Arriva sul Corriere il caso della Pillirina

plemmirio1.jpgNonostante la calura estiva ed il clima vacanziero, continua l’impegno di molte associazioni e di singoli cittadini per salvare alcune delle aree più belle di Siracusa dalla cementificazione selvaggia. In questi giorni è stata ancora la zona costiera, quella detta della “Pillirina” a far parlar di sè. Grazie all’impegno in prima persona del grande sportivo siracusano Enzo Maiorca, la questione sta raggiungendo risonanza nazionale ed ha visto anche la pubblicazione di un articolo sul Corriere della Sera.
Sicuramente un’ottimo mezzo per dare visibilità a delle questioni che riguardano tutta la cittadinanza ma che, per troppo tempo, sono rimaste nell’ombra.
Sebbene se ne sia già parlato sulle righe di questo blog, ricordiamo che il “pomo della discordia” è costituito dalla volontà di costruire un nuovo megavillaggio turistico lungo le coste meridionali del siracusano. Si tratta di una zona di grande bellezza naturalistica e che si trova, oltretutto, a ridossa dell’area marina protetta del Plemmirio.
Su questo argomento, poche settimane fa, le quaranta associazioni che compongono il comitato SOS-Siracusa hanno organizzato un vero e proprio talk-show televisivo che ha visto la partecipazione dello stesso sindaco per rispondere agli interrogativi della cittadinanza.
Purtroppo, a vedere le dichiarazioni fatte dal primo cittadino in quella occasione, la battaglia da compiere per salvare la costa siracusana, è ancora lunga ed ardua.
Di fronte ad una larga parte della cittadinanza che contesta le scelte urbanistiche e ne chiede una revisione, le risposte sono finora state piuttosto evasive parandosi dietro le imposizioni del piano regolatore cittadino e lamentando il fatto che solamente in extremis sono arrivate le proteste dei Siracusani, al termine di un lungo iter burocratico.
D’altro canto bisogna dire che sarebbe stato difficile agire diversamente dal momento che, a detta di molti, il progetto di costruzione del nuovo villaggio turistico, per molti versi, è proceduto in sordina e, solo pochi mesi fa, è stato illustrato alla cittadinanza grazie agli “scoop” di alcuni giornali locali.
pillirina.jpgInsomma le posizione dell’amministrazione e di SOS-Siracusa sono piuttosto distanti e, solo negli ultimi giorni, le contrappostizioni sembrano finalmente ammorbidirsi. Se l’amministrazione si difende, lamentando il fatto che il piano regolatore prevede per quelle aree una destinazione turistico-ricettiva, è pur sempre vero che ci sono modi e modi per costruire per il turismo e l’architettura ecocompatibile,è oggi sicuramente più all’avanguardia delle colate di cemento di cui Siracusa vanta antica memoria.
Purtroppo a molti sembra non essere ancora chiaro che il turismo non si fa soltanto con la ricettività ma, soprattutto, con i servizi che, sono i primi a mancare a Siracusa (basta navigare un po’ per questo blog per trovarne numerosi esempi). Fortunatamente la città sembra aver chiuso il capitolo dell’industrializzazione e voler puntare, per il futuro, sullo sviluppo turistico. Una grande sfida che però porterà solo limitati benefici al Siracusa se si chiuderanno i visitatori in quelle “torri d’avorio” che sono i moderni villaggi turistici.
Come finirà il “braccio di ferro” della Pillirina ? La questione è ancora tutta a aperta. Le associazioni propongono costruzioni in armonia con l’ambiente in quel tratto di costa. Il prossimo capitolo della vicenda si avrà agli inizi di settembre, quando la politica tornerà dalle ferie ed il consiglio comunale si confronterà su questo argomento. Per aggiornamenti ed approfondimenti è possibile consultare il sito del comitato SOS-Siracusa.

Immagini: acque caraibiche e costa mozzafiato nell’area a rischio cementificazione (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto)

Arriva sul Corriere il caso della Pillirinaultima modifica: 2010-08-23T08:30:00+02:00da admin
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2 pensieri su “Arriva sul Corriere il caso della Pillirina

  1. Spiace leggere che le proposte delle Associazioni si limitino alla costruzione di edifici “in armonia con l’ambiente”. Ma di quale armonia si può mai parlare in un’area da sempre allo stato naturale. Roccia, campagna, animali al pascolo, muri a secco (di quelli veri e non in tutta evidenza posticci che la Soprintendenza tollera. Di quelli che ogni pietra avrebbe da raccontare qualcosa se potesse parlare). Non esiste l’antropizzazione in armonia con l’ambiente naturale, semmai, solo criteri per mitigare una stridente disarmonia. E’ chiaro che il risveglio arriva molto tardi, ma se i nostri amministratori non sono davvero guidati da interessi di parte, allora, c’è sempre la possibilità di rivedere il Piano, anzi, direi proprio di annullare le previsioni del Piano Regolatore per tutte quelle aree (non solo quella), con valenza storico/naturalistica rara se non unica. Insomma, sarebbe meglio sostenere un costo ora a carico della collettività per evitare un sicuro danno futuro a cui non si potrà mai più rimediare che nascondersi dietro ad un facile e formale “ormai il PRG è stato approvato così” ? Finora i costi sostenuti dalla società proprietaria sono limitati, evitiamo che possano lievitare a tutto discapito dei cittadini siracusani e non solo. Questa è stata l’idea dello sviluppo delle precedenti e dell’attuale Giunta, il che, dovrebbe far pensare molti siracusani quando esprimono il loro diritto di voto. LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN ARMONIA CON L’AMBIENTE IN TANTI CASI, E QUESTO E’ UNO DI QUELLI, E’ UNA FAVOLA alla quale neanche più i bambini credono, tanto meno possono crederci davvero le Associazioni ambiantaliste. Al nostro Sindaco ed alla Giunta di Governo tutta, chiedo: dimostrate una volta tanto di avere a cuore il bene collettivo e tirate fuori gli attributi. Anche voi siete siracusani, anche i vostri figli e i figli dei vostri figli lo saranno; fate in modo che possano essere fieri di voi

  2. credo anche io che il piano regolatore debba essere espressione della volontà della cittadinanza e non debba invece tenerla in ostaggio. Se la maggior parte dei Siracusani vuole delle modifiche, gli amministratori dovrebbero impegnarsi per attuare la volontà della cittadinanza e non pararsi dietro alla burocrazia. Proprio a Siracusa poi abbiamo davanti agli occhi tanti orrori urbanistici commessi in passato. Possibile che non si impari mai nulla ?

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