“Il mare dei miti”, Alfeo & Aretusa, Ciane & Anapo…

aretusa.jpgQualche volta fa sinceramente piacere segnalare degli scritti, particolarmente interessanti sui miti e la storia della nostra città, tratti dalla stampa locale. Siracusa e il suo mare, intrisa di mitologia e leggenda è l’argomento della bellissima pagina “Dentro la città” dal titolo, appunto, “Il mare dei miti”, pubblicata ieri, domenica 7 agosto, su “La Sicilia” a firma di Daniela Frisone, la quale ripercorre con intelligenza e curiosità i racconti che la mitologia classica custodisce sulla città aretusea e cioè i miti di Alfeo ed Aretusa, di Ciane e Anapo, del gigante Tifeo ed infine si spinge ad evidenziare una non improbabile ipotesi sul passaggio di Ulisse nei pressi di Siracusa.

Nel primo mito, come molti siracusani sapranno, si narrano le sorti della bella ninfa Aretusa che inseguita da Alfeo (personificazione mitologica del fiume) viene soccorsa dalla dea Artemide e per sfuggire alle amorose attenzioni dello spasimante e di come “…più presto di quanto io non racconti il fatto, fui mutata in fonte. Ma il fiume riconobbe le acque amate e, deposta la forma umana che aveva preso, si trasformò nelle usuali onde, per mescolarsi con me. Artemide aprì la terra e io, immersa in oscure caverne, giungo in Ortigia, dove rivedo la luce”.

 

Nei miti di Ciane/Anapo e Tifeo, invece, sicuramente molto meno noti, l’autrice ci spiega qual è l’origine dei nomi dei due più importanti fiumi della zona di Siracusa e del gigante che giace sotto il vulcano Etna: Ciane (dal greco “cyanos”, variante del colore blu) è la ninfa coraggiosa che è ardentemente desiderata dal pastore Anapo, il quale “chiese agli dei di poter mutare anch’egli in un fiume, per congiungersi al suo amore perduto, e sfociare insieme nel mar Ionio sotto forma di un unico corso d’acqua” ; Tifeo è invece il gigante che, punito da Zeus per le coraggiose azioni contro la sua autorità fu sprofondato sotto la bocca del vulcano Etna e da lì, secondo alcune leggende “vomita fuoco e lava dal vulcano e, quando si dimena per liberarsi dalla sua orrenda condizione, scatena violenti terremoti. Siracusa, e in particolare Pachino, è una dei suoi eterni appoggi”.

 

Infine, Daniela Frisone ci racconta di come l’ipotesi dell’arrivo di Ulisse ad Ortigia non sia stato del tutto impossibile, considerate le parole usate dal sommo poeta Omero per descrivere l’isola di “Ogigia” e le condizioni climatiche del luogo: “certamente Ogigia non può non riecheggiare nel nome di Ortigia, l’isolotto del siracusano. Anche perché il racconto ricalca le condizioni meteorologiche delle nostre coste. Se ipotizziamo che il «turbinoso vento» che impediva l’uscita in mare fosse lo scirocco, la nave non era molto distante da Pachino” .

 

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“Il mare dei miti”, Alfeo & Aretusa, Ciane & Anapo…ultima modifica: 2011-08-08T11:01:50+02:00da admin
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