Il museo di Paolo Orsi

museo1.jpg“Quando entriamo in un museo, molto spesso la sensazione è quella che il passatempo preferito degli antichi fosse quello di fare vasi e romperli”.

Ci si passi la battuta ma in un complesso di quasi 3.000 metri quadri e con un’esposizione di oltre 18.000 pezzi, qual è quella del Museo Paolo Orsi di Siracusa, tale impressione è davvero evidente, soprattutto dopo aver avuto il piacere di ammirare oggetti in ceramica della civiltà delle colonie elleniche nella provincia di Siracusa, ha messo in risalto, in un arco di tempo che copre più di otto secoli, la vasta produzione di un’arte in costante evoluzione.

Sintetizzando e schematizzando le varie epoche storiche, esse comprendono una parte preistorica e tre diversi lassi temporali identificabili nelle cosiddette età del bronzo.

porsi.jpgL’originario popolo dei Sicani è protagonista della seziona preistorica, nella quale la ceramica di produzione autoctona, sviluppata essenzialmente per usi famigliari, quali la conservazione di cibi e bevande o per scopi rituali, non evidenzia particolari raffinatezze, anzi si tratta di ceramica grezza atta esclusivamente a usi domestici.

Nell’età del bronzo antico (prima del XV° secolo A.C.), invece, comincia ad evidenziarsi, soprattutto nei reperti della civiltà castellucciana di Noto, una più ricercata raffinatezza sia nei particolari, come ad esempio l’introduzione dei manici sulle anfore, ma soprattutto le prime decorazioni e colorazioni.

Con l’età del bronzo medio (XV-XIII sec. A.C.), e con la cultura di Thapsos, l’affinazione della tecnica raggiunge livelli più elevati, merito anche dei fiorenti traffici commerciali e della richiesta sempre più rilevante nonché dell’influsso greco.

Nonostante il periodo storico successivo, tra il XIII e XI secolo, che denuncia un regresso nelle attività artistiche, una sorta di medio evo greco, con la produzione dell’età del bronzo finale (XI-IX sec. A.C.), e in particolar modo quella riscontrata nei siti di Pantalica, l’arte ceramica raggiunge livelli di grande qualità.

Da quest’epoca inizia la produzione a tornio, e non più manuale, lo stile si fa elegantemente geometrico, viene introdotto lo schema a figure nere e si assiste ad una maggiore ricercatezza di argomenti e decorazioni ricavate dai miti e dalle rappresentazioni delle antiche civiltà orientali, fra queste quella egiziana, come si evince dalla raffigurazione di sfingi e figure animali esotiche.

Ancora la ricca esposizione di crateri, vasi religiosi e oggetti in ceramica policroma, anche oggetti d’importazione e di imitazione da tutta l’Attica e Atene in particolar modo, dai siti della Megara Iblea, dai caratteristici vasi a tre manici per l’acqua(idrie) fino alle elaboratissime opere con rappresentazioni delle antiche opere di Omero, Iliade ed Odissea, che nonostante la difficoltà storica nella rappresentazione della prospettiva nulla tolgono allo spessore culturale e artistico di questa immensa esposizione.

 

Il museo di Paolo Orsiultima modifica: 2012-01-18T17:35:23+01:00da admin
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