La tonnara di Santa Panagia 1

spanagia1.jpgLa piccola baia di Santa Panagia con la sua antica tonnara è senza dubbio uno dei tratti più celebri della costa siracusana. Sono in pochi a non conoscerla  per esperienza diretta o per averne letto sulle cronache dei giornali locali. Su questo piccolo tratto di costa infatti si è detto (e fatto) di tutto. Fiumi di inchiostro sono stati spesi e altrettanti se ne potrebbero ancora spendere per parlare della sua storia e del suo futuro. Ecco anche il perché della numerazione del titolo di questo articolo: la volontà di dedicare col tempo un ciclo di post all’argomento, affrontandolo in tutti i suoi aspetti.
D’altra parte il luogo lo merita: una piccola baia nella scogliera rocciosa con una minuta spiaggetta. I ruderi dell’antica spanagia2.jpgtonnara costruiti a strapiombo sul mare. Il profilo dell’Etna visibile in lontananza nei giorni sereni. A leggerla così sembra di descrivere un posto paradisiaco ma così non è in quanto bisogna poi scontrarsi con la cruda realtà: sotto il profilo dell’Etna lunghe file di petroliere attraversano il mare dirette alla zona industriale. Fare il bagno in quelle acque e del tutto sconsigliabile (anzi vietato) sia per l’inquinamento industriale che per l’incredibile scarico fognario che ancora oggi sversa direttamente in mare (anche se di mese in mese viene assicurato che ormai lo scarico ha i giorni contati). L’antica tonnara ? E’ realizzata in un posto suggestivo e potrebbe o vorrebbe essere un punto di riferimento importante per riqualificare quella zona della città. Si è parlato ad esempio di musei del mare e musei paleontologici ma, ad oggi, vi è solo una recinzione parzialmente divelta ed i soldi dei restauri recenti che mese dopo mese vengono vanificati dallo stato di abbandono. Le discariche abusive da bonificare sono poi in numero incalcolabile.
spanagia3.jpgInsomma oggi la baia di Santa Panagia è il luogo cittadino per eccellenza dove si scontrano bellezza naturale e scempio ambientale ma che, nonostante tutto, conserva un non so che di magico.
Ma soprattutto la zona della tonnara per Siracusa è una scommessa per il futuro, un banco di prova per la reale volontà della città di rimediare agli scempi del passato. Saranno i prossimi anni ed i progetti realizzati o abbandonati a dirci se la baia di Santa Panagia diverrà il vero simbolo della rinascita cittadina o rimarrà soltanto l’ennesimo emblema dei sogni mai realizzati.

Immagini: Natura e petroliere nella baia di Santa Panagia (foto di S.Leggio)

La tonnara di Santa Panagia 1ultima modifica: 2009-10-19T08:30:00+02:00da admin
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4 pensieri su “La tonnara di Santa Panagia 1

  1. LA STORIA DI UN VILLAGGIO DI PESCATORI (UOMINI e MESTIERI)
    ( MUSEO DELLA TONNARA )
    http://www.accordino60.com

    1. ASSOCIAZIONE ” LA FENICE ONLUS”
    L’Associazione – LA FENICE ONLUS – di Milazzo è fra le realtà che possono beneficiarie della quota del 5 per mille sulla dichiarazione dei redditi e se vuoi …
    lafeniceonlus.blogspot.com/ –
    La tonnara di San Giorgio
    La tonnara di San Giorgio, un anno dopo l’altro, ha consumato, nel respiro lieve delle onde che da riva indietreggiavano con la risacca, nel mormorìo gioioso dei granelli, la sua storia.

    La profezia che voleva la scomparsa del mondo si dimostrò una diceria ed i pescatori del borgo di San Giorgio, con per mano il secolo neonato, praticavano la pesca del tonno, sotto il sole, schiaffeggiati dal vento, bruciati dalla salsedine, cantando litanie, affidandosi alla Madonna nella grotta ed al Santo patrono, in chiesa.

    L’anno 1100, il Conte Ruggero D’Altavilla, pose la tonnara sotto la podestà del Monastero dei monaci Benedettini di Patti. L’Abate Ambrogio, uomo d’ingegno ed accorto politico, comunque non portò alcun sollievo ai Tonnaroti che per questo dicevano che aveva “ a vucca monna, mancia a du ganasci e non s’affuca mai. “ La tonnara di San Giorgio, nel 1375 non fu calata e barche, palischermi ed ogni altra attrezzatura vennero messi a ricovero. La custodia del golfo fu lasciata alle ancore
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    di ghiaia e sabbia che dalla spiaggia, seguivano la rotta dei tonni verso le acque calde, nella stagione della riproduzione.

    Il re Martino alla fine di alterne vicende, beghe di casta, nel 1407, concede a Berengario Orioles, il mare nel quale la Tonnara aveva diritto di calare. Il Re Ferdinando, nel 1503, fregia Berengario Orioles del Titolo di Barone di San Giorgio; Flavia Orioles, nel 1600 andata in sposa a Francesco Mastro Paolo, porta in dote, Baronia e Tonnara. Giovanni Mastro Paolo, nel 1720, lascia in eredità al convento di San Francesco di Chiavari in Palermo, fondo e Tonnara che nel 1751 cede a cesare Mariano D’Amico. L’anno 1775 , la tonnara torna a calare nell’antico sito, ad Ovest della pietra di Gargana. La tonnara, constava della sola camera della morte ove avveniva la mattanza ed un masso di sabbia e ghiaia, la legava alla spiaggia trattenendola alla terra ferma. La Tonnara, con l’inscatolamento di parte del tonno pescato, ha caratterizzato il Borgo di San Giorgio per quasi un millennio, rendendolo uno dei più famosi del territorio. Il malgoverno dell’amministrazione comunale, l’indifferenza degli abitanti, l’inesorabile abbandono, a cui sono stati sottoposti per decenni, hanno portato alla graduale scomparsa di molte ancore, alla distruzione delle barche e degli enormi palischermi, alcuni dei quali per incendi di indubbia classificazione, che avevano resistito, per un tempo immemorabile, alle più terribili intemperie.
    La testimonianza di questa cultura marinara, è stata semisepolta, nell’impianto planimetrico, nella volumetria, sotto colate di cemento; nella realizzazione di alloggi turistici; e qualche testolina maestosa ha tentato di sostituire la fatica e la lotta dei pescatori, con eventi minimi ed invocazioni elemosiniere nel tentativo di privilegi politici.

    IL MAESTRO ANGELO ACCORDINO
    +++++++++++++++++++++
    Ho appreso di una campagna di raccolta di firme per intestare il MUSEO della Tonnara di San Giorgio al Maestro Angelo Accordino. Sono rimasto basito e stravolto. Il pensare che un manipolatore della storia marinara del borgo di San Giorgio con il suo teatrino dell’Ovvio, che fa invocare SAN NICOLA anziché SAN GIORGIO al varo in acqua della Tonnara, m’ indigna. Le adesioni, non mi meravigliano; le reputo frutto dell’Ignoranza, della non conoscenza della storia del borgo e gli Uomini che l’hanno fatta si rivoltano nella tomba. Gli abitanti di San Giorgio, almeno la maggioranza, hanno la corda al collo come ebbe a dire lo scrittore Ennio Salvo D’Andria e della storia se ne vergognano. A farla sono stati gli altri, quattro gatti che hanno pagato con la perdita dell’imbarco e sono stati costretti a trasferirsi in altri siti, lasciando le loro famiglie e la loro casa.

  2. avevo 7 anni,la prima volta che ho messo piede alla tonnara di Siracusa,adesso a novembre ne compio 47,sono 40 anni,che pratico la tonnara,fino a stamattina sono stato ,(ALL”ACQUA RE PALUMMI),in tutto questo tempo lo scenario e cambiato vertiginosamente in peggio.ricordo che nel golfetto cerano ricci a non finire ,cozze buone in abbondanza,adesso ce un fondale vuoto,ricordo i pescatori dentro le case,il casellante la mattina,con il suo buon giorno,mi diceva facciamo 2 chiacchere mentre passa il treno,cosi attraversi senza pericolo.adesso ce la pista ciclabile a posto dei binari,che non è sicura x niente ,un tragitto che se vai in bici si diventa bianchi impolverati,unica fonte di ristoro al monumento dei caduti,(CHE VERGOGNA).

  3. Grazie per aver condiviso i tuoi ricordi su questo posto, Santino. Purtroppo, Siracusa sta perdendo sempre più la sua memoria e la sua identità sotto strati di cemento. La tonnara è uno di quei luoghi che potrebbero diventare il riscatto cittadino ma, come ben fai notare, ancora una volta, tutto è stato lasciato a metà…

  4. POESIE & RACCONTI – POEMS AND STORIES

    IL RE DI DENARI – LIBRO di POESIE – ( EDIZIONE RVEDUTA) – 52 pagine Copertina Morbida – Formato 21×29,7 – bianco e nero – Prezzo di vendita € 10.00 – 1. LA CORSA DI OTTAVIO – Una folata di vento afferrò la foto di Marvina che rideva e la sollevò con impeto nell’aria, trascinandola nell’acqua … la faccia avvolta in una maschera di sofferenza, rotolò nel terrapieno d’acqua, stentando un sorriso paonazzo 4. L’orgoglio e la gioia del ritorno al mio villaggio, mi spinse a fare il giro di amici e parenti . LA STORIA DI UN VILLAGGIO DI PESCATORI – LIBRO di NARRATIVA 168 pagine – Copertina Morbida – Formato 21×29,7 – bianco e nero Prezzo di vendita € 16.00 – di Accordino Antonio –
    1 – Lanaggioto ha la residenza anagrafica, a San Giorgio, la frazione di Gioiosa Marea nella provincia di Messina, con le isole eolie a sinistra, Capo Milazzo al centro e la Rocca del Tindari a destra.
    Il villaggio di San Giorgio ed il Comune di Gioiosa Marea che l’Amministra, sono divisi fino al mare, dalla Rocca di Calavà….
    I LIBRI sono REPERIBILI presso < LE LIBRERIE FELTRINELLI > – ONLINE – < lafeltrinelli.it > – < ilmiolibro.kataweb.it - .. SITI & BLOG IMASHITO - http://www.lanaggioto.com – http://www.il-golfo-di-sangiorgio-poesie-e-racconti.ithttp://www.accordinoa48.ithttp://accordinoa48.blog.tiscali.ithttp://www.accordino60.com

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