La storia ad ogni angolo

conche.jpgUno dei lati più affascinanti di Siracusa è che vi si respira la Storia ad ogni passo ed in ogni angolo. E non si tratta di un luogo comune, anzi, guardando con attenzione è possibile rendersi conto che ci sono vestigia del suo antichissimo passato nei posti più impensabili.
Anche d’estate, andando al mare, senza volerlo, ci si può trovare a fare il bagno in un vero e proprio sito archeologico. Lungo la costa siracusana ce ne sono tanti e spesso se ne ignora l’origine o la funzione. Quanti di voi andando al mare al Plemmirio o a Ognina o ancora a Vendicari o a Portopalo, hanno notato delle curiose conche ovali scavate nella roccia ? Queste conche sono tutt’altro che naturali ma sono invece opera dell’uomo e molto spesso risalgono ad epoche antichissime. Durante il periodo romano, circa 2000 anni fa, la Sicilia e la costa siracusana erano un vivace punto di riferimento commerciale. Ecco allora che a pochi passi dal mare sorgevano ad esempio stabilimenti industriali che producevano calce (ecco la funzione di alcune di queste conche) oppure stabilimenti ittici dove veniva prodotta una salsa di pesce chiamata garum, molto apprezzata dai buongustai. Questo ad esempio è il caso delle conche lungo la scogliera di Vendicari. Si tratta veramente di un passato antichissimo che riaffiora ad ogni passo.
La prossima estate, allora, inerpicandovi tra gli scogli, fermatevi un attimo e pensate che ancora una volta state camminando nella storia.

foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com

L’abbandono delle zone balneari

arenella.jpgAnche quest’anno, messo in archivio Ferragosto, l’estate lentamente ma inesorabilmente si avvia verso la sua conclusione. Ancora una volta le classiche località balneari siracusane hanno registrato il pienone e, purtroppo, ancora una volta, i problemi e le mancanze di sempre, sono apparsi irrisoliti se non addirittura peggiorati.
Tranne poche eccezioni, la stagione balneare, per il cittadino siracusano si chiama Arenella o Fontane Bianche, Ognina o Fanusa. Tutte aree costiere poste pochi chilometri a sud di Siracusa che non offrono magari spiagge chilometriche ma, in compenso, tanti piccoli angoli dove  il bagnante può optare, a seconda delle proprie preferenze, per la sabbia o gli scogli. Sono tante anche le villette che insistono in queste zone, alcune perennemente abitate, altre soltanto nella stagione estiva. Eppure, nonostante il pienone che si registra ogni anno, queste zone sembrano sempre più abbandonate a se stesse. I locali commerciali sempre più frequentemente chiudono e, la sera, quello che dovrebbe essere un luogo pieno di vita, si trasforma in un deserto. Trovare un posto in pizzeria o un locale con un po’ di musica è ormai impresa difficile nelle località balneari siracusane anche se in passato non è sempre stato così.
Poco da meravigliarsi, d’altro canto, se anche i servizi minimi che il comune dovrebbe offrire in queste zone, vengono a mancare. I bagnini lungo le spiagge libere non sono mai esistiti e bisogna ringraziare lo sforzo dei volontari che garantiscono la sorveglianza in alcune aree di maggiore afflusso. La sede dei vigili urbani che un tempo esisteva nella popolare località dell’Arenella, ha chiuso da tempo e le guardie mediche stagionali sono di anno in anno in bilico.
I collegamenti pubblici con le aree balneari sono scarsi e poco funzionali, costringendo molti a prendere l’automobile e creando, di conseguenza,  interminabili code lungo la strada e aree di posteggio selvaggio che intasano ulteriormente la circolazione. Un tempo esisteva il battello che collegava la suggestiva Punta del Pero con l’isola di Ortigia ma, anche questo servizio, è ormai venuto meno. La stessa accessibilità del mare è molto spesso messa a rischio dai molti e discutibili cancelli privati la cui liceità non è mai stata del tutto chiarita.
Insomma, a dirla così, la situazione appare alquanto scoraggiante. Ma poi, finalmente, si arriva al mare e tutte le seccature scompaiono: si osservano le acque limpide ed azzurre che la costa siracusana ancora regala e magari ci si immerge scorgendo pesci e ricci, segno di acque ancora non contaminate. Insomma, la bellezza del mare siracusano può far dimenticare e perdonare tante cose eppure… basterebbe così poco per renderlo ancora più vivibile ed attraente.

Veduta dell’Arenella (foto da siracusareport.tk)

In difesa del mare e della costa

pillirina.jpgE’ da diverse settimane ormai che voci ufficiose ma mai smentite fanno temere per le sorti di uno dei più bei lembi di costa siracusani. L’area è la lunga scogliera, inframezzata da piccole baie con qualche spiaggetta, che va dalla cosidetta spiaggia della “Pillirina” in direzione di Capo Murro di Porco, estrema punta della Penisola Maddalena. Un’area che in mare è già protetta grazie alla riserva marina del Plemmirio e che, finora, nella sua parte terrestre, aveva mantenuto il suo aspetto selvaggio e suggestivo, privo di grandi costruzioni. Un rifugio tranquillo per quanti cercavano un mare pulito e non eccessivamente affollato.
Alcune settimane fa, invece, diverse associazioni ambientaliste hanno segnalato il rischio che i terreni di quell’area vengano acquisiti  integralmente da una società privata con lo scopo di farvi un grande villaggio turistico.
La segnalazione sembra poggiare su solide basi visto che in contemporanea parecchi giornali locali hanno pubblicato immagini dei progetti di questa struttura.
Chi scrive su questo blog ha sempre sostenuto che il turismo può essere una grande risorsa per Siracusa che sta pian piano esaurendo il suo ciclo di polo industriale che ha sì portato lavoro ma anche gravissimi danni ambientali alla città. Non si deve però commettere nello sviluppo turistico lo stesso errore commesso decenni orsono nello sviluppo industriale: l’espansione selvaggia ed incontrollata e, soprattutto, priva di criterio. Un villaggio turistico storico in quell’area esiste già e poco distante. Fino allo scorso anno, si parlava ripetutamente anche della realizzazione di un altro villaggio nella vicina zona di Terrauzza. Ben venga la voglia di fare finchè questa non diviene urbanizzazione selvaggia che porta alla perdita degli ultimi tratti di mare libero, specie se questo è in un’area marina protetta.
Sono in molti a condividere queste opinioni, tanto che è nato in questi giorni un nuovo comitato che riunisce al momento ben 40 associazioni cittadine e che vede tra i promotori più illustri il campione del mondo di apnea Enzo Maiorca, i critici d’arte Vittorio Sgarbi e Paolo Giansiracusa, il soprintendente emerito Giuseppe Voza e i responsabilli dell’area marina Nuccio Romano ed Enzo Incontro. La prima azione comune è stata quella di lanciare un appello affinchè il ministero dell’ambiente ed il sindaco intervengano per far chiarezza sulla questione e rivedere le previsioni del piano regolatore in quell’area. I cittadini si mobilitano, insomma, per salvare il loro mare prima che sia troppo tardi !

Immagine: La spiaggia della Pillirina, uno delle ultime spiagge incontaminate, rischia scomparire (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

Solarium e vele blu

Buone notizie per gli amanti del mare ! La prima viene dalla vicina Noto. Ancora una volta le spiagge della cittadina barocca sono state riconfermate da Legambiente e dal Touring Club tra le più pulite d’Italia. Risale infatti a pochi giorni fa la notizia che, anche nell’edizione 2010 della Guida Blu, il Lido di Noto ha guadagnato le 5 vele, il massimo voto. Si tratta di un giudizio complessivo che tiene conto oltre che della qualità del mare anche dei servizi disponibili e dell’interesse storico, artistico e ambientale del territorio.
solarium2.jpgUn’ennesima conferma quindi, se ancora ce ne fosse stato bisogno, per alcune delle spiagge più amate dai Siracusani che, ogni anno, oltre alla tradizionale Noto Marina, affollano anche le vicine spiagge di Eloro, Calamosche o Vendicari, forti della riserva naturale o le incontaminate spiagge dell’estremo sud dell’isola, da Marzamemi a Portopalo.
Per quanti invece non vogliono compiere parecchi chilometri per raggiungere il mare, un’altra notizia positiva. Tra pochi giorni verrà nuovamente completato l’allestimento del solarium di Forte Vigliena, in Ortigia. Il solarium, in pieno centro storico, è ormai divenuto un’attesa tradizione da parte della cittadinanza che può godere del sole e del mare senza dover uscire dal perimetro urbano. Oltre a questo solarium, allestito dal comune, è prevista la realizzazione di diversi altri solarium a gestione privata, in parte sul lungomare di levante in Ortigia (Castello Maniace e Via dei Tolomei) e uno ulteriore sulla piccola spiaggetta posta sotto la Fonte Aretusa. Le temperature di questi giorni non fanno che confermare il pieno arrivo dell’estate, approfittiamone allora per cercare un po’ di frescura !

Acque blu o acque grigie ?

scarico-targia.jpgSiracusa è di certo una città dai mille contrasti, specie se si parla di temi ambientali. Da un lato c’è la Siracusa ecologica: quella dove ha avuto luogo il G8 Ambiente e la città natale dell’attuale ministro dell’ambiente. Dall’altro è soffocata dai fumi del polo petrolchimico e perennemente a rischio a causa delle polveri sottili oltre ad essere agli ultimi posti in tutte le classifiche nazionali in tema di ambiente. Lo stesso contrasto lo si può rilevare in tema di mare. Anche qui, purtroppo, Siracusa è in grado di mostrare i due facce ben distinte: la zona sud con il mare premiato in passato con le bandiere blu o l’area marina protetta del Plemmirio e, poi, la zona nord dove ancora oggi vi sono scarichi fognari che sversano direttamente in mare.
Sembrano storie d’altri tempi, racconti degli abusi ecologici degli anni sessanta, eppure ancora oggi la città vanta uno scarico di acque reflue comunali in totale contrasto con ogni politica ambientale. Si tratta del famigerato scarico fognario di Targia, una tubazione che raccoglie gli effluvi di buona parte della zona nord della città e poi si immette tranquillamente in mare da una grossa tubazione a cielo aperto nei pressi della tonnara di Santa Panagia. Tra residui industriali e inquinamento batteriologico si può ben immaginare quale possa essere la qualità dell’acqua. Il Comune ha più volte invano promesso di allacciare le tubazioni all’impianto di trattamento delle acque sporche ma, ad oggi, lo scarico di Targia continua a sversare in mare. Questa situazione è stata anche denunciata da associazioni ambientaliste quali Natura Sicula e sembra che, sebbene con lentezza, qualcosina sul fronte dei lavori stia cominciando a muoversi sebbene non sarà mai abbastanza in fretta.
Nonostante ciò si mormora in città che vi siano almeno altri due scarichi “poco limpidi” nelle acque cittadine: nei pressi del porto piccolo ed in Ortigia nei pressi del castello Maniace.
Insomma Siracusa non smentisce purtroppo la propria doppia identità, neanche in tema di mare: acque limpide ed azzurrissime a sud della città e grigie ed impraticabili a nord.

Immagine: incredibilmente si incontrano anche dei pescatori allo scarico fognario di Targia (foto tratta dal sito di Natura Sicula)

Torna la spiaggia del Minareto

minareto.jpgSiracusa, come sa bene chi vi abita, non possiede nel proprio territorio comunale spiagge chilometriche o scogliere infinite. In compenso, lungo la costa, vi sono un’infinità di piccole calette nascoste, di golfetti con piccole spiaggette, di suggestive balze sul mare. Insomma, tanti ripari per chi non cerca le grandi folle nel fare il bagno bensì un po’ di tranquillità.
Da alcuni mesi a questa parte, grazie all’impegno di diversi enti, sta diventando sempre maggiore la possibilità di fruizione di questi luoghi. Alcuni tratti della costa siracusana per lunghi anni sono stati “vietati al pubblico” per via del fatto che le strade di accesso erano state chiuse da cancelli privati, spesso impiantati abusivamente. La scorsa primavera, pur tra mille polemiche, la magistratura ha posto sotto sequestro molte di queste barriere obbligandone l’apertura e la conseguente possibilità di fruizione del mare per tutti. Si tratta di un’operazione complessa, dai mille risvolti, che ancora va avanti in questi giorni.
La vera novità di questi giorni invece è chiamata “sbocco 44”. Cosa si nasconde dietro questa misteriosa sigla ? Semplicemente una delle più deliziose spiaggette del siracusano, quella cononosciuta da molti come la spiaggia del Minareto, dal nome dello storico villaggio turistico che si trova a ridosso di essa. Per lunghi anni questo tratto di mare è stato interdetto per problemi di accessibilità e di sicurezza. Ieri, i responsabili della Riserva Marina Protetta del Plemmirio, insieme ai rappresentanti della Guardia Costiera, hanno restituito la spiaggia del Minareto, alias lo sbocco 44 alla cittadinanza.
Sono stati infatti eseguiti dei lavori che hanno nuovamente reso fruibile la scalinata di accesso scavata nella roccia. Se per il prossimo Ferragosto volete pertanto provare una nuova spiaggia a due passi da casa, è sufficiente recarsi in via Faro Massoliveri: la spiaggetta è di nuovo nostra !

Foto: Veduta della spiaggia del Minareto (tratta da www.laterooms.com)

Spiagge sicure con l’Operazione Nettuno

opnettuno2.jpgE’ finalmente cominciata la settimana di ferragosto, quella in cui anche gli “irriducibili del lavoro” troveranno finalmente il modo di godere dell’agognato riposo e raggiungere per qualche giorno il mare. Eppure non tutti dedicheranno questi giorni esclusivamente al relax. E’ il caso ad esempio dei volontari dell’associazione Nuova Acropoli, in gran parte giovani ma non solo. Da questo week end è iniziata l’Operazione Nettuno, l’attività di protezione civile dedicata alla salvaguardia del mare e dei bagnanti, che l’associazione ormai promuove da diciannove anni.
In pratica i volontari metteranno a disposizione il loro tempo ed il loro impegno per vegliare sulle vacanze balneari dei Siracusani. Da ieri, presso la spiaggia dell’Arenella è stato montato un campo base che rimarrà operativo h24 per dieci giorni, quelli di maggiore afflusso lungo le spiagge.
Presso il campo base è attivo giorno e notte un servizio di primo soccorso ed è sempre presente un’ambulanza, diventando pertanto un vero e proprio punto di riferimento per la zona che è solitamente sprovvista di mezzi di soccorso.
L’impegno dei volontari però non si esaurisce qui. Nei giorni festivi dei soccorritori, sempre rigorosamente volontari, saranno presenti lungo le principali spiagge per essere pronti in caso di necessità da parte dei bagnanti. A questi si affiancheranno delle squadre di soccorso in mare dotate di gommone e di canoe. Infine, anche nel caso dei numerosi incendi estivi che colpiscono le nostre campagne, si può fare riferimento al campo base di Nuova Acropoli. E’ infatti presente anche una squadra antincendio di avvistamento e di intervento, dotata di un camion con un modulo per lo spegnimento delle fiamme. Questo è in grado di raggiungere rapidamente eventuali roghi evitando il loro propagarsi.
Godiamoci le ferie d’agosto allora e ricordiamoci che se possiamo farlo in tutta sicurezza sarà anche merito di questi volontari che con occhio vigile ma discreto vegliano su di noi.

 

Foto: www.nuovaacropoli.it

L’isolotto di Ognina

ognina1.jpgGuardando il termometro che in questi giorni tocca temperature estreme non può che venir voglia di parlare di mare. Tra le mete balneari più ambite dai Siracusani per le acque limpide e cristalline, c’è sicuramente la zona di Ognina, a sud della città.
Alzi la mano chi non si è tuffato almeno una volta – di testa oppure a “bomba”, fate voi – in quelle acque azzurrissime che nulla hanno da invidiare ai mari tropicali. 
E chi non si è poi cautamente arrampicato nuovamente sulla riva stando attento a non pestare i famigerati ricci, ulteriore prova della qualità delle acque ?
E, infine, chi almeno una volta non ha raggiungo a nuoto l’isolotto di Ognina, deliziosamente  posto a poche decine di metri dalla riva ?
ognina2.jpgUna volta arrampicatisi su quest’isolotto, piccolo, brullo e disabitato sembra di aver già visto tutto quel che c’è da vedere. Eppure proprio questo scoglio, allo sguardo attento, riserva ancora qualche sorpresa: si tratta infatti di un antichissimo sito archeologico. Non mi credete ? Nuotateci intorno o, se preferite salite sull’isola e cominciate a girarne i bordi. Ad un certo punto, a pelo d’acqua troverete un’insenatura molto regolare che finisce in una piccola grotticella semisommersa con un ingresso rettangolare. Ebbene, ciò che avete trovato è il resto di un’antichissima tomba dell’età del bronzo, risalente a non meno di 3500 anni fa ! All’epoca il livello del mare era più basso ed Ognina era una penisola dove con ogni probabilità si trovava un villaggio preistorico.
Se non vi è ancora bastato, adesso voltatevi e guardate il mucchio di terra e di sterpaglie che campeggia al centro dell’isolotto. Oggi purtroppo non se ne vede più nulla ma alcuni decenni fa, degli archeologi hanno scoperto sotto quei detriti i resti di un’antica chiesetta di epoca bizantina. Le rovine dell’edificio si trovano ancora lì, protette dalla vegetazione.
Insomma, la prossima volta che nuoterete fino all’isolotto provate a pensare fugacemente alla sua antichissima storia e a come spesso conosciamo pochissimo dei luoghi dove viviamo.
Foto tratte da: www.ognina.it

Il mare… anche in città !

solarium.jpgLuglio è arrivato inesorabile anche a Siracusa portando con sè la consueta ondata di caldo ed afa. Chi non ha a disposizione un climatizzatore boccheggia cercando un angolo d’ombra ed un po’ di refrigerio e magari sognando il mare. Arenella, Fontane Bianche, Plemmirio… i nomi delle tante località balneari si affollano nella mente ma, allo stesso tempo, si constata la difficoltà nel raggiungerle se magari si ha soltanto poco tempo prima di dover tornare ai propri impegni.
Ma non disperiamo: godere il mare è possibile anche in città e gratuitamente ! L’iniziativa ha già registrato numerosissimi consensi negli anni passati, così, anche per il 2009 il comune di Siracusa ha allestito un solarium nell’isolotto di Ortigia. In pieno centro storico, a due passi da uffici e negozi, sul lungomare di levante, è stato di nuovo attrezzato il solarium di Forte Vigliena.  Dall’antica fortificazione di epoca spagnola, oggi delizioso belvedere, è possibile tramite una scaletta scendere sui vicini scogli su cui sono state montate delle apposite piattaforme di legno per quanti vogliano crogiolarsi al sole e delle scalette per quanti  cercano il refrigerio del mare.
Insomma, d’ora in poi, muovendosi a Siracusa, il costume è d’obbligo sotto i vestiti per non perdere l’occasione di una scappatella al mare… anche in città. Il solarium sarà fruibile fino al prossimo 15 settembre. Sul sito del comune è reperibile una scheda di presentazione. L’accesso alla struttura è gratuita ma non vi è alcuna vigilanza di bagnini.

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Un tuffo dove l’acqua è più blu

plemmirio1.jpgNonostante la primavera insolitamente piovosa, puntuale ed implacabile, anche quest’anno è giunta la calda e torrida estate siciliana. Spiagge e scogliere cominciano ad affollarsi ed i Siracusani si riappropriano delle loro località balneari predilette. Fontane Bianche, Arenella, Fanusa, Ognina sono i nomi delle località da sempre più gettonate sia per l’ampiezza del tratto di costa fruibile che per il fatto di costituire un vero e proprio punto di ritrovo per giovani e meno giovani.

 

Accanto a queste spiagge maggiori, esistono però nel territorio comunale un infinità di piccole calette e di accessi al mare con piccoli arenili o scogliere dall’acqua limpidissima. Un tempo questi luoghi erano appannaggio di una minoranza: quanti possedevano una villetta in zona plemmirio2.jpgoppure quelli che appositamente cercavano un posto al mare più tranquillo. Da alcuni anni però, l’istituzione della riserva marina protetta del Plemmirio ha fatto sempre più apprezzare questi luoghi. I varchi al mare sono censiti e, anno dopo anno, si sta cercando di attrezzarli e di renderli sempre più fruibili. Ma soprattutto, l’istituzione dell’area protetta fa sì che vi sia il divieto di transito con barche a motore ed il divieto di pesca. I risultati già si vedono con un mare sempre più limpido e sempre più ricco di vita marina. Che ci piaccia la semplice nuotata o l’immersione subacquea, quest’estate consultiamo allora uno dei tanti cartelloni di presentazione dell’area marina e concediamoci un tuffo dove l’acqua è più blu in posti come Terrauzza, Costa Bianca o Capo Murro di Porco. Se poi vogliamo maggiori informazioni sulla riserva e sulle attività svolte possiamo anche collegarci al sito internet della stessa, www.plemmirio.it, ricco di notizie ed immagini sulla stessa.

 

Foto: gentile concessione D.Barucco/Siciliafotografica