Turismo e pianificazione, (poche) luci e (molte) ombre…

teatro greco.jpgSiracusa e Taormina al primo posto in Sicilia per affluenza turistica, il dato ufficializzato dai resoconti della stampa e dagli enti pubblici. Come molti cittadini si saranno accorti, percorrendo le vie di Ortigia o quelle centrali, la zona del Parco Archeologico ma anche le località balneari, la combinazione favorevole tra la bella stagione e l’attrattiva del nuovo ciclo di rappresentazioni classiche al Teatro Greco hanno fatto impennare le presenze dei visitatori stranieri e non, caratteristica stagionale che fortunatamente si ripete ogni anno.

Da pochi giorni, inoltre, si è diffusa in città la notizia del possibile ripristino del collegamento marittimo regolare fra Siracusa e Malta (servizio interrotto per motivi di varia natura già da diversi anni e mai più ripreso). L’ipotesi sulla fattibilità dell’iniziativa è stata ventilata sia dalla Confcommercio e dalla Confesercenti nonché dalle agenzie marittime operanti a Siracusa che ovviamente non potrebbero che essere interessate al maggior sviluppo commerciale del settore.  

Ci sarebbero, insomma, tutti i motivi per rallegrarsi ed essere ottimisti, ma al di là dei consuntivi statistici e delle ipotesi di sviluppo, quali sono in realtà le immagini e le impressioni che restano impresse quotidianamente nella mente del buon “cittadino comune”?   

 La città, come recentemente confermato dagli indici di misurazione istituzionali, è all’ultimo posto per incidenza di verde pubblico, raccolta differenziata e qualità dell’aria, tutti aspetti della vita normale che ognuno può vedere ad occhio nudo e sono anche ben giustificate le lamentele (non solo della gente comune ma anche dei rappresentati di quartiere eletti) per l’incuria in cui versano le varie zone della città: il rappresentante di quartiere di Ortigia lamenta la sporcizia indecorosa del centro storico (forse bisognerebbe lamentarsi anche delle abitudini indecorose dei siracusani sulle strade e sulle spiagge); il suo omologo della Pizzuta lamenta, invece la pericolosità e lo stato fatiscente delle strade e delle strutture di raccolta dell’immondizia; i piani per la realizzazione del nuovo avveniristico porto turistico sono in fase di stallo (pare) per questioni burocratiche (emblematico il caso dei cassoni “difettosi” rimasti a giacere sul lungomare per mesi); non passa giorno in cui la stampa non ometta di rilanciare il grido di allarme di archeologi, studiosi e semplici cittadini sullo stato di assoluto degrado dei siti archeologici, invasi da vegetazione selvaggia e da sporcizia (Tempio di Giove, Ginnasio Romano, etc.) causate dalla mancata manutenzione ordinaria, interrotta ormai da anni; abbiamo già parlato, inoltre, su queste pagine, dello stato pessimo, a stagione turistica balneare già avviata, in cui versano le coste cittadine, con le spiagge di Fontane Bianche, Arenella e Fanusa, ancora invase a tutt’oggi da alghe e rifiuti.

Esercenti e albergatori cominciano ad essere più che allarmati mentre il “cittadino comune” non può che continuare ad essere esterrefatto dai continui rimpalli di responsabilità degli amministratori locali, i quali oggi come ieri, continuano ad esternare rassicurazioni stereotipate e previsioni ottimistiche di dubbia probabilità come, ad esempio l’illuminante pensiero, “da qui bisogna ripartire…”, ma ripartire da cosa? Dall’impreparazione e dall’incapacità organizzativa? L’Italia, si sa, non è il paese riconosciuto al mondo per la caratteristica dell’assunzione di responsabilità, men che meno della sincerità nel riconoscere il proprio fallimento…

Turismo e pianificazione, (poche) luci e (molte) ombre…ultima modifica: 2011-06-13T10:53:32+02:00da admin
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