Una città sott’acqua

pioggia3.jpgSe, leggendo il titolo, avete pensato ad Atlantide, vi sbagliate di grosso, in quanto, ancora una volta, la protagonista del post di oggi è la nostra cara Siracusa.
L’estate è ormai agli sgoccioli e, infine, dopo mesi di siccità, sono giunti anche i primi temporali. Un vero sollievo per i tanti che non riuscivano più a sopportare l’afa estiva.
Eppure, ancora una volta, poche ore di pioggia, hanno portato il caos in città, come se gli acquazzoni settembrini fossero un improvviso ed inaspettato capriccio meteorologico.
Ecco allora i tombini otturati che straripano acqua trasformando le strade in torrenti in piena ed ancora i soliti punti nevralgici che si trasformano in veri e propri stagni creando disagio se non vero e proprio pericolo per i cittadini.
Due esempi per tutti che da anni, ad ogni riproporsi delle piogge, creano problemi in città.
pioggia4.jpgIl primo punto critico è il sottopassaggio dell’autodromo appena fuori dalla città. Regolarmente, ad ogni precipitazione di un certo rilievo, l’acqua si accumula per un altezza di diverse decine di centimentri. Una situazione inspiegabilmente irrisolta da anni, se non da decenni ,e che vede come contromisura soltanto alcuni segnali di pericolo. Parecchi automobilisti sono rimasti bloccati nell’acqua nel corso degli anni e, in alcuni casi, sono anche dovuti intervenire i vigili del fuoco. Una situazione ricorrente che non si dovrebbe ripetere.
Un altro esempio critico si trova invece in pieno centro storico, nel frequentatissimo Parcheggio Talete che in seguito ad ogni pioggia e per diversi giorni seguenti, diviene un’unica grande pozzanghera creando non pochi disagi a quanti vi posteggiano. Si tratta di un altro disservizio che andrebbe risolto in quanto ben noto ormai da tempo e, a maggior ragione, in quanto il parcheggio, in determinate fasce orarie è a pagamento e, pertanto, dovrebbe garantire un servizio privo di pecche. Si tratta solo di due esempi su numerosi casi simili che si ripetono puntualmente a Siracusa.
L’autunno è ancora alle porte e, per la settimana, il meteo prevede ulteriori piogge. Insomma, una vera corsa contro il tempo ormai se veramente si vogliono risolvere problemi che si trascinano da anni.

Immagini: l’allagamento nel sottopassaggio dell’autodromo che si verifica ad ogni pioggia e le enormi pozzanghere nel posteggio Talete (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Marzo pazzerello

pioggia.jpgEccoci giunti al fatidico “giro di boa”, l’ultima settimana di inverno per poi goderci la tanto agognata primavera che comincerà la prossima domenica.
Mai come quest’anno il mese di marzo ha confermato, almeno a Siracusa, la sua fama di “pazzerello”. Se da una parte i campi hanno già cominciato a colmarsi dei fiori multicolori tipici della breve ma intensa primavera che caratterizza la Sicilia, eccoci uscire da una grigia e piovosa settimana che fa pensare più a Londra che a Siracusa.
In realtà non ci sono stati i grandi ed improvvisi rovesci piovaschi che caratterizzano la nostra area ma, la pioggia a ritmo costante, ancora una volta, ha fatto notare le mancanze mai risolte nello smaltimento delle acque. E’ così che nelle immagini di TG locali e quotidiani si sono viste scene ben conosciute e nuovi problemi che attanagliano la città. Il sottopasso del circuito automobilistico, appena fuori dall’uscita sud di Siracusa, è divenuto come sempre impraticabile: un vero “lago” che potrebbe mettere anche a rischio l’incolumità di automobilisti ignari. Data la consapevolezza della situazione si provvede ormai a posizionare in tempi brevi la relativa segnaletica di pericolo ma è un problema di vecchia data, con diversi lustri sulle spalle, e che meriterebbe ormai da tempo di essere risolto in maniera definitiva.
Stessa cosa dicasi per le numerose arterie cittadine che si trasformano in veri e propri fiumi in piena con i tombini che non riescono a pioggia2.jpgsmaltire l’afflusso di acqua. Ancora una volta si tratta dei nodi del passato che vengono al pettine, primo fra tutti la copertura del Vallone San Giorgio, via di deflusso naturale delle acque provenienti dalla zona alta, che venne ricoperto durante l’espansione urbanistica selvaggia del dopoguerra.
E che dire di alcuni beni culturali ? Dopo il grande problema della vegetazione incolta in questi giorni la porta urbica di Ortigia, il primo monumento di epoca greca che i visitatori incontrano entrando nel centro storico, si è trasformata in una vera e propria “piscina” senza che l’acqua accumulata riuscisse a defluire.
Le previsioni si mettono al bello e, per la settimana che entra, si prevede tempo soleggiato. Se l’esperienza non ci inganna la stagione piovosa in Sicilia è ormai finita. Che questa ultima settimana di precipitazioni e di difficoltà possa allora servire da promemoria a quanti nei prossimi mesi potranno prendere gli opportuni provvedimenti per poter poi affrontare al meglio il prossimo inverno.

Foto in basso: la porta urbica si è trasformata in questi giorni in una vera piscina (foto tratta dal quotidiano La Sicilia)