L’epidemia del “punteruolo rosso”

punteruolo.jpgIl “punteruolo rosso”, questo sconosciuto (ma non poi tanto) ovvero Rhynchophorus ferrugineus … un pericoloso parassita della palme mediterranee già assurto all’onore delle cronache in diversi programmi televisivi (vedi “Striscia la notizia”) in tutto il mediterraneo, nei luoghi di villeggiatura (Capri, ad esempio) e anche nella città di Siracusa. Ormai l’emergenza è a livelli massimi di allerta, a quanto sembra i proprietari di queste palme aggredite dall’insetto devono procedere all’abbattimento immediato (con tanto di ammenda pecuniaria in caso di omessa denuncia), almeno da quanto si evince da un comunicato stampa che il Comune di Siracusa si è affrettato a diffondere ai media. Nel quale si specifica che dette palme vanno smaltite con procedura assimilabile a quella dei rifiuti speciali (!): “queste piante, infatti, sono considerate un rifiuto speciale e di conseguenza non possono essere smaltite con la procedura ordinaria ma lo smaltimento necessita di un iter più complesso”  (dichiarazione dell’assessore Concetto La Bianca). Autorevoli esperti postulano l’estinzione delle palme mediterranee in gran parte delle città italiane entro il 2015… e, a scanso di facile ironia, non osiamo immaginare la nostra città senza di esse…

L’epidemia del “punteruolo rosso”ultima modifica: 2012-10-05T23:28:31+02:00da admin
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2 pensieri su “L’epidemia del “punteruolo rosso”

  1. La lotta al Punteruolo Rosso della palma non è cosa facile, ma è fattibile.
    Come lotta preventiva occorre trattare la chioma e la corona con prodotti biologici (Nematodi della specie Steirnernema) in grado di attaccare e distruggere gli adulti, le pupe e le larve del Punteruolo.
    La medesima lotta occorre continuarla quale lotta di mantenimento anche dopo aver eseguito i trattamenti curativi ed eradicanti dell’infestazione.
    Come lotta curativa, con infestazione in atto, invito a visitare il sito http://www.endoterapia.biz dove, nella specifica sezione palma, è descritta la metodologia per combattere l’insetto e disinfestare al 100% la pianta attaccata (ovviamente occorre intervenire prima che il cuore vegetativo sia distrutto)
    Una delle fasi del metodo Giomi descritto per combattere il punteruolo è l’Endoterapia.
    I prodotti a cui si fa riferimento sono prodotti chimici; l’utilizzo dei Nematodi sostituisce quello dei prodotti chimici.

    Un esempio tangibile di risultato positivo di lotta al Punteruolo si trova proprio nel suo campo di battaglia preferito: la Sicilia, dove il comune di Menfi e comuni limitrofi vantano un patrimonio palmicolo sano avendone affidata la manutenzione ad una ditta che adotta la metodologia Giomi per la lotta al Punteruolo rosso; così come in provincia di Roma, Viterbo, Latina, Salerno, Cagliari, Bari, Lecce, Cosenza ecc. ove operano ditte che, adottando la metodologia menzionata, stanno salvando palme private e pubbliche.
    Sono ormai circa 5000 le palme, attaccate dal Punteruolo, trattate e salvate con il metodo Giomi.

    Purtroppo tutti i risultati ottenuti nella lotta al Punteruolo sono a carattere privato, non vengono sostenuti o considerati dall’Ente pubblico preposto, vale a dire gli Uffici Fitopatologici delle Regioni, che continuano a riconoscere, quale unico metodo di lotta, l’abbattimento della pianta.

    Tutti quanti, dalle Università agli Enti Regionali e Governativi, parlano di Punteruolo rosso come di una calamità ed emergenza nazionale, ma non vedo quello spirito necessario per affrontarla.
    Sembra quasi che non ammettere l’esistenza di sistemi di salvataggio e abbattere la palma sia più conveniente che salvarla; mah ………

    Giomi

    Una palma attaccata da Punteruolo occorre trattarla con una energica potatura delle foglie ed una rasatura del capitello (Dendrochirurgia) seguita da una abbondante irrorazione alla corona e capitello e da Endoterapia 50 cm – 1 metro sotto alla zona della corona.
    Da quel momento occorre trattarla ogni 30-40 giorni con irrorazione.
    Il prodotto da utilizzare : prodotto a base di Nematodi + Chitosano (Nemopack per fare un nome).
    In questo modo si rispetta l’ambiente (prodotto completamente biologico) si ottiene una ottima copertura (il nematode vive per circa 40 giorni) con un costo limitato (nel caso di palma infestata una confezione è sufficiente per 2 palme; nel caso di palma non infestata o di trattamento di mantenimento una confezione è sufficiente per 5 palme).
    GIOMI
    http://www.endoterapia.biz

  2. Neanche i nematodi riescono a debellare questo coleottero..sperimentati direttamente anche da noi che operiamo sul campo sin dal 2005 dalla sicilia alla calbria e non solo..fino adesso tutti i metodi provati possono dare dei benefici se ben curati e tenuti sotto controllo solo in fase preventiva, cioè che la pianta non sia stata attaccata e con trattamenti endoterapici con profilassi speciali da noi accuratamente approvate. Mentre se la palma è già statainfestata difficilmente ci sono buone probabilità di salvezza, e quindi procedere con l’abbattimento.

    Infine concludiamo che l’endoterapia (con la profailassi e le techniche a cura di Technogreen Cesena operante nel settore da oltre 30 anni) rappresenta fino adesso il miglior metodo come curapreventiva per la salvezza delle palme.

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