Latomie dei Cappuccini

cappuccini1.jpgSe digitate “latomie” su internet, Wikipedia vi dirà che “le più famose sono quelle di Siracusa”. Quella del “Paradiso”, vicino all’Orecchio di Dionisio, si chiama così perché la vegetazione svettava, e svetta ancora oggi fin oltre 40 metri di altezza. Quelle “dei Cappuccini” prendono il nome dalla relativa chiesa adiacente, costruita in epoca medievale, ma non hanno nulla da invidiare a quelle del Parco archeologico del Teatro Greco.

La cosiddetta “Sibia”, in siracusano significa “selva”, fu scavata, presumibilmente 2.500 anni fa, per vari motivi: difensivi (guerra con gli ateniesi), per la produzione di pietre, per la costruzione di prigioni, ma anche semplicemente per aprirsi la strada in un luogo che all’epoca era davvero una foresta intricata, difficilissima da superare. Tant’è vero che per scavare le latomie, occorsero anni, centinaia addirittura, e lo si può ben vedere addentrandosi nei meandri delle rocce, ma invertendo il concetto sembra ancora più incredibile che ci siano riusciti, considerando la massa enorme della pietra e i mezzi a dir poco primitivi che possedevano (gli archeologi presumono usassero martelli e scalpelli di legno conficcati in buchi sulle rocce “ammorbidite” con acqua!).cappuccini3.jpg

La Sibia e le latomie, rappresentano, ancora oggi a Siracusa, non solo un pezzo di storia, in tutta la loro bellezza ed enigmaticità, ma sono anche il simbolo di come un luogo importante della nostra storia sia stato salvato dall’oblio (negli anni ’40 furono chiuse e riaperte soltanto pochi anni fa) e per questo bisogna ringraziare l’associazione “Italia Nostra” che, con l’ausilio del Comune, nel corso degli ultimi anni le ha ripulite, riadattate, rivalutate e che ne gestisce tutt’oggi la fruizione a tutti ad un costo veramente simbolico.

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Latomie dei Cappucciniultima modifica: 2011-05-27T12:55:29+02:00da admin
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