Sull’essere “contro corrente”

controcorrente.jpgNel nuovo appuntamento dedicato alle riflessioni su società e stili di vita, il coordinatore regionale dell’Associazione culturale Nuova Acropoli Italia, Fausto Lionti, affronta l’argomento (pubblicato sulla rivista dell’omonima associazione, n.24 gennaio-marzo 2011) dell’essere “contro corrente”: ha senso esserlo? E come si fa ad andare contro le regole nel mondo giusto senza farsi trascinare dagli istinti inconsci o dettati dalle mode passeggere? Si può essere anticonformisti in modo intelligente e costruttivo?

 

Quanto spesso oggi si dice e ci si manifesta desiderosi di “essere trasgressivi”? Mentre un tempo, neanche troppo lontano, si usava dire di voler “essere controcorrente”, sembra che, comunque, il risultato non sia cambiato un granché: considerarsi “trasgressivi” o essere “controcorrente” caratterizza coloro che non vogliono seguire le regole e, soprattutto, vogliono che i singoli atteggiamenti ne evidenzino proprio il mancato rispetto.

 

Oggi il giovane, prima ancora di conoscere le regole ha già imparato a non rispettarle! Eppure, se è vero che per un verso le regole, attualmente, non rispecchiano principi ma sono etichette poste ed imposte, è altrettanto vero che le norme non sono e non vogliono essere neanche comprese. La conseguenza, evidente negli atteggiamenti attuali, è che, semmai vi è una regola, la si preferisce trasgredire, anche e soprattutto per non sentirsi uniformati agli altri, come se il non rispetto per una qualsiasi regola ci proiettasse fuori dalla massa! Ed ecco, così, nascere “mode” trasgressive e controcorrente come quella del piercing o del tatuaggio senza scrupoli e, prima ancora, le mode “estreme” o il distinguersi con tagli e colorazioni particolari ai capelli. Il giovane sembra dire: “io sono fatto così, non sono la copia degli altri, ma non voglio più essere anonimo!”. Ma quanto accede dopo ha qualcosa di paradossale: dopo i primi audaci, gli altri si “accodano” tanto da far sorgere una “massa di diversi” che ricreano una nuova moda, un fatto “ordinario” che smette di essere “trasgressivo” e “controcorrente”. E, allora, via alla ricerca di una nuova stravaganza per ricostruire il cerchio ancora una volta!

 

Eppure, è vero: l’uomo ha bisogno di sentirsi originale! E’ tanto grande il desiderio di riconoscersi e di costruirsi come identità che si finisce per percorrere strade anomale! Forse, per sentirsi “originali” occorrerebbe percorrere strade diverse, magari andando all’origine dell’uomo stesso… Ogni essere umano è decisamente unico e “l’individualità” rappresenta in maniera indiscussa la nostra stessa origine. Probabilmente, c’è poco da inventarsi… se non si vuole cadere nel rischio di aggiungere altre maschere a quelle già costruite… il rischio è che si modifica l’apparenza ma ci si allontana ancora di più da se stessi.

 

Nulla di più naturale nel “voler andare controcorrente”: se ci immergiamo nella natura e osserviamo un semplice fiume, non sarà difficile notare come la corrente trascini fuscelli, foglie e tutto ciò che, inanimato, vi scorre sopra… eppure, ciò che è vivo, in quello stesso fiume, si comporta diversamente: un pesce, per esempio, tratta la corrente diversamente. La può risalire, se vuole! Ed ecco che, andare controcorrente fa sentire vivi, partecipi, volenterosi, autonomi… ma occorre prestare attenzione in quanto andare controcorrente equivale a risalire il letto del fiume, significa andare alla fonte, all’origine e mai, semplicemente, spostarsi da un sponda all’altra. Tutto ciò rischia di diventare solo un misero movimento apparente che, in fondo, non porta da nessuna parte.

 

Essere “massa” vuol dire sentirsi materia morta trascinata dall’impeto del fiume. Per andare nel senso contrario si richiede coraggio, forza, determinazione e, soprattutto, chiarezza sul dove si vuole andare, sulla meta di ogni sforzo.

 

Per sentirsi unici ed originali, allora, a poco serve inventarsi mode e stravaganze. Al contrario, necessita uno sforzo nella direzione del comprendere chi siamo, il senso profondo della vita e, per fare ciò, non urge aggiungere nulla, ma, al contrario, togliere, eliminare il superfluo, superare l’apparenza, pulire, smaltire tutto ciò che non ci appartiene come uomo e come umanità. Bisogna riscoprire la bellezza e la profondità della psiche, usando il linguaggio dei greci o dell’anima stessa.

 

E allora, la prossima volta che vedi un fiume, pensa a come risalirlo. Alla sua fonte potrai trovare l’acqua più pura.

 

 

 

VENNI VAGABONDO

 

Venni vagabondo

vagliando varie vie.

 

Vidi vecchi visi,

volti verso vacue veridicità;

vaghi vati vaticinando vane vanità.

 

Viaggiai veramente verso vereconde verità,

varcai volutamente velati vestiboli.

Vidi veraci valori.

 

Verso vie virtuose

vado vincitore.

M. Fausto Lionti

 

Sull’essere “contro corrente”ultima modifica: 2011-09-12T11:16:00+02:00da admin
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