Alla ricerca delle virtù perdute: la determinazione

determinazion.jpgProseguendo il filo della ricerca delle virtù perdute, in questo suo nuovo intervento, Fausto Lionti, coordinatore dell’Associazione Culturale Nuova Acropoli di Siracusa, ci parla del senso della parola determinazione (articolo apparso sulla rivista omonima, n.d.r.), così tanto evocata nel linguaggio quotidiano ma, come tante parole pregne di significato, non sempre del tutto pienamente compresa.  

Abbiamo perso una virtù, la capacità di avere una volontà ferma, stabile, non perché non esiste ma perché è una rarità trovarla in un’epoca in cui tutto sembra facile e raggiungibile, in cui tutte le cose hanno lo stesso valore e di conseguenza non ne hanno alcuno.

Tutto questo ha condizionato o meglio ha indebolito la volontà e la chiarezza negli obiettivi, se per arrivare alla meta occorre perseguire, lottare, sforzarsi cadere e rialzarsi, è meglio cambiare meta tanto non si hanno fini definiti, determinati cioè entro limiti certi e chiari.

Non si ha la capacità di scelta. Oggi si esalta la libertà che porta con sé la possibilità di preferenza, ma non sappiamo scegliere perché non conosciamo le opzioni perché mai le abbiamo approfondite e non abbiamo neanche sviluppata la capacità di vagliare: è come trovarsi davanti a tante bottiglie di vino che vanno dalle qualità più scadenti all’eccellenza ma non conoscendo il vino non sappiamo quale scegliere.

Oggi in apparenza abbiamo molte possibilità, molte alternative, abbiamo una sovrabbondanza di informazioni ma non abbiamo la preparazione culturale e morale per avere una sana capacità decisionale.

Se uno sa cosa vuole, determina lo spazio ed esclude tutto ciò che sta intorno, che è superfluo; è come la concentrazione che centra un punto. Quando si è indeterminati, non convinti, si vaga in spazi molto aperti senza limiti e senza mete, l’occhio non sa dove posarsi e la volontà non sa quale direzione prendere. Il determinato ha un inizio per giungere alla fine dell’obiettivo fissato è de-terminato.

Perché non troviamo gente pronta a prendere un impegno e a portarlo a termine con determinazione? A volte ci sono i buoni propositi ma sono troppe le distrazioni e non siamo più abituati a coltivare le virtù cosi al posto della determinatezza esiste la caparbietà, la cocciutaggine che è fissarsi per orgoglio o per egoismo e non per chiarezza di fini.

Forse in pochi sanno che Termine era un epiteto di Giove con significato di protettore dell’impegno e in seguito divenne la divinità che vegliava i confini dei poderi

Termine è passato nel diritto romano come un evento futuro che è certo, anche se in alcuni casi non si sa quando il suo verificarsi, come il caso della morte, ed è distinto dalla condizione (un altro concetto giuridico) che permane incerto il verificarsi dell’evento a cui l’ordinamento subordina effetti giuridici.

Da qui deriva la parola determinato che è colui che ha preso un impegno con se stesso e di certo, grazie a questa virtù, ne è il risultato.

Il determinato è risoluto e fermo nelle decisioni prese perché valutate. Determinati si può essere per una meta ma si può esserlo nella vita. Si diventa una persona con una forza di carattere che mostra la propria tenacia in ogni situazione che ci porterà ad avere successo in tutti gli ambiti della nostra esistenza.

 

Fato che spingi e respingi,                

ineluttabile ti fingi.

Fatto tu fosti per temprare l’animo,      

il diamante segna la pietra più dura

per tale ragione non ti biasimo

Prima che finisca la notte oscura

la determinazione, la invitta,

sarà l’arma risoluta e sicura.           

Fato che stringi e costringi

non sei tu quello che vinci.

 

Fausto Lionti

 

Alla ricerca delle virtù perdute: la determinazioneultima modifica: 2012-01-09T10:52:02+01:00da admin
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