La storia ad ogni angolo

conche.jpgUno dei lati più affascinanti di Siracusa è che vi si respira la Storia ad ogni passo ed in ogni angolo. E non si tratta di un luogo comune, anzi, guardando con attenzione è possibile rendersi conto che ci sono vestigia del suo antichissimo passato nei posti più impensabili.
Anche d’estate, andando al mare, senza volerlo, ci si può trovare a fare il bagno in un vero e proprio sito archeologico. Lungo la costa siracusana ce ne sono tanti e spesso se ne ignora l’origine o la funzione. Quanti di voi andando al mare al Plemmirio o a Ognina o ancora a Vendicari o a Portopalo, hanno notato delle curiose conche ovali scavate nella roccia ? Queste conche sono tutt’altro che naturali ma sono invece opera dell’uomo e molto spesso risalgono ad epoche antichissime. Durante il periodo romano, circa 2000 anni fa, la Sicilia e la costa siracusana erano un vivace punto di riferimento commerciale. Ecco allora che a pochi passi dal mare sorgevano ad esempio stabilimenti industriali che producevano calce (ecco la funzione di alcune di queste conche) oppure stabilimenti ittici dove veniva prodotta una salsa di pesce chiamata garum, molto apprezzata dai buongustai. Questo ad esempio è il caso delle conche lungo la scogliera di Vendicari. Si tratta veramente di un passato antichissimo che riaffiora ad ogni passo.
La prossima estate, allora, inerpicandovi tra gli scogli, fermatevi un attimo e pensate che ancora una volta state camminando nella storia.

foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com

Fantasmi siracusani

casa-re-spiddi.jpgCome ogni città che si rispetti, anche Siracusa ha la sua collezione di leggende metropolitane e di fantasmi cittadini. Se alcuni mesi fa abbiamo avuto modo di rievocare la macabra leggenda della scolaresca scomparsa nelle catacombe, quale occasione migliore che il giorno dopo “la notte delle streghe e dei fantasmi”, per parlare della più celebre casa dei fantasmi siracusana ?
Di quale casa stiamo parlando ? Pensateci un attimo, perchè a Siracusa è una diceria molto famosa.
Se non ci siete arrivati da soli, prendete la macchina e uscite dalla città, recandovi nelle zone balneari. Ad un certo punto, lungo la strada provinciale che collega il litorale dell’Arenella con le scogliere di Ognina, passando davanti ad una vecchia casa diroccata, non potrete fare a meno di notare che molti automobilisti, nel passaggio, danno tre colpi di clacson. Si trova proprio lì la casa di cui parliamo e che potete vedere nella suggestiva foto allegata. Viene chiamata la casa dei tre tocchi, per via dei tre colpi di clacson che vengono dati o anche la casa re spiddi, la casa degli spiriti in dialetto.
Nel momento in cui proverete a chiedere in città la leggenda che avvolge la casa, le voci si fanno confuse e contraddittorie con storie sempre più fantasiose e macabre. L’unica cosa su cui tutti concordano è che se a Siracusa vi è una casa dei fantasmi, si tratta di quella !
La versione più gettonata vuole che agli inizi del secolo abitassero in quella dimora tre sorelle, talmente brutte che nessuno le voleva sposare. Trascorsero pertanto in solitudine la loro vita in quella casa e, alla loro morte, la ricoprirono con una sorta di maledizione: sfortuna per chi, passando davanti alla loro abitazione non porgesse loro un saluto. Da qui la scaramantica usanza di numerosissimi automobilisti di suonare il clacson transitando davanti alla vecchia casa… a dimostrazione del fatto che, come sempre, nessuno crede ai fantasmi ma la prudenza non è mai troppa !
Varianti della stessa storia vogliono le sorelle morte in un incendio oppure vedono una bambina come protagonista della vicenda.
C’è poi chi giurerebbe di aver intravisto davanti alla casa anche degli autostoppisti fantasma. Dite la verità, non è venuto anche a voi  qualche brivido ?
Leggende metropolitane e le storie di fantasmi sono spesso tra gli argomenti più intriganti e vivaci della vita di una città. Speriamo di avere presto l’occasione di tornare sull’argomento. Nel frattempo,  se conoscete varianti della storia appena raccontata o se conoscete altre leggende siracusane, non esitate ad intervenire nei commenti o a scrivere un’e-mail.

Immagine: una suggestiva visione notturna della casa dei tre tocchi (foto: cortesia Giuseppe Orto)


L’abbandono delle zone balneari

arenella.jpgAnche quest’anno, messo in archivio Ferragosto, l’estate lentamente ma inesorabilmente si avvia verso la sua conclusione. Ancora una volta le classiche località balneari siracusane hanno registrato il pienone e, purtroppo, ancora una volta, i problemi e le mancanze di sempre, sono apparsi irrisoliti se non addirittura peggiorati.
Tranne poche eccezioni, la stagione balneare, per il cittadino siracusano si chiama Arenella o Fontane Bianche, Ognina o Fanusa. Tutte aree costiere poste pochi chilometri a sud di Siracusa che non offrono magari spiagge chilometriche ma, in compenso, tanti piccoli angoli dove  il bagnante può optare, a seconda delle proprie preferenze, per la sabbia o gli scogli. Sono tante anche le villette che insistono in queste zone, alcune perennemente abitate, altre soltanto nella stagione estiva. Eppure, nonostante il pienone che si registra ogni anno, queste zone sembrano sempre più abbandonate a se stesse. I locali commerciali sempre più frequentemente chiudono e, la sera, quello che dovrebbe essere un luogo pieno di vita, si trasforma in un deserto. Trovare un posto in pizzeria o un locale con un po’ di musica è ormai impresa difficile nelle località balneari siracusane anche se in passato non è sempre stato così.
Poco da meravigliarsi, d’altro canto, se anche i servizi minimi che il comune dovrebbe offrire in queste zone, vengono a mancare. I bagnini lungo le spiagge libere non sono mai esistiti e bisogna ringraziare lo sforzo dei volontari che garantiscono la sorveglianza in alcune aree di maggiore afflusso. La sede dei vigili urbani che un tempo esisteva nella popolare località dell’Arenella, ha chiuso da tempo e le guardie mediche stagionali sono di anno in anno in bilico.
I collegamenti pubblici con le aree balneari sono scarsi e poco funzionali, costringendo molti a prendere l’automobile e creando, di conseguenza,  interminabili code lungo la strada e aree di posteggio selvaggio che intasano ulteriormente la circolazione. Un tempo esisteva il battello che collegava la suggestiva Punta del Pero con l’isola di Ortigia ma, anche questo servizio, è ormai venuto meno. La stessa accessibilità del mare è molto spesso messa a rischio dai molti e discutibili cancelli privati la cui liceità non è mai stata del tutto chiarita.
Insomma, a dirla così, la situazione appare alquanto scoraggiante. Ma poi, finalmente, si arriva al mare e tutte le seccature scompaiono: si osservano le acque limpide ed azzurre che la costa siracusana ancora regala e magari ci si immerge scorgendo pesci e ricci, segno di acque ancora non contaminate. Insomma, la bellezza del mare siracusano può far dimenticare e perdonare tante cose eppure… basterebbe così poco per renderlo ancora più vivibile ed attraente.

Veduta dell’Arenella (foto da siracusareport.tk)

L’isolotto di Ognina

ognina1.jpgGuardando il termometro che in questi giorni tocca temperature estreme non può che venir voglia di parlare di mare. Tra le mete balneari più ambite dai Siracusani per le acque limpide e cristalline, c’è sicuramente la zona di Ognina, a sud della città.
Alzi la mano chi non si è tuffato almeno una volta – di testa oppure a “bomba”, fate voi – in quelle acque azzurrissime che nulla hanno da invidiare ai mari tropicali. 
E chi non si è poi cautamente arrampicato nuovamente sulla riva stando attento a non pestare i famigerati ricci, ulteriore prova della qualità delle acque ?
E, infine, chi almeno una volta non ha raggiungo a nuoto l’isolotto di Ognina, deliziosamente  posto a poche decine di metri dalla riva ?
ognina2.jpgUna volta arrampicatisi su quest’isolotto, piccolo, brullo e disabitato sembra di aver già visto tutto quel che c’è da vedere. Eppure proprio questo scoglio, allo sguardo attento, riserva ancora qualche sorpresa: si tratta infatti di un antichissimo sito archeologico. Non mi credete ? Nuotateci intorno o, se preferite salite sull’isola e cominciate a girarne i bordi. Ad un certo punto, a pelo d’acqua troverete un’insenatura molto regolare che finisce in una piccola grotticella semisommersa con un ingresso rettangolare. Ebbene, ciò che avete trovato è il resto di un’antichissima tomba dell’età del bronzo, risalente a non meno di 3500 anni fa ! All’epoca il livello del mare era più basso ed Ognina era una penisola dove con ogni probabilità si trovava un villaggio preistorico.
Se non vi è ancora bastato, adesso voltatevi e guardate il mucchio di terra e di sterpaglie che campeggia al centro dell’isolotto. Oggi purtroppo non se ne vede più nulla ma alcuni decenni fa, degli archeologi hanno scoperto sotto quei detriti i resti di un’antica chiesetta di epoca bizantina. Le rovine dell’edificio si trovano ancora lì, protette dalla vegetazione.
Insomma, la prossima volta che nuoterete fino all’isolotto provate a pensare fugacemente alla sua antichissima storia e a come spesso conosciamo pochissimo dei luoghi dove viviamo.
Foto tratte da: www.ognina.it