Un elmo venuto da lontano

etrusco1.jpgImmaginate Londra, una delle grandi capitali europee, e poi il British museum, uno dei più importanti musei mondiali. Che stupore camminare tra le sale di questa istituzione della cultura, tra antichi reperti egiziani ed i marmi del Partenone, e trovarsi improvvisamente davanti qualcosa della propria città.
Si tratta di un elmo di bronzo, dalla storia curiosa e particolare. A ben vedere non è certo l’unico reperto archeologico siracusano presente nel grande museo britannico e, a dirla tutta, non è neanche del tutto siracusano ma, in qualche modo, è una testimonianza particolare della storia millenaria di Siracusa, conservato oggi oltremanica.
L’elmo (lo potete vedere nelle immagini del post) è un elmo realizzato dagli Etruschi e che è decorato con un’iscrizione in lettere greche. La traduzione della scritta recita “Ierone, figlio di Deinomenes e i Siracusani a Zeus, dal bottino fatto sugli Etruschi a Cuma”.
Come detto, di questo oggetto gli studiosi ci hanno rivelato vita, morte e miracoli.
Parliamo di un anno ben preciso: il 474 a.C. A quel tempo la Siracusa greca era una delle grandi potenze del Mediteranneo e, a governarla, vi era il tiranno Ierone che cercava di espanderne l’egemonia anche sull’Italia meridionale.
etrusco2.jpgLe mire espansionistiche non potevano che entrare in contrasto con gli interessi commerciali delle potenti città etrusche stanziate in quell’area, tanto che, ben presto, si arrivò alla resa dei conti.
Due enormi flotte, quella siracusana e quella etrusca si affrontarono in un’epica battaglia navale nelle acque di Cuma, in Campania. L’esercito siracusano ebbe la meglio in questo scontro frontale che pose fine all’avanzata etrusca e che venne epicamente narrato dal poeta Pindaro.Ierone, tiranno della città, ed il popolo tutto, come era d’usanza, inviarono ricchi doni di ringraziamento agli dei, in particolar modo a Zeus, re del pantheon greco.
E’ così che anche questo elmo, parte del lauto bottino di guerra, venne decorato con l’iscrizione sopracitata ed inviato in Grecia, al grande Santuario di Olimpia.
L’elmo di bronzo venne poi rinvenuto nel corso di scavi archeologici e donato ai reali britannici che lo consegnarono al British museum.
Insomma, un piccolo oggetto, che ha percorso lunghi viaggi e che ha una storia ancora più lunga ma, soprattutto, ancora una volta uno dei tanti reperti che con la sua curiosa storia rievoca l’identità della nostra città.

Immagini: L’emo etrusco citato nel post (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com – cortesia British museum)

Un elmo venuto da lontanoultima modifica: 2010-06-02T08:30:00+02:00da admin
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