Vaccari-Mauceri: i pupari di Ortigia

pupi.jpgNell’era della tecnologia e della multimedialità, parlare di pupi siciliani evoca immediatamente immagini d’altri tempi, di spettacoli di piazza, fra il vociare di piccoli e grandi ed il rumore delle armature, di minuscoli teatrini polverosi. Ancora oggi sopravvivono alcuni teatri che cercano di mantenere la tradizione spesso proponendo rappresentazioni per turisti. Recentemente l’UNESCO ha dichiarato il Teatro dell’Opera dei Pupi, Capolavoro del patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità. Per riscoprire e attualizzare questa espressiva e affascinante forma d’arte, è possibile visitare il Museo Aretuseo dei pupi, in piazza San Giuseppe 33, che espone l’unica collezione rimasta integra di pupi siracusani. La famiglia Vaccaro-Mauceri apre ogni giorno,esclusa la domenica, il sipario su questa antica tradizione per farne conoscere la favola di legno e cartapesta.

250px-Siracusa_Teatro_dei_Pupi.jpgL’Opera dei Pupi, com’è noto, è una rappresentazione teatrale i cui protagonisti sono i Paladini di Carlo Magno, raffigurati da delle particolari marionette, dette Pupi e narra storie tratte dalla Chanson de Roland. L’Opera è tipica della tradizione siciliana dei cuntastori, cantastorie in italiano. I teatri dell’Opera dei Pupi furono un genere di spettacolo che ebbe notevole successo nella Sicilia del XIX secolo. Secondo molti trassero origine dal ciclo epico di Don Chisciotte. Riccamente decorati e cesellati, con una struttura in legno, i pupi hanno delle vere e proprie corazze e variano nei movimenti a seconda della scuola di appartenenza. La differenza più evidente sta nelle articolazioni: leggeri e snodabili, comunque difficili da manovrare, oppure più pesanti e con gli arti fissi ma più semplici da manovrare. Il puparo, cura lo spettacolo, le sceneggiature, i pupi, e con un timbro di voce particolare riesce a dare suggestioni, ardore e pathos alle scene epiche rappresentate. I pupari recitano a memoria opere come la Chanson de Roland, la Gerusalemme liberata e l’Orlando furioso. Ogni pupo rappresenta tipicamente un preciso paladino, caratterizzato per la corazza ed il mantello e gli spettatori usavano parteggiare per uno. Generalmente si contrapponevano, fra tutti, i sostenitori delle due figure più amate: Orlando e Rinaldo, ed altre figure  di rilievo: Carlo Magno, Angelica ed i saracini Rodomonte, Ferraù, Agramante, Marsilio.

pupi2.jpgA Siracusa, in particolare, la tradizione, che affonda le sue radici nell’età greca, è stata recentemente rinnovata grazie a sovvenzioni Europee. Con questi contributi è stato riaperto nel centro storico di Ortigia, un piccolo teatro e una bottega dell’opera dei pupi gestita dagli eredi dell’antica famiglia Mauceri. Inoltre è stato aperto un museo dei pupi che espone la tradizione aretusea presenta già dalla metà dell’ottocento. Il museo apre lo scenario su questo mondo fantastico, dove è possibile ammirare i pupi in fase di costruzione, gli arnesi utilizzati, i primi pupi realizzati, il primo laboratorio, gli spettacoli itineranti. Presso il museo è stato inoltre allestito un Centro studi sull’opra siracusana, che raccoglie ogni tassello della storia del teatro dei pupi a Siracusa ed ospita una ricca collezione di libri tematici, raccolte di testimonianze audio e video, cartoline e antichi manifesti.

Per tutti coloro che vogliono ancora sognare le gesta e rivivere le storie dei paladini di Francia il   museo aretuseo dei pupi è in Piazza San Giuseppe 33, per visite e informazioni tel. 0931.465540 – 347.3810826 oppure info@pupari.com.

 

Vaccari-Mauceri: i pupari di Ortigiaultima modifica: 2012-01-11T11:01:36+01:00da admin
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