza però che al fenomeno venisse data una spiegazione o una conferma scientifica.
La struttura dell’ARPA, parallelamente ad altri centri di studio sull’inquinamento, effettua un costante monitoraggio dell’inquinamento cittadino a Siracusa. I dati vengono registrati da svariate centraline di rilevamento dislocate sull’intero territorio urbano e, con particolare attenzione, nelle zone di maggior traffico automobilistico.
Con cadenza mensile i dati atmosferici vengono resi disponibili sul sito stesso dell’agenzia con un completo corredo di spiegazioni.
Anche in questo caso si tratta di un’operazione di trasparenza di grande importanza, che permette al cittadino di verificare in prima persona “cosa sta respirando”.
Tra l’altro nel bollettino vengono riportati anche i dati di rilevamento relativi alle famigerate polveri sottili PM10 di cui tanto si parlò lo scorso anno in virtù del continuo sforamento dei limiti di guardia.
petrolchimico1.jpgIl minor clamore aveva fatto sperare in un miglioramento della situazione generale, ma a ben guardare, soprattutto nei mesi estivi, i valori di PM10 registrati in città sono stati ancora una volta con medie fuori dai limiti fissati. Tra le stazioni cittadine, l’unica a registrare quasi sempre valori più contenuti è quella denominata “acquedotto”, ubicata fuori dalle principali arterie di traffico. Insomma, da profani degli studi atmosferici ma da cittadini interessati alla qualità della propria aria, sembrerebbe proprio che il traffico automobilistico incida e non poco sulle polveri sottili. Probabilmente molto più delle sabbie del Sahara portate dalle correnti atmosferiche che alcuni studiosi, lo scorso anno, addussero come principale motivazione degli alti valori di polveri sottili a Siracusa.
D’ora in avanti tutti potremo avere un occhio vigile sulla nostra aria, allora, per poter chiedere prontamente interventi qualora la salute pubblica risultasse a repentaglio.
Tutte le informazioni sull’ARPA sono reperibili all’indirizzo www.arpa.sicilia.it mentre i bollettini mensili sono accessibili a questo indirizzo.

Uno sguardo alla qualità dell’aria

petrolchimico1.jpgUn argomento che ultimamente è stato spesso alla ribalta della cronaca cittadina è quello della qualità dell’aria a Siracusa.
Che la nostra città sia povera di ossigeno ed in compenso ricca di gas nocivi provenienti da traffico ed inquinamento industriale è cosa nota a tutti e, nell’ultimo anno, si è sempre più spesso posta l’attenzione sul problema delle polveri sottili, le famigerate PM10 che superano i limiti di guardia con frequenza allarmante.
Purtroppo, per ora, non sono state proposte soluzioni concrete ma, in attesa che chi di dovere cominci a prendere provvedimenti per migliorare la qualità ambientale in città, come fare per sapere “che aria tira” ?
Per avere qualche dato aggiornato è possibile collegarsi al sito internet del CIPA, il consorzio industriale protezione ambiente, operante nella zona industriale. Tra i suoi scopi vi sono appunto il monitoraggio e la divulgazione dei dati riguardanti la qualità dell’aria. Da pertanto la possibilità di accedere ai dati correnti relativi alle concentrazioni di varie sostanze chimiche nell’atmosfera, come registrate dalle varie stazioni di rilevamento dislocate in città e intorno al polo industriale.
Il sito internet comprende anche due sezioni dedicate alle “previsioni”.
E’ possibile consultare le classiche previsioni meteo localizzate per la Sicilia ma anche e soprattutto le previsioni relative alle concentrazioni di polveri PM10 e sostanze nocive quali ozono, biossido di azoto ed anidride solforosa.
Certamente non è una soluzione al problema ma sicuramente si tratta di una prima presa di coscienza sulla tematica ambientale in attesa di un prossima e quantomai attesa proposta per ridurre l’inquinamento nella nostra area.

Quel vento che viene dal Sahara…

deserto.jpgAvete presente la classica scena di molti film dove la mamma entra irritata in cucina chiedendo “Chi ha rubato la marmellata ?” ed il bambino, con le mani e la bocca ancora unte, nega anche di fronte all’evidenza dicendo “Non sono stato io !”
Passatemi la citazione cinematografica ma proprio questa scena mi è venuta alla mente leggendo ed ascoltando in questi giorni le notizie locali relative ai valori di inquinamento a Siracusa.
In particolar modo, nelle sedi istituzionali, si è tornato a parlare del sempre più pressante problema della presenza di polveri sottili -le cosiddette PM10– nell’aria che giornalmente respiriamo. E’ stato infatti reso noto che nel 2008 a Siracusa si sono superati i livelli di guardia di PM10 per qualcosa come 321 giorni su 365 mentre il massimo tollerabile dovrebbe essere intorno ai 35 giorni ! E’ evidente che urgono provvedimenti e, per tale motivo, anche in consiglio comunale si è cominciato ad affrontare la situazione. I segnali che vengono dall’amministrazione lasciano però perplessi come diversi giornali locali ed associazioni ambientaliste quali Natura Sicula hanno messo in rilievo. Anzichè studiare dei provvedimenti d’urgenza che possano, almeno in parte, mitigare la presenza di queste nanopolveri in grado di provocare gravi danni alla salute, ci si trincea dietro studi che sostengono che le polveri sottili sono presenti a Siracusa in quanto le correnti atmosferiche le conducono a noi sin dal lontano Sahara.
Tanto di cappello agli studiosi ma chi scrive si sente di associarsi al coro di ignoranti in materia che si chiede come mai le polveri inquinanti provenienti dal Sahara decidano unanimemente di depositarsi nella sola Siracusa e non ad esempio nelle vicine Catania o Ragusa che hanno valori di inquinamento decisamente inferiori ?
Il sospetto che la vicinanza col polo petrolchimico possa avere qualche nesso in qualche modo si affaccia nel pensiero di molti. Si pensi alla salute dei cittadini allora e, nel momento in cui la città si interroga sulle cause del proprio inquinamento, non ci si comporti come quel bambino che ha svuotato il barattolo della marmellata della mamma. Lo smog dovuto all’altissimo traffico ed i fumi della zona industriale sicuramente giocano un ruolo importante nella presenza delle PM10 a Siracusa. Si studino quindi dei provvedimenti urgenti. E se invece ci fossimo sbagliati e la colpa fosse veramente degli esotici venti del Sahara ? Pazienza: la nostra salute ci avrà in ogni caso guadagnato.

PM10 oltre i limiti

pm10.jpgDallo scorso 2 dicembre e fino a comunicazione contraria il sindaco ha emesso un’ordinanza inerente il traffico per il superamento dei livelli massimi di PM10.
Negli ultimi anni gli alti valori di PM10 registrati nella città di Siracusa stanno purtroppo divenendo sempre più abitudinari, segno che la qualità dell’aria anzichè migliorare sta ancora andando a peggiorare, in buon accordo con i recenti sondaggi nazionali che hanno visto Siracusa in fondo alle classifiche in tema di inquinamento.
Con la sigla PM10 si indicano infatti delle polveri sottili dalle dimensioni particolarmente ridotte (sotto i 10 micron di diametro). Si tratta di una miscela di parecchi tipi di sostanze chimiche diverse: metalli come piombo o rame, solfati, ceneri ecc.
Di sicuro nulla che possa farci tirare un rassicurante respiro a pieni polmoni data la potenziale pericolosità di tali sostanze. Nel comunicato del Comune si legge che l’ordinanza di restrizione della circolazione veicolare è stata emessa perchè per ben 7 giorni le centraline di rilevamento hanno letto percentuali maggiori di quelli massimi previste dalle norme UE, complici anche le condizioni meteo. Ci sarebbe da precisare che le polveri PM10 non vengono certo prodotte dalle condizioni meteorologiche che semmai possono solo contribuire ad una loro più lunga permanenza nell’aria. Le PM10 vengono prodotte dai gas di scarico delle automobili, dagli impianti di riscaldamento e soprattutto dalla combustione di idrocarburi, attività pertanto direttamente legata con il polo petrolchimico. L’assenza di forti venti o di precipitazioni piovose prolunga invece il restare in sospensione di questi veleni.
Fino a nuovo ordine è previsto in città il divieto di circolazione per le vetture non catalitiche dalle ore 8 alle 18, anche al di fuori della zona blu. Ne restano esclusi i mezzi di soccorso e di pubblica utilità mentre ovviamente tutti i veicoli devono essere in regola con i controlli sui gas di scarico.
Una situazione, questa del superamento delle soglie limite, che ormai sta diventando una norma con l’afa estiva ma che a quanto pare tende adesso a diventare ricorrente anche d’inverno. Respiri corti e poco decisi allora nei prossimi giorni, in attesa che Madre Natura ripulisca l’aria che abbiamo inquinato e che finalmente si promuovano delle azioni efficaci per contrastare la produzione di polveri sottili alla radice
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