Rischio pedaggio sulla Catania-Siracusa

1042576835.jpgChe la rete autostradale siciliana sia un colabrodo non è certo un segreto e, la provincia di Siracusa, in tal senso, non fa certo eccezione. Negli ultimi due anni, dopo decenni di attesa, la rete viaria provinciale è stata finalmente completata. Fin dagli anni sessanta era stato progettato infatti il collegamento veloce con Catania, che solo lo scorso anno è stato ultimato con il tratto Lentini-Augusta, ed il collegamento con Gela. Quest’ultimo è tutt’altro che finito ma, con l’inaugurazione del tratto da Noto a Rosolini, ha terminato il suo percorso all’interno della nostra provincia.
Ad ogni buon conto si può dire che le autostrade adesso ci sono. Le condizioni in cui versano le arterie, anche quelle nuove, è però tutt’altra storia come ben sanno quanti giornalmente percorrono tali strade o come scoprono (a loro spese) molti poveri turisti. L’intera rete dall’ingresso nord in provincia fino a Rosolini, all’uscita sud è caratterizzata da avvallamenti più o meno accentuati, tratti di manto stradale rattoppati malamente e una fitta vegetazione laterale che, in più punti, invade pericolosamente la carreggiata. A dire il vero ce ne sarebbe più che a sufficienza per sporgere denuncia e far chiudere l’autostrada per la sua alta pericolosità. E’ proprio questo pensiero che ha però  scoraggiato tale azione. Tantissimi automobilisti tremano al solo pensiero di dover tornare a percorrere la lenta e tortuosa strada statale e, pertanto, si accontentano di quello che hanno. Prevedere una veloce soluzione a tutto questo risulta poco verosimile. Basta pensare che l’autostrada è gestita “a macchie” da due enti diversi (il CAS e l’ANAS), che alcuni tratti sono stati realizzati seguendo progetti vecchi di quarant’anni e che su alcuni cantieri gravano indagini giudiziarie per aver utilizzato materiali da costruzione di pessima qualità. Insomma, si tratta di una realtà viaria a dir poco “variopinta” in cui spicca l’efficenza di poche decine di chilometri di autostrada (il tratto Lentini-Augusta), gestiti dall’ANAS, inaugurati lo scorso dicembre e che, in quanto a sicurezza si collocano ai primi posti in Europa. Non basta però sicuramente questa piacevole eccezione a far cambiare opinione sul quadro complessivo.
Ciò che può far sorridere (o meglio preoccupare) è che a giorni, il consiglio dei ministri si riunirà per decidere riguardo ai pedaggi da pagare sulle autostrade siciliane. C’è la forte possibilità che la Catania-Siracusa e la Siracusa-Rosolini divengano a pagamento. Intendiamoci, chiedere un pedaggio per finanziare un servizio efficiente e di alta qualità, è più che comprensibile e giustificabile. Non è questo però il caso e, probabilmente, ci sarebbe parecchio da obiettare sull’idea di pagare per percorrere un tratto stradale abbandonato a sè stesso e al di fuori delle norme di sicurezza. Per il momento non si sa ancora nulla di certo. Nel corso della settimana si dovrebbero avere ulteriori ragguagli in merito.

Immagine: l’autostrada Siracusa-Gela (foto: Sal73x/Wikicommons)


Quel traliccio che guarda la riserva

sicilystockphoto-terrauzza.jpgSembra proprio non esserci pace per la bella zona costiera del Plemmirio. Più si cerca di rendere note le bellezze naturalistiche di quest’area marina a sud di Siracusa e preservarne l’integrità e più si susseguono gli “assalti” edilizi da ogni fronte. Se appena un paio di anni fa in molti hanno combattuto contro l’edificazione di un villaggio turistico nella zona dell’ex tonnara di Terrauzza è invece ancora attuale la battaglia portata avanti da numerose associazioni e tanti privati cittadini contro un ancor più grande villaggio nella zona chiamata la Pillirina. Ed ecco che, all’improvviso, quando lo scontro su quest’ultima struttura, portato avanti a colpi di carte bollate e piani regolatori è tutt’altro che concluso, nel punto più alto della penisola, spunta all’improvviso un imponente traliccio alto oltre 36 metri. Si tratta di una nuova postazione radar della guardia di finanza. Quasi una beffa agli occhi di quanti per mesi hanno portato avanti la battaglia contro la cementificazione. In quest’ultimo caso, infatti, grazie alle motivazioni militari dell’opera, l’iter burocratico è stato rapidissimo e, quasi da un giorno all’altro, la struttura metallica ha fatto la sua comparsa con buona pace di ogni considerazione paesagistica o urbanistica.
ad631844475c67339762e3f8cbfd3d8cbf0684c5.jpgCiò che appare chiaro in tutte le vicende che si sono susseguite in questi mesi è che c’è un’area di grande interesse, la penisola del Plemmirio appunto, sul cui futuro si hanno le idee poco chiare. O forse sarebbe meglio dire che ognuna delle parti in causa (al momento ne contiamo almeno sei tra regione, comune, guardia di finanza, residenti, associazioni ambientaliste, area marina protetta) ha le proprie idee che porta avanti indipendentemente rischiando di creare un variopinto mosaico di realtà differenti.
L’unica certezza al momento è che grazie alla sua rara bellezza, il mare del Plemmirio è da alcuni anni una riserva naturale marina. C’è da chiedersi se non sia una contraddizione una riserva subacquea che non abbia anche una sua controparte terrestre o almeno una “fascia di rispetto”. Il Plemmirio potrebbe divenire una riserva marina e terrestre e il turismo verde nuova risorsa per Siracusa se si cominciasse anche a pensare a sentieri pedonali attrezzati, a piste ciclabili e a quant’altro è fonte di ricchezza in molti paesi. Nel frattempo la vicenda Plemmirio continua in maniera sempre più confusa. In molti sono contrari al nuovo radar in avanzata fase di costruzione, sia per il suo impatto ambientale che per le sue emissioni elettromagnetiche non meglio chiarite. Il comitato SOS Siracusa ha aderito anche a questo fronte di protesta con una serie di iniziative come dei sit-in, una lettera alle autorità ed una raccolta di firme online che è possibile sottoscrivere nel sito web del comitato.


Immagine: Il luogo di installazione del radar è uno dei più panoramici dell’intera penisola (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com), basta voltarsi per sostituire lo splendido panorama con l’altro traliccio metallico (foto: SOS-Siracusa)

Neanche una via per Sandro Pertini

pertini.jpgNon c’è dubbio che in questo periodo la politica italiana, di ogni fazione ed ad ogni livello, stia riuscendo a dare il peggio di sè con i suoi spettacoli indecorosi. E’ in questi momenti che spesso il ricordo corre a quei personaggi di spessore che hanno caratterizzato la nascita della Repubblica e che restano amati per il loro carisma e per la loro correttezza. Sicuramente tra i personaggi politici più amati del nostro paese, va annoverato lo scomparso presidente della repubblica Sandro Pertini, uomo di grande equilibrio e moralità che, con la sua inconfondibile pipa entrò nel cuore del paese.
Ecco allora che si rimane piuttosto stupiti, se non sconcertati quando si legge l’ordinaria amministrazione portata avanti dal consiglio comunale. A Siracusa manca infatti una via intitolata a Sandro Pertini ed è stata pertanto presentata una proposta per colmare tale lacuna. Incredibilmente la proposta è stata respinta -oltretutto senza alcuna motivazione- dal consiglio comunale e, pertanto, la città non avrà un’arteria che ricordi il più popolare tra i presidenti della repubblica. Ancora una volta non si può che rimanere perplessi di fronte alle mille contraddizioni della nostra città. Non mancano certo le vie di nuova inaugurazione in attesa di essere “battezzate”. Si veda ad esempio la nuova parallela di Riviera Dionisio che dopo mesi rimane ancora anonima. Mentre da una parte si respingono le intitolazioni ad uomini che hanno fatto la storia del nostro paese, dall’altra si propongono invece vie che ricordino personaggi politici locali (e sicuramente di minor spessore rispetto a Pertini) la cui scomparsa piuttosto recente  provocherebbe in maniera inevitabile polemiche per dei giudizi  sull’operato non unanimemente condivisi.
E volendo uscire dal campo della politica ci sono poi ancora ci sono le tante vie con nomi fantasiosi ed inverosimili che attendono “giustizia”. E’ il caso ad esempio della famigerata “via dell’amianto” nella zona balneare per cui recentemente si è proposto un più politically correct “via delle vittime dell’amianto”.
Insomma, Siracusa è una città piena di sorprese e contraddizioni e tra i mille problemi da risolvere anche la questione che può sembrare più rapida e lineare come quella dell’intitolazione di una via a Sandro Pertini, può avere un esito inaspettato. A tal proposito l’associazione “Articolouno” ha avviato una raccolta di firme per rivedere la decisione del consiglio comunale. Quanti volessero aderire possono recarsi dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19 nella sede di viale Zecchino 52.

Si rinnova il porto piccolo

VIR-IMG_9449m.jpgSì è fatto un gran parlare negli ultimi tempi del futuro del porto grande di Siracusa. Di contro, per parecchi anni, erano rimaste nel dimenticatoio le sorti del porto piccolo, a nord di Ortigia. Adesso, finalmente, qualcosa sembra muoversi per riqualificare quest’area cittadina ingiustamente trascurata. Il porto piccolo era già citato da tanti storici antichi e nelle sue vicinanze insistono resti archeologici come l’antico arsenale greco. Per molti anni l’area, in prossimità del cosidetto “sbarcadero Santa Lucia” fu una vera e propria discarica abusiva di rifiuti di ogni sorta. In anni recenti la situazione ha avuto qualche miglioramento con la bonifica della discarica e la realizzazione di un solarium privato, sebbene contestato da parte della cittadinanza. In realtà, però, il lungomare e gli edifici che si affacciano su di esso attendono da numeroso tempo un restyling che potrebbe trasformare questo luogo semiabbandonato in una delle più belle passeggiate cittadine, forte anche del suo panorama sul centro storico.
SIC-IMG_9450m.jpgLa notizia nuova è che è stata approvata una gara d’appalto di due milioni di euro per il recupero del porto piccolo. Tra le intenzioni dell’ammministrazione vi è la creazione di una passeggiata degna di tale nome, abbellita da alberi e panchine e una sistemazione estetica dell’approdo per le barche. Una seconda fase prevederebbe addirittura la creazione di un ponticello pedonale per l’isola di Ortigia. La speranza è che sia la volta buona per il rilancio di questa parte della città da troppo tempo abbandonata a se stessa. Il lungomare, adeguatamente valorizzato, regalerebbe ai Siracusani un nuovo luogo per il tempo libero, direttamente a ridosso della pista ciclabile. Sebbene nei progetti non figuri al momento nulla del genere, è bello immaginare il porto piccolo come naturale prolungamento della pista ciclabile e magari come ingresso a due ruote per l’isola di Ortigia. Che Siracusa possa divenire in futuro un po’ più ecologica e più verde ? Voliamo per una volta con la fantasia dimenticando cassoni in calcestruzzo e gli altri ecomostri visti negli ultimi decenni.

Immagini: il porto piccolo, nuovo fiore all’occhiello di Siracusa ? (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)


Una questione di fiducia

Negli ultimi mesi una questione che sovente ha tenuto banco in città è quella del futuro sviluppo della città, sia in senso urbanistico che economico. Dallo scorso anno molto è cambiato, almeno dal punto di vista dell’informazione al cittadino. Se prima l’argomento era quasi passato (sospettosamente) sotto silenzio, oggi, il Siracusano che voglia crearsi un’opinione obiettiva, ha grosse difficoltà per un surplus di 31649893.jpginformazioni e notizie che però sono spesso contrastanti tra di loro (a seconda della fonte di provenienza) oppure sono talmente tecniche da poter essere difficilmente capite da chi non è addentrato nel settore urbanistico e nella sua legislazione. Quel che è chiaro a tutti è che negli ultimi mesi, in città, si sono venute a distinguere tre posizioni con differenti pensieri in merito. Una realtà imprenditoriale che vorrebbe una rapida espansione urbana e promette il futuro turistico della città. Numerose associazioni ambientaliste e non che avvertono del pericolo della cementificazione selvaggia che già ha avuto dei tristi precedenti in città. La terza posizione è quella dell’amministrazione comunale che, ci venga consentito, sembra parlare in un modo e agire in maniera opposta pur di accontentare tutti.
Quel che è sicuro è che la “carne al fuoco” è veramente tanta e che siamo ad un punto decisivo per l’aspetto che Siracusa prenderà in futuro. Se provassimo a sfogliare i giornali locali delle ultime settimane, ci renderemmo presto conto che tantissime notizie vertono intorno a questi argomenti: dalle modifiche da fare al piano regolatore all’opposizione del comune al piano paesistico regionale (giusto per ricordare i comportamenti ambigui poco prima citati). C’è poi la costuzione del porto turistico che ora intreccia le sue vicende anche con strascichi giudiziari. C’è la questione poratata alla ribalta nazionale della costa della Pillirina dove da un lato sembrava essersi fermato l’iter per la costruzione del nuovo villaggio turistico e dall’altro il comune rilascia ulteriori autorizzazioni. C’è la questione dell’edificazione di nuove abitazioni nell’area del parco delle mura dionigiane. Infine, anche se riguarda più la provincia, c’è l’eterna discussione intorno all’istituzione del parco degli Iblei. Insomma, soltanto a leggere l’elenco, ci si rende conto che a dispetto della fama di città sonnacchiosa,  c’è un grande fermento che viene combattuto dalle parti soprattutto a colpi di cavilli legali.
Che opinione ci si può fare di tutto questo ? Per chi parteggiare ? Da un lato viene spontaneo dire che nulla si può obiettare nel momento in cui si propone di convertire l’economia siracusana da industriale a turistica. Meno inquinamento, tanti servizi, tanti visitatori in città… perchè dire di no a tutto questo ?
minareto-anni60.jpgProbabilmente per una “questione di fiducia“. Probabilmente il Siracusano non è tanto autolesionista da non desiderare un fulgido futuro per la città, ma, giustamente, per esperienze fatte, è sospettoso nei confronti di ogni cambiamento. Alla penisola Maddalena, uno storico villaggio turistico è stato recuperato alcuni anni orsono ma pochi se non nulli sono stati i vantaggi per la città. La struttura è tra le più lussuose ma gli ospiti poco frequentano Siracusa e, soprattutto, alla precedente struttura, con un basso impatto ambientale si sono invece aggiunti grossi e vistosi muri in cemento che non sono un bel vedersi lungo la costa. Un altro villaggio turistico è stato costruito nelle zone balneari con la convenzione che sarebbero stati recuperati e resi disponibili come campi sportivi alcuni terreni limitrofi ma niente di tutto ciò è avvenuto. I porti turistici che dovrebbero divenire un fiore all’occhiello finora hanno portato solo dei cassoni di cemento armato stazionati alla Marina e progetti di interramento di larghe porzioni di mare. Ecco allora che di fronte a nuovi avveneristici progetti di strutture ricettive all’avanguardia e proclami di valorizzazione di tratti di costa incontaminati, il comune cittadino si rifugia in una  più che comprensibile diffidenza.

Immagini: il mare del Plemmirio e la penisola Maddalena prima della cementificazione, in una rara immagine del camping presente negli anni ’60


Si inaugura la nuova uscita nord

petrolchimico.jpgSono giunti al termine i lavori della nuova uscita nord di Siracusa. Il tratto di strada in questione (traversa Belvedere di Scala Greca, nello spazio compreso tra gli incroci con via Lentini e via Buscemi) verrà inaugurato ufficialmente oggi sebbene già da qualche tempo gli automobilisti avessero cominciato a prenderne possesso. L’arteria è stata completata con la segnaletica stradale mancante che verrà presto ulteriormente integrata con alcuni dossi artificiali per limitare la velocità dei veicoli. Con l’apertura definitiva si dovrebbe alleggerire la portata del traffico in uscita da Siracusa nord, in direzione di Catania e del polo petrolchimico. Fino ad oggi le automobili si trovavano infatti concentrate in lunghe code ai semafori dell’incrocio tra la larga arteria viale Scala Greca e la trasversale via Lentini. La nuova strada, con il suo andamento quasi da circonvallazione consentirà agli abitanti di diversi quartieri di raggiungere l’uscita cittadina senza immettersi nel caotico traffico delle arterie centrali. Allo stesso tempo le automobili che arrivano a Siracusa e devono recarsi verso la fascia costiera  nord potranno direttamente indirizzarsi dall’ingresso cittadino evitando l’eccessivo affollamento di viale Scala Greca. L’inaugurazione di oggi, insieme alla rotonda all’uscita cittadina, completata pochi mesi fa, ed ai costruendi marciapiedi migliora sicuramente di tanto l’aspetto e la vivibilità di quest’area della città e si spera possa almeno in parte aiutare del decongestionare il traffico urbano.

Immagine: meno code con la nuova strada per uscire da Siracusa nord ? (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)


La triste sorte di un monumento dimenticato

gesuiti1.jpgUn argomento che a Siracusa offre infiniti spunti di discussione è quello dei lavori pubblici. A voler entrare nei dettagli, sull’argomento, si potrebbero scrivere interi libri, altro che alcuni post in un blog !
Esistono ad esempio i lavori che sono eternamente in dirittura d’arrivo. E’ il caso, ad esempio del teatro comunale, citato appena la settimana scorsa, e che vanta di “essere aperto da un momento all’altro” da circa cinquant’anni. Ci sono poi i lavori che non partono mai ma in compenso hanno già cambiato innumerevoli volte la loro fisionomia. Questo è ad esempio il caso dell’ex carcere borbonico che da anni attende l’avvio dei lavori ma, nell’attesa, è già diventato varie volte un albergo, una casa per studenti, un centro congressi e quant’altro. Ci sono poi i lavori lasciati a metà e che finiscono per cadere nel dimenticatoio. Tra i tanti esempi si può citare il mega-scheletro di cemento armato che un giorno dovrebbe divenire il posteggio di via Mazzanti.
gesuiti2.jpgUna categoria particolare o non meglio definita sono quei lavori di cui non si parla più. Quelli che ad un certo punto sembrerebbero aver avuto termine. Quei lavori dove a guardare la struttura da fuori, nulla impedirebbe l’apertura ma (almeno al  comune cittadino) non è chiara la motivazione della chiusura. Si passa, si guarda, convinti che da un giorno all’altro i lavori termineranno. Poi pian piano ci si abitua e si dimentica il tutto, presi dalla routine della quotidianità.
E’ questo il caso della Chiesa del Collegio dei Gesuiti e dell’annessa Cripta del Collegio. A memoria di Siracusano sono in pochi a poter dire di aver visitato questa importante chiesa cittadina negli ultimi tempi. La chiesa sorge nella centralissima via Cavour, a due passi da piazza Duomo. E’ un punto di passaggio per quanti, turisti o Siracusani, si recano verso la cattedrale. La facciata spicca imponente con le sue forme barocche e, se ci si ferma un attimo a guardarla, da non addetti ai lavori, non sembra certo pericolante. Qualcuno rammenterà che alcuni anni orsono, per brevi periodi, è stata anche aperta per mostre temporanee o, in via del tutto eccezionale, in concomitanza con alcuni meeting internazionali. Qualcuno ricorderà anche dei lavori di restauro che ad un certo punto ebbero termine. Poi, come detto, iniziò l’oblio. Nulla è dato di sapere sul futuro della chiesa. Cosa ne impedisce l’apertura ? Quando avverrà ?  La vicenda del teatro comunale insegna che è meglio non dare date esatte ! Stessa sorte tocca all’annessa cripta del collegio: per anni è stato tra i pochi punti espositivi della città dove hanno trovato spazio le maggiori mostre tenute a Siracusa. Poi è venuta la chiusura e l’oblio senza nessuna notizia sui progetti futuri. Ogni tanto qualcuno si sofferma ancora ad osservare curioso le scalinate della Chiesa del Collegio, chiedendosi magari quando sarà possibile visitarla. State tranquilli, questione di poco, ancora qualche anno e bancarelle e venditori ambulanti avranno definitavamente mimetizzato l’ingresso facendo del tutto dimenticare questo monumento.

Immagini: stemma sul portale della chiesa dei collegio (foto tratta dal sito della Galleria Roma) e ingresso della chiesa (foto G. Dall’Orto/Wikipedia)


Teatro comunale, un anno dopo

802221801.jpgChissà che cosa direbbero i nostri antenati greci, fondatori di Siracusa, nel sapere che oggi la città priva di un teatro. Probabilmente scuoterebbero la testa estereffatti nello scoprire che un teatro comunale dopotutto esiste ma è chiuso da oltre cinquant’anni per lavori di restauro ! Proprio loro che, fondata una delle città più potenti del Mediterraneo, la dotarono di un teatro, scavato nella roccia, che, ancora oggi, è tra i meglio conservati del Mare Nostrum.
Altri tempi, altra stoffa ed altre storie in quanto la triste realtà odierna è che pur passando le stagioni, le amministrazioni e rinnovandosi le promesse, tutto sembra rimanere immutabile nella prevista riapertura dello splendido teatro comunale nel centro storico. Del teatro comunale di Ortigia, della sua storia e delle previsioni sul suo futuro abbiamo avuto modo di parlare su questo blog poco meno di un anno fa. Era giusto la fine di gennaio del 2010 quando per l’ennesima volta si annunciavano trionfalmente 18 mesi di lavori di consolidamento e poi soltanto gli arredi interni. Cosa è cambiato da allora ? Praticamente nulla ! In questi giorni i media locali ci hanno informato che i lavori sono bloccati, questa volta per un contenzioso giudiziario tra le ditte appaltatrici. In parole comprensibili, 12 mesi, dei 18 promessi sono già volati senza che nulla sia stato toccato nell’antica struttura. Ma dall’alto, ancora una volta, si assicura con ottimismo: “tra poco i lavori potranno ripartire, poi una volta finito il consolidamento, mancheranno solamente gli arredi interni”. Lascia un po’ con l’amaro in bocca questo proclama che ha uno strano senso di deja-vu. Per il momento, per il grande teatro, il Siracusano deve continuare ad aspettare la bella stagione, per poter vedere le rappresentazioni in quel mirabile monumento che gli antichi, fortunatamente, ci hanno lasciato oltre duemila anni fa.


Tante novità nel traffico cittadino

Ancora piccole rivoluzioni in vista nella circolazione stradale di Siracusa. In questi giorni, quanti si mettono al volante, dovranno pertanto fare ancora più attenzione del solito per non incorrere in manovre di abitudine e ritrovarsi, senza volerlo, improvvisamente in controsenso.
Le nuove modifiche alla circolazione stradale riguardano soprattutto la parte alta della città, nello specifico il triangolo viale Epipoli-via Forlanini-via Necropoli Grotticelle. Tutte e tre le vie sono state fino ad oggi a doppio senso di marcia. Questo provocava spesso rallentamenti e code, soprattutto a causa della auto che dalla via Necropoli Grotticelle svoltavano su via Forlanini. Per ovviare a questo inconveniente, nei prossimi giorni, appena ultimata la segnaletica, via Forlanini diverrà a senso unico di marcia, in direzione del centro trafficosr2.jpgcittadino. Anche i posteggi ai lati della strada dovrebbero essere ulteriormente regolamentati per rendere più scorrevole il traffico. Stessa regolamentazione della auto in sosta avverrà lungo via Necropoli Grotticelle, dove, non nascondiamocelo, il “posteggio selvaggio” è stato finora una delle cause principali di ingorghi. Anche il primo tratto di viale Epipoli diventerà a senso unico per uscire da Siracusa (nel tratto compreso tra le due rotonde).
Nei prossimi giorni verranno apportati miglioramenti anche alle recenti innovazioni di circolazione nella parte sud della città. Rimarranno le innovazioni inerenti i sensi di marci di via Piave e via Agatocle oltre a varie altre arterie della borgata Santa Lucia. In largo Porto Piccolo verrà poi realizzata un’isola spartitraffico per migliorare il flusso veicolare.
Altre parti della città subiscono in queste settimane grandi trasformazioni. Si tratta della zona terminale del centralissimo corso Gelone, dove, dopo la fase sperimentale positiva che ha permesso l’abolizione dei semafori, è in corso di realizzazione una rotatoria fissa. Da alcune settimane nelle arterie secondarie che si immettono su viale Paolo Orsi, vigono anche obblighi di svolta in una sola direzione, purtroppo ancora poco rispettati dagli automobilisti, con il risultato di continuare ad intralciare il traffico.
All’uscita nord della città, viale Scala Greca, prosegue invece a gran lena la realizzazione dei marciapiedi. Un’opera importante attesa da anni ma che, al momento, provoca rallentamenti a causa della riduzione della carreggiata e della disattivazione dei semafori.
Rimane invece ancora un “sogno nel cassetto” di molti automobilisti, la sincronizzazione in serie dei numerosi semafori cittadini. Un intervento piccolo ma che apporterebbe notevoli migliorie nel movimento del flusso veicolare.

 


Una piccola rivoluzione nel traffico cittadino

vietato.jpgOcchio ai sensi di marcia, se anche voi siete automobilisti, in quanto dalla scorsa domenica sono stati adottati diversi cambiamenti alla circolazione urbana di Siracusa.
La zona interessata è quella della borgata Santa Lucia e quella dei Cappuccini. Dopo mesi di chiusura a causa di un edificio pericolante riapre al traffico Riviera Dionisio il Grande. A differenza del passato, però, la strada che conduce al convento dei Cappuccini e che per decenni è stato un vero e proprio “budello” del traffico cittadino, sarà solamente a senso unico di marcia. L’altro senso di marcia verrà garantito dalla nuova arteria parallela, inaugurata pochi mesi orsono, e realizzata sul tracciato della vecchia cintura ferroviaria. Con questa capienza raddoppiata, uno dei punti nevralgici del traffico cittadino dovrebbe diventare più scorrevole. Un’altra novità, che sicuramente sarà apprezzata dai residenti, sarà la possibilità di posteggiare lungo Riviera Dionisio il Grande.
La zona della Chiesa dei Cappuccini cambierà notevolmente aspetto. Nell’ultimo anno ha avuto un primo restyling con l’inaugurazione della pista ciclabile e l’apertura della nuova arteria stradale (il cui nome non è stato ancora deciso). Poi è stata la volta dell’abbattimento degli edifici a ridosso delle latomie che porterà alla realizzazione di una panoramica. L’ultima notizia riguarda la realizzazione di una rotatoria , proprio di fronte al convento, tanto che si sta valutando anche la possibilità di arretrarne il muro di cinta per creare più spazio. Un’analoga rotatoria dovrebbe sorgere all’estremità opposta, agli incroci tra le vie Piave ed Agatocle. E qui si arriva alla seconda rivoluzione storica. Riguarda due delle principali vie che attraversano la borgata. Via Piave e via Montegrappa vedranno invertito il loro storico senso di marcia (Via Piave non sarà più percorribile verso il mare bensì in salita) e in Piazza Cuella, di fronte allo stadio comunale, si realizzerà una sorta di spartitraffico.
Un cambiamento radicale quindi in alcune arterie storiche cittadine ed un motivo di cautela per gli automobilisti, abituati da decenni a determinati sensi di marcia.
L’ultima novità riguarda un altro punto nevralgico della circolazione di Siracusa. Dopo il periodo sperimentale che ha dato buoni esiti, sono cominciati i lavori per rendere definitiva la rotatoria posta alla sommità di corso Gelone, all’incrocio con viale Paolo Orsi. Questa rotonda sebbene sempre molto trafficata, ha consentito di snellire il traffico in quella zona eliminando i semafori storici.
Si spera che le modifiche alla circolazione diano presto i risultati sperati così come si spera che presto si attui anche la più volte auspicata sincronizzazione tra i semafori in serie nelle principali arterie cittadine, che consentirebbe un ulteriore miglioramento del movimento urbano.