I rifiuti come risorsa

rifiuti.jpgL’Italia ha decisamente un brutto rapporto con i rifiuti. Le immagini dei cumuli di rifiuti a Napoli, di recente di grande attualità, e le condizioni non molto migliori di tante altre città, fanno capire subito che qualcosa nel meccanismo non funziona.
E cosa dire di Siracusa ? Siracusa è una città a grande rischio in tale ambito e, sicuramente, non riesce ad utilizzare i propri rifiuti come risorsa. Ne è una prova il fatto che la TARSU, la tassa sui rifiuti urbani, è tra le più elevate del nostro paese. Di fronte all’ingente balzello pagato dai cittadini, Siracusa dovrebbe splendere ma, ben sappiamo, che non è propriamente così. Il pericolo dei mucchi di rifiuti è stato più volte scongiurato ma aleggia sempre nell’aria e un possibile cambio del gestore dei servizi non lascia presagire nulla di buono. In più c’è la questione della raccolta differenziata che, per i Siracusani, è sempre stata un mistero. Da diversi anni ormai, in città, oltre ai trazionali contenitori generici, campeggiano i colorati contenitori per vetro, plastica e carta. In tanti, con entusiamo e buona volontà, si sono dati alla differenziazione ma, probabilmente, inutilmente. Da quanto sempra di capire (ma i meglio informati sono sempre invitati a dare ulteriori precisazioni nei commenti), la raccolta differenziata a Siracusa non esiste e pertanto, prima o poi, quanto il cittadino ha differenziato, tornerà nel mucchio della spazzatura comune. Eppure tanta città virtuose, tra cui la vicina Noto, proprio grazie alla raccolta differenziata riescono a migliorare costi e ridurre tasse. Dopo mesi e mesi di discussioni è finalmente partita sperimentalmente la raccolta differenziata porta a porta nella frazione di Cassibile: ancora solo una piccolissima goccia rispetto all’intera città.


La pista ciclabile dimenticata

ciclopista1.jpgOgni lavoro è ormai fermo da tempo nè si ha alcuna notizia di ulteriori interventi programmati o di prossime migliorie. Quella a cui ci si riferisce è la bella e lunga pista ciclabile che percorre la costa siracusana sul tracciato della ex ferrovia.
Apprezzata da tantissimi cittadini, amanti delle due ruote, dello jogging o semplicemente delle passeggiate, la pista ciclabile venne aperta in occasione del G8-Ambiente svoltosi a Siracusa. In concomitanza con l’inizio del summit i lavori ebbero una notevole accelerazione che portarono l’area ciclabile ad uno stato funzionale per la sua fruizione. Poi, passato il vertice, purtroppo, è calato il silenzio sulle intenzioni del comune di eseguire ulteriori lavori che terminassero la pista. Intendiamoci, i Siracusani, da sempre, si accontentano di poco e già così sono in tanti a frequentarla ed utilizzarla assiduamente ma, per molti versi, il percorso verde sembra totalmente abbandonato a se stesso.
SIC-IMG3233m.jpgLa pista non ha mai avuto un’inaugurazione ufficiale e l’illuminazione, prevista sugli antichi pali ferroviari, non è mai stata realizzata. Non è dotata di verde pubblico se non la vegetazione spontanea che cresce ai suoi margini. I fiori, piantati in occasione del G8, non avevano un impianto di irrigazione e, ben presto vennero meno.
E ancora, non vi sono cartelli che ne indichino il percorso o i varchi di accesso così come è praticamente priva di vigilanza e, pertanto, percorsa a volte anche da ciclomotori.
Insomma, un grande progetto per la città che, però, ancora una volta sembra essersi arenato nell’immobilismo. Eppure tanto si potrebbe fare per renderla un “fiore all’occhiello”. Delle panchine lungo il percorso verrebbero ad esempio apprezzate dai pedoni o cartelli indicandi le zone panoramiche o archeologiche di maggior interesse, la renderebbero ancora più di pregio. Ma al momento è tutto fermo per questa pista ciclabile, adottata fin da subito dai Siracusani ma altrettanto velocemente dimenticata dall’amministrazione.

Immagini: alcuni scorci della pista ciclabile (Foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

 


Solo novantesimi nella classifica dell’ambiente

industrie.jpgAnche quest’anno, il prestigioso quotidiano Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’annuale classifica sulla qualità dell’ambiente nelle città italiane, realizzata con la collaborazione di Legambiente e dell’istituto di ricerche Ambiente Italia. Rispetto al 2009, Siracusa guadagna tre posizioni ma, in realtà, c’è poco da rallegrarsi considerando che la città sede del G8-Ambiente si posizona globalmente soltanto al 90° posto su 103.
Ma, con esattezza, cosa ci dice questa classifica ? Proviamo a leggere un po’ con gli occhi del cittadino, i parametri che hanno portato a questa sintesi.
Il primo dei valori presi in esame è la qualità dell’aria, legata in particolar modo alla presenza di polveri sottili PM10. Se proprio pochi giorni fa, su questo stesso blog, si era messo in risalto come l’allarme PM10, sebbene poco dibattuto, fosse tutt’altro che superato, eccone purtroppo una triste conferma con il poco ambito ultimo posto in classifica, conquistato da Siracusa con ben 51,5 microgrammi/mc di media annua contro gli appena 16 della virtuosa Matera. In compenso va un po’ meglio per quanto riguarda le concentrazioni di ozono (27° posto).
Il secondo parametro della classifica riguarda l’acqua potabile. Vengono presi in considerazione vari fattori tra cui le perdite nella rete idrica e la capacità di depurazione. Mentre Siracusa vanta una capacità di depurazione media, sono invece le perdite di rete a fare cadere in classifica, in questo caso. La rete idrica cittadina ha sicuramente bisogno di un sostanzioso rinnovamento come provarono anche i continui disservizi idrici che caratterizzarono l’estate 2009.
Altro nodo critico e che è stato più volte messo in risalto nelle cronache locali, riguarda i rifiuti solidi. A fronte di un 60° posto nella quantità di rifiuti prodotti, Siracusa si posiziona al 102°posto sul 103 in quanto a raccolta differenziata (appena il 3,8%). Putrtroppo, nonostante sia stato più volte annunciato come imminente, ancora oggi, il servizio di raccolta differenziata porta a porta non riesce a partire neanche in via sperimentale.
Ulteriore parametro esaminato dalla classifica ambientale è la mobilità sostenibile che tiene conto del tasso di motorizzazione (il numero gobike2.jpgdi auto ogni 100 abitanti) e dell’offerta in termini di trasporto pubblico. Qui Siracusa si piazza in un 60° posto che potrebbe anche accontentare qualcuno ma, a ben vedere, ci si accorge che, nelle voci relative al trasporto pubblico, anzichè le cifre, risultano due  tristi “dato non disponibile” che pertanto falsano il posizionamento. Resta il fatto che al di là delle quantizzazioni numeriche, sicuramente, il servizio di trasporto pubblico urbano non è uno dei fiori all’occhiello della città.
Nella voce ambiente, il 70° posto in classifica si basa invece su dati arretrati, quelli del 2008. Le quattro voci attenzionate comprendono le piste ciclabili (forse l’unico vero passo in avanti della città), il verde urbano e le zone a traffico limitato. Proprio la ZTL in Ortigia è stata al centro di polemiche negli ultimi mesi, sia per una sua ridefinizione mai avvenuta, che per la sua scarsa applicazione a causa della mancanza di personale per il controllo.
La miglior posizione globale in classifica (5° posto), la nostra città se la aggiudica in materia di energia, voce che comprende i consumi elettrici ma anche la presenza di impianti solari sugli edifici comunali.
Insomma, a esaminare nel dettaglio le ragioni di questo pessimo piazzamento in classifica, nulla di nuovo spunta fuori per quanti vivono quotidianamente la città. Qualità dell’aria, trasporto pubblico, raccolta differenziata, verde ed isole pedonali si confermano il “tallone d’Achille” di Siracusa. Proprio per questo motivo sarebbe l’occasione buona per le amministrazioni locali per prendere di petto la situazione e, approfittando anche dell’indubbio apporto che un ministro dell’ambiente nativo della nostra città può dare, risolvere ad uno ad uno i problemi di sempre. Così come Siracusa, nell’ultimo anno, ha avuto un deciso miglioramento in quanto a piste ciclabili, nulla impedisce un’analoga svolta in tutti gli altri settori ambientali che possa portare in futuro ad un piazzamento più dignitoso (ma soprattutto più salutare) in questa ricorrente classifica annuale.

I dati completi dell’inchiesta sono visionabili sui siti del Sole 24 Ore e di Legambiente. Immagini: zona industriale e stalli vuoti del bike-sharing (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

C’è un che di grigio nell’acqua

targia1.jpgAvete mai provato a fare una passeggiata lungo la nuova pista ciclabile, magari nel suo ultimo tratto, quello che oltrepassa l’antica tonnara di Santa Panagia ?
La vista è suggestiva: nonostante la soffocante presenza del polo petrolchimico, il mare sottostante la scogliera appare di un blu profondo e, nelle giornate più chiare, la sagoma dell’Etna appare all’orizzonte.
Seguento il percorso della pista ciclabile si può oggi arrivare fino all’estrema periferia di Siracusa, contrada Targia. Ed è lì che, purtroppo, balzerà subito agli occhi un’altra delle note stonate nei problemi ambientali della nostra città.
Subito sotto la pista ciclabile, si trova una piccola spiaggia e, accanto ad essa, una tubazione che riversa in mare acqua grigiastra. Si tratta del famigerato scarico fognario di Targia che, negli ultimi anni, ha numerose volte tenuto banco sui giornali locali. Si tratta infatti di uno scarico fognario “regolare” che raccoglie le acque della zona nord e le riversa in mare senza alcun tipo di trattamento. Il comune ha più targia3.jpgvolte promesso un tempestivo allaccio all’impianto di depurazione per risolvere definitivamente la questione. Purtroppo, a più riprese, le scadenze date sono state disattese ed i lavori incominciati non sono stati terminati (arrecando tra l’altro anche danni non riparati alla nuova pista ciclabile, a detta dei residenti). Ultima promessa era il termine dei lavori per la fine del mese di giugno di quest’anno ma, come alcuni rappresentanti locali hanno denunciato, tutto è di nuovo fermo.
targia2.jpgLa situazione è alquanto grottesca per diverse ragioni. Inutile dire che sembra incredibile che ancora oggi un comune possa scaricare le acque nere in mare senza alcun trattamento, aggravando il danno ambientale in una zona gà duramente provata dalla presenza delle industrie. Un altro punto, collaterale ma non per questo meno grave, legato a questa vicenda, è la massiccia presenza di pescatori. Come è facile immaginare parecchi pesci, attirati dal mangiare abbondante, sebbene tutt’altro che salutare, arricchiscono le acque della zona e, di conseguenza, richiamano frotte di pescatori. Questi, giornalmente, favoriti anche da una totale assenza di controlli, frequentano la zona portando a casa un ricco pescato che in molti temono possa finire sul piatto di qualche ignara famiglia siracusana.

Immagini: lo scarico fognario di Targia ed i numerosi pescatori che affollano la zona (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Goodbye Go-Bike

gobike.jpgSembra essere ormai al tramonto il sogno di una Siracusa invasa dalle biciclette come alternativa al caos del traffico cittadino. L’iniziativa Go-Bike ha preso il via poco più di un anno fa, cogliendo quasi di sorpresa la maggior parte della popolazione che, tranne poche eccezioni, non aveva mai considerato la possibilità della mobilità alternativa sfruttando la bicicletta.
Complice la riunione del G8-Ambiente svoltasi in città e la generosità del ministero dell’ambiente, in poche settimane ,in un’ampia area della città, fecero la loro comparsa le piazzole del servizio Go-Bike con tanto di biciclette tradizionali ed elettriche da poter prendere in prestito per poi essere posate in uno qualsiasi degli stalli cittadini.
Per un breve intervallo di tempo e, con una certa dose di immaginazione, era quasi sembrato possile immaginare una Siracusa meno intasata dalle macchine e maggiormente percorsa da ecologiche e salutari biciclette. A dire il vero, fin dall’inizio il servizio subì qualche intoppo. Complici soprattutto la macchinosa documentazione necessaria per ottenere la tessera e la totale dimenticanza di tessere speciali per i turisti in visita alla città.
La speranza era che dopo una fase di assestamento l’intero servizio sarebbe stato ottimizzato.
Niente di tutto ciò si può purtroppo registrare oggi. Provate a dare un’occhiata alle piazzole sparse per la città e vi renderete conto che sono miseramente vuote con pochissime bici rimaste a disposizione. Da parecchi mesi, purtroppo, il servizio non è stato più pagato dal comune e, pertanto, recentemente, è stato del tutto sospesa la manutenzione.
Il risultato è il completo abbandono degli stalli del Go-Bike e numerose biciclette ferme in magazzino in quanto danneggiate.
Nessuna soluzione in vista al momento e il grosso rischio è che anche le biciclette ecologiche facciano la triste fine che già hanno visto i minibus elettrici: fermi in rimessa finchè saranno del tutto inutilizzabili.

In difesa del mare e della costa

pillirina.jpgE’ da diverse settimane ormai che voci ufficiose ma mai smentite fanno temere per le sorti di uno dei più bei lembi di costa siracusani. L’area è la lunga scogliera, inframezzata da piccole baie con qualche spiaggetta, che va dalla cosidetta spiaggia della “Pillirina” in direzione di Capo Murro di Porco, estrema punta della Penisola Maddalena. Un’area che in mare è già protetta grazie alla riserva marina del Plemmirio e che, finora, nella sua parte terrestre, aveva mantenuto il suo aspetto selvaggio e suggestivo, privo di grandi costruzioni. Un rifugio tranquillo per quanti cercavano un mare pulito e non eccessivamente affollato.
Alcune settimane fa, invece, diverse associazioni ambientaliste hanno segnalato il rischio che i terreni di quell’area vengano acquisiti  integralmente da una società privata con lo scopo di farvi un grande villaggio turistico.
La segnalazione sembra poggiare su solide basi visto che in contemporanea parecchi giornali locali hanno pubblicato immagini dei progetti di questa struttura.
Chi scrive su questo blog ha sempre sostenuto che il turismo può essere una grande risorsa per Siracusa che sta pian piano esaurendo il suo ciclo di polo industriale che ha sì portato lavoro ma anche gravissimi danni ambientali alla città. Non si deve però commettere nello sviluppo turistico lo stesso errore commesso decenni orsono nello sviluppo industriale: l’espansione selvaggia ed incontrollata e, soprattutto, priva di criterio. Un villaggio turistico storico in quell’area esiste già e poco distante. Fino allo scorso anno, si parlava ripetutamente anche della realizzazione di un altro villaggio nella vicina zona di Terrauzza. Ben venga la voglia di fare finchè questa non diviene urbanizzazione selvaggia che porta alla perdita degli ultimi tratti di mare libero, specie se questo è in un’area marina protetta.
Sono in molti a condividere queste opinioni, tanto che è nato in questi giorni un nuovo comitato che riunisce al momento ben 40 associazioni cittadine e che vede tra i promotori più illustri il campione del mondo di apnea Enzo Maiorca, i critici d’arte Vittorio Sgarbi e Paolo Giansiracusa, il soprintendente emerito Giuseppe Voza e i responsabilli dell’area marina Nuccio Romano ed Enzo Incontro. La prima azione comune è stata quella di lanciare un appello affinchè il ministero dell’ambiente ed il sindaco intervengano per far chiarezza sulla questione e rivedere le previsioni del piano regolatore in quell’area. I cittadini si mobilitano, insomma, per salvare il loro mare prima che sia troppo tardi !

Immagine: La spiaggia della Pillirina, uno delle ultime spiagge incontaminate, rischia scomparire (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

Domeniche ecologiche da migliorare

moom.jpgE’ stata archiviata, non senza polemiche, la prima delle quattro domeniche ecologiche promosse dal Comune e, adesso, è tempo di guardare oltre per evitare di ripetere gli stessi errori.
L’iniziativa di voler liberare il centro cittadino dal traffico, almeno per una giornata di festa, è sicuramente lodevole ma, come hanno messo in risalto quasi tutti i giornali e TG locali, avrebbe avuto bisogno di meno improvvisazione.
Sicuramente non sarà una mezza giornata di divieto di transito alle automobili nel centro storico ed in poche vie limitrofe a risolvere i gravi problemi di inquinamento (leggasi PM10) della nostra città, ciò non toglie che regalare una “giornata di aria pulita” è un primo passo di un lungo lavoro.
D’altro canto è però vero che un lavoro di sensibilizzazione, rivolto alla cittadinanza, deve procedere a piccoli passi e in tempi lunghi. Quale occasione migliore allora di una domenica per invitare il Siracusano ad abbandonare la propria auto e godersi le temperature più che primaverili di questi giorni concendendosi una passeggiata a piedi o in bicicletta ?
Il problema, ripetiamolo ancora, è quello della disorganizzazione. Il cittadino va informato delle iniziative in maniera ampia e col giusto preavviso.
Altrimenti è inevitabile che, come con un boomerang, si ottenga l’effetto opposto. E così, la scorsa domenica magari Ortigia era sgombra di macchine ma altre arterie soffocavano a causa delle lunghe code di macchine intrappolate. Difficile che le cose andassero diversamente quando il cittadino, ignaro di tutto e abituato a prendere la propria auto per una passeggiata mattutina nel centro storico, si trova improvvisamente le vie d’accesso sbarrate.
E, d’altro canto poi, volendo incentivare la mobilità alternativa non sarebbe ancora meglio permettere ai Siracusani di giungere senza auto nella zona pedonale ? Bus navetta gratuiti o ulteriori corse con capolinea nei vari quartieri della città permetterebbero di raggiungere anche questo obiettivo che sarebbe un ulteriore e concreto passo in più per una città libera dal traffico.
C’è poi un ultimo dettaglio da ricordare, come ha fatto notare lo stesso primo cittadino: Siracusa non è solo il suo centro storico. La speranza pertanto è che ben presto anche in altri punti chiave della città si possa sperimentare una domenica ecologica, valorizzando sempre più la pista ciclabile (come si è gia fatto la passata domenica) e i (pochi) parchi cittadini, quasi sempre lasciati in balia di sè. Si potrebbero anche aprire liberamente al pubblico aree verdi “dimenticate dai cittadini” quali le latomie (dal teatro greco ai cappuccini) per dar modo a tutti di riscoprirle.
Insomma, se la prima domenica ecologica è stata un flop, vi sono, d’altro canto, ampi margini di miglioramento. L’appuntamento è tra pochi giorni per vedere se con un po’ di buona volontà, da parte di tutti potremo godere di una vera domenica ecologica.

Ritornano le domeniche ecologiche

bici.jpgUna buona notizia per quanti vorrebbero Siracusa un po’ meno inquinata e congestionata dal traffico: tornano le domeniche ecologiche.
L’iniziativa è sicuramente lodevole, considerando anche il lungo lasso di tempo che è ormai intercorso dall’ultima iniziativa di questo tipo. Ancora una volta però non ci si può però che rammaricare per la scarsa pubblicizzazione data dal Comune per questo tipo di avvenimenti. Il risultato è spesso quello già riscontrato appena una settimana fa in occasione della Siracusa City Marathon: una giornata ecologica si trasforma in un ingorgo automobilistico di “proporzione bibliche” a causa della disinformazione degli automobilisti. Come detto, lo stop alla circolazione comincerà già il 28 febbraio e si potrarrà per quattro domeniche in tutto.
Le aree cittadine coinvolte sono il centro storico di Ortigia, la zona umbertina e Piazzale Marconi, insomma, le zone che meglio si prestano ad una salutare passeggiata a piedi o in bicicletta e che permettono anche di lasciare l’automobile nel vicino posteggio del molo. Il divieto di circolazione per le automobili durerà l’intera giornata, dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 20. Per l’occasione dovrebbe essere anche incrementato il numero di corse dei bus navetta verso il centro storico.
In concomitanza verranno organizzate anche delle iniziative per promuovere l’utilizzo della bicicletta e, in particolar modo, il servizio di bike sharing, istituito ormai da circa un anno ma mai realmente decollato. Questo aspetto verrà curato dall’associazione Aretusabike che  sabato 27 febbraio presenterà l’evento dal titolo “+ bici – auto + salute“, volto a promuovere la mobilità sostenibile a Siracusa e che si svolgerà domenica 28 febbraio e domenica 13 marzo presso la pista ciclabile di Largo Cappuccini. Largo alle domeniche ecologiche allora, approfittando del tempo che ormai volge al bello e speriamo che oltre al blocco del traffico, siano tante anche le iniziative collaterali che permettano ai Siracusani di riscoprire il gusto di lasciare a casa la macchina e riappropriarsi del proprio tempo.

Quel parco in mezzo alla città

tomba_archimede2.jpgC’è un luogo, proprio al centro di Siracusa, dove sorge un bellissimo parco con tanto verde. E’ uno di quei luoghi che, a forza di essere sotto lo sguardo di tutti e per l’abitudine di non essere utilizzato, viene alla fine pian piano dimenticato: troppo evidente per essere notato.
Eppure sono sicuro che molti Siracusani si trovano a passare quasi ogni giorno in un punto nevralgico del traffico cittadino, quale è l’incrocio tra le centralissime Viale Teracati e Via Necropoli Grotticelli ovvero davanti alla cosiddetta “Tomba di Archimede”.
Il parco a cui mi riferivo è proprio quello, quell’estesa zona ricca di verde costituita dalle latomie, le profonde ed antiche cave di pietra costruite in epoca greca ed oggi colme di lussureggiante vegetazione.
L’area è molto estesa e, in parte aperta al pubblico, quella relativa all’Orecchio di Dionisio per intenderci. Ma il parco delle latomie è in realtà molto più esteso e si incunea profondamente nel tessuto cittadino (o forse sarebbe più corretto dire la città è sorto attonrno ad esso) con un lunga propaggine che va a terminare proprio al più caotico incrocio della città.
tomba_archimede3.jpgMolte città italiane si sognano di poter avere un polmone verde nei propri quartieri centrali. A Siracusa esiste questo straordinario angolo di pace e di quiete ma, putroppo, risulta chiuso al pubblico da tempi immemorabili.
Provate a dare un’occhiata a qualcuna delle immagini di questa pagina per provare solo ad immaginare che eccezionale angolo verde potrebbe guadagnare la città se solo fosse aperto al pubblico.
Due sentieri attraversano le latomie: uno a monte, panoramico, parte dall’ingresso dell’area archeologia e costeggia dall’alto l’antica cava di pietra fino a giungere alle antiche necropoli. Si tratta di un sentiero perfettamente attrezzato con tanto di transenne e indicazioni di sicurezza che venne aperto (in via del tutto eccezionale) soltanto per pochi giorni, alcuni anni fa in occasione delle “giornate della cultura”.
Il secondo sentiero, ancora più suggestivo, parte dalle tomba di Archimede e poi scende all’interno dell’antica cava. Lì i rumori del traffico cittadino e lo smog vengono smorzati dalle imponenti pareti di roccia e si passeggia in mezzo al verde fino a passare davanti al tomba_archimede1.jpgmonumentale albero di ficus secolare che rappresenta il più grande ed antico albero della città. Il sentiero prosegue poi ancora a lungo fino a giungere al famoso Orecchio di Dionisio.
Una risorsa unica insomma che la città potrebbe sfruttare sia come ulteriore attrazione per il turismo che come grande parco cittadino dove i Siracusani potrebbero magari avere accesso gratuito per poter passeggiare e rilassarsi a pochi passi da casa.
Basterebbe poco oggi per rendere fruibile in pieno le meravigliose latomie e farle uscire dal loro abbandono. Il motivo della loro chiusura non è mai del tutto chiaro. A volte si mormora di problemi di sicurezza statica, altre volte di mancanza di personale di sorveglianza. Insomma, in entrambi i casi nulla che giustifichi una chiusura a tempo indeterminato di un simile gioiello. Siamo da poco entrati nel 2010: anno nuovo, vita nuova… speriamo che sia l’anno buono in cui anche i Siracusani possano riappropriarsi delle meraviglie della propria città.

Ambiente e solidarietà con un solo gesto

riciclo.jpgIn quanto a tematiche ambientali ed ecologiche la città di Siracusa non brilla di certo nel panorama nazionale: la raccolta differenziata stenta a decollare e nella classifica annuale di Legambiente sull’ecosistema urbano, quest’anno, la città si è posizionata al 92° posto su 103.
E’ pertanto con piacere che segnalo delle iniziative ecologiche volte al riciclo ma che, al contempo, mirano a sostenere dei progetti di solidarietà. La sede siracusana dell’associazione ambientalista Natura Sicula ha in questi giorni reso note ben tre iniziative che si stanno portando avanti: la raccolta dei tappi di plastica, degli olii esausti e dei cellulari usati.
I tappi di plastica in polietilene (PE) provenienti dalle bottiglie di plastica possono essere raccolti e poi consegnati presso la sede di Natura Sicula (Centro “Pio La Torre”, piazza Santa Lucia 24, ogni mercoledì dalle 18.30 in poi) o in alternativa al GAS “Grilli Aretusei” o al
Rotaract Club “Siracusa – Monti Climiti”. Grazie al coordinamento del COPE di Catania, nell’ambito del progetto “Una goccia d’acqua con un tappo” si finanzierà la costruzione di pozzi d’acqua in Africa, nello riciclo2.jpgstato della Guinea-Bissau per migliorarne le possibilità agricole e le condizioni igieniche. Inoltre, il fatto di raccogliere solo i tappi e non le intere bottiglie porta ad un riciclo ecologico di altissimo livello.
Per quanto concerne gli olii esausti il problema è costituito dal fatto che nella maggioranza dei casi questi, pur essendo altamente inquinanti, finiscono nei comuni scarichi. Consegnandoli invece a Natura Sicula verranno poi presi in consegna da una ditta specializzata che provvederà alla loro trasformazione in Biodiesel.
Il terzo fronte è quello che ci chiede di consegnare gli innumerevoli cellulari guasti o non più utilizzati che giacciono ormai nelle nostre case. Anche questi grazie all’iniziativa della parrocchia di San Paolo e del MAGIS verranno riciclati. Con gli introiti  derivati dal riutilizzo dei componenti dei cellulari si finanzierà la realizzazione di cucine solari in Ciad (si punta a 100 cucine che miglioreranno le condizioni di vita e, al contempo, ridurranno la desertificazione dovuta alla costante raccolta del poco materiale combustibile) e quella di un’ospedale per i bambini malati di AIDS in Kenya (si tratta del progetto della casa di accoglienza Nyumbani, gestita dal 1992 dai Gesuiti)
Con un piccolo gesto che a noi costa pochissimo abbiamo pertanto la possibilità di migliorare l’ambiente e sostenere dei progetti di solidarietà. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di Natura Sicula.

Immagini: Tappi di plastica da riciclare e il manifesto della campagna di raccolta cellulari del MAGIS