Pedaggio SR-CT

images.jpegHa destato scalpore nelle ultime settimane, la notizia diffusa da tutti gli organi di stampa locali e non, dell’annunciato decreto attuativo del governo nazionale che rende effettivo a partire dal primo maggio il pagamento del pedaggio autostradale per gli utenti del tratto Siracusa-Catania.

Tale bretella autostradale è stata peraltro completata, dopo decenni di attesa e interminabili lavori inerenti la cantieristica stradale, solamente l’anno scorso ed è stata giustamente salutata da tutti gli utenti come un’autentica benedizione: si è, finalmente, avuta a disposizione una moderna e importantissima infrastruttura per tutti i cittadini che sono costretti per motivi professionali a spostarsi frequentemente fra i due capoluoghi, nonché per turisti, operatori del settore o anche semplici cittadini viaggiatori che devono raggiungere lo scalo aeroportuale di Catania.

Con tali presupposti e non avendo l’Anas, effettivamente, mai specificato i termini di un eventuale pedaggio, la notizia ha colpito come un fulmine a ciel sereno l’opinione pubblica cittadina, la quale, non sempre pronta a reagire con solerzia a provvedimenti e/o regolamenti annunciati o paventati, ha questa volta fatto sentire la sua voce per esprimere netto dissenso ed in questo coadiuvata dalle corrispondenti perplessità della stampa locale.

Le associazioni di categoria, dagli autotrasportatori agli operatori turistici, hanno sollevato immediatamente obiezioni rispetto ad un provvedimento che in una particolare congiuntura economica, quale stiamo attraversando, non può che aggravare la situazione economica di una provincia ed in particolare di una città che non sembra dare segni di un’adeguata ripresa economica.

Le stesse associazioni dei consumatori hanno espresso parere negativo sulla questione, parlando apertamente di “imposizione” e di una scelta contro senso sia per l’abitudine, ormai decennale, nell’utilizzo gratuito del tratto autostradale che per la scelta poco oculata dei tempi di attuazione.

L’intera faccenda ha poi assunto tratti, per così dire “fantozziani”, allorché i media locali hanno poi evidenziato alla cittadinanza un piccolo particolare sfuggito a coloro che tanto alacremente hanno dato il via libera a tale disposizione amministrativa, ovvero la completa assenza delle infrastrutture adeguate per la riscossione dei pagamenti del relativo pedaggio.

I caselli autostradali infatti non ci sono e non è nemmeno previsto, al momento, l’avvio dei relativi lavori di costruzione e anche la stessa paventata possibilità di effettuare il pagamento tramite “Telepass”, per molti, diciamocelo, ancora un oggetto misterioso, non sembra accogliere particolare entusiasmo.

E così, fra presidenti di provincia che scrivono ai ministri, ministri della repubblica che rispondono o smentiscono a mezza bocca e differiscono la decisione ai mesi futuri per non scontentare troppo il proprio bacino di utenza, i cittadini indignati e stupefatti, assistono per l’ennesima volta allo stereotipo della tanto vituperata inefficienza italiana condita però, questa volta, da una tragica (in)volontaria comicità “alla Totò”. Peccato, però, che per i tempi che corrono, il comune cittadino è sempre meno propenso alla risata.

Rischio pedaggio sulla Catania-Siracusa

1042576835.jpgChe la rete autostradale siciliana sia un colabrodo non è certo un segreto e, la provincia di Siracusa, in tal senso, non fa certo eccezione. Negli ultimi due anni, dopo decenni di attesa, la rete viaria provinciale è stata finalmente completata. Fin dagli anni sessanta era stato progettato infatti il collegamento veloce con Catania, che solo lo scorso anno è stato ultimato con il tratto Lentini-Augusta, ed il collegamento con Gela. Quest’ultimo è tutt’altro che finito ma, con l’inaugurazione del tratto da Noto a Rosolini, ha terminato il suo percorso all’interno della nostra provincia.
Ad ogni buon conto si può dire che le autostrade adesso ci sono. Le condizioni in cui versano le arterie, anche quelle nuove, è però tutt’altra storia come ben sanno quanti giornalmente percorrono tali strade o come scoprono (a loro spese) molti poveri turisti. L’intera rete dall’ingresso nord in provincia fino a Rosolini, all’uscita sud è caratterizzata da avvallamenti più o meno accentuati, tratti di manto stradale rattoppati malamente e una fitta vegetazione laterale che, in più punti, invade pericolosamente la carreggiata. A dire il vero ce ne sarebbe più che a sufficienza per sporgere denuncia e far chiudere l’autostrada per la sua alta pericolosità. E’ proprio questo pensiero che ha però  scoraggiato tale azione. Tantissimi automobilisti tremano al solo pensiero di dover tornare a percorrere la lenta e tortuosa strada statale e, pertanto, si accontentano di quello che hanno. Prevedere una veloce soluzione a tutto questo risulta poco verosimile. Basta pensare che l’autostrada è gestita “a macchie” da due enti diversi (il CAS e l’ANAS), che alcuni tratti sono stati realizzati seguendo progetti vecchi di quarant’anni e che su alcuni cantieri gravano indagini giudiziarie per aver utilizzato materiali da costruzione di pessima qualità. Insomma, si tratta di una realtà viaria a dir poco “variopinta” in cui spicca l’efficenza di poche decine di chilometri di autostrada (il tratto Lentini-Augusta), gestiti dall’ANAS, inaugurati lo scorso dicembre e che, in quanto a sicurezza si collocano ai primi posti in Europa. Non basta però sicuramente questa piacevole eccezione a far cambiare opinione sul quadro complessivo.
Ciò che può far sorridere (o meglio preoccupare) è che a giorni, il consiglio dei ministri si riunirà per decidere riguardo ai pedaggi da pagare sulle autostrade siciliane. C’è la forte possibilità che la Catania-Siracusa e la Siracusa-Rosolini divengano a pagamento. Intendiamoci, chiedere un pedaggio per finanziare un servizio efficiente e di alta qualità, è più che comprensibile e giustificabile. Non è questo però il caso e, probabilmente, ci sarebbe parecchio da obiettare sull’idea di pagare per percorrere un tratto stradale abbandonato a sè stesso e al di fuori delle norme di sicurezza. Per il momento non si sa ancora nulla di certo. Nel corso della settimana si dovrebbero avere ulteriori ragguagli in merito.

Immagine: l’autostrada Siracusa-Gela (foto: Sal73x/Wikicommons)


Presto più scorrevole la Catania-Siracusa

Buone nuove sul fronte della circolazione autostradale. Probabilmente già da questa settimana si potrà procedere più scorrevolmente sull’autostrada Catania-Siracusa.
Sul tratto di arteria inaugurato lo scorso mese di dicembre (quello da Catania fino ad Augusta) era infatti ancora in vigore il limite autostrada.jpgmassimo di velocità di 80 Km/h all’interno delle gallerie. Questo non per ragioni tecniche ma per semplici lungaggini burocratiche legate all’assenza del collaudo. Proprio quest’ultimo ostacolo è adesso venuto meno e permetterà di adeguare i limiti nelle gallerie a quello della strada a “cielo aperto”. Si tratta senza dubbio di una buona notizia per i numerosi automobilisti che quotdianamente percorrono la Catania-Siracusa. Alcuni, a causa di questi limiti, erano più volte incappati nei controlli con l’autovelox. Altri invece, per rispettare le norme, erano costretti a pericolose decelerazioni all’ingresso delle gallerie.
Proprio il tratto di nuova inaugurazione, grazie alle misure di sicurezza adottate nei tunnel ed alla videosorveglianza, è considerato tra i più avanzati d’Europa. Questo vanto purtroppo non è valido per il restante tratto autostradale.
Dalla fine del 2009 la provincia di Siracusa ha finalmente completato per intero la costruzione del percorso autostradale previsto (dall’ingresso nord nella provincia, all’altezza di Lentini, fino a Rosolini, all’uscita sud). Si tratta di un’arteria la cui progettazione risale agli anni sessanta e la cui realizzazione purtroppo è proceduta a fasi alterne, con grandi ritardi e molta disuniformità. E’ così che su un tratto che dovrebbe essere unitario ed egualmente efficiente si registrano in realtà grandi disparità di servizio. L’automobilista che decidesse di attraversare la provincia di Siracusa in autostrada si trova oggi a percorrere tratti modernissimi come la già citata tratta Lentini-Augusta, gestita dall’ANAS, per poi trovare realtà a limite della fruibilità dallo svincolo di Augusta in poi, gestito invece dal CAS (Consorzio Autostrade Siciliane).
Il tratto che va dalla cittadina megarese fino al capoluogo, ancora oggi non è classificato ufficialmente come autostrada e, soprattutto, il manto di asfalto, avrebbe ormai bisogno di uno sostanzioso rifacimento.
Un discorso analogo va fatto per il tratto a sud del capoluogo, da Siracusa a Rosolini. Gran parte di questo tratto è stato inaugurato solo da pochi anni ma i molti fruitori parlano di un’autostrada nata già vecchia. Il progetto era vecchio di trent’anni e lo strato di asfalto fin dall’inaugurazione ha avuto grossi avvallamenti, peggiorati ancora più a distanza di pochi anni. A peggiorare la situazione si pone la vegetazione che, a causa della mancanza di un’accurata manutenzione, in molti tratti invade la carreggiata.
Per tale tratta sono in costruzione anche i caselli per il pedaggio. La speranza è che prima di dover pagare gli automobilisti possano anche  avere un servizio degno di tale nome sull’intera tratta autostradale.

Immagine: l’autostrada Siracusa-Gela (foto: Sal73x/Wikicommons)

La ricomparsa del treno del barocco

Un argomento che volevo da tempo tornare a trattare tra le righe di questo blog era il “treno del barocco“, la romantica ferrovia che da alcuni anni ormai ravviva l’ormai morente tratta ferroviaria Siracusa-Ragusa accompagnando turisti e residenti alla scoperta delle cittadine barocche del Val di Noto. Che l’antica linea ferrata che collega il capoluogo aretuseo con Ragusa non goda di buona salute, non è un stazione.jpgsegreto per nessuno. Un solo binario, non elettrizzato e percorso da un sempre minore numero di convogli porta questa linea dell’estremo sud ben al di sotto degli standard nazionali. Eppure il percorso merita ben di più, non fosse altro per gli splendidi paesaggi che si trova ad attraversare. Siracusa, Noto, Modica, Scicli, Ragusa, non solo una sequenza di stazioni ferroviarie ma anche un’incredibile serie di città patrimonio mondiale dell’Unesco. Una concentrazione di beni culturali con pochi eguali al mondo inframezzata dalla più tipica e suggestiva delle campagne siciliane. Alcuni anni orsono, grazie all’iniziativa Maratonarte ed alla relativa raccolta di fondi si riuscì a “resuscitare” questa tratta per scopi turistici istituendo il treno del barocco. Nel corso dei mesi estivi una suggestiva locomotiva a vapore e delle carrozze d’epoca toccavano le principali cittadine barocche. Non un treno per pendolari ma un vero e proprio treno per turisti con lunghe tappe in ogni stazione che consentissero di scendere per visitare la città e di usufruire dei servizi promozionali messi a punto dai vari comuni. Tra un intoppo e l’altro, in questi anni il treno è sempre riuscito ad andare avanti. La locomotiva a vapore ha ceduto il posto ad un più moderno locomotore diesel. Il numero di corse è diminuito ma, fino alla scorso anno, dietro prenotazione, il treno del barocco era addirittura gratuito, consci del grande ritorno d’immagine e turistico che una tale iniziativa può portare.
Ecco allora che questo nuovo post era già in cantiere per lamentare la mancata attivazione del nostro treno per l’anno 2010 quando ecco la buona (e inaspettata) notizia. Anche nel 2010 il treno del barocco ci sarà ! Le corse dovrebbero essere ogni domenica con partenza da Siracusa a partire dal prossimo 12 luglio. E’ un piacere dover rettificare una notizia prima ancora di averla scritta. Non si sanno ancora i dettagli: costi, composizione del convoglio e servizi per i passeggeri. In passato il treno era stato allestito anche come un vero e proprio convoglio-museo o si era provveduto ad un’animazione a bordo e nelle stazioni. Quest’anno ancora tutto da definire ma, se non altro, il suggestivo servizio turistico tornerà ad essere attivo per la gioia di visitatori e non solo. Certo, magari programmandolo prima e pubblicizzandolo a dovere nel circuito nazionale, questo itinerario, unico nel panorama italiano, poteva essere di per sè un motivo di attrazione per visitatori. Certamente l’istituire una tratta ferroviaria con due sole settimane di anticipo non ne permette la promozione che merita. Ancora una volta consoliamoci con gli antichi adagi: “chi si accontenta gode” e, domenica 12 luglio… tutti alla stazione a veder ripartire il treno del barocco.

Un bus chiamato desiderio

bus3.jpgProbabilmente il titolo di questo post, parafrasi del titolo di un famoso film degli anni cinquanta, ben riprende la realtà del trasporto pubblico urbano a Siracusa.
Quanti, di tanto in tanto, si soffermano a leggere questo blog, ben sanno che i problemi di Siracusa e, in particolar modo quelli legati al traffico ed al trasporto, sono un tema caro a chi scrive, tanto da essere stati trattati a più riprese.
Eccoci allora, ancora una volta a fare il punto della situazione, solo per constatare che, purtroppo, nulla è mutato.
A Siracusa la qualità del servizio di trasporto pubblico e, in generale della mobilità alternativa, è bassissimo, con la conseguenza che solo chi vi è costretto abbandona la comodità dell’automezzo privato per avventurarsi in un viaggio dagli esiti incerti.
Gli autobus che attraversano la città sono spesso vecchi e sporchi, la puntualità inesistente ed i percorsi poco funzionali. Chi cerca di viaggiare con i mezzi pubblici sa bene che l’orario di passaggio dell’autobus equivale ad una variabile matematica di non facile individuazione.
bus1.jpgPazienza allora, bisogna rassegnarsi ad aspettare alla fermata che, certamente, non versa in condizioni migliori. Le fermate dotate di pensilina per potersi riparare dalle intemperie, nel corso delle lunghe attese, sono pochissime. Ancora meno quelle dotate di una panchina. Nulla di cui meravigliarsi se si pensa che lo stesso capolinea, ubicato vicino alla stazione, consiste in un triste marciapiede con un prefabbricato come biglietteria e neanche un servizio igienico.
Il cittadino o meglio, il viaggiatore rassegnato, non può che chiedersi di chi sia la colpa di tanto degrado. Probabilmente, come sempre accade, sono in molti a metterci la loro.
Come poter biasimare la scarsa puntualità dei bus (la velocità media cittadina è tra le più basse d’Italia) se sono praticamente inesistenti le corsie preferenziali ? Come criticare le misere pensiline quando (se la memoria non inganna) il comune chiese pazienza in quanto Siracusa, città d’arte, meritava “pensiline artistiche”, degne della sua storia che, però ebbero la disdetta di non trovare attuazione.
D’altro canto, anche il gestore del servizio non sembra propenso a cercare soluzioni che migliorino la situazione cittadina. La puntualità si ottiene imponendola al proprio personale di servizio e a nulla valgono le lamentele (più volte addotte) che gli introiti dei biglietti sono insufficienti. E’ ovvio che con uno scarso servizio pubblico poche persone utilizzino l’autobus. Pochi di questi poi comprano il biglietto se bus2.jpgsono coscienti che non vi sarà mai alcuna forma di controllo. Perchè mai poi non sia possibile comprare il ticket sul mezzo stesso rimane un mistero insoluto. L’azienda lamenta che i contributi regionali sono insufficienti per garantire un servizio migliore ma forse, questo dettaglio, andava pensato al momento di accettare il servizio. In altre città magari si cercano introiti alternativi derivanti dalla pubblicità sui mezzi e sulle pensiline ma, a ben guardare, non sembra, a Siracusa una soluzione di successo.
Appena pochi mesi fa, l’assessorato ai trasporti aveva promesso fuoco e fiamme e la rescissione del contratto se Siracusa non avesse avuto una mobilità degna di tale nome. Oltre ad un trasporto urbano efficace si vagheggiò di car-sharing, più bus navetta per il centro storico  e di un bike-sharing sempre più sviluppato. Ciliegina sulla torta sarebbero stati i costosissimi piani denominati PUM e PUT, inerenti il traffico e che avrebbero finalmente consentito di programmare la viabilità in città.
Non nascondiamolo, di fronte a tanti buoni propositi manifestati all’inizio dell’anno, da cittadini fiduciosi, eravamo quasi propensi a credere in “buone nuove” sul fronte del traffico. Evidentemente ci si sbagliava: le piogge invernali devono aver spento le fiamme promesse e, alla vigilia dell’estate, il trasporto pubblico urbano, continua a rimanere tristemente al palo.

Nulla di nuovo sul fronte del traffico

A dire la verità, dopo averne sentito parlare per più di un anno e dopo la trionfalistica presentazione alla stampa del PUM e del PUT di Siracusa (il piano urbano della mobilità e quello dei trasporti), si sperava che presto ci sarebbe stata qualche misura effettiva per risolvere l’annoso problema delle autovetture che “stritolano” la città.
A Siracusa, nelle ore di punta si creano interminabili serpentoni di automobili che congestionano gli incroci nevralgici. I tempi di spostamento si allungano all’infinito e lo smog aumenta a dismisura, come costantemente confermato dalle centraline di rilevamento traff.jpgdell’inquinamento. Insomma, se la città ha una priorità da risolvere è quella delle automobili. Le motivazioni ci sono: tante e numerose. Dall’elevata presenza di polveri sottili (le PM10 di cui spesso abbiamo parlato) all’inquinamento acustico alla scarsa mobilità cittadina. Le cause sono state individuate da tempo e sono sotto gli occhi di tutti, anche senza gli studi specialistici. Sono troppe le automobili che circolano in città e sono pochi e poco efficienti i trasporti pubblici. A questi fattori si aggiunge l’indisciplina di molti automobilisti che sostano malamente in seconda e terza fila in strade molto trafficate, rendendo ancora più congestionata la situazione. Le prospettive per migliorare la situazione c’erano anche e numerose: la presentazione dello studio sul traffico (con costi sì esorbitanti ma anche con alcuni consigli low-cost che potevano essere messi in atto sin da subito) e i buoni propositi del nuovo comando della polizia municipale.
Ciò nonostante, a distanza di alcuni mesi da queste premesse, nulla si è finora mosso ed il rischio è che ancora una volta, questa estate, con l’afa e le alte temperature, il traffico cittadino faccia salire alle stelle i livelli di smog cittadino.

Cominciata la guerra al traffico cittadino

Da un paio di giorni anche Siracusa ha il suo PUT ed il suo PUM ! Non allarmatevi, nulla di preoccupante, si tratta solamente del piano urbano del traffico e del piano urbano di mobilità, insomma, degli studi e delle proposte che dovrebbero risolvere l’annoso problema del caotico traffico cittadino.
traffico1.jpgDovremmo sentirci sollevati: era da un anno e mezzo che si prometteva ai Siracusani la pubblicazione di questo (costosissimo) studio senza il quale sarebbe stato un azzardo tentare un qualsivoglia intervento sulla viabilità urbana. Adesso, finalmente, in pompa magna, è stato reso noto come meno del 3% dei Siracusani utilizzino i mezzi pubblici per i propri spostamenti (cosa non difficile da credere data l’inadeguatezza del servizio) o come Ortigia sia troppo intasata da automobili (nulla di nuovo dato che la ZTL è ormai praticamente inesistente).
Le proposte dovranno ancora attraversare una lunga trafila di approvazioni ma il piano, redatto sulla carta, ormai esiste e sicuramente, nelle prossime settimane avremo ripetutamente modo di tornare sull’argomento nei post di questo blog. Sono stati infatti raccomandati numerosissimi punti per fare di Siracusa una “città ideale” dal punto di vista della mobilità. La fase iniziale prevede una serie di rotonde e il riordino delle corse degli autobus per poi arrivare, nell’arco di dieci anni, a realizzare un grande parcheggio con zona interscambio autobus urbani-extraurbani e collegamento diretto alla stazione ferroviaria. Per un attimo lo sguardo si ferma immaginando questa fantascientifica Siracusa del futuro. Poi, con quel tocco di scetticismo che la cara vecchia patria di Archimede ha fatto sviluppare ai propri figli, preferiamo attendere le prime mosse concrete.
Ben vengano le utopie ma, diciamocela tutta, basterebbe anche semplicemente un servizio di trasporto urbano più efficiente per far contenti i cittadini. Perchè mai debba servire il collegamento con la stazione ferroviaria in una città dove i treni non arrivano più… è  invece un altro di quei misteri di cui avremo ancora modo di parlare.

Vuoto come una stazione

stazione.jpgUn tempo si usava dire di un luogo che è “affollato come una stazione ferroviaria” per indicare il continuo viavai di persone e merci, al limite dell’umanamente sopportabile.
Tale termine di paragone, purtroppo, non sembra possibile per la stazione di Siracusa. Da diversi anni ormai la storica struttura versa in una crisi che sembra diventata negli ultimi mesi irrefrenabile. A nulla sembrano valere le flebili proteste sindacali, assenti sono le voci della politica mentre i viaggiatori hanno ormai abbandonato da tempo, rassegnati, il trasporto ferroviario.
Sembrano lontanissimi i tempi (eppure si tratta di appena un quindicennio) in cui la stazione veniva ingrandita e migliorata, i cui si costruiva la platea di lavaggio per i treni e in cui veniva costruita la nuova linea di binari che liberava Siracusa dalla cintura ferroviaria.
Oggi, la stazione siracusana è stata abbondantemente declassificata a livello nazionale. Pochi i treni che arrivano e partono ed ancora meno i viaggiatori in transito, tanto da far diventare la stazione, dopo una certa ora, una vera e propria “terra di nessuno“, come denunciato dai quotidiani locali.
La soppressione dei treni si sussegue ormai con ritmo costante: la storica “Freccia del Sud” lo scorso mese, le corse per Ragusa ed Agrigento la scorsa settimana. Insomma, una dimostrazione nemmeno per nulla velata della volontà di ridurre al minimo i servizi di Trenitalia a Siracusa.
Ed è un vero peccato questo: per la posizione geografica della città e per le lunghe distanze siciliane, il treno potrebbe essere il mezzo principe per i collegamenti dell’isola. Le opportunità sarebbero infinite ma si dovrebbe partire da tanti lavori: cominciare col raddoppiare le tratte, quasi tutte a binario unico ed elettrificare linee come la Siracusa-Ragusa su cui sono ancora costrette ad operare locomotive diesel. Il pittoresco treno del barocco, che in passato ha utilizzato locomotori a vapore rischia di non essere un treno d’epoca sulle linee provinciali. E che dire delle altre possibilità perse per il turismo e gli spostamenti che il treno potrebbe offrire ? La linea ferroviaria si incunea nel sud della provincia siracusana, toccando località balneari celebri, un tempo solo localmente, ma oggi sempre più anche tra i visitatori: Fontane Bianche, Noto Marina ecc.
Immaginate poter evitare le interminabili code di automobili estive per andare in treno al mare ? Non è un’utopia: il progetto c’era, la stazione di Fontane Bianche anche, con tanto di soldi utilizzati per il restauro. Purtroppo, un altro dei tanti progetti arenati mentre giorno dopo giorno la stazione muore nell’indifferenza e nella rassegnazione…

Ortigia e la mobilità che non c’è

gobike.jpgA quanto pare, da qui all’inizio dell’estate, assisteremo ad una piccola rivoluzione per la mobilità in Ortigia. A dirlo, questa volta, non sono tanto le voci di corridoio quanto le delibere adottate dall’amministrazione.
Fin qui andrebbe tutto bene: da anni si attende la svolta per la mobilità nel centro storico. Il problema è che, dopo anni di buoni propositi  mai realizzati, la rivoluzione che si appresta ad avvenire continua a rimanere molto teorica in quanto ai servizi di mobilità e molto concreta in quanto a costi. Mentre a larghe linee si ipotizza il futuro di bus navetta, trasporti marittimi, bike-sharing e simili è invece realissimo e dettagliato l’innalzamento delle tariffe di posteggio nel centro storico.
Da tempo ormai il posteggio in Ortigia è consentito solo ai residenti (sulle strisce gialle) e ai non residenti (sulle strisce blu a pagamento). Ben presto verranno innalzate le tariffe per la sosta oraria sulle strisce blu mentre verrà introdotta anche una quota annuale per la sosta che dovranno pagare i residenti.
Simili ritocchi li subiranno anche i posteggi all’ingresso dell’isolotto e, il parcheggio Talete, finora gratuito per gran parte della giornata, sarà nuovamente a pagamento. Dovrebbero invece rimanere invariate le tariffe per il bike-sharing con qualche ulteriore agevolazione per consentire la fruizione delle biciclette anche per i turisti di passaggio.
traffico.jpgFin qui il lato economico ma dove saranno i miglioramenti nella viabilità ? A fronte del dettaglio delle spese i piani per la mobilità sono stati indicati in maniera piuttosto astratta.
E’ evidente che il numero di bus navetta che collegano i posteggi scambiatori con il centro storico e che fanno il periplo dell’isola sia insufficiente. Si prevede pertanto un incremento del numero di corse dato che il servizio, attualmente, sebbene gratuito, obbliga a tempi d’attesa lunghissimi che lo portano ad essere del tutto inefficace.
La mobilità alternativa, tramite la bicicletta andrebbe sempre più incentivata visto che, a quasi un anno di distanza  dalll’istituzione di GoBike, rimangono pochissimi i fruitori del servizio, probabilmente anche a causa della “macchinosità” della richiesta della tessera.
Nella delibera si vagheggia anche un collegamento “marittimo”. L’idea non è male: pensate ai benefici di poter lasciare l’automobile sulla terraferma, magari nella zona del molo Santa Lucia e raggiungere Ortigia con un rapido e veloce traghetto… ma, francamente, sembra un’utopia.
Infine dovrebbe essere istituito anche il car-sharing: con una speciale tessera annuale si potrà prendere a noleggio “ad ore” una macchina da lasciare poi in un posteggio cittadino, analogamente alle biciclette. L’intenzione è quella di ridurre il numero di veicoli in circolazione.
Le idee non mancano, il problema è ancora una volta quello di concretizzare i propositi, cominciando magari dagli obiettivi più a portata di mano. Il funzionamento dell’isola pedonale in Ortigia anzichè divenire più efficiente è divenuto col tempo sempre meno controllato e funzionante. L’incremento dei bus navetta non sarebbe per nulla difficile dal momento che i mezzi in città già ci sono ma rimangono fermi nei depositi.
Insomma, giustamente il Comune fa notare che gli aumenti di tariffe sono necessari per migliorare i servizi ma il timore di molti è che ancora una volta ci si fermi solo al primo passo.

Animali vaganti ed autovelox striscianti

autovelox.jpgSicuramente una delle strade più insidiose della nostra provincia è la “Maremonti“, tecnicamente la Strada Provinciale 14, che collega l’uscita sud di Siracusa con i paesi dell’entroterra come Canicattini Bagni e Palazzolo Acreide. Nel corso degli anni, purtroppo, si sono frequentemente verificati incidenti stradali dovuti in parte all’imprudenza degli automobilisti ma anche ad alcuni tratti della strada sicuramente non progettati a dovere. Un esempio per tutti è la stretta curva ad “S” che si trova nel primo tratto della strada e che diventa estremamente pericolosa se affrontata a forte velocità.
Negli ultimi dieci giorni però la Maremonti è balzata agli onori della cronaca locale per altre due notizie che devono mettere in guardia gli automobilisti.
La prima è quella degli animali vaganti che si registrano su questa strada. Purtroppo, dalla scorsa estate, sempre più frequentemente è capitato che dei bovini, appunto “vaganti” invadessero, soprattutto nelle ore notturne la carreggiata. Gli episodi in questi mesi sono stati tutt’altro che saltuari e perlopiù localizzati nell’ultimo tratto della strada, nei pressi del paese di Palazzolo. Purtroppo le conseguenze in alcuni casi sono state gravi e si sono registrati incidenti in alcuni casi anche mortali.
La scorsa settimana presso la prefettura di Siracusa si sono incontrati i rappresentanti delle amministrazioni dei paesi toccati dalla Maremonti e le autorità di pubblica sicurezza per studiare contromisure.
mucche.jpgResta indubbio che una soluzione debba essere trovata quanto prima per evitare ulteriori situazioni di pericolo per chi transita sulla strada. Non si riesce a capire, invece, come la presenza di bovini su una strada provinciale possa diventare abitudinaria senza che si riesca a pattugliare opportunamente l’arteria al fine di evitare pericoli e senza che si identifichino i responsabili di tale situazione.
La seconda notizia sulla Maremonti riguarda invece la riattivazione dell’Autovelox fisso all’altezza del Comune di Canicattini Bagni. Il coro di proteste si è levato alto sia da parte degli automobilisti che da parte dei sindaci dei comuni limitrofi. L’accusa per il Comune di Canicattini è quella di voler semplicemente “fare cassa”. Certamente chi percorre frequentemente quella strada sa bene che, in alcuni casi, le velocità degli autoveicoli sono eccessive e andrebbero controllate ma, è anche vero, che i limiti di velocità sono in alcuni tratti poco coerenti. Questo si traduce in improvvise frenate da parte degli automobilisti che ricordano solo all’ultimo momento la presenza dell’autovelox e, di conseguenza, in ulteriori situazioni di pericolo. In quel tratto la Maremonti ha molti accessi laterali da cui regolarmente le macchine si infilano sulla strada provinciale, spesso senza rispettare le precedenze o a velocità estremamente ridotte. Non sarebbe forse più utile, allora, controllare questi svincoli ed il rispetto della segnaletica, se si vogliono veramente evitare le situazioni di pericolo ?
Insomma, a leggerla così c’è grande fermento in questi giorni sulla Provinciale 14: tanti cambiamenti che possiamo solo sperare si traducano in qualcosa di positivo.