Biennale a Siracusa, Sgarbi, Caravaggio e l’arte contemporanea

sgarbi.jpg“Cosa vuol dire esser contemporaneo e che cos’è la contemporaneità dell’arte?”. Inaugurata dalla strabordante presenza del curatore Vittorio Sgarbi, si è inaugurato sabato 18 a Siracusa il padiglione Sicilia della 54a Biennale d’Arte Internazionale di Venezia, terza aperta in Italia e prima in Sicilia. Alla presenza del Sindaco e di centinaia di persone, accorse per un evento culturale di grande rilevanza, la mostra sarà visitabile alla galleria Montevergini fino al 27 novembre e consta delle opere di 30 artisti siciliani, spazianti dalla pittura alla scultura, dalla videoarte alla ceramica ed altro ancora.

Sgarbi, con una “lectio magistralis” alla presentazione dell’evento, svoltasi nell’adiacente chiesa di S. Lucia alla Badia, ha rivendicato la natura innovativa ma anche polemica, delle sue scelte, in contrapposizione con la gestione “mafiosa” delle manifestazioni artistiche nel nostro paese ed in Sicilia in particolare. Le opere presenti nella mostra, sono state scelte ascoltando i pareri e le “simpatie” espresse da esponenti della cultura italiana (registi, poeti, scrittori, musicisti,etc.) e divincolandosi, quindi, dalle metodologie lobbistiche che, a dire di Sgarbi, inficiano e sclerotizzano l’idea di Arte in Italia e cercando quindi di ricollegare la letteratura con l’arte e risaltando il merito dell’artista.

seppellimento s.lucia.jpgPrendendo spunto dalla descrizione dal famoso dipinto del Caravaggio, “Seppellimento di S.Lucia”, custodito ed esposto sopra l’altare della chiesa, Sgarbi ha dissertato, come sempre efficacemente, al di là della discutibilità di alcuni passaggi, sul valore dell’arte contemporanea e su come essa possa segnare potentemente i transiti delle epoche al pari degli stravolgimenti socio-economici e  storico-politici (ad esempio l’emblematica data dell’11 settembre 2001) e di come questi ultimi, paradossalmente, acquistino valenza artistica, in virtù dell’immaginario che creano e che rimane impresso nella nostra memoria, a simboleggiare significati, fine e inizio di nuovi cicli. Può il Caravaggio essere “moderno e contemporaneo”? Possono esserlo i bronzi di Riace? Per questi ultimi la contemporaneità risiede, per Sgarbi, proprio nella loro caratteristica di “manifestazione mediatica” (nuovamente esplicitata da un recente, nonché criticato, spot televisivo promozionale della regione Calabria), e per via della loro “rinascita moderna”, essendo stati scoperti e recuperati dal fondo marino, soltanto nel 1972 e proprio per questo quindi “contemporanei” e mai prima di allora conosciuti. Per il Caravaggio, invece, la modernità deriva specificatamente dai temi e dalle idee che la sua arte immensa trasmette a tutte le generazioni, idee e temi profondamente attuali in ogni epoca: il “Seppellimento di S.Lucia” è sicuramente “il quadro più contemporaneo dell’epoca in quanto il male e la malattia della morte ne è idea centrale come era idea centrale dell’artista”. Il pittore che rivendicava apertamente il suo bisogno quasi ossessivo di rappresentare la realtà (“non posso dipingere gli angeli, non avendoli mai visti”) e quindi anche il dolore e la caducità della vita, è forse più contemporaneo e rappresentativo della nostra realtà moderna di molti altri a noi coevi.

In conclusione Vittorio Sgarbi ha voluto segnalare come le due città protagoniste per storia ed arte della civiltà classica e moderna italiana, Siracusa e Venezia, restino unite anche dall’immagine di S. Lucia (il cui corpo è custodito nella città lagunare) e tenuto a precisare che, a suo parere, “il dipinto ha trovato la sua giusta collocazione, in S. Lucia alla Badia, nella piazza e nella regione più bella del mondo”.

Biennale a Siracusa, Sgarbi, Caravaggio e l’arte contemporaneaultima modifica: 2011-06-20T10:56:14+02:00da admin
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