Un bus chiamato desiderio

bus3.jpgProbabilmente il titolo di questo post, parafrasi del titolo di un famoso film degli anni cinquanta, ben riprende la realtà del trasporto pubblico urbano a Siracusa.
Quanti, di tanto in tanto, si soffermano a leggere questo blog, ben sanno che i problemi di Siracusa e, in particolar modo quelli legati al traffico ed al trasporto, sono un tema caro a chi scrive, tanto da essere stati trattati a più riprese.
Eccoci allora, ancora una volta a fare il punto della situazione, solo per constatare che, purtroppo, nulla è mutato.
A Siracusa la qualità del servizio di trasporto pubblico e, in generale della mobilità alternativa, è bassissimo, con la conseguenza che solo chi vi è costretto abbandona la comodità dell’automezzo privato per avventurarsi in un viaggio dagli esiti incerti.
Gli autobus che attraversano la città sono spesso vecchi e sporchi, la puntualità inesistente ed i percorsi poco funzionali. Chi cerca di viaggiare con i mezzi pubblici sa bene che l’orario di passaggio dell’autobus equivale ad una variabile matematica di non facile individuazione.
bus1.jpgPazienza allora, bisogna rassegnarsi ad aspettare alla fermata che, certamente, non versa in condizioni migliori. Le fermate dotate di pensilina per potersi riparare dalle intemperie, nel corso delle lunghe attese, sono pochissime. Ancora meno quelle dotate di una panchina. Nulla di cui meravigliarsi se si pensa che lo stesso capolinea, ubicato vicino alla stazione, consiste in un triste marciapiede con un prefabbricato come biglietteria e neanche un servizio igienico.
Il cittadino o meglio, il viaggiatore rassegnato, non può che chiedersi di chi sia la colpa di tanto degrado. Probabilmente, come sempre accade, sono in molti a metterci la loro.
Come poter biasimare la scarsa puntualità dei bus (la velocità media cittadina è tra le più basse d’Italia) se sono praticamente inesistenti le corsie preferenziali ? Come criticare le misere pensiline quando (se la memoria non inganna) il comune chiese pazienza in quanto Siracusa, città d’arte, meritava “pensiline artistiche”, degne della sua storia che, però ebbero la disdetta di non trovare attuazione.
D’altro canto, anche il gestore del servizio non sembra propenso a cercare soluzioni che migliorino la situazione cittadina. La puntualità si ottiene imponendola al proprio personale di servizio e a nulla valgono le lamentele (più volte addotte) che gli introiti dei biglietti sono insufficienti. E’ ovvio che con uno scarso servizio pubblico poche persone utilizzino l’autobus. Pochi di questi poi comprano il biglietto se bus2.jpgsono coscienti che non vi sarà mai alcuna forma di controllo. Perchè mai poi non sia possibile comprare il ticket sul mezzo stesso rimane un mistero insoluto. L’azienda lamenta che i contributi regionali sono insufficienti per garantire un servizio migliore ma forse, questo dettaglio, andava pensato al momento di accettare il servizio. In altre città magari si cercano introiti alternativi derivanti dalla pubblicità sui mezzi e sulle pensiline ma, a ben guardare, non sembra, a Siracusa una soluzione di successo.
Appena pochi mesi fa, l’assessorato ai trasporti aveva promesso fuoco e fiamme e la rescissione del contratto se Siracusa non avesse avuto una mobilità degna di tale nome. Oltre ad un trasporto urbano efficace si vagheggiò di car-sharing, più bus navetta per il centro storico  e di un bike-sharing sempre più sviluppato. Ciliegina sulla torta sarebbero stati i costosissimi piani denominati PUM e PUT, inerenti il traffico e che avrebbero finalmente consentito di programmare la viabilità in città.
Non nascondiamolo, di fronte a tanti buoni propositi manifestati all’inizio dell’anno, da cittadini fiduciosi, eravamo quasi propensi a credere in “buone nuove” sul fronte del traffico. Evidentemente ci si sbagliava: le piogge invernali devono aver spento le fiamme promesse e, alla vigilia dell’estate, il trasporto pubblico urbano, continua a rimanere tristemente al palo.

Un bus chiamato desiderioultima modifica: 2010-06-21T08:30:00+02:00da admin
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