Pasqua e il rito dei “Sepolcri”

santuario.jpgPasqua “alta”, si dice, come quest’anno, quando la festività ricade in un periodo avanzato della primavera e conseguentemente il clima più mite facilita la partecipazione dei credenti alle varie liturgie del rito cattolico. In particolare, quello che per la Chiesa cattolica è il momento più alto della vita di Gesù Cristo corrisponde alla rinascita della natura, la vittoria della luce sulle tenebre e parte di questi riti derivano dalla tradizione ebraica e dei primi paleo-cristiani che diffusero la fede in Italia e poi in tutta Europa. Anche a Siracusa è famosissimo la tradizione delle visite ai “Sepolcri”, ovvero il giro che i credenti, ma non necessariamente solo i credenti, percorrono fra le chiese e le parrocchie della città il giovedì santo precedente la Pasqua.

Anche per un chi non è fervente religioso come il sottoscritto, l’esperienza vissuta l’anno scorso nel piccolo tour delle chiese di Ortigia, a seguito di gentile invito di cari amici, ha lasciato un impronta piacevolmente percepita nell’anima. Completamente all’oscuro di che cosa significasse questa tradizione e immaginando erroneamente si trattasse di noiose liturgie e incomprensibili preghiere pronunciate, magari, in luoghi lugubri, ho avuto il piacere di ricredermi e di scoprire come in queste occasioni il culto religioso nostrano possa, invece, stabilire un contatto elevato fra la divinità, la vita e l’essere umano.

Ho avuto il piacere di ammirare le più belle chiese di Ortigia illuminate di mille piccole luci, ricoperte dei colori di svariati fiori, ricolme di immagini e icone, adornate con vasi con piantine e germogli, statue e rappresentazioni artistiche religiose, melodie, canti e suoni spirituali, preghiere cantate, pronunciate o semplicemente ascoltate. Tutte le chiese, ricordo benissimo la chiesa di S. Martino e di S. Lucia alla Badia, affollate di persone di tutte le età, riunite nell’attesa della Rinascita del Redentore, unite da un sentito spiritualismo che non è così facile percepire ogni giorno della nostra vita, spesso neppure, oserei dire, quando si è riuniti nelle tradizionali liturgie della domenica.

La Pasqua, che per gli Ebrei è sinonimo di liberazione e speranza e che per i cristiani significa resurrezione, rinascita e vittoria eterna sulla morte è ben riassunta nel contesto della tradizione del “giro dei Sepolcri” e nella partecipazione che questa induce nelle persone un significato spirituale forte e anche naturale che può e deve, perché non dirlo, entusiasmare anche un “non credente”.

Pasqua e il rito dei “Sepolcri”ultima modifica: 2011-04-22T06:09:00+02:00da admin
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