Latomie, un patrimonio da riconquistare

cordari.jpgNei giorni appena passati, con le celebrazioni per l’unità d’Italia, si è trovato anche il modo di riaprire al pubblico, almeno per qualche ora, uno dei tanti siti archeologici chiusi della nostra provincia.
Si tratta della grotta dei cordari, resa accessibile grazie ai lavori di pulitura per le riprese della fiction “Agrodolce” ed alla collaborazione dei volontari di Nuova Acropoli. La grotta dei cordari, con la sua lunga storia legata agli artigiani che intrecciavano le corde usate per la marineria, è uno dei luoghi simbolo delle latomie e del parco archeologico di Siracusa. Purtroppo, per motivi di sicurezza, questa antica cava di pietra greca è stata chiusa alla fruizione diverse decine di anni fa e mai più riaperta. Pochi giorni fa Siracusani e turisti si sono potuti riappropriare per un giorno di questa importante testimonianza della propria storia. Tanto però ci sarebbe ancora da fare per rendere fruibile pienamente il meraviglioso patrimonio archeologico siracusano. La grotta dei cordari dovrebbe tornare ad essere aperta in maniera permanente e le bellissime latomie, con gli alberi secolari dovrebbero tornare ad essere il più bel parco cittadino, interamente fruibile. Allo stesso modo, il parco archeologico potrebbe essere ampliato con percorsi nelle zone limitrofe recintate ma mai aperte al pubblico ed oggi ricoperte da una fitta vegetazione. Un esempio è l’area di Piazza Adda, con interessanti resti archeologici e che, risistemata, potrebbe divenire un bel polmone verde a ridosso di una zona centrale della città. Da anni si spera nell’inversione di tendenza che porti la nostra regione a dare nuovamente più fondi per la fruizione dei beni culturali. Una situazione piuttosto paradossale se si pensa che il parco archeologico di Siracusa è uno dei beni culturali più visitati d’Italia e che, pertanto, restituisce anche ricchi introiti dalle vendite dei biglietti.