Il ritrovamento di Siracusa romana

I libri di storia ci raccontano molto degli splendori e della potenza della Siracusa greca mentre ben poco viene invece detto sulla successiva fase romana della città.
Questo perchè effettivamente pochi monumenti di tale periodo storico sono stati ritrovati e studiati. Questa almeno era la situazione fino a qualche anno fa che adesso, però, si sta decisamente modificando.
Da quando lo scorso anno sono cominciati i lavori pubblici per la costruzione della nuova condotta fognaria lungo viale Cadorna, nei pressi della borgata, i resti di Siracusa romana stanno prepotentemente venendo alla luce.
lavori-pubblici.jpgUna situazione questa che da un lato fa gioire gli archeologi e gli amanti di storia cittadina e, dall’altro, ha sollevato le proteste dei commercianti che operano in quella zona e del Comune che vede il continuo blocco dei lavori da parte della soprintendenza ai beni culturali.
La situazione non è delle più semplici dato che praticamente ogni settimana, all’apertura di ogni nuovo tratto di cantiere, una nuova scoperta del passato della città torna alla luce.
E, solitamente, non si tratta di ritrovamenti da poco. Giusto nelle ultime settimane i lavori pubblici sono stati nuovamente fermati per il ritrovamento di mosaici e di un monumentale porticato con colonne in marmo. Per quanto gli archeologi lavorino celermente nel prendere tutti i dati e nel proteggere i ritrovamenti per poi dare nuovamente il via ai lavori, questi stanno prolungando i loro tempi.
L’idea che man mano si viene delineando è che, probabilmente, il fulcro della Siracusa di epoca romana (dal III sec. a.C. al V sec. d.C.) fosse leggermente spostato rispetto all’antecedente città greca. Lo fanno pensare i lussuosi ritrovamenti che sono tutti localizzati nella zona dell’odierna borgata Santa Lucia.
Ancora una volta viene da pensare allo scempio urbanistico che venne perpetrato nella nostra città durante la forte espansione degli anni cinquanta e sessanta. Fino all’immediato dopoguerra molte di queste zone erano ancora aperta campagna e, quindi, evidentemente, quando si realizzarono i nuovo quartieri si ignorarono volutamente anche resti archeologici di pregio pur di costruire palazzoni in cemento.
Tutti i nodi però vengono al pettine così come le scelte azzardate del tempo. Come dare torto allora ai commercianti che da mesi e mesi vedono diminuire i loro incassi a causa degli interminabili lavori pubblici ? Come dare torto al Comune che lamenta il fatto che la spesa era prevista per i lavori della fognatura e non per gli scavi archeologici ? Come darne agli archeologi che giornalmente si ritrovano a scoprire nuove meraviglie ? Ragione hanno poi anche i cittadini che non vorrebbero rivedere resti di pregio ricoperti da una colata di asfalto, indispensabile però data l’importanza dell’arteria urbana. E, infine, in una qualsiasi giornata di pioggia, quando quelle zone cittadine diventano torrenti in piena, come dimenticarsi che all’epoca sotto la strada esisteva un canalone di scarico naturale verso il mare che è stato semplicemente otturato provocando come risultato le odierne strade allagate.
Scelte difficili, insomma, quelle che la città deve compiere oggi per riparare a molti errori di ieri.

Il ritrovamento di Siracusa romanaultima modifica: 2010-01-25T08:30:00+01:00da admin
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