Una mano di ferro alla Marina

Era il 214 a.C. e la flotta romana si avvicinava minacciosamente al porto di Siracusa quando, all’improvviso, uno strano marchigegno, manovrato da un manipolo di uomini, faceva la sua comparsa sulle mura. Era il 1999 d.C. quando un altrettanto strano marchigegno, mosso da un gruppo di volontari, si affacciava sulle banchine della Marina. Cosa hanno mai in comune questi due eventi in due date tanto lontane tra loro ?
In realtà molto, perchè in entrambi i casi il marchigegno di cui parliamo è una delle misteriose invenzioni del geniale Archimede, la “manus ferrea” come viene chiamata da diversi storici dell’antichità. La tradizione ci racconta che in quel lontano III sec. a.C., la flotta romana che assediava Siracusa venne decimata non soltanto dai famosi “specchi ustori” ma anche da questa strana invenzione, una sorta di arpione che calava rapido dalle mura ed era in grado di sollevare una nave e capovolgerla.
manus.jpgRealtà o fantasia ? E’ proprio a questa domanda che si lega la seconda data menzionata, il 1999. Probabilmente in pochi a ricordano ancora che in quell’anno, venne nella nostra città una troupe televisiva britannica della BBC, accompagnata da alcuni studiosi di fama internazionale, tra i quali Chris Rorres, che intendevano realizzare un documentario sulla famosa manus ferrea accompagnandolo da un esperimento di archeologia sperimentale. Gli storici antichi che parlano della terrificante invenzione di Archimede sono in tanti ma quale era il suo vero aspetto ? E, soprattutto, funzionava veramente come descritto ? Quale modo migliore di indagare se non quello di ricostruire la macchina secondo le loro descrizioni ? Grazie alla BBC quell’estate, una strana impalcatura prese forma giorno dopo giorno sulla banchina della Marina. In ultimo arrivò il grande giorno. La manus ferrea ricostruita faceva bella mostra di sè sul molo e, con l’aiuto di numerosi volontari siracusani si doveva tentare di capovolgere un peschereccio, in mancanza di antiche quinqueremi romane. Come andò a finire ? Per la cronaca diremo che l’esperimento è fallito dal momento che il peschereccio rimase solo penzoloni. La città visse però alcuni giorni insoliti e stravaganti ma stimolanti allo stesso tempo. Insomma, quel che non fanno i Siracusani per ricordare e valorizzare il genio matematico, ce lo regalò quell’anno un’emittente inglese. Se siete rimasti incuriositi potete ancora cercare online questo interessante documentario interamente girato a Siracusa. Si tratta del documentario “The Claw“, realizzato dalla BBC nell’ambito della serie “Secrets of the ancients”. Dopo quasi due secoli Archimede ebbe nuovamente un suo breve momento di gloria. Da allora nuovamente l’oblio, nell’eterna attesa della promessa e meritata Domus Archimedea che dovrebbe contenere le ricostruzioni delle macchine archimedee.

Immagine: la manus ferrea ricostruita secondo le indicazioni del prof. Rorres

Una domenica tra velieri e motoscafi

domenica2.jpgE’ stata una domenica vivace ed allegra quella appena trascorsa dalla città e che ha visto come punto focale il Porto Grande. D’altra parte, è giusto che sia così: Siracusa è una città di mare dall’antichissima tradizione ed il mare e la sua grande baia naturale costituiscono in qualche modo la sua identità. Il centro storico di Ortigia è proiettato col lungomare di ponente sul Porto Grande così come lo è la zona balneare sulla riva opposta. Ma la baia si vede, più o meno bene, da quasi ogni punto della città.
L’evento principale è stato il campionato mondiale motonautico di Powerboat P1 che ha visto nel pomeriggio di domenica lo svolgersi dell’ultima gara. Meno pubblicizzato ma non meno affascinante è stato anche l’attracco del veliero “Palinuro”, una delle navi-scuola della marina militare.
Complici le temperature pienamente estive ed un cielo sgombro di nubi, centinaia di Siracusani si sono mescolati con gli altrettanti turisti che in questo periodo visitano la città e hanno passeggiato nel centro storico soffermandosi, in particolar modo, lungo la banchina delle Marina, da poco restituita alla città.
Sotto l’ombra degli enormi alberi di ficus o dalla panoramica della Fonte Aretusa grandi e piccini hanno trascorso qualche ora osservando incuriositi i velocissimi motoscafi sfrecciare attraverso le acque del Porto Grande. Sicuramente rumorosi e certamente inquinanti ma, in fin dei conti, si tratta di un appuntamento che si tiene soltanto per pochi giorni all’anno.
Al contempo, una lunga fila di curiosi si formava sulla banchina per poter salire e visitare l’affascinante ed antico veliero Palinuro che si concedeva al pubblico grazie alla disponibilità della Marina.
domenica1.jpgInsomma, una domenica che ha donato degli interessanti eventi a quanti si sono recati nel centro storico, permettendo di trascorrere alcune ore rilassanti e spensierate.
Una giornata come ne sarebbero auspicabili di più nella nostra città. Ancora una volta si è dimostrato (se ancora ve ne fosse bisogno), quanto Siracusa sia legata al suo mare. D’altro canto il successo riscosso tra la cittadinanza dimostra anche che, per quanto si parli di sviluppo turistico e di avveneristici progetti per il porto, fondamentali risultano gli eventi e le manifestazioni che ruotano intorno al mare. Ben venga la riqualificazione dell’area portuale ma questa, sicuramente, non può prescindere (anzi deve essere preceduta) da una meticolosa programmazione di eventi e di servizi che sono il motore primo del rilancio turistico e che rianimano il centro storico cittadino.

Immagini: curiosi in fila accanto alla Palinuro e una fase della gara di Powerboat (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Il ritorno della Marina

SIC-IMG6268m.jpgDopo quasi due anni di attesa la Marina è finalmente tornata libera ! Da alcuni giorni, passeggiando nel centro storico, lungo il Foro Italico, la visuale del mare non è più negata dagli orribili cassoni di cemento posti li per scopi di cantiere. Alla fine, nonostante il comprensibile scetticismo ormai sviluppato dai più (basta leggere i passati post dedicati su questo blog all’argomento), il lavoro delle gru e dei rimorchiatori è proceduto celere, togliendo i manufatti in calcestruzzo e ricollocandoli, temporaneamente, nella zona industriale. I Siracusani, dunque, almeno quest’estate avranno di nuovo la loro passeggiata alla Marina. Certo, gli interrogativi, e, soprattutto, le perplessità rimangono ancora tante. Il mare è di nuovo a vista ma la banchina, almeno al momento non è certo un bel vedersi. Adesso per completare l’opera occorre che chi di dovere provveda a sgomberare i resti del cantiere per il porto turistico e a riparare lo strato d’asfalto. Le piazzole che servivano per l’ormeggio ed i servizi a yacht e barche a vela sono ovviamente scomparse da tempo. Sono in molti però (e non solo gli operatori commerciali che sono stati i più colpiti da questa situazione) a ripiangere le afose notti estive quando la banchina della marina era gremita da barche da turismo di tutte le stazze che facevano la gioia del pettegolezzo e, a volte, regalavano soprese quali vip italiani e star di Hollywood che inaspettatamente toccavano terra per passeggiare in quel di Ortigia.
Insomma, a conti fatti era stato promesso un sensazionale porto turistico ma, fin qua, nonostante le assicurazioni, la città ne ha avuto solo disagi e disservizi. I tempi celeri promessi si sono dilungati a dismisura e la riqualificazione che doveva portare tarda ad arrivare mentre solo un intervento della magistratura, ironia della sorte, ha consentito le condizioni per la rimozione delle strutture di cemento armato autorizzate (da non si sa chi) in quel luogo splendido. Si dice che il progetto non è fermo e che Siracusa avrà il porto turistico che merita. Quel poco che molti cittadini hanno invece finora constatato è la validità dell’antico motto “si stava meglio, quando si stava peggio). Ci sarà il porto turistico ? Vedremo. Per il momento però evviva il ritorno della cara vecchia Marina.

Immagine: con la rimozione dei cassoni di cemento il mare e le barche tornano a far capolino sul lungomare di Ortigia (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk

Una città che affonda nel cemento

Di tanto in tanto, in città si organizzano conferenze e convegni in cui si ripercorre la storia recente di Siracusa e nel corso dei quali, con giusto sdegno, viene deprecato il cosiddetto “sacco urbanistico” a cui la città è stata sottoposta a partire dagli inizi degl anni Sessanta.
Ricordiamolo, la città di Siracusa, al termine della seconda guerra mondiale era, per dimensioni, poco più che un paese, tutta rannicchiata nell’isola di Ortigia  e sul lembo di terraferma che costituiva la borgata Santa Lucia. Poi, col periodo del “boom economico”, Siracusa ha avuto un rapidissimo ma, soprattutto incontrollato sviluppo urbanistico. L’area della città si è rapidamente allargata ma, questo, in maniera caotica e spesso discutibile.
Risale agli anni Sessanta e Settanta la realizzazione di tanti grigi casermoni, spesso a discapito di edifici storici di pregio, che oggi cappuccini.jpgguardiamo con aria critica. E’ nello stesso periodo in cui nottetempo colate di cemento coprivano tesori archeologici che oggi, durante gli attuali lavori stradali, tornano alla luce senza che ne avessimo cognizione. Infine è sempre in quel periodo storico recente che va collocata la scelta di realizzare il polo petrolchimico in un’area che era ad altissima valenza ambientale e paesagistica.
Insomma, spesso si scuote la testa e ci si chiede come si siano potuti permettere simili interventi. Eppure, a ben vedere, a leggere tra le righe dei quotidiani locali o ad ascoltare i mormorii cittadini, la città non sembra aver molto imparato dagli errori passati. Siracusa si espande, come è giusto che sia, ma la paura di molti è quella di assistere ad un revival delle azioni sconsiderate dei decenni passati. Paura d’altra parte più che giustificata nei cittadini quando del piano regolatore (progettato proprio per costruire con criterio), approvato appena pochi anni fa, si dice oggi che contiene errori e va modificato. Risale appena al passato fine settimana l’iniziativa di diverse associazioni ambientaliste di far riscoprire (anche con un servizio straordinario di bus navetta gratuito) ai siracusani la splendida spiaggia detta “Pillirina”, proprio perchè sembra che in questa zona, ancora libera da villette o strutture turistiche, si rischi una nuova fase costruttiva. D’altro canto risale a non molti mesi fa la lunga lotta e polemica che vedeva la città divisa sulla costruzione di un nuovo villaggio turistico a ridosso della riserva marina del Plemmirio (che invece altri vorrebbero valorizzare con la creazione di un’equivalente riserva terrestre).
E la situazione non migliora di molto spostandosi al confine settentrionale della città. Se da un lato il comune abbatte delle vecchie case a ridosso della parte bassa della Latomia dei Cappuccini, per restituire la vista di questo suggestivo monumento alla città, dall’altra si da concessione per la costruzione di nuovi edifici sul versante settentrionale della stessa. E che dire dell’altipiano dell’Epipoli, zona ad alta valenza archeologica dove da anni si attende la realizzazione definitiva del grande parco della mura dionigiane e che invece vede soltanto i lavori per la realizzazione di ulteriori controversi centri commerciali o villette a schiera.L’interminabile costruzione del porto turistico poi, che da due anni soffoca il lungomare, è un altro lampante esempio di pessima pianificazione.
Insomma, ancora una volta -tristemente- sembra che il passato non ci abbia insegnato nulla e le parole dette a convegni e conferenze tali rimangano senza riuscire a concretizzarsi nei fatti.

Immagini: Veduta della Latomia dei Cappuccini. Si demolisce sul lato sud per restituirne la vista alla città mentre si progetta di costruire sul lato nord (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Il Gabibbo a spasso per la città

Che bello quando in TV mostrano la propria città, tanto più se in prima serata ! In questo caso specifico però non saprei dire se i Siracusani ne debbano essere contenti o meno.
Giusto qualche giorno fa, in prima serata, su Canale 5, sono passate immagini sulla nostra Siracusa ma, essendo trasmesse all’interno del noto TG satirico “Striscia la notizia“, potete bene immaginare che la motivazione era di denuncia sociale.
teatro_comunale.jpgRidendo per non piangere, in questi anni, la trasmissione di Antonio Ricci ci ha sempre più abituato ad essere l’ultimo scoglio ove denunciare le tante cose che non funzionano nel nostro paese. Siracusa, nel panorama nazionale, purtroppo non fa eccezione e, chi legge questo blog, sa bene che di opere incompiute o di servizi da migliorare, in città ve ne sono fin troppi.
E’ così che il conosciutissimo Gabibbo ha realizzato un servizio sulle due province vicine: Ragusa e Siracusa. Obiettivo alcune delle tante incompiute cittadine. Il pupazzo di Canale 5 ha mostrato immagini del parcheggio incompiuto di viale Santa Panagia, opera faraonica cominciata anni fa e mai terminata. Si è poi passati al teatro comunale, sigillato per restauri da cinquant’anni ormai. E, infine, l’argomento di questi giorni: la rimozione dei cassoni di cemento alla Marina, più volte annunciata ma in realtà non ancora entrata nel vivo. Alle proteste di alcuni cittadini ha poi fatto da contrappunto una breve intervista al sindaco. Se vi siete persi il servizio potete ancora vederlo sul sito internet di Striscia la notizia.
Difficile fare valutazioni anche se, da semplice spettatore e non addetto ai lavori, non ci si può che meravigliare dei numeri da capogiro. Già, i numeri ! Quelli riferibili ai soldi spesi e ancora da spendere (milioni di euro dichiarati come se fossero noccioline) e quelli riferibili ai tempi di completamento. Del teatro ci dicono da tempo che mancano soltanto gli arredi interni che, per quanto lussuosi possano essere, sembra incredibile pensare possano costare diversi milioni di euro. E che dire poi dei tempi promessi ? Questa volta Striscia non ha potuto fare il classico “nodo al fazzoletto”. Il sindaco ha indicato due anni molto generici per il completamento del posteggio (ma a vederla la struttura esterna è tutta pronta) e altrettanto per il teatro (per i famosi arredi). Per i cassoni di cemento della marina, il termine della fine del mese di giugno, indicato fino a pochi giorni fa, è diventato un generico “tempi brevi”.
Gustatevi il servizio del TG satirico allora, e, almeno in questo caso, speriamo sia l’ultimo dedicato alla nostra città.

Finalmente via i cassoni della Marina

marina2.jpg“Eppur si muove”, la celebre frase attribuita a Galileo Galilei, calza a pennello alla vicenda dei cassoni di cemento alla passeggiata della Marina di Siracusa.
L’argomento è di quelli che sono stati trattati più volte nei post di questo blog per il semplice motivo che, nonostante le proteste indignate dei cittadini, per due anni uno dei panorami più belli della città è stato coperto da degli orrendi manufatti di cantiere.
La motivazione era quella di costruire il futuro e moderno porto turistico, l’esigenza di posizionare i cassoni fin da subito sul molo preferito dai cittadini e dai turisti per le loro passeggiate, francamente rimane misteriosa. Così come rimane misterioso l’autore di tale decisione, dal momento che, col senno di poi, tutti se ne lavano le mani. Che poi i lavori si siano dilungati ben oltre il tempo previsto e siano culminati nel blocco totale a causa del sequestro dei manufatti da parte della magistratura per il sospetto che siano realizzati in cemento depotenziato, è ancora un altro “paio di maniche”.
In questa soffocante vicenda, sembra finalmente esserci uno spiraglio di buon senso. Non è ancora dato di sapere se il cantiere era in regola o meno così come nessuno ormai azzarda ipotesi sulla data di ultimazione dei lavori. I cassoni però finalmente verranno rimossi dalla banchina restituendo alla città l’azzurro del mare. L’impresa è di quelle complicate date le dimensioni ed il peso dei manufatti. La scorsa settimana un’enorme gru è stata posizionata a tale scopo al foro italico e la banchina è stata rinforzata per reggerne il peso. Da questa settimana, dopo le prime prove tecniche comincerà l’opera di rimozione. Le strutture di cemento verranno man mano caricate su delle chiatte e trasportate nella zona industriale, in attesa di decisioni superiori. Stando alle stime, entro la fine di giugno il panorama dovrebbe tornare ad essere libero ed i Siracusani potranno tornare a godersi la loro Marina. Un ritorno al passato, dunque, per nulla sgradito alla cittadinanza, sebbene rimanga da chiedersi a cosa siano serviti questi due anni di passione per vedersi restituito un lungomare in condizioni peggiori di quelle di partenza e con un turismo diportistico probabilmente in gran parte compromesso.

Immagine: la città attende con ansia la restituzione della Marina (foto S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

Un porto turistico tutto da rifare

La notizia che negli ultimi giorni ha maggiormente tenuto banco in città, ancora una volta, riguarda la vicenda della costruzione del porto turistico e del muro di cemento che da due anni chiude la visione del lungomare.
Appena qualche giorno fa, infatti, i periti della procura delle repubblica, che indaga sui lavori hanno confermato che i cassoni  che da tempo sostano sulla banchina, sono stati costruiti con cemento depotenziato, di bassissima qualità.
marina3.jpgSi è pertanto avverato quello che in tanti temevano: due anni di sofferenze, solo estetiche per alcuni (i cittadini), economiche per altri (i commercianti della Marina) sono stati buttati al vento.
In un’intervista rilasciata ai giornali ed alle TV, il procuratore capo ha dichiarato che la situazione è risultata addirittura peggiore di quanto si temesse. Se prima si pensava che, sebbene di scarsa qualità, le infrastrutture potessero ugualmente essere utilizzate, al termine delle perizie, invece, ben 88 cassoni di cemento armato su 93 totali sono risultati del tutto scadenti e dovranno essere eliminati.
Insomma, si apre adesso uno scenario del tutto nuovo. Da un lato la giustizia farà il suo corso, dall’altro si allungano a dismisura i tempi previsti per il completamento del porto turistico e urge pertanto restituire ai Siracusani la passeggiata della Marina. Questo è stato anche chiesto a gran voce dai tanti intervenuti alla manifestazione svoltasi lo scorso sabato.
Il problema, come sempre sono i costi proibitivi per il Comune che ha la cassa ridotta all’osso. Al contempo però occorre far presto considerando la stagione estiva alle porte e volendo ancora sperare di poter rivedere barche a vela e yacht più o meno grandi affollare quest’estate il porto di Siracusa dando un tocco di vivacità a questa zona ormai inaridita e, soprattutto, risollevando l’economia dei tanti piccoli commercianti locali.

Immagine: il desolante muro di cemento alla Marina (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Quel panorama negato

marina2.jpgA pochi mesi dall’inizio della stagione estiva il permanere dei cassoni di cemento sulla banchina della Marina di Siracusa continua a tener banco e a destare sempre più il malcontento della cittadinanza.
A più riprese abbiamo parlato della vicenda di questa struttura, un vero e proprio muro grigio che, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto permanere solo per pochi mesi. Invece, da quasi due anni ormai, la suggestiva passeggiata lungomare di Ortigia è coperta dalla grigia cortina di cemento, il viale sotto gli alberi di ficus, un tempo meta preferita per le passeggiate estive dei Siracusani è ormai deserto e le barche a vela e gli yacht non affollano più le banchine.
In settimana qualcosa dovrebbe muoversi, o meglio, ci dovrebbe essere qualche sviluppo sulla situazione. L’ultima complicazione all’intera vicenda è stata data dal sequestro del cantiere a causa del sospetto che alcuni dei cassoni fossero stati costruiti con cemento depotenziato. A quanto pare, la prossima settimana, verrano resi noti i risultati delle analisi condotte che permetteranno di capire che iter seguirà l’intera vicenda.
Di contro, anche la cittadinanza, stufa del permanere di questa situazione, ha deciso di scendere in piazza per far sentire la propria voce. Per sabato 24 aprile è stata indetta una grande manifestazione a sono invitati tutti coloro che vorrebbero la “liberazione” della Marina dalle opere del cantiere, poco importa se per il definitivo calo in mare dei cassoni o per la loro traslazione in altro luogo (nonostante i costi non certo indifferenti). Gli interessati possono avere maggiori informazioni sull’apposita pagina creata su Facebook.
Certamente il tempo ormai stringe e bisognerà procedere a ritmi spediti se almeno la prossima estate si vorrà nuovamente poter godere dello splendido panorama del Porto Grande.

Immagine: gli ombrosi alberi di ficus e le barche ormeggiate che affollano la Marina sono ormai un ricordo lontano (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

Un’altra estate senza Marina

marina_deserta1.jpgEra il mese di giugno dello scorso anno quando, in un post di questo blog dal titolo “L’estate senza Marina“, si dava voce all’insofferenza dei Siracusani per il prolungarsi dei lavori per il porto turistico al lungomare. La scorsa estate potevamo lamentare tutta l’insoddisfazione per la vista del mare negata per un’intera stagione da degli orribili cassoni di cemento ma, facendo di necessità virtù, si poteva ancora dire “questione di mesi, serve ad abbellire la città”.
In questi mesi, a più riprese, notando il fermo dei lavori nel cantiere, i cittadini ed i media hanno espresso il timore che anche per la prossima estate la situazione non sarebbe cambiata. Poi vi erano state però ampie rassicurazioni che il cantiere aveva finalmente tutte le autorizzazioni ministeriali e, pertanto, a breve, i cassoni di calcestruzzo sarebbero stati calati in mare per divenire, come previsto, il supporto per l’allargamento della banchina.
L’altro ieri, però, un fulmine a ciel sereno ha frantumato le speranze dei tanti Siracusani amanti della passeggiata del Foro italico. In tutta la città si è rapidamente sparsa la notizia che la magistratura ha sequestrato i cassoni in quanto, in seguito a dei controlli, ve ne sarebbe qualcuno non costruito a norma, in pratica utilizzando uno scadente cemento depotenziato anzichè materiali edilizi a regola d’arte.
Probabilmente, quanti speravano di vedere a breve le gru calare in mare gli ecomostri di cemento, rimarranno ancora una volta delusi e ancor più lo rimarremo noi tutti che sognavamo già le passeggiate al lungomare nelle afose serate estive.
cemento_alla_marina.jpgIn fretta e furia sono giunte rassicurazioni da parte del Comune e da parte della magistratura: il cantiere non dovrebbe bloccarsi in quanto solo i cassoni sono stati sequestrati. Ma con il sano scetticismo che ormai ci contraddistingue sembra improbabile che entro il mese di giugno “la barriere grigia” scompaia dalla banchine.
Cosa rimane allora ? Soltanto tanto rammarico: per i tempi dei lavori che non riescono mai a venire rispettati e per il fatto che in ogni opera pubblica continui a non mancare mai chi cerca di lucrare a spese della collettività. Certo, ci si chiede anche come mai dopo mesi di inattività del cantiere solo ora siano stati fatti questi controlli e dove era chi aveva il compito di vigilare. Tanto domande senza risposte per i cittadini a cui rimane una sola certezza: sarà un’altra estate senza Marina.

Immagini: I cassoni di cemento lungo la “marina” di Siracusa (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

Presto la “liberazione” della Marina

SIC-marina_deserta.jpgEra ormai da parecchi mesi che avevamo fatto un bel “nodo al fazzoletto” per vedere se sarebbero stati rispettati i tempi promessi per la rimozione delle infrastrutture in cemento armato che da più di un anno occupano la passeggiata della Marina di Siracusa. Ebbene, nella settimana appena trascorsa, sono finalmente giunte buone nuove ed i tanti amanti di uno dei più bei panorami della città potranno presto  sciogliere i nodi dai loro fazzoletti perchè a breve dovrebbero riprendere i lavori nel cantiere che porterà alla realizzazione del porto turistico.
Purtroppo i tempi si sono dilatati ben oltre quelli inizialmente previsti -ne abbiamo parlato più volte in questo blog– soprattutto per lungaggini burocratiche che magari era possibile evitare con una pianificazione più attenta.
L’estate del 2009 ha visto così la città privata della passeggiata lungomare con dispiacere di Siracusani e non ma, soprattutto, con un grave danno economico per i piccoli commercianti della zona.
Stando alle dichiarazione fatte in settimana dal direttore dei lavori, le carte ci sono finalmente tutte e da ora potranno cominciare i lavori di dragaggio che porteranno in una prima fase ad aumentare la profondità del fondale e poi a calare in acqua i tanto contestati cassoni in cemento armato che verranno in ultima fase riempiti col materiale dragato e poi coperti allargando di fatto la superficie del molo.
Da qui in avanti la situazione dovrebbe essere tutta in discesa e la città dovrebbe vedere man mano l‘abbellirsi ed il rifiorire della Marina e delle zone limitrofe come il molo San Antonio. Insomma, in questi giorni di temperature polari proviamo un po’ tutti ad immaginarci l’afa della prossima estate e il rinnovato affollarsi di Yacht e barche a vela dei tanti entusiasti visitatori di Siracusa.