L’odissea-autobus

Che tristezza dover girare con i mezzi pubblici a Siracusa !
bus1.jpgNon vi sono dubbi che uno dei più grandi problemi che affliggono la città è il traffico. Le strade nelle ore di punta diventano dei veri e propri “catenacci” nei quali è impossibile andare avanti o indietro. I tempi per andare da un punto all’altro della nostra piccola cittadina sono degni di una grande metropoli. La qualità dell’aria è pessima anche a causa dei notevoli gas di scarico, prova ne sono gli alti valori di PM10 nell’aria.
Un efficace servizio di trasporto urbano sarebbe pertanto in grado di migliorare di molto la qualità di vita della città ma, allo stato attuale, è praticamente un’utopia.
Provate anche voi a viaggiare per scelta con i mezzi pubblici e, nel giro di un paio di giorni, converrete che può essere una scelta dettata solo dalla necessità. I mezzi nella maggior parte dei casi sono vecchi, sporchi e rumorosi. La climatizzazione praticamente inesistente si traduce in temperature infernali d’estate e gelide d’inverno. La maggior pecca del sistema di trasporti urbano però è la completa disorganizzazione. Le corse per le varie tratte sono poche. Dover attendere trenta, quaranta o sessanta minuti la “corsa giusta” comporta che chi può automaticamente eviti il trasporto urbano optando per le automobili.
Ulteriore problema è la puntualità inesistente. A fronte delle poche corse, il cittadino volenteroso potrebbe ovviare con una pianificazione dei propri spostamenti da “orologio svizzero”… sempre che l’orario dei passaggio dei bus avesse una qualche periodicità conosciuta. Già, perchè i cartelli degli orari dei pullman sono un altro mistero della nostra Siracusa. Esiste un orario di partenza dal capolinea ma da decenni vengono invano chieste delle tabelle che indichino l’orario di passaggio alle singole fermate. Operazione peraltro difficile da effettuare perchè in città sono quasi inesistenti le corsie preferenziali per gli autobus che così rimangono a loro volta bloccati nel traffico urbano a tempo indeterminato e perdendo un altro vantaggio dei servizi pubblici.
bus2.jpgDa un paio di mesi il Comune e l’azienda trasporti sono però ai ferri corti. La questione è la mancanza di fondi in quanto l’azienda trasporti afferma che gli introiti dei biglietti sono troppo scarsi e i contributi regionali troppo ridotti per il servizio e pertanto minaccia di ridimensionarlo o sospenderlo alla fine di quest’anno. Di fronte a quanto detto sopra pare evidente che non rimane molto da ridimensionare in un servizio che allo stato attuale è praticamente inesistente. E’ facilmente verificabile che a Siracusa quasi nessuno timbri il biglietto ma d’altra parte basterebbero pochi controllori sui mezzi per invertire questa tendenza e recuperare utili risorse economiche. Insomma, ancora una volta i Siracusani non  chiedono certo miracoli. I bus di ultima generazione ed i tempi di percorrenza precisi al secondo li lasciamo al Giappone o alla Svizzera. Molto spesso però con un po’ di buona volontà e con quel che si ha si può già far bene. Ottimizzare le corse, vegliare sulla puntualità, pulire i mezzi sarebbe già una grande conquista e come d’incanto il pullman potrebbe diventare un mezzo di trasporto alternativo nella nostra città e non un’odissea per gli utenti.
Vedremo se l’anno che verrà porterà delle novità. Anche l’assessorato comunale ai trasporti sembra essere sul “piede di guerra”. L’assessore al ramo ha recentemente comunicato che il servizio è del tutto inadeguato e che il Comune intende prendere la situazione di petto. Si ipotizza una risoluzione anticipata delle convenzioni ed una nuova azienda municipalizzata di trasporti. Oltre a questa da subito nuove fermate e pensiline ed un’inversione di tendenza che dia a Siracusa un servizio di trasporto pubblico degno di una città turistica come si vanta di essere.

Il sogno autostrada

primosole.jpgSembra che alla fine il gran giorno sia veramente vicino ! Il gran giorno delle infrastrutture siracusane intendo, quello dell’inaugurazione della nuova autostrada Catania-Siracusa.
Se si pensa che il progetto del collegamento autostradale tra i due capoluoghi risale agli anni sessanta e che fino allo scorso anno era attivo solo un malconcio asse attrezzato da Siracusa alla vicina Augusta, si può ben dire che l’apertura dell’autostrada sarà un evento campale per la nostra provincia.
D’altro canto la quantità di persone e merci che giornalmente si spostano sulla vecchia strada statale (anche come conseguenza della quasi inesistenza dei collegamenti ferroviari) da e per Catania ha portato ormai al limite delle sue capacità suddetta strada rendendo l’autostrada una urgente necessità. Penso che non vi sia automobilista siracusano o catanese che non si sia trovato almeno una volta per chilometri dietro una colonna di due-tre autocisterne provenienti dal polo petrolchimico senza poter sorpassare. E, di contro, quante situazioni pericolosissime si venivano a creare a causa di automobilisti e centauri impazienti che  azzardavano sorpassi a camion e furgoni solo per guadagnare pochi minuti.
Insomma, pochi giorni e anni di colonne a passo di camion andranno nel dimenticatoio, sorpassi pericolosi in curva verranno archiviati così come le infinite code nei pressi delle zone balneari nella stagione estiva.
Un assaggio di autostrada in realtà lo abbiamo già avuto: dalla scorsa estate, complice il Ponte Primosole pericolante, è stato aperto in anticipo il tratto lentinese dell’infrastruttura. E così, a migliaia, abbiamo potuto assaporare la qualità, la velocità e la sicurezza di una Vera autostrada che, stando ai comunicati dei progettisti, è  all’avanguardia in Europa per costruzione e controlli.
Oggi la ditta che ha eseguito i lavori li chiuderà definitivamente per “passare la palla” alla burocrazia. Resta ancora da definire la data esatta di apertura (probabilmente la prima metà di dicembre) in quanto si vocifera (e neanche tanto) che l’intenzione è quella di rinviare il taglio del nastro per permettere la partecipazione all’evento di autorità di vario livello.
Noi automobilisti-pendolari indifferenti a feste e parate e agognando l’autostrada contiamo i minuti che ci separano dalla fine di decenni di disagi. Evviva la nuova autostrada ma cosa poi ci sia da festeggiare per un’opera pubblica inaugurata con quasi cinquant’anni di ritardo sui tempi previsti… è tutta un’altra storia.

Foto da: wikipedia.sapere.virgilio.it

Siracusa, un’isola nell’isola ?

sr_chiusa.jpgChe la Sicilia fosse un’isola è cosa certa e assodata da tempi immemorabili. Quel che però viene da pensare in questi giorni è che la stessa Siracusa pian piano stia diventando un’isola. Non si parla del centro storico di Ortigia ma, in senso metaforico del sempre maggiore isolamento a cui la città viene sottoposta.
Basta leggere i giornali e seguire i tg locali per rendersi conto della lenta e apparentemente inarrestabile opera di riduzione dei collegamenti pubblici che è in corso.
Da settimane il principale asse viario, quello con Catania, funziona a regime ridotto a causa delle condizioni di pericolosità del ponte Primosole di cui si è già parlato in questo blog. Con puntuale periodicità i treni diretti a Siracusa vengono ridotti, tanto che si parla di declassare la stazione dalla categoria “di testa” a semplice “bretella” e la scorsa settimana è stato comunicato che la stazione chiuderà durante la notte. I collegamenti navali languono da tempo, bisogna riportare indietro la memoria di decenni per ricordare il servizio di traghetti che approdava a Siracusa. Di questi giorni è poi la notizia che la regione non ha predisposto i finanziamenti necessari per il trasporto autobus. Insomma, il servizio di pullman urbani ed interurbani che già è stato ridotto, rischia pesanti sospensioni dal mese di settembre. Questa la situazione dell’amata città d’Aretusa per quanto riguarda i trasporti ma anche altri settori non ridono sicuramente, basti pensare alle annunciate riduzioni nella sanità: posti letto ed ambulanze e all’università, a Siracusa ancora a rischio chiusura.
E’ vero che in  questi mesi sono state lanciate anche meritorie iniziative: il bike sharing, la pista ciclabile, il treno del barocco per dirne alcune ma, sicuramente, occorre ben altro sforzo per risollevare la città da questa lenta agonia.

Foto tratta da: wikipedia.sapere.virgilio.it

La prova del treno

stazione.jpgSe recentemente ci siamo soffermati sull’incubo traffico che in questi giorni si registra con la parziale chiusura del ponte Primosole, oggi diamo spazio ad una diretta conseguenza di questi disagi: la riscoperta della stazione ferroviaria.
Proprio così, dopo anni di abbandono, le persone che devono recarsi a Catania o comunque in direzione nord, stanno ricominciando ad affollare la cara vecchia stazione di Siracusa.
Potrebbe sembrare un romantico ritorno al passato ma in realtà così non è. Fin dal primo impatto ci si rende conto del perché la stazione siracusana ormai da lungo tempo era stata posta nel dimenticatoio dai cittadini. I treni sono pochi – sempre meno nel corso degli anni, in un’aria di generale decadenza – e poche persone, si sognano di usufruire del trasporto ferroviario per raggiungere Catania quando la lentezza è tale che il trasporto su gomma, auto o pullman che sia, è nettamente più rapido. Solo in questi giorni le interminabili code sul ponte Primosole rendono nuovamente proponibile lo spostamento ferroviario. E così in molti si rendono conto della globale situazione in cui versano i treni che fanno servizio a Siracusa. Si tratta di situazioni di cui magari si è letto sui giornali ma che in pochi hanno provato sulla propria pelle. Nella stazione di Siracusa ormai vi è una sola biglietteria ed i vagoni ed i locomotori sono vecchi, sporchi, scrostati e frequentemente privi di aria condizionata… altro che pendolini ! Per risolvere la delicata situazione del ponte Primosole non sono previsti tempi brevi. Che sia la volta buona che i Siracusani battano il pugno sul tavolo degli enti per avere quel minimo di servizi a cui avrebbero diritto ?

Foto da: wikipedia.sapere.virgilio.it

L’incubo Primosole

primosole.jpgSe per la propria posizione geografica ma anche per le infrastrutture carenti, fino a poco tempo fa i Siracusani si sentivano un po’ “tagliati fuori dal mondo”, negli ultimi giorni questa sensazione sta diventano sempre più concreta. Essendo priva di aeroporto e con collegamenti ferroviari molto scarni, da sempre, la principale arteria di collegamento tra Siracusa ed il “resto del mondo” è stata la strada statale per Catania: asse attrezzato nel tratto fino ad Augusta, strada statale da Brucoli in poi. Punto nodale di questa arteria è il cosiddetto ponte Primosole che scavalca il fiume Simeto ed immette nella provincia di Catania. Ebbene, da alcuni giorni a questa parte, il ponte Primosole funziona a singhiozzo, con la circolazione a senso unico alternato per ragioni di sicurezza strutturale.
In realtà alcuni tecnici e politici locali avevano già lanciato un preallerta da alcune settimane. Il vecchio ponte risultava alquanto malconcio e, appena aperta la via alternativa offerta dalla costruenda autostrada Catania-Siracusa, occorreva chiuderlo al traffico per abbatterlo e ricostruirlo a regola d’arte.

 

A quanto sembra le condizioni del ponte – ma viene da chiedersi come mai nessuno lo abbia notato prima – sono peggiori del previsto e, quindi, per ragioni di sicurezza il pesante traffico giornaliero deve essere in qualche modo alleggerito.
Inutile descrivere le code infernali che gli automobilisti hanno dovuto affrontare, inconsapevolmente il primo giorno e rassegnati nei giorni successivi. Le bollenti temperature estive non aiutano certo a rendere più facile la lunga attesa per il transito alternato.
Una soluzione potrebbe essere l’inaugurazione immediata del primo tratto dell’autostrada Catania-Siracusa, già ultimato e che darebbe una via alternativa al famigerato Primosole. Come troppo spesso accade, però, si è innescato l’eterno gioco dei rimpalli che porta a lunghe discussioni e polemiche e a poche soluzioni pratiche. Nel frattempo, centinaia e centinaia di pendolari e di viaggiatori devono giornalmente rassegnarsi a lunghe attese sotto il sole, sperando solo che il giorno seguente porti buone nuove da parte degli enti preposti.

Foto da: wikipedia.sapere.virgilio.it