Un inaspettato regalo alla città

31649893.jpgLa notizia in realtà risale a qualche giorno fa ma le festività natalizie non ci hanno finora consentito di porre l’accento su un’inaspettato regalo alla città da parte del consiglio comunale, in questa fine d’anno. Si tratta della decisione, approvata quasi unanimemente ,di modificare il PRG (piano regolatore generale) che regola l’espansione urbanistica dei prossimi anni. Della vicenda abbiamo avuto modo di parlare in parecchie occasioni tra le righe di questo blog e la perseveranza e l’impegno di numerose associazioni cittadine oltre che di personaggi di fama quali Enzo Maiorca, hanno portato la questione anche alla ribalta nazionale.
Il pericolo era quello di cementificazione selvaggia in alcune delle più belle ed ultime aree incontaminate del territorio siracusano, in primis la costa della Pillirina, lungo la riserva marina del Plemmirio e poi, ancora, l’altipiano dell’Epipoli ed il Porto Grande.
Come c’era da aspettarsi il mondo politico ha applaudito unanimemente a questa giusta decisione di rivedere il piano regolatore scellerato, salvo dimenticare che in molti, fino a pochi mesi, fa lo appoggiavano e sostenevano fosse immodificabile mentre tanti erano anche coloro che lo approvarono in votazione alcuni anni orsono.
Ma tutto è bene quel che finisce bene e, in questo caso si tratta di una vittoria per la cittadinanza siracusana che ha dimostrato che facendo sentire la propria voce le cose possono ancora cambiare. Non si tratta certo di un punto di arrivo ma sicuramente di un nuovo inizio. Tanto  è il lavoro ancora da fare: vigilare e valorizzare la costa, lottare per il previsto parco delle mura dionigiane al posto di innumerevoli e non necessarie villette a schiera e controllare che lo sviluppo del porto turistico non scada in colate di cemento, magari di scadente qualità. Insomma, un bel programma per il 2011 ma, per il momento, da cittadini amanti di Siracusa, godiamoci questa vittoria nell’anno che va terminando.


Stasera, in streaming, il futuro della città

Che tra i Siracusani e la politica locale non corra un buon rapporto non è certo un mistero. Anzi, stando ai risultati di un recente sondaggio, ripreso da diversi quotidiani, in molti casi, il rapporto tra il cittadino siracusano ed i suoi rappresentanti, corre proprio su due binari paralleli che difficilmente si incontrano. Sconosciuti in molti casi i nomi dei vari amministratori, ancora più i volti e, soprattutto, si è spesso ignari delle decisioni prese in seno ai vari organi di amministrazione cittadini.
vermexio.jpgD’altro canto, come dare del tutto torto al cittadino siracusano ? Il frequente disinteresse mostrato dalla politica locale verso la città reale viene ricambiato con un’equivalente non curanza (anche se ovviamente del tutto biasimabile) nei confronti dei nostri rappresentanti.
Eppure, nel generale clima di assuefazione e di sfiducia, negli ultimi mesi, un argomento è riuscito a ravvivare gli animi, far divergere le opinioni e far rinascere l’interesse di numerosi cittadini sugli argomenti dibattuti in consiglio comunale.
La “pietra della discordia” è la crescita urbanistica della città o, in senso più ampio, il piano regolatore cittadino (il PRG) e lo sviluppo edilizio sulle aree ancora libere.
Sull’argomento ci siamo soffermati più volte (per i dettagli è sufficiente tornare su alcuni post di questi mesi). Basti dire che in questi giorni si arriva alle battute finali di uno scontro che vede contrapposte  numerose associazioni e privati cittadini, per buona parte riuniti nel comitato SOS-Siracusa da una parte e un fronte altrettanto compatto, costituito principalmente da imprenditori e politici, dall’altra.  I primi che hanno tra le loro fila anche un personaggio-simbolo come lo sportivo Enzo Maiorca paventano il rischio di cementificazione selvaggia. I secondi, invece, rivendicano la totale correttezza del PRG, la necessità di investire nello sviluppo turistico cittadino e l’illegalità di modifiche al piano regolatore.
Insomma, si tratta di due fronti agguerriti che rivendicano le proprie ragioni e dalle posizioni che difficilmente sembrano conciliabili.
Bene, qual è allora la novità in merito all’argomento e, soprattutto, cosa ha a che vedere coln la premessa sul disinteresse dei siracusani per la politica ?
marina3.jpgProprio oggi è una giornata che potrebbe essere campale per il futuro edilizo della città. Per questa sera si preannuncia infatti una riunione del consiglio comunale che potrebbe essere infuocata visto che all’ordine del giorno sono previste proprio le possibilità di modifiche e varianti al piano regolatore. In linguaggio non-politichese potremmo dire che oggi è uno di quei giorni che saranno determinanti per decidere quale aspetto avranno tra alcuni anni il porto o la zona costiera del Plemmirio o ancora l’altipiano dell’Epipoli. Molti attivisti invitano i cittadini ad assistere alla riunione in prima persona, per far capire che la città non è indifferente al proprio futuro. Per quanti non ne hanno la possibilità la tecnologia offre però oggi un servizio in più. Grazie ad una webtv locale, infatti, l’intera riunione del consiglio comunale sarà trasmessa in diretta in streaming a partire dalle ore 19 sul sito  Siracusatv e potrà essere comodamente visionata anche da casa. Come dire: la parola passa oggi ai nostri rappresentanti, ma è un’occasione per smentire i sondaggi e conoscere i volti di chi rappresenta ed avere consapevolezza delle scelte che sostengono per la città. In un modo o nell’altro tra un decennio o poco più larghe aree della città avranno cambiato il loro volto. Questa sera, in streaming, l’occasione per conoscere la Siracusa che verrà.

Una città che affonda nel cemento

Di tanto in tanto, in città si organizzano conferenze e convegni in cui si ripercorre la storia recente di Siracusa e nel corso dei quali, con giusto sdegno, viene deprecato il cosiddetto “sacco urbanistico” a cui la città è stata sottoposta a partire dagli inizi degl anni Sessanta.
Ricordiamolo, la città di Siracusa, al termine della seconda guerra mondiale era, per dimensioni, poco più che un paese, tutta rannicchiata nell’isola di Ortigia  e sul lembo di terraferma che costituiva la borgata Santa Lucia. Poi, col periodo del “boom economico”, Siracusa ha avuto un rapidissimo ma, soprattutto incontrollato sviluppo urbanistico. L’area della città si è rapidamente allargata ma, questo, in maniera caotica e spesso discutibile.
Risale agli anni Sessanta e Settanta la realizzazione di tanti grigi casermoni, spesso a discapito di edifici storici di pregio, che oggi cappuccini.jpgguardiamo con aria critica. E’ nello stesso periodo in cui nottetempo colate di cemento coprivano tesori archeologici che oggi, durante gli attuali lavori stradali, tornano alla luce senza che ne avessimo cognizione. Infine è sempre in quel periodo storico recente che va collocata la scelta di realizzare il polo petrolchimico in un’area che era ad altissima valenza ambientale e paesagistica.
Insomma, spesso si scuote la testa e ci si chiede come si siano potuti permettere simili interventi. Eppure, a ben vedere, a leggere tra le righe dei quotidiani locali o ad ascoltare i mormorii cittadini, la città non sembra aver molto imparato dagli errori passati. Siracusa si espande, come è giusto che sia, ma la paura di molti è quella di assistere ad un revival delle azioni sconsiderate dei decenni passati. Paura d’altra parte più che giustificata nei cittadini quando del piano regolatore (progettato proprio per costruire con criterio), approvato appena pochi anni fa, si dice oggi che contiene errori e va modificato. Risale appena al passato fine settimana l’iniziativa di diverse associazioni ambientaliste di far riscoprire (anche con un servizio straordinario di bus navetta gratuito) ai siracusani la splendida spiaggia detta “Pillirina”, proprio perchè sembra che in questa zona, ancora libera da villette o strutture turistiche, si rischi una nuova fase costruttiva. D’altro canto risale a non molti mesi fa la lunga lotta e polemica che vedeva la città divisa sulla costruzione di un nuovo villaggio turistico a ridosso della riserva marina del Plemmirio (che invece altri vorrebbero valorizzare con la creazione di un’equivalente riserva terrestre).
E la situazione non migliora di molto spostandosi al confine settentrionale della città. Se da un lato il comune abbatte delle vecchie case a ridosso della parte bassa della Latomia dei Cappuccini, per restituire la vista di questo suggestivo monumento alla città, dall’altra si da concessione per la costruzione di nuovi edifici sul versante settentrionale della stessa. E che dire dell’altipiano dell’Epipoli, zona ad alta valenza archeologica dove da anni si attende la realizzazione definitiva del grande parco della mura dionigiane e che invece vede soltanto i lavori per la realizzazione di ulteriori controversi centri commerciali o villette a schiera.L’interminabile costruzione del porto turistico poi, che da due anni soffoca il lungomare, è un altro lampante esempio di pessima pianificazione.
Insomma, ancora una volta -tristemente- sembra che il passato non ci abbia insegnato nulla e le parole dette a convegni e conferenze tali rimangano senza riuscire a concretizzarsi nei fatti.

Immagini: Veduta della Latomia dei Cappuccini. Si demolisce sul lato sud per restituirne la vista alla città mentre si progetta di costruire sul lato nord (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)