La pista ciclabile dimenticata

ciclopista1.jpgOgni lavoro è ormai fermo da tempo nè si ha alcuna notizia di ulteriori interventi programmati o di prossime migliorie. Quella a cui ci si riferisce è la bella e lunga pista ciclabile che percorre la costa siracusana sul tracciato della ex ferrovia.
Apprezzata da tantissimi cittadini, amanti delle due ruote, dello jogging o semplicemente delle passeggiate, la pista ciclabile venne aperta in occasione del G8-Ambiente svoltosi a Siracusa. In concomitanza con l’inizio del summit i lavori ebbero una notevole accelerazione che portarono l’area ciclabile ad uno stato funzionale per la sua fruizione. Poi, passato il vertice, purtroppo, è calato il silenzio sulle intenzioni del comune di eseguire ulteriori lavori che terminassero la pista. Intendiamoci, i Siracusani, da sempre, si accontentano di poco e già così sono in tanti a frequentarla ed utilizzarla assiduamente ma, per molti versi, il percorso verde sembra totalmente abbandonato a se stesso.
SIC-IMG3233m.jpgLa pista non ha mai avuto un’inaugurazione ufficiale e l’illuminazione, prevista sugli antichi pali ferroviari, non è mai stata realizzata. Non è dotata di verde pubblico se non la vegetazione spontanea che cresce ai suoi margini. I fiori, piantati in occasione del G8, non avevano un impianto di irrigazione e, ben presto vennero meno.
E ancora, non vi sono cartelli che ne indichino il percorso o i varchi di accesso così come è praticamente priva di vigilanza e, pertanto, percorsa a volte anche da ciclomotori.
Insomma, un grande progetto per la città che, però, ancora una volta sembra essersi arenato nell’immobilismo. Eppure tanto si potrebbe fare per renderla un “fiore all’occhiello”. Delle panchine lungo il percorso verrebbero ad esempio apprezzate dai pedoni o cartelli indicandi le zone panoramiche o archeologiche di maggior interesse, la renderebbero ancora più di pregio. Ma al momento è tutto fermo per questa pista ciclabile, adottata fin da subito dai Siracusani ma altrettanto velocemente dimenticata dall’amministrazione.

Immagini: alcuni scorci della pista ciclabile (Foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

 


Quel gigante venuto da oltremare

18052009102m.jpg

Una cosa è certa: da circa due mesi a questa parte, mettendo piede in piazza Duomo, la prima cosa che attira l’attenzione del Siracusano così come quella del turista non è la magnifica cattedrale barocca né tantomeno i fasti di palazzo Vermexio o palazzo Beneventano. La prima cosa che balza agli occhi ed incuriosisce sono invece gli enormi arti argentati di un gigante che cerca di sgusciare fuori dalla pavimentazione della piazza.
“Cosa è mai quella statua ?”, domanda il turista incuriosito mentre il passante siracusano con laconiche parole risponde “G8”.
Il “Risveglio del gigante” è uno degli ultimi ricordi che rimangono ancora in città dei giorni del G8-Ambiente, svoltosi a fine aprile. In molti ricorderanno che per l’occasione oltre ai tanti lavori pubblici, in città vennero poste anche numerose opere d’arte moderne realizzate in materiali riciclabili, in tema con l’argomento ambiente della riunione dei grandi. Terminato il summit le opere d’arte sono tornate nei loro luoghi d’origine, tranne l’imponente gigante, realizzato negli anni ’80 dall’americano Seward Johnson. L’opinione in città è molto varia: c’è chi lo osanna e chi non vede l’ora che l’opera ritorni negli States. Ciò che è sicuro è che il rapporto tra i Siracusani ed il gigante in questi due mesi è notevolmente cambiato. Guardato con circospezione e rispetto prima, con i vigili urbani pronti a frenare qualsiasi oltrepassare il bordo della statua, adesso il gigante è diventato quasi “di famiglia”, un vero e proprio scenario fotografico per residenti e non che tra le mani, i piedi e la barba del titano si sbizzarriscono nelle pose fotografiche più originali.