I Cappuccini e il “muro della discordia”

cappuccini.jpgUna strada da ampliare e una zona da riqualificare e in mezzo … il muro della “discordia”. La cinta muraria del Monastero dei Cappuccini va abbattuta? Deve essere preservata l’originaria architettura urbana o va riaggiornata per una migliore tutela della circolazione urbana? Quasi tutti in città sanno dai resoconti della stampa della situazione di stallo venutasi a creare e del dilemma su cui amministratori comunali, esperti di urbanistica, storici e semplici cittadini dibattono da mesi.

All’origine della disputa c’è l’allargamento della via Puglia, prosecuzione di viale Tunisi, che, pur essendo di ristrette dimensioni, per decenni ha collegato la parte sud della città (da via Riviera Dioniso il Grande fino in Ortigia) con la periferia nord, costituendo quindi una zona nevralgica per il sistema viario. Dopo parecchi anni in cui si è proceduto agli espropri legali delle vecchie costruzioni abbandonate, che impedivano l’espansione della nuova strada, solo da alcuni mesi il Comune ha deciso di ampliare la carreggiata a doppio senso di marcia e ha avviato i lavori relativi e che sono ora sospesi in attesa della decisione finale relativamente alla costruzione di una rotonda di circolazione stradale, che dovrebbe essere situata di fronte il piazzale antistante la chiesa dei Cappuccini e per cui è necessario, per ragioni di spazio veicolare e pedonale, lo spostamento del muro esterno del monastero. Tutto ciò per ridurre considerevolmente i non pochi incidenti automobilistici e i danni alle persone che in questa zona si sono verificati nel corso degli anni e per rendere più scorrevole il traffico locale.cappuccini2.jpg

Questa zona della città ospita due monumenti storici cittadini: il monastero dei Cappuccini (e la sua Biblioteca storica) e il complesso delle Latomie (vedi post del 27 maggio). Il monastero esiste nella città di Siracusa da oltre 460 anni, da quando la presenza dei frati Cappuccini fu richiesta per far fronte ad una situazione altamente critica derivante da eventi sismici ed epidemie di vario genere. Nel 1532 comincia la costruzione dell’edificio (precedentemente i Cappuccini risiedevano nell’attuale zona del Corso Gelone) che viene fortificato per far fronte al periodo turbolento dell’epoca, difeso su tre lati dalle sopracitate Latomie e da quello principale da un fossato cinto da mura. Architettonicamente esso è un “unicum”, anche se esisteva un monastero gemello a Gela che però è andato distrutto, e costituiva una città vera  e propria con dormitori, refettorio, stalle, cucine, giardini fiorenti e alloggi per ospitare coloro che ne facevano richiesta. Successivamente fu costruita la chiesa adiacente, dedicata alla Madonna dei Pericoli, che costituisce un esempio importantissimo dell’arte sacra tipica dell’epoca e custodisce all’interno oggetti di notevole fattura artistica. La Biblioteca, che ospita raccoglie testi antichi risalenti al 1600 che provengono da varie biblioteche della Sicilia, fu chiusa nel 2008 per carenza di bibliotecari e da poco si cerca nuovamente di renderla fruibile agli studiosi. Il suo attuale direttore è il Prof. Marcello Cioè, il quale ha relazionato in un breve excursus storico la presenza dei frati Cappuccini a Siracusa nel convegno organizzato da Italia Nostra dal titolo “Il complesso dei Cappuccini di Siracusa e il suo rapporto col territorio nel corso dei secoli”, la cui presidentessa, Prof. Lucia Acerra, ha posto in evidenza con foto e mappe d’epoca come il “muro del contendere” sia in realtà stato costruito nel 1903 ed era originariamente alto soltanto 50 cm. ed ha, inoltre, specificato alla presenza del Ministro Provinciale dei frati Cappuccini di Siracusa il parere favorevole dell’associazione all’arretramento del muro di uno o due metri. Dal canto loro gli stessi frati Cappuccini hanno dato il loto benestare per venire incontro alle esigenze della cittadinanza.

convegno.jpg“Per la città ma lontani dalla città”, è un detto dei frati Cappuccini e vista la loro indiscutibile buona volontà c’è da sperare che possano ispirare anche le giuste decisioni a coloro cui spetta decidere per il bene e secondo giustizia…

 

Nuovo stadio

nuovo stadio.jpgUn gran parlare in questi giorni, su stampa locale, web e anche per le strade della città del possibile nuovo stadio di calcio, proposto dal presidente del Siracusa Calcio, Salvoldi e della (a quanto pare entusiastica) sponsorizzazione dello stesso sindaco Visentin e dell’amministrazione cittadina.

A dire il vero, nei mesi precedenti, sono state discusse varie opzioni, fra le quali il rifacimento e/o ammodernamento del vetusto Nicola De Simone (anche qui però i giudizi sono contrastanti, considerato che per alcuni in realtà si tratterebbe di un “gioiellino”…) con il consolidamento della nuova copertura, il rifacimento del manto erboso (addirittura ventilata l’ipotesi dell’erba sintetica) e in ultimo anche il progetto del nuovo impianto da localizzare in zona Città Giardino sul territorio di competenza del comune di Melilli, la cui amministrazione ha lanciato l’idea.

In realtà, di tale “scottante” questione si parla almeno da un paio d’anni, basta vedere l’intervista del patron del Siracusa Calcio ed il relativo video con tanto di modellino e presentazione del progetto datato 2009 e visitabile sul sito siracusacalcio.net.

In città sembra quasi che non si faccia che parlare di altro, quasi scomparse le discussioni e i patemi per tutti gli altri problemi della città: il 12 maggio scorso, un sondaggio di siracusa news, quotidiano on line della città, su quasi 1.000 utenti che hanno dato risposta, ben il 72% sono favorevoli alla costruzione, a prescindere, addirittura, dall’eventuale passaggio della squadra nel campionato di serie B, alquanto improbabile allo stato attuale, checché ne dicano gli entusiasti della prima e ultima ora; intanto è sorto anche una immancabile pagina facebook, dall’eloquente titolo “quelli ke vogliono lo stadio nuovo a Siracusa”, che conta la ragguardevole cifra di 1.132 membri (o fan), che propongono anche l’auspicata capienza di 20.000 posti e il cui fondatore ha già proposto anche il nome del nuovo impianto, “santa lucia e archimede”.

In un tale ginepraio di notizie vere o presunte, ipotesi e progetti di là da venire e considerando il  contesto socio-economico che la città ed il Paese intero vive (senza parlare del fatto che non sembra che le grandi squadre nazionali navighino nell’oro), il cittadino comune “non sfegatato tifoso” si chiede quale ne sia il senso pratico e la portata favorevole per la comunità. Si favoleggia di un nuovo polo “economico-cultural-sportivo” che possa portare nuove possibilità di occupazione e attrarre capitali e investimenti.

Il già citato cittadino “comune” rimane scettico e il dibattito continua…

(Foto: siracusacalcio.net)

Nuovo ostello

OSTELLO DELLA GIOVENTU’, NUOVO PROGETTO

 ostello.jpg

Si ritorna a parlare di nuove iniziative inerenti le disponibilità di alloggiamenti per studenti e non all’interno della Provincia di Siracusa e principalmente nella città capoluogo, da sempre carente dal punto di vista dei servizi alla popolazione giovanile studentesca e/o universitaria.

Sembrerebbe in dirittura d’arrivo (il condizionale in questi casi è d’obbligo) la definizione del progetto architettonico e relativa approvazione da parte della Provincia e del Comune, della nuova struttura ricettiva inserita nella zona del quartiere di Belvedere che, superati i problemi dello stanziamento dei fondi e dei ritardi delle verifiche e approvazioni di rito, della definizione e aggiudicazione della gara d’appalto,  si stima possa essere realizzato e ristrutturato in nove mesi e reso disponibile ai giovani che ne faranno richiesta entro un anno e mezzo a partire da ora.  

Il progetto attuale, rispetto a quello precedente, prevede un maggiore numero di stanze, che verranno realizzate risparmiando sui costi delle rifiniture, inizialmente paragonabili a quelle di un hotel a 5 stelle e ritenute, comprensibilmente, superflue per una struttura destinata a giovani e giovanissimi che necessitano di sistemazione temporanea, al fine di aumentare sensibilmente il numero dei posti disponibili.

Insomma, uno spiraglio di luce, in una situazione complessiva di chiaroscuri relativa alla gestione delle strutture scolastiche e universitarie della città, che ha sofferto numerose delusioni nella gestione anche delle Facoltà di Architettura delle Università di Catania ed i relativi corsi, dei consorzi universitari sorti a Siracusa negli ultimi anni e nel balletto delle varie ipotesi di apertura in città di nuovi corsi e facoltà delle università di Catania e Messina, ipotesi poi rimaste nel cassetto.

Una situazione che continua, comunque, a mantenere la città di Siracusa, dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, ai margini della vivacità culturale siciliana e come in una sorta di “limbo” a fronte delle ben più strutturate e organizzate realtà universitarie e dei grandi poli dell’istruzione catanesi, messinesi e palermitani. (Foto: particolare del progetto dell’Ostello,fonte siracusanews.it)

Fronte del porto

porto.jpgIl titolo di questo post potrebbe fare pensare ad un famoso film degli anni cinquanta con Marlon Brando ma, in questo caso, ci si riferisce in realtà ad un altro porto.
Il “fronte” è infatti quello che riguarda il porto grande di Siracusa, i cui progetti per il futuro stanno diventando un’altra infinita telenovela cittadina. Spesso, purtroppo, nella nostra città, viene da chiedersi se il male peggiore sia un certo immobilismo diffuso o, peggio ancora, le tante iniziative che poi non vengono portate a termine.
Se fino ad un paio di anni fa i Siracusani sapevano che sarebbe stato costruito un porto turistico, presto le loro certezze si sono trasformate in dubbi di fronte a sequestri e blocchi della magistratura prima e denunce di associazioni ambientaliste poi, per segnalare un possibile abnorme interramento delle acque. E’ di questi giorni la notizia che la soprintendenza ha avviato l’iter per revocare i pareri favorevoli alla costruzione dati pochi anni fa. Insomma, quanti con passione seguono le vicende cittadine non possono che chiedersi se i nostri amministratori abbiano le idee particolarmente confuse o se alcune parti in gioco agiscano in malafede. Dirimere il mistero è probabilmente arduo se non impossibile per quanti non conoscono i retroscena della politica e dell’imprenditoria. Resta però adesso la grande paura che le colate di cemento finora gettate restino tali senza trovare una loro conclusione definitiva. E’ chiaro che il porto di Siracusa deve trovare una propria vocazione e questo, in maniera ecocompatibile. Il turismo sostenibile non può che essere la soluzione migliore per la città se non si vuole tornare ad avere un porto invaso da petroliere e piattaforme petrolifere come era negli anni settanta e ottanta, periodo in cui nelle nostre acque si effettuava la manutenzione di queste navi con tutti i conseguenti danno all’ambiente ed alla salute cittadina che si possono immaginare.

Immagine: Siracusa anni ’80, petroliere e silos caratterizzano il porto (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Si rinnova il porto piccolo

VIR-IMG_9449m.jpgSì è fatto un gran parlare negli ultimi tempi del futuro del porto grande di Siracusa. Di contro, per parecchi anni, erano rimaste nel dimenticatoio le sorti del porto piccolo, a nord di Ortigia. Adesso, finalmente, qualcosa sembra muoversi per riqualificare quest’area cittadina ingiustamente trascurata. Il porto piccolo era già citato da tanti storici antichi e nelle sue vicinanze insistono resti archeologici come l’antico arsenale greco. Per molti anni l’area, in prossimità del cosidetto “sbarcadero Santa Lucia” fu una vera e propria discarica abusiva di rifiuti di ogni sorta. In anni recenti la situazione ha avuto qualche miglioramento con la bonifica della discarica e la realizzazione di un solarium privato, sebbene contestato da parte della cittadinanza. In realtà, però, il lungomare e gli edifici che si affacciano su di esso attendono da numeroso tempo un restyling che potrebbe trasformare questo luogo semiabbandonato in una delle più belle passeggiate cittadine, forte anche del suo panorama sul centro storico.
SIC-IMG_9450m.jpgLa notizia nuova è che è stata approvata una gara d’appalto di due milioni di euro per il recupero del porto piccolo. Tra le intenzioni dell’ammministrazione vi è la creazione di una passeggiata degna di tale nome, abbellita da alberi e panchine e una sistemazione estetica dell’approdo per le barche. Una seconda fase prevederebbe addirittura la creazione di un ponticello pedonale per l’isola di Ortigia. La speranza è che sia la volta buona per il rilancio di questa parte della città da troppo tempo abbandonata a se stessa. Il lungomare, adeguatamente valorizzato, regalerebbe ai Siracusani un nuovo luogo per il tempo libero, direttamente a ridosso della pista ciclabile. Sebbene nei progetti non figuri al momento nulla del genere, è bello immaginare il porto piccolo come naturale prolungamento della pista ciclabile e magari come ingresso a due ruote per l’isola di Ortigia. Che Siracusa possa divenire in futuro un po’ più ecologica e più verde ? Voliamo per una volta con la fantasia dimenticando cassoni in calcestruzzo e gli altri ecomostri visti negli ultimi decenni.

Immagini: il porto piccolo, nuovo fiore all’occhiello di Siracusa ? (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)


La triste sorte di un monumento dimenticato

gesuiti1.jpgUn argomento che a Siracusa offre infiniti spunti di discussione è quello dei lavori pubblici. A voler entrare nei dettagli, sull’argomento, si potrebbero scrivere interi libri, altro che alcuni post in un blog !
Esistono ad esempio i lavori che sono eternamente in dirittura d’arrivo. E’ il caso, ad esempio del teatro comunale, citato appena la settimana scorsa, e che vanta di “essere aperto da un momento all’altro” da circa cinquant’anni. Ci sono poi i lavori che non partono mai ma in compenso hanno già cambiato innumerevoli volte la loro fisionomia. Questo è ad esempio il caso dell’ex carcere borbonico che da anni attende l’avvio dei lavori ma, nell’attesa, è già diventato varie volte un albergo, una casa per studenti, un centro congressi e quant’altro. Ci sono poi i lavori lasciati a metà e che finiscono per cadere nel dimenticatoio. Tra i tanti esempi si può citare il mega-scheletro di cemento armato che un giorno dovrebbe divenire il posteggio di via Mazzanti.
gesuiti2.jpgUna categoria particolare o non meglio definita sono quei lavori di cui non si parla più. Quelli che ad un certo punto sembrerebbero aver avuto termine. Quei lavori dove a guardare la struttura da fuori, nulla impedirebbe l’apertura ma (almeno al  comune cittadino) non è chiara la motivazione della chiusura. Si passa, si guarda, convinti che da un giorno all’altro i lavori termineranno. Poi pian piano ci si abitua e si dimentica il tutto, presi dalla routine della quotidianità.
E’ questo il caso della Chiesa del Collegio dei Gesuiti e dell’annessa Cripta del Collegio. A memoria di Siracusano sono in pochi a poter dire di aver visitato questa importante chiesa cittadina negli ultimi tempi. La chiesa sorge nella centralissima via Cavour, a due passi da piazza Duomo. E’ un punto di passaggio per quanti, turisti o Siracusani, si recano verso la cattedrale. La facciata spicca imponente con le sue forme barocche e, se ci si ferma un attimo a guardarla, da non addetti ai lavori, non sembra certo pericolante. Qualcuno rammenterà che alcuni anni orsono, per brevi periodi, è stata anche aperta per mostre temporanee o, in via del tutto eccezionale, in concomitanza con alcuni meeting internazionali. Qualcuno ricorderà anche dei lavori di restauro che ad un certo punto ebbero termine. Poi, come detto, iniziò l’oblio. Nulla è dato di sapere sul futuro della chiesa. Cosa ne impedisce l’apertura ? Quando avverrà ?  La vicenda del teatro comunale insegna che è meglio non dare date esatte ! Stessa sorte tocca all’annessa cripta del collegio: per anni è stato tra i pochi punti espositivi della città dove hanno trovato spazio le maggiori mostre tenute a Siracusa. Poi è venuta la chiusura e l’oblio senza nessuna notizia sui progetti futuri. Ogni tanto qualcuno si sofferma ancora ad osservare curioso le scalinate della Chiesa del Collegio, chiedendosi magari quando sarà possibile visitarla. State tranquilli, questione di poco, ancora qualche anno e bancarelle e venditori ambulanti avranno definitavamente mimetizzato l’ingresso facendo del tutto dimenticare questo monumento.

Immagini: stemma sul portale della chiesa dei collegio (foto tratta dal sito della Galleria Roma) e ingresso della chiesa (foto G. Dall’Orto/Wikipedia)


Teatro comunale, un anno dopo

802221801.jpgChissà che cosa direbbero i nostri antenati greci, fondatori di Siracusa, nel sapere che oggi la città priva di un teatro. Probabilmente scuoterebbero la testa estereffatti nello scoprire che un teatro comunale dopotutto esiste ma è chiuso da oltre cinquant’anni per lavori di restauro ! Proprio loro che, fondata una delle città più potenti del Mediterraneo, la dotarono di un teatro, scavato nella roccia, che, ancora oggi, è tra i meglio conservati del Mare Nostrum.
Altri tempi, altra stoffa ed altre storie in quanto la triste realtà odierna è che pur passando le stagioni, le amministrazioni e rinnovandosi le promesse, tutto sembra rimanere immutabile nella prevista riapertura dello splendido teatro comunale nel centro storico. Del teatro comunale di Ortigia, della sua storia e delle previsioni sul suo futuro abbiamo avuto modo di parlare su questo blog poco meno di un anno fa. Era giusto la fine di gennaio del 2010 quando per l’ennesima volta si annunciavano trionfalmente 18 mesi di lavori di consolidamento e poi soltanto gli arredi interni. Cosa è cambiato da allora ? Praticamente nulla ! In questi giorni i media locali ci hanno informato che i lavori sono bloccati, questa volta per un contenzioso giudiziario tra le ditte appaltatrici. In parole comprensibili, 12 mesi, dei 18 promessi sono già volati senza che nulla sia stato toccato nell’antica struttura. Ma dall’alto, ancora una volta, si assicura con ottimismo: “tra poco i lavori potranno ripartire, poi una volta finito il consolidamento, mancheranno solamente gli arredi interni”. Lascia un po’ con l’amaro in bocca questo proclama che ha uno strano senso di deja-vu. Per il momento, per il grande teatro, il Siracusano deve continuare ad aspettare la bella stagione, per poter vedere le rappresentazioni in quel mirabile monumento che gli antichi, fortunatamente, ci hanno lasciato oltre duemila anni fa.


Un inaspettato regalo alla città

31649893.jpgLa notizia in realtà risale a qualche giorno fa ma le festività natalizie non ci hanno finora consentito di porre l’accento su un’inaspettato regalo alla città da parte del consiglio comunale, in questa fine d’anno. Si tratta della decisione, approvata quasi unanimemente ,di modificare il PRG (piano regolatore generale) che regola l’espansione urbanistica dei prossimi anni. Della vicenda abbiamo avuto modo di parlare in parecchie occasioni tra le righe di questo blog e la perseveranza e l’impegno di numerose associazioni cittadine oltre che di personaggi di fama quali Enzo Maiorca, hanno portato la questione anche alla ribalta nazionale.
Il pericolo era quello di cementificazione selvaggia in alcune delle più belle ed ultime aree incontaminate del territorio siracusano, in primis la costa della Pillirina, lungo la riserva marina del Plemmirio e poi, ancora, l’altipiano dell’Epipoli ed il Porto Grande.
Come c’era da aspettarsi il mondo politico ha applaudito unanimemente a questa giusta decisione di rivedere il piano regolatore scellerato, salvo dimenticare che in molti, fino a pochi mesi, fa lo appoggiavano e sostenevano fosse immodificabile mentre tanti erano anche coloro che lo approvarono in votazione alcuni anni orsono.
Ma tutto è bene quel che finisce bene e, in questo caso si tratta di una vittoria per la cittadinanza siracusana che ha dimostrato che facendo sentire la propria voce le cose possono ancora cambiare. Non si tratta certo di un punto di arrivo ma sicuramente di un nuovo inizio. Tanto  è il lavoro ancora da fare: vigilare e valorizzare la costa, lottare per il previsto parco delle mura dionigiane al posto di innumerevoli e non necessarie villette a schiera e controllare che lo sviluppo del porto turistico non scada in colate di cemento, magari di scadente qualità. Insomma, un bel programma per il 2011 ma, per il momento, da cittadini amanti di Siracusa, godiamoci questa vittoria nell’anno che va terminando.


Stasera, in streaming, il futuro della città

Che tra i Siracusani e la politica locale non corra un buon rapporto non è certo un mistero. Anzi, stando ai risultati di un recente sondaggio, ripreso da diversi quotidiani, in molti casi, il rapporto tra il cittadino siracusano ed i suoi rappresentanti, corre proprio su due binari paralleli che difficilmente si incontrano. Sconosciuti in molti casi i nomi dei vari amministratori, ancora più i volti e, soprattutto, si è spesso ignari delle decisioni prese in seno ai vari organi di amministrazione cittadini.
vermexio.jpgD’altro canto, come dare del tutto torto al cittadino siracusano ? Il frequente disinteresse mostrato dalla politica locale verso la città reale viene ricambiato con un’equivalente non curanza (anche se ovviamente del tutto biasimabile) nei confronti dei nostri rappresentanti.
Eppure, nel generale clima di assuefazione e di sfiducia, negli ultimi mesi, un argomento è riuscito a ravvivare gli animi, far divergere le opinioni e far rinascere l’interesse di numerosi cittadini sugli argomenti dibattuti in consiglio comunale.
La “pietra della discordia” è la crescita urbanistica della città o, in senso più ampio, il piano regolatore cittadino (il PRG) e lo sviluppo edilizio sulle aree ancora libere.
Sull’argomento ci siamo soffermati più volte (per i dettagli è sufficiente tornare su alcuni post di questi mesi). Basti dire che in questi giorni si arriva alle battute finali di uno scontro che vede contrapposte  numerose associazioni e privati cittadini, per buona parte riuniti nel comitato SOS-Siracusa da una parte e un fronte altrettanto compatto, costituito principalmente da imprenditori e politici, dall’altra.  I primi che hanno tra le loro fila anche un personaggio-simbolo come lo sportivo Enzo Maiorca paventano il rischio di cementificazione selvaggia. I secondi, invece, rivendicano la totale correttezza del PRG, la necessità di investire nello sviluppo turistico cittadino e l’illegalità di modifiche al piano regolatore.
Insomma, si tratta di due fronti agguerriti che rivendicano le proprie ragioni e dalle posizioni che difficilmente sembrano conciliabili.
Bene, qual è allora la novità in merito all’argomento e, soprattutto, cosa ha a che vedere coln la premessa sul disinteresse dei siracusani per la politica ?
marina3.jpgProprio oggi è una giornata che potrebbe essere campale per il futuro edilizo della città. Per questa sera si preannuncia infatti una riunione del consiglio comunale che potrebbe essere infuocata visto che all’ordine del giorno sono previste proprio le possibilità di modifiche e varianti al piano regolatore. In linguaggio non-politichese potremmo dire che oggi è uno di quei giorni che saranno determinanti per decidere quale aspetto avranno tra alcuni anni il porto o la zona costiera del Plemmirio o ancora l’altipiano dell’Epipoli. Molti attivisti invitano i cittadini ad assistere alla riunione in prima persona, per far capire che la città non è indifferente al proprio futuro. Per quanti non ne hanno la possibilità la tecnologia offre però oggi un servizio in più. Grazie ad una webtv locale, infatti, l’intera riunione del consiglio comunale sarà trasmessa in diretta in streaming a partire dalle ore 19 sul sito  Siracusatv e potrà essere comodamente visionata anche da casa. Come dire: la parola passa oggi ai nostri rappresentanti, ma è un’occasione per smentire i sondaggi e conoscere i volti di chi rappresenta ed avere consapevolezza delle scelte che sostengono per la città. In un modo o nell’altro tra un decennio o poco più larghe aree della città avranno cambiato il loro volto. Questa sera, in streaming, l’occasione per conoscere la Siracusa che verrà.

Il ritorno della Marina

SIC-IMG6268m.jpgDopo quasi due anni di attesa la Marina è finalmente tornata libera ! Da alcuni giorni, passeggiando nel centro storico, lungo il Foro Italico, la visuale del mare non è più negata dagli orribili cassoni di cemento posti li per scopi di cantiere. Alla fine, nonostante il comprensibile scetticismo ormai sviluppato dai più (basta leggere i passati post dedicati su questo blog all’argomento), il lavoro delle gru e dei rimorchiatori è proceduto celere, togliendo i manufatti in calcestruzzo e ricollocandoli, temporaneamente, nella zona industriale. I Siracusani, dunque, almeno quest’estate avranno di nuovo la loro passeggiata alla Marina. Certo, gli interrogativi, e, soprattutto, le perplessità rimangono ancora tante. Il mare è di nuovo a vista ma la banchina, almeno al momento non è certo un bel vedersi. Adesso per completare l’opera occorre che chi di dovere provveda a sgomberare i resti del cantiere per il porto turistico e a riparare lo strato d’asfalto. Le piazzole che servivano per l’ormeggio ed i servizi a yacht e barche a vela sono ovviamente scomparse da tempo. Sono in molti però (e non solo gli operatori commerciali che sono stati i più colpiti da questa situazione) a ripiangere le afose notti estive quando la banchina della marina era gremita da barche da turismo di tutte le stazze che facevano la gioia del pettegolezzo e, a volte, regalavano soprese quali vip italiani e star di Hollywood che inaspettatamente toccavano terra per passeggiare in quel di Ortigia.
Insomma, a conti fatti era stato promesso un sensazionale porto turistico ma, fin qua, nonostante le assicurazioni, la città ne ha avuto solo disagi e disservizi. I tempi celeri promessi si sono dilungati a dismisura e la riqualificazione che doveva portare tarda ad arrivare mentre solo un intervento della magistratura, ironia della sorte, ha consentito le condizioni per la rimozione delle strutture di cemento armato autorizzate (da non si sa chi) in quel luogo splendido. Si dice che il progetto non è fermo e che Siracusa avrà il porto turistico che merita. Quel poco che molti cittadini hanno invece finora constatato è la validità dell’antico motto “si stava meglio, quando si stava peggio). Ci sarà il porto turistico ? Vedremo. Per il momento però evviva il ritorno della cara vecchia Marina.

Immagine: con la rimozione dei cassoni di cemento il mare e le barche tornano a far capolino sul lungomare di Ortigia (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk