Una città che affonda nel cemento

Di tanto in tanto, in città si organizzano conferenze e convegni in cui si ripercorre la storia recente di Siracusa e nel corso dei quali, con giusto sdegno, viene deprecato il cosiddetto “sacco urbanistico” a cui la città è stata sottoposta a partire dagli inizi degl anni Sessanta.
Ricordiamolo, la città di Siracusa, al termine della seconda guerra mondiale era, per dimensioni, poco più che un paese, tutta rannicchiata nell’isola di Ortigia  e sul lembo di terraferma che costituiva la borgata Santa Lucia. Poi, col periodo del “boom economico”, Siracusa ha avuto un rapidissimo ma, soprattutto incontrollato sviluppo urbanistico. L’area della città si è rapidamente allargata ma, questo, in maniera caotica e spesso discutibile.
Risale agli anni Sessanta e Settanta la realizzazione di tanti grigi casermoni, spesso a discapito di edifici storici di pregio, che oggi cappuccini.jpgguardiamo con aria critica. E’ nello stesso periodo in cui nottetempo colate di cemento coprivano tesori archeologici che oggi, durante gli attuali lavori stradali, tornano alla luce senza che ne avessimo cognizione. Infine è sempre in quel periodo storico recente che va collocata la scelta di realizzare il polo petrolchimico in un’area che era ad altissima valenza ambientale e paesagistica.
Insomma, spesso si scuote la testa e ci si chiede come si siano potuti permettere simili interventi. Eppure, a ben vedere, a leggere tra le righe dei quotidiani locali o ad ascoltare i mormorii cittadini, la città non sembra aver molto imparato dagli errori passati. Siracusa si espande, come è giusto che sia, ma la paura di molti è quella di assistere ad un revival delle azioni sconsiderate dei decenni passati. Paura d’altra parte più che giustificata nei cittadini quando del piano regolatore (progettato proprio per costruire con criterio), approvato appena pochi anni fa, si dice oggi che contiene errori e va modificato. Risale appena al passato fine settimana l’iniziativa di diverse associazioni ambientaliste di far riscoprire (anche con un servizio straordinario di bus navetta gratuito) ai siracusani la splendida spiaggia detta “Pillirina”, proprio perchè sembra che in questa zona, ancora libera da villette o strutture turistiche, si rischi una nuova fase costruttiva. D’altro canto risale a non molti mesi fa la lunga lotta e polemica che vedeva la città divisa sulla costruzione di un nuovo villaggio turistico a ridosso della riserva marina del Plemmirio (che invece altri vorrebbero valorizzare con la creazione di un’equivalente riserva terrestre).
E la situazione non migliora di molto spostandosi al confine settentrionale della città. Se da un lato il comune abbatte delle vecchie case a ridosso della parte bassa della Latomia dei Cappuccini, per restituire la vista di questo suggestivo monumento alla città, dall’altra si da concessione per la costruzione di nuovi edifici sul versante settentrionale della stessa. E che dire dell’altipiano dell’Epipoli, zona ad alta valenza archeologica dove da anni si attende la realizzazione definitiva del grande parco della mura dionigiane e che invece vede soltanto i lavori per la realizzazione di ulteriori controversi centri commerciali o villette a schiera.L’interminabile costruzione del porto turistico poi, che da due anni soffoca il lungomare, è un altro lampante esempio di pessima pianificazione.
Insomma, ancora una volta -tristemente- sembra che il passato non ci abbia insegnato nulla e le parole dette a convegni e conferenze tali rimangano senza riuscire a concretizzarsi nei fatti.

Immagini: Veduta della Latomia dei Cappuccini. Si demolisce sul lato sud per restituirne la vista alla città mentre si progetta di costruire sul lato nord (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Questo week-end il Rally Syrakusai 2010

rally-maremonti.jpgQuesto fine settimana si terrà il più atteso degli appuntamenti per gli appassionati di sport automobilistici del siracusano. Si tratta della sesta edizione del “Rally Syrakusai – Maremonti“. La competizione, organizzata annualmente dall’Imbrò sport racing team, è ormai una ricorrenza classica nel calendario sportivo della città e vedrà gareggiare tra di loro poco meno di novanta autovetture di varie categorie. Anche quest’anno la partenza sarà dal centro storico di Ortigia. Le vetture partiranno sabato 5 giugno dalle ore 21.30 da piazza Pancali, nei pressi del Ponte Umbertino. L’arrivo, invece (domenica 6 giugno alle ore 18), novità dell’edizione 2010, sarà a Noto, con la splendida scenografia della Porta Reale a far da sfondo. Nel corso del week-end i concorrenti affronteranno tre prove speciali lungo le suggestive strade della campagna siracusana. Si tratta delle prove denominate “Monte Renna”, “Castelluccio” e “Case Cugni”. Le fasi tecniche di verifica invece pregara, invece, anche quest’anno vedranno l’ospitalità del gruppo radar dell’aeronautica militare in Via Elorina. Tutte le informazioni e le cartine relative all’evento sono consultabili sul sito ufficiale dell’Imbrò sport racing team.

Immagine: Partenza del Rally Maremonti 2009 (foto: S.Leggio)

Un elmo venuto da lontano

etrusco1.jpgImmaginate Londra, una delle grandi capitali europee, e poi il British museum, uno dei più importanti musei mondiali. Che stupore camminare tra le sale di questa istituzione della cultura, tra antichi reperti egiziani ed i marmi del Partenone, e trovarsi improvvisamente davanti qualcosa della propria città.
Si tratta di un elmo di bronzo, dalla storia curiosa e particolare. A ben vedere non è certo l’unico reperto archeologico siracusano presente nel grande museo britannico e, a dirla tutta, non è neanche del tutto siracusano ma, in qualche modo, è una testimonianza particolare della storia millenaria di Siracusa, conservato oggi oltremanica.
L’elmo (lo potete vedere nelle immagini del post) è un elmo realizzato dagli Etruschi e che è decorato con un’iscrizione in lettere greche. La traduzione della scritta recita “Ierone, figlio di Deinomenes e i Siracusani a Zeus, dal bottino fatto sugli Etruschi a Cuma”.
Come detto, di questo oggetto gli studiosi ci hanno rivelato vita, morte e miracoli.
Parliamo di un anno ben preciso: il 474 a.C. A quel tempo la Siracusa greca era una delle grandi potenze del Mediteranneo e, a governarla, vi era il tiranno Ierone che cercava di espanderne l’egemonia anche sull’Italia meridionale.
etrusco2.jpgLe mire espansionistiche non potevano che entrare in contrasto con gli interessi commerciali delle potenti città etrusche stanziate in quell’area, tanto che, ben presto, si arrivò alla resa dei conti.
Due enormi flotte, quella siracusana e quella etrusca si affrontarono in un’epica battaglia navale nelle acque di Cuma, in Campania. L’esercito siracusano ebbe la meglio in questo scontro frontale che pose fine all’avanzata etrusca e che venne epicamente narrato dal poeta Pindaro.Ierone, tiranno della città, ed il popolo tutto, come era d’usanza, inviarono ricchi doni di ringraziamento agli dei, in particolar modo a Zeus, re del pantheon greco.
E’ così che anche questo elmo, parte del lauto bottino di guerra, venne decorato con l’iscrizione sopracitata ed inviato in Grecia, al grande Santuario di Olimpia.
L’elmo di bronzo venne poi rinvenuto nel corso di scavi archeologici e donato ai reali britannici che lo consegnarono al British museum.
Insomma, un piccolo oggetto, che ha percorso lunghi viaggi e che ha una storia ancora più lunga ma, soprattutto, ancora una volta uno dei tanti reperti che con la sua curiosa storia rievoca l’identità della nostra città.

Immagini: L’emo etrusco citato nel post (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com – cortesia British museum)