Vizi e manie del ciclista siracusano

bici.jpgNon vi è dubbio che se c’è una categoria di utenti della strada che ha vita difficile a Siracusa, questa è rappresentata dai ciclisti. Tra i pregi della città aretusea sicuramente non vi è quello di essere bike-friendly. Questo a partire dalla morfologia stessa del territorio, quasi sempre in pendenza. Intendiamoci, nessuna salita proibitiva ma tante pendenze lievi, lunghe e costanti in grado di mettere a dura prova muscoli e polmoni dei meno allenati. La recente sospensione del servizio di bike-sharing ha ulteriormente demotivato quanti volevano tentare la mobilità alternativa e, l’attivazione in tempi recenti delle prime piste ciclabili ha soltanto in parte sopperito a questo. Ma diciamoci la verità: il ciclista siracusano sicuramente non è un santo nel panorama del traffico cittadino e, al pari degli automobilisti e dei motociclisti di cui abbiamo già parlato, ha la sua buona dose di cattive abitudini.
La prima di queste comprende sicuramente le regole del codice stradale. Per una ragione non meglio precisata non sono pochi i bikers che ostentano la ferma convinzione di essere al di fuori se non al di sopra delle leggi della strada. Ecco allora che quando col vostro veicolo imboccherete un senso unico, vedrete venirvi incontro in senso vietato, magari al centro della carreggiata, la bici di turno. Stessa regola vale per i semafori che, il più delle volte, vengono candidamente ignorati. Capita allora che allo scattare del verde, gli automobilisti in partenza si ritrovino improvvisamente un mezzo a due ruote tagliargli lentamente la strada. Insomma, la vita nel traffico cittadino è già difficile di per sè, non contribuiamo a renderla ancora più dura. E che dire delle pedalate in compagnia ? Nulla di più bello di una bella passeggiata con gli amici ma chiaccherare fianco a fianco intralciando il traffico non è sicuramente un comportamento civico. Stessa cosa dicasi per il pedalare di notte senza luci o indumenti ad alta visibilità: un comportamento estrememente pericoloso per sè e per gli altri ma che, purtroppo, non risulta infrequente.
La viabilità alternativa in bicicletta potrebbe essere una delle soluzioni per alleviare il pesante traffico nella nostra città. Se l’amministrazione provvedesse a rendere le nostre strade più accoglienti per le bici e se i ciclisti indisciplinati si adattassero un po’ di più alle regole della viabilità, Siracusa potrebbe fare un grande balzo in avanti in quelle classifiche di vivibilità che la vedono sempre agli ultimi posti nazionali.


Una strada nuova di zecca

strada-nuova.jpgNovità in arrivo nella circolazione stradale. E’ della scorsa settimana la notizia che entro una quindicina di giorni verranno ultimati i lavori e pertanto verrà aperta al traffico una strada “nuova di zecca”.
La nuova arteria stradale partirà dalla Chiesa dei Cappuccini, all’altezza del monumento ai caduti in Africa e, scorrendo parallelamente all’attuale Riviera Dionisio, spunterà nei pressi dello Sbarcadero Santa Lucia. Si tratta di un’innovazione attesa a lungo nell’ambito del traffico cittadino. Da molti anni infatti la lunga e stretta Riviera Dionisio il Grande che mette in comunicazione la parte nord della città con la parte bassa, risulta congestionata in particolar modo durante le ore di punta. Questa seconda arteria parallela dovrebbe permettere di alleggerire il traffico in quella parte della città. La nuova strada è stata realizzata sul tracciato dell’ex cintura ferroviaria che fino a pochi anni fa attraversava Siracusa. All’epoca le discussioni sulla destinazione d’uso di quella centralissima area cittadina dismessa furono lunghe e le ipotesi andarono dalla pista ciclabile al tracciato per una metropolitana di superficie alla nuova arteria stradale come infine è stato.
Non si è comunque dovuta sacrificare la pista ciclabile in quanto un tracciato riservato è stato conservato al margine della carreggiata. Prima ancora dell’entrata in funzione si registrano però già alcune segnalazioni di cittadini. Il tracciato della pista ciclabile sembra essere stato mal progettato essendo troppo a ridosso dei muri dei giardini delle abitazioni adiacenti ed essendo pertanto pericoloso. Qualcun altro in città mormora invece che il tracciato è ben progettato ma, durante questi anni di chiusura per lavori in corso, alcuni giardini abbiano misteriosamente “dilatato i propri confini”.
Come sempre al Comune il compito di venire a capo di questi misteri tutti Siracusani e magari porvi rimedio. I cittadini al momento attendono questa piccola novità cittadina, pronti ad inaugurarla a due e quattro ruote. Le prime impressioni a caldo ? Speriamo di poterle dare quanto prima !

Foto: Lo sbocco della nuova arteria cittadina (foto dell’autore)

Bike sharing ? Solo per i più motivati

gobike.jpgAlcune settimane fa, su questo stesso blog avevamo annunciato con trepidazione l’attivazione del servizio GoBike a Siracusa. Finalmente anche nella nostra città si cominciava a parlare di piste ciclabili e di mezzi di trasporto ecologici ed alternativi. Lanciato alla vigilia del G8 per l’ambiente, il servizio prevede una serie di stalli sparsi in tutta la città presso i quali è possibile prendere in prestito o restituire una bicicletta. Con piacevole tempismo gli stalli sono stati allestiti dal centro storico di Ortigia fin su al Tribunale, superando addirittura il numero preventivato. Una partenza “alla grande”, quindi ma, a sei mesi dal lancio, come sta andando il nuovo servizio ? Dati ufficiali, purtroppo, non ve ne sono. Rimane però innegabile che raramente in città capita di incontrare le “bici condivise”. E, per una volta, spezziamo una lancia in favore dei Siracusani: infatti non è certo facile prendere una bici a noleggio. Ancora oggi voler usufruire del servizio di bike sharing è una scelta che va pianificata con largo anticipo. Per prendere una bici occorre una scheda magnetica. Per ottenere una scheda magnetica occorre fare un versamento di anticipo di 30 €, presentare dei documenti e sottoscrivere un contratto. Pensate di poterlo fare presso gli esercizi commerciali nei pressi degli stalli ? Vi sbagliate: solo presso la società che gestisce il servizio o presso alcuni uffici comunali. Insomma, il principio è buono ma il cittadino  volenteroso deve avere una “coscienza ecologica” piuttosto forte per sottoporsi a tale trafila.
E per quanto riguarda i turisti ? Anche loro guardano allibiti e impotenti le biciclette non capendo come mai non ne possano usufruire proprio loro che sarebbero i primi a dare il buon esempio. Dubbia rimane a questo punto l’utilità dello stallo installato al parco archeologico dal momento che ai forestieri il servizio è interdetto. Appena attivato il servizio si era anche parlato di una tessera prepagata per i turisti ma nulla è stato ancora comunicato in merito. Cosa dire allora del bike sharing aretuseo ? Lodevole iniziativa ma con ampi margini di miglioramento… che vanno però raggiunti in fretta. Un’altra pecca è che nessuna copertura è stata prevista presso gli stalli e le biciclette sono così notte e giorno esposte alle intemperie con un prevedibile rapido deterioramento.