I rifiuti come risorsa

rifiuti.jpgL’Italia ha decisamente un brutto rapporto con i rifiuti. Le immagini dei cumuli di rifiuti a Napoli, di recente di grande attualità, e le condizioni non molto migliori di tante altre città, fanno capire subito che qualcosa nel meccanismo non funziona.
E cosa dire di Siracusa ? Siracusa è una città a grande rischio in tale ambito e, sicuramente, non riesce ad utilizzare i propri rifiuti come risorsa. Ne è una prova il fatto che la TARSU, la tassa sui rifiuti urbani, è tra le più elevate del nostro paese. Di fronte all’ingente balzello pagato dai cittadini, Siracusa dovrebbe splendere ma, ben sappiamo, che non è propriamente così. Il pericolo dei mucchi di rifiuti è stato più volte scongiurato ma aleggia sempre nell’aria e un possibile cambio del gestore dei servizi non lascia presagire nulla di buono. In più c’è la questione della raccolta differenziata che, per i Siracusani, è sempre stata un mistero. Da diversi anni ormai, in città, oltre ai trazionali contenitori generici, campeggiano i colorati contenitori per vetro, plastica e carta. In tanti, con entusiamo e buona volontà, si sono dati alla differenziazione ma, probabilmente, inutilmente. Da quanto sempra di capire (ma i meglio informati sono sempre invitati a dare ulteriori precisazioni nei commenti), la raccolta differenziata a Siracusa non esiste e pertanto, prima o poi, quanto il cittadino ha differenziato, tornerà nel mucchio della spazzatura comune. Eppure tanta città virtuose, tra cui la vicina Noto, proprio grazie alla raccolta differenziata riescono a migliorare costi e ridurre tasse. Dopo mesi e mesi di discussioni è finalmente partita sperimentalmente la raccolta differenziata porta a porta nella frazione di Cassibile: ancora solo una piccolissima goccia rispetto all’intera città.


Bici in campo per m’illumino di meno

lampadine.jpgSi rinnova anche per il 2011 l’appuntamento con la manifestazione nazionale “M’illumino di meno“. Si tratta di un’iniziativa lanciata dal programma radiofonico RAI Caterpillar per sensibilizzare sul tema del risparmio energetico. Lo scopo è di fare capire che con pochi ma intelligenti atteggiamenti portati avanti da tutti, sul pianeta si avrebbe un enorme risparmio energentico con un grande beneficio ambientale. Tra gli atteggiamenti positivi vi è sicuramente l’illuminare di meno ovvero soltanto dove e quando serve senza sperperare inutilmente illuminazione ed energia.
A Siracusa, in occasione di “M’illumino di meno” verrà organizzata una biciclettata ecologica che partirà venerdì 18 febbraio, alle ore 17 dal Molo San Antonio. L’itinerario che i mezzi a due ruote percorreranno prevede poi Corso Umberto, il Foro Siracusano, Corso Gelone, Piazza Adda per poi rientrare verso il centro storico di Ortigia ed arrivare in Piazza Duomo intorno alle ore 19.
Quest’anno, in concomitanza con i 150 anni dall’unità d’Italia, la carovana di biciclette sarà decorata con motivi tricolore sulle biciclette e sui fanali. Il momento simbolicamente più importante sarà l’arrivo in Piazza Duomo quando verrà spenta l’illuminazione pubblica lasciando solo la suggestiva luce delle biciclette.

 

Il ritorno del Go-bike

Tra le prime novità che si registrano in città con l’arrivo del 2011 vi è quella del ritorno del Go-bike. Da circa due settimane è infatti tornato in attività il servizio di bike sharing cittadino.
Dopo le difficoltà registrate in passato con la gestione in appalto, il comune ha fatto sapere che intende adesso gestire il servizio 2090338814.jpgdirettamente. Tornano quindi in funzione le 15 postazioni per il prestito delle bici dislocate nei punti strategici della città. Presso gli stalli sono tornate a far bella mostra di sè le biciclette, ancora non tutte (una novantina ma si pensa di portarle ad oltre 120) ma è già un inizio.
Certamente la strada da fare per poter immaginare Siracusa come Pechino -ricolma di mezzi a due ruote che sfrecciano avanti ed indietro- è ancora tanta ma, registriamo positivamente il ritorno di questo servizio.
Il primo passo è fatto ma tanto lavoro rimane ancora e non soltanto da un punto di vista tecnico e logistico. Per poter aspirare ad una Siracusa più ecologica e che faccia uso della mobilità alternativa bisogna adesso lavorare tanto sulla sensibilizzazione delle persone. Appena pochi giorni fa è giunta la notizia che dei vandali hanno danneggiato una parte delle biciclette durante la sosta notturna. E’ positivo in questo annotare che le telecamere hanno registrato il gesto e si spera di poter risalire agli autori del danneggiamento. Bisogna pertanto lavorare per sensibilizzare al rispetto della “cosa comune” e, dispiace dirlo, prevenire o punire severamente gli atti vandalici.
Tanto può fare il comune nel rendere il Go-bike veramente conveniente e competitivo nel panorama del traffico cittadino. In primo luogo rendere il servizio accessibile. Nella vecchia edizione riuscire a farsi “tesserare” era particolarmente difficoltoso e addirittura quasi impossibile per i turisti. Da dicembre sono attivi due punti vendita (bar in Corso Umberto ed alla zona archeologica) ove è possibile ritirare le tessere. Un buon inizio che dovrebbe proseguire con la possibilità di acquistare le tessere Go-bike presso ogni stallo. E poi, perchè non immaginare lungo le principali arterie cittadine o sui marciapiedi più grandi delle corsie apposite per le bici ? Poco spazio si toglierebbe alla viabilità stradale e tanto si guadagnerebbe in sicurezza evitando che i ciclisti effettuino pericolosi slalom tra le automobili. Insomma, adesso che cominciano ad esserci i mezzi tecnici non bisogna dimenticare l’aspetto promozionale. Siracusa soffoca nelle polveri sottili a tal punto che a norma di legge si dovrebbe ripetutamente bloccare il traffico automobilistico. Il comune potrebbe prevenire e regalare delle boccate d’aria alla città organizzando con le tante associazioni ambientaliste e sportive delle giornate dedicate alla mobilità alternativa e che incentivino l’uso del bike sharing.
Utopie ? Può darsi ma siamo ancora agli esordi di questo 2011 ed è anche bello cominciare l’anno con una ventata di ottimismo che faccia sperare in un nuovo corso per la nostra vecchia Siracusa.


Riscoprire il Ciane

ciane3.jpgIl fiume Ciane rappresenta senza dubbio uno degli angoli naturalistici più celebri di Siracusa ma, al contempo, meno frequentati dai Siracusani. A fronte delle numerose barche colme di turisti che, specialmente in primavera, risalgono il corso del fiume per vedere il leggendario papiro, in genere, noi Siracusani, adottiamo la filosofia del “è così vicino da poterci andare quando voglio”, salvo poi non concretizzare mai tale proposito.
Eppure ne vale proprio la pena, specie in primavera ed autunno, quando il clima è più mite. In pochi minuti di automobile si può raggiungere a scelta la foce del Ciane, sul porto grande, la fonte oppure la parte centrale del corso d’acqua, all’altezza delle chiuse.
Oltre al tradizionale giro in barca gli amanti della natura potranno fare lunghe e piacevolissime passeggiate sulle rive ombrose del fiume. L’intera area del Ciane è una riserva naturale dal 1984 creando così un ambiente protetto e tranquillo alle porte della città. Oggi la riserva è gestita dalla provincia regionale che ne cura la sorveglianza e la manutenzione anche se, a dire il vero, con alcuni ulteriori piccoli interventi si potrebbe migliorare la ciane4.jpgqualità  della riserva rendendola un vero e proprio fiore all’occhiello, al pari della vicina Vendicari.
Dalla foce è possibile raggiungere le vicine saline abbandonate ed i pantani che sono dimora di numerosi uccelli acquatici. Un sentiero attrezzato, cartellonistica e capanni di osservazione potrebbero ulteriormente completare questa zona insieme all’utilizzo degli edifici abbandonati delle saline.
Dalla fonte del Ciane invece è possibile fare una piacevolissima passeggiata a piedi fino alle chiuse, dove sorge una vecchia vasca di decantazione dell’acqua, creata negli anni sessanta. Tale struttura, di supporto all’industria, è oggi in stato di abbandono e la natura che lentamente ciane5.jpgsi riappropria del territorio, crea un’atmosfera estremamente suggestiva. Lungo l’intero corso del fiume i tanti ponticelli e la fitta vegetazione di papiro creano un romantico angolo di paradiso, reso ancora più piacevole, come detto, dalla scarsa presenza di visitatori ed escursionisti.
Anche in questo caso, tanti piccoli interventi potrebbero ulteriormente migliorare la qualità della riserva. A partire dal casotto posto alla fonte e tuttora privo di guardiani o personale per le informazioni. La presenza di indicazioni sulla flora e sulla fauna migliorerebbero l’aspetto didattico e comode panchine permetterebbero di riposarsi. Se poi a tutto questo si aggiungesse un’accurata e costante manutenzione della fitta della vegetazione, la riserva Ciane, nulla avrebbe da invidiare alle più belle aree naturalistiche siciliane.

Immagini: Le chiuse del Ciane, la fonte ed il casotto inutilizzato (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

 


 


La pista ciclabile dimenticata

ciclopista1.jpgOgni lavoro è ormai fermo da tempo nè si ha alcuna notizia di ulteriori interventi programmati o di prossime migliorie. Quella a cui ci si riferisce è la bella e lunga pista ciclabile che percorre la costa siracusana sul tracciato della ex ferrovia.
Apprezzata da tantissimi cittadini, amanti delle due ruote, dello jogging o semplicemente delle passeggiate, la pista ciclabile venne aperta in occasione del G8-Ambiente svoltosi a Siracusa. In concomitanza con l’inizio del summit i lavori ebbero una notevole accelerazione che portarono l’area ciclabile ad uno stato funzionale per la sua fruizione. Poi, passato il vertice, purtroppo, è calato il silenzio sulle intenzioni del comune di eseguire ulteriori lavori che terminassero la pista. Intendiamoci, i Siracusani, da sempre, si accontentano di poco e già così sono in tanti a frequentarla ed utilizzarla assiduamente ma, per molti versi, il percorso verde sembra totalmente abbandonato a se stesso.
SIC-IMG3233m.jpgLa pista non ha mai avuto un’inaugurazione ufficiale e l’illuminazione, prevista sugli antichi pali ferroviari, non è mai stata realizzata. Non è dotata di verde pubblico se non la vegetazione spontanea che cresce ai suoi margini. I fiori, piantati in occasione del G8, non avevano un impianto di irrigazione e, ben presto vennero meno.
E ancora, non vi sono cartelli che ne indichino il percorso o i varchi di accesso così come è praticamente priva di vigilanza e, pertanto, percorsa a volte anche da ciclomotori.
Insomma, un grande progetto per la città che, però, ancora una volta sembra essersi arenato nell’immobilismo. Eppure tanto si potrebbe fare per renderla un “fiore all’occhiello”. Delle panchine lungo il percorso verrebbero ad esempio apprezzate dai pedoni o cartelli indicandi le zone panoramiche o archeologiche di maggior interesse, la renderebbero ancora più di pregio. Ma al momento è tutto fermo per questa pista ciclabile, adottata fin da subito dai Siracusani ma altrettanto velocemente dimenticata dall’amministrazione.

Immagini: alcuni scorci della pista ciclabile (Foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

 


La città del cemento arriva sul TG3

Fortunatamente, l’attenzione, sul rischio non indifferente che Siracusa diventi “la città del cemento“, continua a rimanere alta. Il soprannome, tutt’altro che inappropriato, è stato dato alla città aretusea dal comitato SOS-Siracusa che raccoglie ormai una cinquantina di associazioni locali oltre a numerosi privati cittadini. Benvenuti nella città del cemento infatti è il titolo di una serie di piccoli documentari amatoriali realizzati dal comitato per sensibilizzare la cittadinanza alla difesa dello splendido tratto di costa, detto della “Pillirina“, su cui si vorrebbe costruire un mega-villaggio turistico.
Le proteste negli ultimi mesi sono state numerose e, di fronte a non poche difficoltà mosse dalla politica locale, per cambiare il PRG (Piano Regolatore Generale), si sta giustamente puntando ad un’ampia azione promozionale, anche su scala nazionale, per far conoscere il rischio ambientale corso dalla città.
maiorca.jpgUn nuovo importante successo si è recentemente aggiunto all’azione di SOS-Siracusa. Anche il TG3 di domenica ha infatti posto la sua attenzione sull’argomento, dedicando alla “Pillirina” un servizio nell’edizione nazionale delle 19. Nel corso del servizio, il campione sportivo Enzo Maiorca, vero personaggio-simbolo in questa battaglia ambientale, ha spiegato le ragioni della protesta. Per quanti volessero vedere il servizio in questione, è possibile visionarlo online negli archivi del TG3.
Sono veramente in tanti, personaggi noti ma anche cittadini e turisti a sperare in un’inversione di rotta. Interessanti testimonianze si possono avere anche visionando anche i quattro documentari dal titolo “Benvenuti nella città del cemento” citati precedentemente. Informazioni e link ai documentari sono disponibili sul sito di SOS-Siracusa.
Purtroppo non vi sono ancora notizie certe sulle decisioni che verranno prese in merito al futuro urbanistico di quel tratto di costa. E’ di recente istituzione un tavolo tecnico sull’argomento che però ancora non ha fornito responsi definitivi. Sarà pertanto nei prossimi mesi che si giocherà la partita per le sorti della “Pillirina”.

Immagini: un momento dell’intervista allo sportivo Enzo Maiorca, nel corso del servizio sul TG3


Solo novantesimi nella classifica dell’ambiente

industrie.jpgAnche quest’anno, il prestigioso quotidiano Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’annuale classifica sulla qualità dell’ambiente nelle città italiane, realizzata con la collaborazione di Legambiente e dell’istituto di ricerche Ambiente Italia. Rispetto al 2009, Siracusa guadagna tre posizioni ma, in realtà, c’è poco da rallegrarsi considerando che la città sede del G8-Ambiente si posizona globalmente soltanto al 90° posto su 103.
Ma, con esattezza, cosa ci dice questa classifica ? Proviamo a leggere un po’ con gli occhi del cittadino, i parametri che hanno portato a questa sintesi.
Il primo dei valori presi in esame è la qualità dell’aria, legata in particolar modo alla presenza di polveri sottili PM10. Se proprio pochi giorni fa, su questo stesso blog, si era messo in risalto come l’allarme PM10, sebbene poco dibattuto, fosse tutt’altro che superato, eccone purtroppo una triste conferma con il poco ambito ultimo posto in classifica, conquistato da Siracusa con ben 51,5 microgrammi/mc di media annua contro gli appena 16 della virtuosa Matera. In compenso va un po’ meglio per quanto riguarda le concentrazioni di ozono (27° posto).
Il secondo parametro della classifica riguarda l’acqua potabile. Vengono presi in considerazione vari fattori tra cui le perdite nella rete idrica e la capacità di depurazione. Mentre Siracusa vanta una capacità di depurazione media, sono invece le perdite di rete a fare cadere in classifica, in questo caso. La rete idrica cittadina ha sicuramente bisogno di un sostanzioso rinnovamento come provarono anche i continui disservizi idrici che caratterizzarono l’estate 2009.
Altro nodo critico e che è stato più volte messo in risalto nelle cronache locali, riguarda i rifiuti solidi. A fronte di un 60° posto nella quantità di rifiuti prodotti, Siracusa si posiziona al 102°posto sul 103 in quanto a raccolta differenziata (appena il 3,8%). Putrtroppo, nonostante sia stato più volte annunciato come imminente, ancora oggi, il servizio di raccolta differenziata porta a porta non riesce a partire neanche in via sperimentale.
Ulteriore parametro esaminato dalla classifica ambientale è la mobilità sostenibile che tiene conto del tasso di motorizzazione (il numero gobike2.jpgdi auto ogni 100 abitanti) e dell’offerta in termini di trasporto pubblico. Qui Siracusa si piazza in un 60° posto che potrebbe anche accontentare qualcuno ma, a ben vedere, ci si accorge che, nelle voci relative al trasporto pubblico, anzichè le cifre, risultano due  tristi “dato non disponibile” che pertanto falsano il posizionamento. Resta il fatto che al di là delle quantizzazioni numeriche, sicuramente, il servizio di trasporto pubblico urbano non è uno dei fiori all’occhiello della città.
Nella voce ambiente, il 70° posto in classifica si basa invece su dati arretrati, quelli del 2008. Le quattro voci attenzionate comprendono le piste ciclabili (forse l’unico vero passo in avanti della città), il verde urbano e le zone a traffico limitato. Proprio la ZTL in Ortigia è stata al centro di polemiche negli ultimi mesi, sia per una sua ridefinizione mai avvenuta, che per la sua scarsa applicazione a causa della mancanza di personale per il controllo.
La miglior posizione globale in classifica (5° posto), la nostra città se la aggiudica in materia di energia, voce che comprende i consumi elettrici ma anche la presenza di impianti solari sugli edifici comunali.
Insomma, a esaminare nel dettaglio le ragioni di questo pessimo piazzamento in classifica, nulla di nuovo spunta fuori per quanti vivono quotidianamente la città. Qualità dell’aria, trasporto pubblico, raccolta differenziata, verde ed isole pedonali si confermano il “tallone d’Achille” di Siracusa. Proprio per questo motivo sarebbe l’occasione buona per le amministrazioni locali per prendere di petto la situazione e, approfittando anche dell’indubbio apporto che un ministro dell’ambiente nativo della nostra città può dare, risolvere ad uno ad uno i problemi di sempre. Così come Siracusa, nell’ultimo anno, ha avuto un deciso miglioramento in quanto a piste ciclabili, nulla impedisce un’analoga svolta in tutti gli altri settori ambientali che possa portare in futuro ad un piazzamento più dignitoso (ma soprattutto più salutare) in questa ricorrente classifica annuale.

I dati completi dell’inchiesta sono visionabili sui siti del Sole 24 Ore e di Legambiente. Immagini: zona industriale e stalli vuoti del bike-sharing (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Il punteruolo rosso sbarca in città

palme.jpgEd infine, il punteruolo rosso, è sbarcato anche a Siracusa. Per quanti non ne avessero sentito ancora parlare, specifichiamo che dietro questo inquietante nome si nasconde un insetto, grande pochi centimetri, innocuo per l’uomo ma assolutamente micidiale per le palme.
Immagino già qualcuno di voi storcere il naso, pensando che questo punteruolo non potrà poi essere più fastidioso delle mosche o delle zanzare che ogni estate ci assillano.
Invece, l’invasione del Rhynchophorus ferrugineus -per volerlo chiamare col suo nome completo- ha raggiunto in Sicilia ormai livelli preoccupanti per il verde pubblico che, sicuramente, non è mai stato un fiore all’occhiello della nostra regione.
Il punteruolo è una specie esotica, di origini asiatiche che solo nel 2004 ha messo piede in Italia e da allora ha continuato la sua avanzata  in maniera inesorabile. L’insetto e le sue larve infatti vivono e si nutrono di palme. Scavano un foro e nidificano all’interno svuotandole letteralmente senza che inizialmente, da fuori, ci si accorga di nulla. Soltanto in fase avanzata le foglie cominciano ad allargarsi prendendo una strana punteruolo.jpgforma. La difficoltà nell’individuare la sua infestazione, unita alla mancanza di predatori naturali hanno determinato il grande successo della sua avanzata. La palma, al termine, crolla improvvisamente. E’ una sorte che è già toccata a numerose piante storiche di vari giardini pubblici siciliani. La provincia siracusana, finora, era stata relativamente risparmiata dall’infestazione del punteruolo ma, ultimamente, anche da noi ne sono stati segnalati casi, fino al più eclatante, la scorsa settimana, in Ortigia.
Nel cuore del centro storico, in via del Consiglio Reginale, una delle palme che adornano la piazzetta è risultata essere infestata dal parassita. Immediata è stata la decisione dell’intervento. Questo infatti deve avvenire seguendo determinate procedure per evitare l’ulteriorel diffondersi dell’infestazione.
Putroppo non tutto è andato per il verso giusto e, al momento di rimuovere la palma infestata, un nugolo di insetti è volato via in ogni direzione. Una pessima notizia questa che costringerà a tenere ancora maggiormente d’occhio le piante della città e ad intervenire tempestivamente per frenare la voracità del punteruolo. Varie splendide ed alte palme da numerosi anni abbeliscono gli angoli di Siracusa. Sarebbe un vero peccato se per incuria o disattenzione dovessero finire irrimediabilmente preda del famigerato punteruolo.


C’è un che di grigio nell’acqua

targia1.jpgAvete mai provato a fare una passeggiata lungo la nuova pista ciclabile, magari nel suo ultimo tratto, quello che oltrepassa l’antica tonnara di Santa Panagia ?
La vista è suggestiva: nonostante la soffocante presenza del polo petrolchimico, il mare sottostante la scogliera appare di un blu profondo e, nelle giornate più chiare, la sagoma dell’Etna appare all’orizzonte.
Seguento il percorso della pista ciclabile si può oggi arrivare fino all’estrema periferia di Siracusa, contrada Targia. Ed è lì che, purtroppo, balzerà subito agli occhi un’altra delle note stonate nei problemi ambientali della nostra città.
Subito sotto la pista ciclabile, si trova una piccola spiaggia e, accanto ad essa, una tubazione che riversa in mare acqua grigiastra. Si tratta del famigerato scarico fognario di Targia che, negli ultimi anni, ha numerose volte tenuto banco sui giornali locali. Si tratta infatti di uno scarico fognario “regolare” che raccoglie le acque della zona nord e le riversa in mare senza alcun tipo di trattamento. Il comune ha più targia3.jpgvolte promesso un tempestivo allaccio all’impianto di depurazione per risolvere definitivamente la questione. Purtroppo, a più riprese, le scadenze date sono state disattese ed i lavori incominciati non sono stati terminati (arrecando tra l’altro anche danni non riparati alla nuova pista ciclabile, a detta dei residenti). Ultima promessa era il termine dei lavori per la fine del mese di giugno di quest’anno ma, come alcuni rappresentanti locali hanno denunciato, tutto è di nuovo fermo.
targia2.jpgLa situazione è alquanto grottesca per diverse ragioni. Inutile dire che sembra incredibile che ancora oggi un comune possa scaricare le acque nere in mare senza alcun trattamento, aggravando il danno ambientale in una zona gà duramente provata dalla presenza delle industrie. Un altro punto, collaterale ma non per questo meno grave, legato a questa vicenda, è la massiccia presenza di pescatori. Come è facile immaginare parecchi pesci, attirati dal mangiare abbondante, sebbene tutt’altro che salutare, arricchiscono le acque della zona e, di conseguenza, richiamano frotte di pescatori. Questi, giornalmente, favoriti anche da una totale assenza di controlli, frequentano la zona portando a casa un ricco pescato che in molti temono possa finire sul piatto di qualche ignara famiglia siracusana.

Immagini: lo scarico fognario di Targia ed i numerosi pescatori che affollano la zona (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Un talk-show in piazza sulla cementificazione selvaggia

piazza-archimede2.jpgOrmai da diversi mesi, numerose associazioni locali ma anche singoli cittadini, hanno lanciato l’allarme sulla nuova cementificazione a cui si sta assistendo a Siracusa. Il fatto che anche un prestigioso quotidiano nazionale come il Corriere della Sera abbia rilanciato la notizia e la nascita di un comitato di unione delle varie voci ha però fatto sì che finalmente si innalzasse in città un vero e proprio “polverone”. Dopo l’intervento di nomi celebri della città quali lo sportivo  Enzo Maiorca o il critico d’arte Paolo Giansiracusa, si è tornati anche a voler rivedere con spirito critico il piano regolatore approvato pochi anni fa e che, a detta di molti, mal risponderebbe agli interessi comuni della città.
Su quest’onda, per questa sera, in Piazza Archimede, in Ortigia, è stata organizzata un’interessante serata-dibattito. Si tratterà di un vero e proprio talk-show all’aperto, avente come tema il PRG e la cementificazione di Siracusa. La discussione potrà essere seguita oltre che dai presenti anche in  TV grazie alla trasmissione in diretta sul canale locale Teleuno Tris e su internet, in streaming.
L’inizio del talk-show è previsto per le ore 20.30. Oltre a vari ospiti del mondo culturale, politico e musicale locale, è prevista la possibilità di aprire un vero e proprio dibattito tra i rappresentanti politici cittadini che vorranno partecipare, le associazioni ed i singoli cittadini. Si potrà intervenire direttamente da Piazza Archimede o anche telefonicamente da casa, per far sentire la propria opinione.
Informazioni aggiornate sull’evento sono reperibili sul sito www.sos-siracusa.org