La Tonnara di Santa Panagia (3) e la pista ciclabile

ciclopista1.jpgEd eccoci ad un ulteriore appuntamento con la saga della tonnara di Santa Panagia. Questa volta volevo cogliere l’occasione per esprimere qualche pensiero sulla vicina e nuovissima pista ciclabile, attiva ormai da parecchi mesi.
In realtà la pista ciclabile siracusana che parte dal monumento ai caduti, vicino al convento dei cappuccini e dovrebbe giungere fino a Targia, all’estrema periferia nord della città, non ha mai avuto un’inaugurazione ufficiale. Questo, con ogni probabilità, perché non è mai stata del tutto ultimata e, a guardar bene, di tempo e di lavori ne occorreranno ancora tanti !
Nonostante ciò da parecchi mesi ormai a Siracusa ci si gode il primo percorso ciclopedonale che si sia mai visto nella secolare storia della città. Magari non sarà perfetto ma per gli appassionati di sport e per quanti vogliono semplicemente evadere dal caos cittadino è un luogo senza eguali a due passi da casa.
ciclopista2.jpgCerto, per onestà, bisogna anche dire che la possibilità di creare questo angolo ecologico a ridosso della città è solo il frutto di una serie di fortuite coincidenze e non di un’oculata progettazione ma poco importa, è il risultato che conta.
Per anni infatti la linea ferroviaria aveva stritolato la città fiancheggiandola lungo le sue alte scogliere. La presenza dei binari ferroviari ha altresì fatto da involontaria barriera all’espansione selvaggia delle costruzioni cittadine che si sono così mantenute ad una certa distanza dalla costa.
E’ stato così che, una volta terminata la variante ferroviaria e dimessa quella tratta, è stato possibile riutilizzare il vecchio percorso per nuovi scopi e Siracusa si è trovata ad avere quasi intatto uno stupendo sentiero che per chilometri costeggia il mare e subito a ridosso dei quartieri cittadini sfiorando luoghi stupendi come lo scoglio dell’elefante o, appunto, la baia dell’ex tonnara di Santa Panagia.
ciclopista4.jpgChe bilancio fare della nuova pista ciclabile a pochi mesi dalla sua inaugurazione a “furor di popolo” ?
Personalmente non mi sento di criticare né di elogiare: tanto è stato fatto ma ancora più rimane da fare.
Siracusa ha la sua prima vera pista ciclabile, ragionevolmente lunga e con un itinerario invidiabile. Si è riusciti a salvare l’ex linea ferrata dai progetti di realizzarvi una metropolitana di superficie e si favoleggia addirittura di prolungarla ancora per chilometri fino alla vicina Marina di Melilli, alla riserva Saline di Priolo ed al sito archeologico di Thapsos.
Il progetto della pista ciclabile è di quelli belli ed ecocompatibili: transenne in legno e riutilizzo dei vecchi pali ferroviari per realizzarvi un’illuminazione a retrò. Di contro dobbiamo registrare che dopo il G8 i lavori si sono praticamente fermati, che la paletteria richiederebbe costante manutenzione e che il sentiero andrebbe rinforzato ai bordi per non “disfarsi” durante la stagione delle piogge vanificando il lavoro.

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Tirando le somme un buon inizio direi ma adesso i cittadini aspettano una fine ancora migliore con una pulizia regolare della pista, l’eliminazione delle discariche lungo alcuni tratti del percorso, chioschi e panchine dove potersi concedere una sosta oltre che illuminazione e vigilanza per preservare la sicurezza ed il rispetto delle regole in questa nuova area di tutti.

Immagini: (1) Riutilizzo dell’ex linea ferrata come pista ciclabile; (2) Disfacimento del sentiero sotto l’effetto delle pioggie; (3) Lo spettacolare panorama della pista a ridosso della città; (4) Panoramica della pista nei pressi di Santa Panagia (Foto di S. Leggio)

 

La dura vita dei pedoni cittadini

pedoni1.jpgNon so se ogni tanto capita anche a voi ma, certi giorni, preso da un’irrefrenabile smania di salute o, in alternativa, da un improvviso impegno ecologista mi dico: “oggi vado a piedi e la macchina rimane ferma”. Le dimensioni di Siracusa ed il suo clima mite permettono sicuramente con un minimo di organizzazione di barattare le ruote con i piedi, magari non la mattina per andare al lavoro quando si è sempre di fretta ma, senza dubbio, per gli impegni del tempo libero.
Mi capita in certi giorni di immaginare di poter girare a Siracusa come lungo gli splendidi viali alberati delle città del nord Europa.
Poi, lasciato il cancello di casa e svoltato l’angolo, ci si scontra con la dura realtà e ci si rende conto di quando sia lontano il nord Europa. E così che anziché un rilassante viale alberato comincia un lungo percorso ad ostacoli senza esclusione di colpi.
Prima prova per il pedone siracusano è quello di riuscire a schivare un’interminabile fila di escrementi canini. Nel sostenere questa prova non si può fare a meno di riflettere su come le persone possano essere contraddittorie: tanto amore per gli animali e così poco per la città. Sappiamo bene che difficilmente un vigile urbano controllerà ma non è questo un motivo per lasciare i marciapiedi urbani in una condizione così indecorosa. La seconda riflessione che ne nasce è quella sui rumorosissimi “soffiatori ecologici notturni” che dovrebbero lasciare linde e pinte le nostre strade ma, evidentemente, non i nostri marciapiedi.
Non si tratta però dell’unico ostacolo per il pedone ecologista che si può sbizzarrire tra i marciapiedi inesistenti (da quanti anni si parla di realizzarli a Viale Scala Greca) e quelli non più esistenti (pensate alle buche degne di un paesaggio lunare).
Verde pubblico ai lati delle strade ? Quasi inesistente: altro che i viali alberati di Vienna o di Berlino. E, quando esiste, diciamoci la verità: che strazio vedere quelle povere pianticelle piantate in ristrettissimi spazi di terra circondati dal cemento che mai gli permetterà di diventare un albero ombroso.
Infine il traffico, proprio il nemico da cui si stava cercando di fuggire. Insostenibili gli sfoghi sui clacson degli automobilisti frustrati che però sono in grado di farci rimpiangere la parziale insonorizzazione dell’abitacolo della nostra auto. Se poi voleste attraversare la strada, studiate bene il percorso ! La bravura del pedone siracusano consiste anche nel trovare un varco tra le auto posteggiate a distanze millimetriche, le strisce pedonali sempre occupate e le macchine in seconda fila per impedire il passaggio nel caso in cui foste riusciti a superare la prima fila.
Oggi ho voluto un po’ ironizzare (ma non troppo in fin dei conti) sulle traversie dei pedoni cittadini. Purtroppo le vie cittadine ben tenute e che invogliano la camminata a piedi sono ancora pochissime, praticamente solo quelle della passeggiata del sabato sera. A quando allora la vera svolta urbana ed i marciapiedi più accoglienti inducano veramente ad abbandonare la propria auto e a godersi una sana camminata a piedi ?

Immagine: sognando viali alberati anche in città (foto di Subpop80)

Siracusa secondo Il Sole 24 Ore

petrolchimico1.jpgIl sospetto che in quanto a qualità della vita Siracusa non fosse ai primissimi posti nel panorama italiano, in realtà, erano in molti ad averlo. Adesso però arrivano anche le conferme statistiche, numeri alla mano, pubblicate lo scorso lunedì dal giornale Il Sole 24 Ore.
Il famoso quotidiano economico ha deciso di indagare statisticamente sulla qualità della vita nelle province italiane. Fino ad oggi il riferimento più utilizzato è stato sempre il PIL (prodotto interno lordo) che, però, a detta di molti studiosi, non è in realtà rappresentativo in quanto si tratta di un indicatore che si basa puramente su dati economici mentre – parliamoci chiaro – la qualità della vita non si misura solo in termini monetari ma bisogna ben tenere in conto anche altri fattori. Sebbene non esista una “formula matematica” unanimemente accettata, gli studiosi di statistica sono abbastanza concordi nel ritenere che tra i dati fondamentali vi siano otto componenti: le condizioni di vita materiali della popolazione, la qualità dell’assistenza sanitaria, l’istruzione, le spese ricreative, l’inquinamento, la criminalità e l’impegno sociale. Proprio basandosi su statistiche in questi otto campi, Il Sole 24 ore ha pubblicato la propria classifica che vede Siracusa vittoriosa in negativo avendo conquistato il 103° ed ultimo posto.
petrolchimico2.jpgMa proviamo a scomporre questo valore per scoprire qualche dettaglio in più sulla vivibilità di Siracusa. Leggendo i dati vediamo ad esempio confermata la diffusa sensazione di sicurezza pubblica, ovvero pochi furti e rapine in città. Siracusa in questo caso è abbastanza in alto con il 33°posto su 103. Possiamo anche scoprire che l’indicatore di istruzione non è tra i peggiori visto che circa il 42% dei giovani tra i 19 ed i 25 anni è iscritto all’università (41° posto nazionale). Vi è però da dire che al di là dei numeri va in questo caso considerato come spesso gli studi rappresentino ormai una vera e propria alternativa alla mancanza di posti di lavoro.
A far “cadere in picchiata” Siracusa nella classifica del benessere sono invece valori come le condizioni di vita materiali (80° posto), le spese ricreative (67° posto), la sanità (97° posto) e, in particolar modo, l’inquinamento (101° posto) con un altissimo valore di emissioni di CO2. Viene amaramente da sorridere se si pensa che Siracusa è la città dell’attuale ministro per l’ambiente e che lo scorso aprile ha ospitato la riunione internazionale del G8 Ambiente. Cosa aggiungere a questi numeri ? Siracusa è un luogo meraviglioso, ricco di storia e con uno splendido paesaggio naturale e, nonostante ciò, è riuscita a guadagnare l’ultimo posto nella classifica nazionale della qualità della vita. Le statistiche parlano chiaro ed evidentemente il polo petrolchimico a ridosso della città non è ancora così ecologico come si vorrebbe fare credere. Le indicazioni operative allora ci sono tutte e non si può che sperare che siano di stimolo per un anno di lavoro che frutti in futuro una più dignitosa posizione in classifica.
Foto: il polo petrolchimico a nord della città (cortesia D. Mauro). L’articolo de Il Sole 24 Ore citato è consultabile anche online a questo indirizzo

Bike sharing ? Solo per i più motivati

gobike.jpgAlcune settimane fa, su questo stesso blog avevamo annunciato con trepidazione l’attivazione del servizio GoBike a Siracusa. Finalmente anche nella nostra città si cominciava a parlare di piste ciclabili e di mezzi di trasporto ecologici ed alternativi. Lanciato alla vigilia del G8 per l’ambiente, il servizio prevede una serie di stalli sparsi in tutta la città presso i quali è possibile prendere in prestito o restituire una bicicletta. Con piacevole tempismo gli stalli sono stati allestiti dal centro storico di Ortigia fin su al Tribunale, superando addirittura il numero preventivato. Una partenza “alla grande”, quindi ma, a sei mesi dal lancio, come sta andando il nuovo servizio ? Dati ufficiali, purtroppo, non ve ne sono. Rimane però innegabile che raramente in città capita di incontrare le “bici condivise”. E, per una volta, spezziamo una lancia in favore dei Siracusani: infatti non è certo facile prendere una bici a noleggio. Ancora oggi voler usufruire del servizio di bike sharing è una scelta che va pianificata con largo anticipo. Per prendere una bici occorre una scheda magnetica. Per ottenere una scheda magnetica occorre fare un versamento di anticipo di 30 €, presentare dei documenti e sottoscrivere un contratto. Pensate di poterlo fare presso gli esercizi commerciali nei pressi degli stalli ? Vi sbagliate: solo presso la società che gestisce il servizio o presso alcuni uffici comunali. Insomma, il principio è buono ma il cittadino  volenteroso deve avere una “coscienza ecologica” piuttosto forte per sottoporsi a tale trafila.
E per quanto riguarda i turisti ? Anche loro guardano allibiti e impotenti le biciclette non capendo come mai non ne possano usufruire proprio loro che sarebbero i primi a dare il buon esempio. Dubbia rimane a questo punto l’utilità dello stallo installato al parco archeologico dal momento che ai forestieri il servizio è interdetto. Appena attivato il servizio si era anche parlato di una tessera prepagata per i turisti ma nulla è stato ancora comunicato in merito. Cosa dire allora del bike sharing aretuseo ? Lodevole iniziativa ma con ampi margini di miglioramento… che vanno però raggiunti in fretta. Un’altra pecca è che nessuna copertura è stata prevista presso gli stalli e le biciclette sono così notte e giorno esposte alle intemperie con un prevedibile rapido deterioramento.

Cittadini in prima linea per i monumenti della città

pulizia_ecol1.jpgE chi lo ha detto che non possano essere i cittadini stessi a rimboccarsi le maniche per ripulire la propria città ? E’ proprio la tendenza che da diversi mesi a questa parte sta cominciando a prendere piede a Siracusa: dove le istituzioni latitano, volontari di ogni età non si limitano più alla sola protesta ma si danno da fare in prima persona per ridare dignità alla città che amano. E’ il caso, ad esempio, dei tanti monumenti antichi presenti a Siracusa.

La situazione è nota da tempo: la soprintendenza ai beni culturali lamenta che i fondi assegnati dalla regione siciliana sono insufficienti per provvedere alla manutenzione dei siti, in particolar modo al taglio periodico della vegetazione, e ,così, beni culturali grandi e piccoli, dall’anfiteatro al ginnasio romano, versano in condizioni assai tristi con alti ciuffi d’erba secca che nascondono alla vista le antiche rovine. I primi a scendere in campo contro la situazione di degrado sono stati i volontari dell’associazione culturale Nuova Acropoli. Più di un anno fa l’associazione ha adottato il tempio di Apollo, uno dei più importanti monumenti cittadini. Non solo giuste proteste quindi ma, in primis, olio di gomito. E’ così che, con cadenza regolare, turisti e cittadini che si affacciano sui resti dell’antico luogo sacro, possono vedere volontari in divisa rossa tagliare l’erba alta e rifinire le siepi. Grazie all’impegno di questi giovani la vegetazione non cresce più incontrollata tra gli antichi blocchi di pietra del tempio che, invece, è tornato ad essere uno splendore per la vista di turisti e cittadini.pulizia_ecol2.jpg

E’ di questi giorni poi la notizia che l’esempio non è rimasto isolato. Sulla stessa onda, la scorsa settimana, l’assessore comunale al centro storico ed i consiglieri del quartiere Ortigia, toltisi giacca e cravatta ed infilati stivali e guanti di gomma hanno ripulito la leggendaria fonte Aretusa, uno dei luoghi del mito della città che, per incuria dell’amministrazione versava ormai in condizioni pietose.

Certo non spetta ai cittadini sostituirsi alle istituzioni che devono essere richiamate ai loro doveri. E’ però bello pensare che a Siracusa si possano ancora sentire i monumenti non come un qualcosa di remoto ma come un bene comune la cui salvaguardia è nelle mani di tutti. La speranza ovviamente è che l’esempio venga seguito da molti e che le istituzioni escano dal loro stato di stallo. Vi siete incuriositi ? Volete anche voi dare una mano ? Maggiori informazioni sulle attività di volontariato sono reperibili sul sito dell’associazione Nuova Acropoli, www.nuovaacropoli.it oppure possono essere richieste scrivendo un’e-mail a Siracusa@nuovaacropoli.it

 

Foto: Pulizia del tempio di Apollo da parte dei volontari – www.nuovaacropoli.it

Una città un po’ più ecologica con il nuovo servizio “GoBike”

gobike.jpgTra le eredità che ha lasciato il G8 per l’ambiente svoltosi lo scorso mese di aprile a Siracusa, rimane il servizio di “bike sharing”. Il servizio ha preso il via proprio in quei giorni e, in queste ultime settimane viene completato e perfezionato cercando di proiettare Siracusa in una nuova dimensione ecologica. Nei punti nevralgici della città, quotidianamente congestionati dal traffico sono stati creati degli stalli ove, grazie ad una tessera magnetica, è possibile noleggiare una bicicletta a prezzo modico. La bicicletta può essere restituita in uno qualsiasi degli altri stalli esistenti un po’ in tutta la città, dal centro storico di Ortigia a piazza San Giovanni alla stazione.
Al momento il servizio è funzionante solo per i residenti e quanti lavorano in città. Presto verrà esteso anche ai turisti. Per richiedere la tessera occorre rivolgersi agli uffici comunali o telefonare al numero verde 800299507.