Risalire la china

maniace.jpgNon c’è dubbio: viviamo in un mondo in cui statistiche, sondaggi e indici di gradimento fanno da padrone. Personalmente non ho mai dato eccessivo peso a questo proliferare di curve, “fette di torte” e punti percentuali.
Ciò nonostante non si può negare che, per quanto poco propensi a seguire grafici & affini, i dati che negli ultimi tempi arrivano da Siracusa fanno certamente riflettere.
E’ di pochi giorni fa la notizia che un importante e stimato istituto come il CENSIS ha pubblicato il risultato di una statistica sulla qualità della vita nelle città capoluogo italiane e che Siracusa, in questa classifica risulta al quart’ultimo posto nazionale e ultima tra le città siciliane.
Ed allora apriti cielo ! Con poco realismo e molto campanilismo -primo cittadino in testa- alte si sono levate le voci a difesa della città, pronte a dimostrare filosoficamente che in fondo in fondo a Siracusa non si vive tanto male.
Questo è sicuramente vero, sono il primo a dirlo come lo dicono migliaia e migliaia di turisti che ogni anno visitano la nostra cittadina: Siracusa è proprio una bella città. Ortigia, il suo centro storico è una perla. Ha un mare da favola e un retaggio storico tale da non dover invidiare nessuno.
Ciò non toglie che nonostante questi “punti forti” negli ultimi sei mesi Siracusa sia finita agli ultimi posti di ben tre importanti classifiche nazionali, promosse dal Sole24ore, da Legambiente e dal CENSIS.
La statistica pubblicata la scorsa settimana prende in considerazione elementi come l’uso di energie rinnovabili, la mobilità sostenibile o la valorizzazione di centri commerciali alternativi. Ogni Siracusano è purtroppo consapevole dell’altro grado di inquinamento della nostra città, dovuto al polo petrolchimico, della totale assenza di mezzi pubblici (ne abbiamo parlato in questo blog proprio la scorsa settimana) e di come i megacentri commerciali proliferino ormai senza alcuna pianificazione strategica soffocando le piccole attività commerciali.
Insomma, probabilmente se dovessimo fare statistiche sulla sola Ortigia Siracusa avrebbe ben altre posizioni in classifica ma i numeri dimostrano evidentemente che lo sviluppo della città non sta avvenendo in maniera armoniosa, anzi, tutt’altro se il nostro splendido centro storico non basta a compensare le carenze in altri quartieri o altri settori.
E’ allora il momento di dimostrare che la tendenza può essere invertita e non solo a parole e che Siracusa può cominciare a risalire la china… non per posizionarsi bene nelle statistiche ma per divenire finalmente una città su misura per i propri abitanti.

PM10 oltre i limiti

pm10.jpgDallo scorso 2 dicembre e fino a comunicazione contraria il sindaco ha emesso un’ordinanza inerente il traffico per il superamento dei livelli massimi di PM10.
Negli ultimi anni gli alti valori di PM10 registrati nella città di Siracusa stanno purtroppo divenendo sempre più abitudinari, segno che la qualità dell’aria anzichè migliorare sta ancora andando a peggiorare, in buon accordo con i recenti sondaggi nazionali che hanno visto Siracusa in fondo alle classifiche in tema di inquinamento.
Con la sigla PM10 si indicano infatti delle polveri sottili dalle dimensioni particolarmente ridotte (sotto i 10 micron di diametro). Si tratta di una miscela di parecchi tipi di sostanze chimiche diverse: metalli come piombo o rame, solfati, ceneri ecc.
Di sicuro nulla che possa farci tirare un rassicurante respiro a pieni polmoni data la potenziale pericolosità di tali sostanze. Nel comunicato del Comune si legge che l’ordinanza di restrizione della circolazione veicolare è stata emessa perchè per ben 7 giorni le centraline di rilevamento hanno letto percentuali maggiori di quelli massimi previste dalle norme UE, complici anche le condizioni meteo. Ci sarebbe da precisare che le polveri PM10 non vengono certo prodotte dalle condizioni meteorologiche che semmai possono solo contribuire ad una loro più lunga permanenza nell’aria. Le PM10 vengono prodotte dai gas di scarico delle automobili, dagli impianti di riscaldamento e soprattutto dalla combustione di idrocarburi, attività pertanto direttamente legata con il polo petrolchimico. L’assenza di forti venti o di precipitazioni piovose prolunga invece il restare in sospensione di questi veleni.
Fino a nuovo ordine è previsto in città il divieto di circolazione per le vetture non catalitiche dalle ore 8 alle 18, anche al di fuori della zona blu. Ne restano esclusi i mezzi di soccorso e di pubblica utilità mentre ovviamente tutti i veicoli devono essere in regola con i controlli sui gas di scarico.
Una situazione, questa del superamento delle soglie limite, che ormai sta diventando una norma con l’afa estiva ma che a quanto pare tende adesso a diventare ricorrente anche d’inverno. Respiri corti e poco decisi allora nei prossimi giorni, in attesa che Madre Natura ripulisca l’aria che abbiamo inquinato e che finalmente si promuovano delle azioni efficaci per contrastare la produzione di polveri sottili alla radice
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Acque blu o acque grigie ?

scarico-targia.jpgSiracusa è di certo una città dai mille contrasti, specie se si parla di temi ambientali. Da un lato c’è la Siracusa ecologica: quella dove ha avuto luogo il G8 Ambiente e la città natale dell’attuale ministro dell’ambiente. Dall’altro è soffocata dai fumi del polo petrolchimico e perennemente a rischio a causa delle polveri sottili oltre ad essere agli ultimi posti in tutte le classifiche nazionali in tema di ambiente. Lo stesso contrasto lo si può rilevare in tema di mare. Anche qui, purtroppo, Siracusa è in grado di mostrare i due facce ben distinte: la zona sud con il mare premiato in passato con le bandiere blu o l’area marina protetta del Plemmirio e, poi, la zona nord dove ancora oggi vi sono scarichi fognari che sversano direttamente in mare.
Sembrano storie d’altri tempi, racconti degli abusi ecologici degli anni sessanta, eppure ancora oggi la città vanta uno scarico di acque reflue comunali in totale contrasto con ogni politica ambientale. Si tratta del famigerato scarico fognario di Targia, una tubazione che raccoglie gli effluvi di buona parte della zona nord della città e poi si immette tranquillamente in mare da una grossa tubazione a cielo aperto nei pressi della tonnara di Santa Panagia. Tra residui industriali e inquinamento batteriologico si può ben immaginare quale possa essere la qualità dell’acqua. Il Comune ha più volte invano promesso di allacciare le tubazioni all’impianto di trattamento delle acque sporche ma, ad oggi, lo scarico di Targia continua a sversare in mare. Questa situazione è stata anche denunciata da associazioni ambientaliste quali Natura Sicula e sembra che, sebbene con lentezza, qualcosina sul fronte dei lavori stia cominciando a muoversi sebbene non sarà mai abbastanza in fretta.
Nonostante ciò si mormora in città che vi siano almeno altri due scarichi “poco limpidi” nelle acque cittadine: nei pressi del porto piccolo ed in Ortigia nei pressi del castello Maniace.
Insomma Siracusa non smentisce purtroppo la propria doppia identità, neanche in tema di mare: acque limpide ed azzurrissime a sud della città e grigie ed impraticabili a nord.

Immagine: incredibilmente si incontrano anche dei pescatori allo scarico fognario di Targia (foto tratta dal sito di Natura Sicula)

Giardinetti pubblici: un lavoro svolto a metà

IMG_3592m_small.jpgDell’apertura dei giardinetti pubblici, i cosiddetti “villini” del foro siracusano abbiamo avuto occasione di parlare da poco. Il post pubblicato la scorsa settimana è stato (con gioia di chi scrive) smentito nei fatti dall’inaugurazione dei giardinetti finalmente ristrutturati.
Ad appena una settimana di distanza dalla restituzione alla pubblica fruizione di questo spazio dispiace però registrare  di già parecchie lamentele che lasciano intendere che ancora una volta un’opera meritoria è stata lasciata a metà. Non si intendono i lavori di riqualificazione che sono del tutto terminati e, almeno a parere del sottoscritto, anche con un risultato estetico molto gradevole. Ci si riferisce invece alla pessima gestione con cui fin dall’inizio stanno “ripartendo” i giardini di piazza Marconi.
Finalmente lo spazio verde è dotato di recinzione e di un cancello per impedire che come in passato possa diventare luogo di ritrovo di malintenzionati o peggio ancora luogo di spaccio.
Al contempo però la fruibilità è ridotta all’osso: soltanto la mattina fino alle ore 12, certamente poco per quello che dovrebbe essere un punto di ritrovo per bambini, studenti, pensionati e più in generale per la cittadinanza.
IMG_3599m_small.jpgStando alle lamentele registrate manca un servizio di custodia. Si tratta di un servizio essenziale per la struttura. Conoscendo la realtà cittadina si rischia purtroppo di ritrovare presto le strutture imbrattate o divelte dai soliti vandali di turno con un l’ennesimo spreco di pubbliche risorse.
Alcuni genitori hanno anche lamentato fin da subito una carenza di igiene e di pulizia delle giostrine dei bambini (anche questo risolvibile con dell’apposito personale addetto).
Infine l’irrigazione del verde. E’ stato predisposto un’apposito impianto che viene attivato negli orari di apertura trasformando i campi da gioco per i più piccoli in veri e propri campi per la “lotta nel fango”. Insomma, l’idea generale è di scarsa organizzazione e grande improvvisazione.
I giardinetti del foro siracusano sono un importante polmone verde nel cuore della città, uno dei pochi spazi attrezzati per i bambini ed anche un sito archeologico molto antico. Ancora una volta una delle scommesse di Siracusa si dimostra essere non soltanto inaugurare nuove strutture ma anche riuscire a pianificarne il funzionamento nel lungo termine evitando che spenti i riflettori e finita la festa iniziale in poco tempo quel che di buono è stato fatto divenga nuovamente inutilizzabile. E’ proprio di ieri la notizia che l’assessorato ai lavori pubblici a comunicato che si correrà presto ai ripari che prevede la presenza di due custodi, un orario di apertura più ampio e pulizie ad intervalli regolari. La speranza è che questi ottimi propositi vengano al più presto a concretizzarsi.

Foto: S.Leggio
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Il ritorno di “Siracusainbici”

bici.jpgSi svolgerà questa domenica, 15 novembre, la seconda edizione di “Siracusainbici”, una passeggiata in bicicletta per le vie cittadine promossa dalle associazioni Natura Sicula, Mountain Bike Club, Aretusa Bike FIAB, UISP per invitare all’uso di questo mezzo di trasporto ecologico e divertente.
La passeggiata è aperta a tutti ed è caldamente invitata la partecipazione dei bambini accompagnati dagli adulti. Punto di ritrovo e partenza sarà il cuore della borgata, Piazza Santa Lucia (raduno ore 9.30). Per partecipare è ovviamente necessaria una bicicletta propria. Quanti non la avessero potranno prenderla in prestito gratuitamente da “L’Ortigiano” in Ortigia,
bici2.jpg in Via Resa Libera, dietro la chiesa di San Paolo. Affrettatevi in quanto il numero di queste bici è ovviamente limitato.
Gli organizzatori invitano anche i partecipanti a seguire un comportamento rispettoso del codice stradale: mantenere la destra, rispettare le distanze e soprattutto non cambiare improvvisamente direzione. Nel corso della passeggiata è prevista anche una sosta ristoro presso “L’altro mercato”.
L’augurio di questo blog che la manifestazione possa vedere una numerosa partecipazione e ancora un altro auspicio che, in futuro ,anche il Comune possa supportare iniziative di questo genere. Passeggiate in bicicletta come questa, organizzate dalle associazioni sportive ed ambientaliste, sarebbero ad esempio un’ottima occasione per promuovere il servizio di bici in prestito GoBike attivato da pochi mesi dal Comune ma mai realmente decollato.

Per maggiori informazioni sull’attività di domenica è possibile consultare il sito dell’associazione Natura Sicula a questo indirizzo

Ambiente e solidarietà con un solo gesto

riciclo.jpgIn quanto a tematiche ambientali ed ecologiche la città di Siracusa non brilla di certo nel panorama nazionale: la raccolta differenziata stenta a decollare e nella classifica annuale di Legambiente sull’ecosistema urbano, quest’anno, la città si è posizionata al 92° posto su 103.
E’ pertanto con piacere che segnalo delle iniziative ecologiche volte al riciclo ma che, al contempo, mirano a sostenere dei progetti di solidarietà. La sede siracusana dell’associazione ambientalista Natura Sicula ha in questi giorni reso note ben tre iniziative che si stanno portando avanti: la raccolta dei tappi di plastica, degli olii esausti e dei cellulari usati.
I tappi di plastica in polietilene (PE) provenienti dalle bottiglie di plastica possono essere raccolti e poi consegnati presso la sede di Natura Sicula (Centro “Pio La Torre”, piazza Santa Lucia 24, ogni mercoledì dalle 18.30 in poi) o in alternativa al GAS “Grilli Aretusei” o al
Rotaract Club “Siracusa – Monti Climiti”. Grazie al coordinamento del COPE di Catania, nell’ambito del progetto “Una goccia d’acqua con un tappo” si finanzierà la costruzione di pozzi d’acqua in Africa, nello riciclo2.jpgstato della Guinea-Bissau per migliorarne le possibilità agricole e le condizioni igieniche. Inoltre, il fatto di raccogliere solo i tappi e non le intere bottiglie porta ad un riciclo ecologico di altissimo livello.
Per quanto concerne gli olii esausti il problema è costituito dal fatto che nella maggioranza dei casi questi, pur essendo altamente inquinanti, finiscono nei comuni scarichi. Consegnandoli invece a Natura Sicula verranno poi presi in consegna da una ditta specializzata che provvederà alla loro trasformazione in Biodiesel.
Il terzo fronte è quello che ci chiede di consegnare gli innumerevoli cellulari guasti o non più utilizzati che giacciono ormai nelle nostre case. Anche questi grazie all’iniziativa della parrocchia di San Paolo e del MAGIS verranno riciclati. Con gli introiti  derivati dal riutilizzo dei componenti dei cellulari si finanzierà la realizzazione di cucine solari in Ciad (si punta a 100 cucine che miglioreranno le condizioni di vita e, al contempo, ridurranno la desertificazione dovuta alla costante raccolta del poco materiale combustibile) e quella di un’ospedale per i bambini malati di AIDS in Kenya (si tratta del progetto della casa di accoglienza Nyumbani, gestita dal 1992 dai Gesuiti)
Con un piccolo gesto che a noi costa pochissimo abbiamo pertanto la possibilità di migliorare l’ambiente e sostenere dei progetti di solidarietà. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di Natura Sicula.

Immagini: Tappi di plastica da riciclare e il manifesto della campagna di raccolta cellulari del MAGIS

La Tonnara di Santa Panagia (3) e la pista ciclabile

ciclopista1.jpgEd eccoci ad un ulteriore appuntamento con la saga della tonnara di Santa Panagia. Questa volta volevo cogliere l’occasione per esprimere qualche pensiero sulla vicina e nuovissima pista ciclabile, attiva ormai da parecchi mesi.
In realtà la pista ciclabile siracusana che parte dal monumento ai caduti, vicino al convento dei cappuccini e dovrebbe giungere fino a Targia, all’estrema periferia nord della città, non ha mai avuto un’inaugurazione ufficiale. Questo, con ogni probabilità, perché non è mai stata del tutto ultimata e, a guardar bene, di tempo e di lavori ne occorreranno ancora tanti !
Nonostante ciò da parecchi mesi ormai a Siracusa ci si gode il primo percorso ciclopedonale che si sia mai visto nella secolare storia della città. Magari non sarà perfetto ma per gli appassionati di sport e per quanti vogliono semplicemente evadere dal caos cittadino è un luogo senza eguali a due passi da casa.
ciclopista2.jpgCerto, per onestà, bisogna anche dire che la possibilità di creare questo angolo ecologico a ridosso della città è solo il frutto di una serie di fortuite coincidenze e non di un’oculata progettazione ma poco importa, è il risultato che conta.
Per anni infatti la linea ferroviaria aveva stritolato la città fiancheggiandola lungo le sue alte scogliere. La presenza dei binari ferroviari ha altresì fatto da involontaria barriera all’espansione selvaggia delle costruzioni cittadine che si sono così mantenute ad una certa distanza dalla costa.
E’ stato così che, una volta terminata la variante ferroviaria e dimessa quella tratta, è stato possibile riutilizzare il vecchio percorso per nuovi scopi e Siracusa si è trovata ad avere quasi intatto uno stupendo sentiero che per chilometri costeggia il mare e subito a ridosso dei quartieri cittadini sfiorando luoghi stupendi come lo scoglio dell’elefante o, appunto, la baia dell’ex tonnara di Santa Panagia.
ciclopista4.jpgChe bilancio fare della nuova pista ciclabile a pochi mesi dalla sua inaugurazione a “furor di popolo” ?
Personalmente non mi sento di criticare né di elogiare: tanto è stato fatto ma ancora più rimane da fare.
Siracusa ha la sua prima vera pista ciclabile, ragionevolmente lunga e con un itinerario invidiabile. Si è riusciti a salvare l’ex linea ferrata dai progetti di realizzarvi una metropolitana di superficie e si favoleggia addirittura di prolungarla ancora per chilometri fino alla vicina Marina di Melilli, alla riserva Saline di Priolo ed al sito archeologico di Thapsos.
Il progetto della pista ciclabile è di quelli belli ed ecocompatibili: transenne in legno e riutilizzo dei vecchi pali ferroviari per realizzarvi un’illuminazione a retrò. Di contro dobbiamo registrare che dopo il G8 i lavori si sono praticamente fermati, che la paletteria richiederebbe costante manutenzione e che il sentiero andrebbe rinforzato ai bordi per non “disfarsi” durante la stagione delle piogge vanificando il lavoro.

ciclopista3.jpg

Tirando le somme un buon inizio direi ma adesso i cittadini aspettano una fine ancora migliore con una pulizia regolare della pista, l’eliminazione delle discariche lungo alcuni tratti del percorso, chioschi e panchine dove potersi concedere una sosta oltre che illuminazione e vigilanza per preservare la sicurezza ed il rispetto delle regole in questa nuova area di tutti.

Immagini: (1) Riutilizzo dell’ex linea ferrata come pista ciclabile; (2) Disfacimento del sentiero sotto l’effetto delle pioggie; (3) Lo spettacolare panorama della pista a ridosso della città; (4) Panoramica della pista nei pressi di Santa Panagia (Foto di S. Leggio)

 

La Tonnara di Santa Panagia 2

tonnara1.jpgCome promesso ritorniamo a parlare dell’area dell’ex tonnara di Santa Panagia, luogo dalle mille potenzialità su cui tanto si può e si deve scrivere.

Nell’articolo di oggi vorrei porre l’attenzione sull’edificio stesso che dà il nome a tutta l’area: la tonnara. Fino alla metà del secolo scorso la pesca del tonno era un’importantissima risorsa economica per l’economia siciliana e, per tale motivo, lungo la costa fiorirono numerosissime “tonnare” ovvero complessi di edifici costruiti in riva al mare che erano totalmente autosufficienti per la pesca. Le tonnare infatti comprendevano i ricoveri per le barche, i magazzini per le manutenzioni e per le reti, le abitazioni per i pescatori ed anche i locali dove si procedeva alla lavorazione del pescato per la sua conservazione. Nello specifico la tonnara di Santa Panagia, situata all’epoca a nord del centro abitato di Siracusa (oggi invece al limitare della città) era ricca e fiorente. Ha cessato le sue attività da oltre cinquant’anni ma gli edifici che la costituivano si conservano ancora in buono stato e sono collocati in uno dei luoghi  più suggestivi della scogliera siracusana costituendo un vero e proprio esempio di archeologia moderna.

tonnara3.jpgBasta osservarne le foto (o ancora meglio fare una passeggiata e vedere con i propri occhi) per rendersi conto di come la tonnara di Santa Panagia non possa che far volare la fantasia sui suoi mille possibili usi.

Ed è proprio per questo che da decenni questo luogo da valorizzare è divenuto un vero e proprio “buco nero” per le finanze regionali: amplissimi finanziamenti sono stati investiti e ancora non si vede un termine ai lavori. Sulla destinazione d’uso e sul futuro della tonnara si è detto e si è scritto di tutto: dal generico “contenitore culturale” al museo del mare alla più recente idea di museo paleontologico. Quest’ultimo progetto è il più recente (i quotidiani ne hanno parlato fino a pochi mesi fa) e permetterebbe di creare una struttura all’avanguardia dove conservare gli importanti resti faunistici provenienti dal territorio di Siracusa che al momento giacciono nei magazzini. Ricerche paleontologiche ad esempio hanno restituito dal territorio siracusano importanti scheletri di elefanti nani siciliani e di balene. In entrambi i casi specie estinte in antico. Il trovarsi a ridosso della costruenda pista ciclabile sarebbe poi un ulteriore punto di forza per l’ipotetica struttura.

Fin qui i sogni e le speranza ma, volendo andare nel concreto, ci si rende solo conto che gli innumerevoli fondi investiti negli anni passati nel restauro dell’edificio vanno di anno in anno vanificandosi nell’immobilismo delle tonnara2.jpgamministrazioni. La tonnara si trova a ridosso del mare e pertanto richiede una manutenzione costante, cosa che non viene fatta da tempo. La mancanza di custodia inoltre ha più volte permesso ai soliti vandali di compiere danni alle strutture. Si sorride (per non piangere) nell’osservare l’imponente recinzione realizzata a scopi protettivi che viene vanificata perché il lucchetto del cancello è stato scardinato da tempo senza che nessuno lo abbia sostituito. L’auspicio è di vedere nei prossimi anni un rifiorire della tonnara di Santa Panagia e frotte di visitatori arrivare fino in periferia per visitarla. Al momento però, nonostante le mille prese di posizione, non è dato di sapere nulla di certo. Una ricerca su internet per trovare informazioni dettagliate non permette di reperire date o progetti certi e questo non è certo un buon segnale. Recandosi sul posto, poi, lo stesso cartello dei lavori in corso presente sull’edificio, anzichè indicare dati precisi si rivela ormai essere soltanto un moncherino, distrutto da tempi immemorabili.

Immagini: Veduta della baia e della tonnara di Santa Panagia; Interno degli edifici della tonnara; Frammenti di cartello ricordano i lavori sull’edificio (foto di S. Leggio)

La tonnara di Santa Panagia 1

spanagia1.jpgLa piccola baia di Santa Panagia con la sua antica tonnara è senza dubbio uno dei tratti più celebri della costa siracusana. Sono in pochi a non conoscerla  per esperienza diretta o per averne letto sulle cronache dei giornali locali. Su questo piccolo tratto di costa infatti si è detto (e fatto) di tutto. Fiumi di inchiostro sono stati spesi e altrettanti se ne potrebbero ancora spendere per parlare della sua storia e del suo futuro. Ecco anche il perché della numerazione del titolo di questo articolo: la volontà di dedicare col tempo un ciclo di post all’argomento, affrontandolo in tutti i suoi aspetti.
D’altra parte il luogo lo merita: una piccola baia nella scogliera rocciosa con una minuta spiaggetta. I ruderi dell’antica spanagia2.jpgtonnara costruiti a strapiombo sul mare. Il profilo dell’Etna visibile in lontananza nei giorni sereni. A leggerla così sembra di descrivere un posto paradisiaco ma così non è in quanto bisogna poi scontrarsi con la cruda realtà: sotto il profilo dell’Etna lunghe file di petroliere attraversano il mare dirette alla zona industriale. Fare il bagno in quelle acque e del tutto sconsigliabile (anzi vietato) sia per l’inquinamento industriale che per l’incredibile scarico fognario che ancora oggi sversa direttamente in mare (anche se di mese in mese viene assicurato che ormai lo scarico ha i giorni contati). L’antica tonnara ? E’ realizzata in un posto suggestivo e potrebbe o vorrebbe essere un punto di riferimento importante per riqualificare quella zona della città. Si è parlato ad esempio di musei del mare e musei paleontologici ma, ad oggi, vi è solo una recinzione parzialmente divelta ed i soldi dei restauri recenti che mese dopo mese vengono vanificati dallo stato di abbandono. Le discariche abusive da bonificare sono poi in numero incalcolabile.
spanagia3.jpgInsomma oggi la baia di Santa Panagia è il luogo cittadino per eccellenza dove si scontrano bellezza naturale e scempio ambientale ma che, nonostante tutto, conserva un non so che di magico.
Ma soprattutto la zona della tonnara per Siracusa è una scommessa per il futuro, un banco di prova per la reale volontà della città di rimediare agli scempi del passato. Saranno i prossimi anni ed i progetti realizzati o abbandonati a dirci se la baia di Santa Panagia diverrà il vero simbolo della rinascita cittadina o rimarrà soltanto l’ennesimo emblema dei sogni mai realizzati.

Immagini: Natura e petroliere nella baia di Santa Panagia (foto di S.Leggio)

Siracusa secondo Il Sole 24 Ore

petrolchimico1.jpgIl sospetto che in quanto a qualità della vita Siracusa non fosse ai primissimi posti nel panorama italiano, in realtà, erano in molti ad averlo. Adesso però arrivano anche le conferme statistiche, numeri alla mano, pubblicate lo scorso lunedì dal giornale Il Sole 24 Ore.
Il famoso quotidiano economico ha deciso di indagare statisticamente sulla qualità della vita nelle province italiane. Fino ad oggi il riferimento più utilizzato è stato sempre il PIL (prodotto interno lordo) che, però, a detta di molti studiosi, non è in realtà rappresentativo in quanto si tratta di un indicatore che si basa puramente su dati economici mentre – parliamoci chiaro – la qualità della vita non si misura solo in termini monetari ma bisogna ben tenere in conto anche altri fattori. Sebbene non esista una “formula matematica” unanimemente accettata, gli studiosi di statistica sono abbastanza concordi nel ritenere che tra i dati fondamentali vi siano otto componenti: le condizioni di vita materiali della popolazione, la qualità dell’assistenza sanitaria, l’istruzione, le spese ricreative, l’inquinamento, la criminalità e l’impegno sociale. Proprio basandosi su statistiche in questi otto campi, Il Sole 24 ore ha pubblicato la propria classifica che vede Siracusa vittoriosa in negativo avendo conquistato il 103° ed ultimo posto.
petrolchimico2.jpgMa proviamo a scomporre questo valore per scoprire qualche dettaglio in più sulla vivibilità di Siracusa. Leggendo i dati vediamo ad esempio confermata la diffusa sensazione di sicurezza pubblica, ovvero pochi furti e rapine in città. Siracusa in questo caso è abbastanza in alto con il 33°posto su 103. Possiamo anche scoprire che l’indicatore di istruzione non è tra i peggiori visto che circa il 42% dei giovani tra i 19 ed i 25 anni è iscritto all’università (41° posto nazionale). Vi è però da dire che al di là dei numeri va in questo caso considerato come spesso gli studi rappresentino ormai una vera e propria alternativa alla mancanza di posti di lavoro.
A far “cadere in picchiata” Siracusa nella classifica del benessere sono invece valori come le condizioni di vita materiali (80° posto), le spese ricreative (67° posto), la sanità (97° posto) e, in particolar modo, l’inquinamento (101° posto) con un altissimo valore di emissioni di CO2. Viene amaramente da sorridere se si pensa che Siracusa è la città dell’attuale ministro per l’ambiente e che lo scorso aprile ha ospitato la riunione internazionale del G8 Ambiente. Cosa aggiungere a questi numeri ? Siracusa è un luogo meraviglioso, ricco di storia e con uno splendido paesaggio naturale e, nonostante ciò, è riuscita a guadagnare l’ultimo posto nella classifica nazionale della qualità della vita. Le statistiche parlano chiaro ed evidentemente il polo petrolchimico a ridosso della città non è ancora così ecologico come si vorrebbe fare credere. Le indicazioni operative allora ci sono tutte e non si può che sperare che siano di stimolo per un anno di lavoro che frutti in futuro una più dignitosa posizione in classifica.
Foto: il polo petrolchimico a nord della città (cortesia D. Mauro). L’articolo de Il Sole 24 Ore citato è consultabile anche online a questo indirizzo