Il carnevale del tempo andato

carnevale.jpgCi siamo !  Messi in cantina gli abiti rossi da babbo natale, stiamo entrando nell’allegria e nei colori della settimana di carnevale. A dire il vero, se non fosse per le mascherine nelle vetrine dei negozi,  qui, in città, ci sarebbe ben poco a ricordarcelo. Il carnevale siracusano , in realtà, non ha mai “brillato” per grandiosità ed eventi ma, fino ad una decina di anni fa, una piccola sfilata di carri ed alcune manifestazioni venivano organizzate per dar modo a tutti di immergersi nell’atmosfera di festa. Come già successo per il capodanno, anche le celebrazioni del carnevale anno dopo anno sono diventate di tono sempre minore a Siracusa fino a cadere quasi nel dimenticatoio.
Come già accaduto in occasione delle festività natalizie mi è venuta la curiosità di chiedermi come era il carnevale siracusano di un tempo. Intendo quei tempi in cui magari non si spendevano cifre enormi per organizzare manifestazioni ma bastava la semplicità e l’allegria per organizzare dei momenti comunitari che poi venivano attesi per tutto l’anno.
Ancora una volta, per la stesura di questo post, devo ringraziare l’affezionata lettrice Silvana che mi è venuta in aiuto con ricordi personali ed informazioni raccolte su varie pubblicazioni.
Come è facile immaginare il carnevale siracusano di un tempo era concentrato nel centro storico di Ortigia. Gran parte della vita cittadina prima ruotava attorno all’isolotto. La festa, molto attesa si prolungava ben oltre l’attuale settimana e, in alcuni casi, arrivava a coprire un mese intero.
Il fulcro della manifestazione era Piazza delle Poste. Sul piazzale, in riva alla darsena veniva allestito un colorato mercatino, il festival del sottonovanta e tutta la città si riempiva di coriandoli, stelle filanti, colori e si teneva una sfilata di carri allegorici.
Il festival di Piazza delle Poste prendeva il nome da un gioco particolarmente amato per il carnevale , appunto il  “sottonovanta” che veniva fatto in piazza. Utilizzando i bussolotti della tombola i concorrenti estraevano tre numeri. Se la somma di queste cifre era minore di novanta si vinceva, altrimenti si perdeva. Si spendeva poco e ci si divertiva con la possibilità di portare a casa un piccolo premio come un  salamino, una collanina o un’acqua di colonia.
Chi ne aveva la possibilità teneva delle feste anche nelle case e nei circoli privati e in occasione del giovedì grasso le tavole si imbandivano con salsiccia, cavateddi e con il sugo di maiale.
Ancora una volta tradizioni dimenticate e forse perdute che dovrebbero far riflettere come spesso non servano occorrano grandi cifre per organizzare eventi e manifestazioni ma che con un po’ di spirito di iniziativa e di organizzazione anche a Siracusa si potrebbero  tornare ad allestire occasioni di festa che non costringano i cittadini ad “emigrare” nelle città vicine in cerca di una serata di allegria e divertimento.

Il carnevale del tempo andatoultima modifica: 2010-02-08T08:30:00+01:00da admin
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