In ricordo di Concetto Lo Bello

lobello1.jpgDalla giornata di oggi e fino al prossimo 13 settembre si svolgerà a Siracusa il 1° Memorial “Concetto Lo Bello”, un torneo di calcio internazionale dedicato alle squadre giovanili.
Si tratta sicuramente di una bella iniziativa per ricordare quello che è stato uno dei cittadini siracusani più rappresentativi del dopoguerra.
I giovanissimi non lo possono ricordare e, con ogni probabilità solo in pochi ne hanno sentito parlare ma Concetto Lo Bello tra gli anni sessanta e settanta fu l’Arbitro italiano per antonomasia.
Cominciò a dedicarsi all’arbitraggio calcistico a metà degli anni quaranta e proseguì fino a metà degli anni settanta battendo svariati record: dal numero di partite arbitrate in serie A (ben 328) a quelle in campo internazionale (93 incontri). A cinquant’anni compiuti arbitrò la finale di coppa Uefa e nel 1960 ebbe l’onore di accogliere sul suolo italiano, a Siracusa la fiaccola olimpica.
Quanti lo hanno vivo nella memoria così come i giornali dell’epoca lo descrivono come un uomo “tutto d’un pezzo”, un arbitro duro ed inflessibile che vigilava attento sullo svolgimento del gioco, puniva ogni infrazione e non ammetteva repliche, insomma ben diverso dallo stile odierno.
Il ritratto più colorito è forse quello del giornalista Montanelli che racconta che “entrava in campo col passo del proprietario che perlustra il proprio podere”.
lobello2.jpgPer i curiosi è sufficiente navigare un po’ tra i siti di storia calcistica per trovare un’infinità di aneddoti più o meno leggendari su “Don Concetto”. Si racconta di come abbia arbitrato senza tentennamenti con oltre 5000 tifosi assiepati ai bordi del campo ma anche dell’espulsione di un giocatore jugoslavo alla finale delle olimpiadi, reo di aver inveito contro di lui nella propria lingua, ignorando che Lo Bello aveva appreso un certo numero di parole jugoslave dall’amico Bonacic, allenatore dell’Ortigia Pallanuoto. Durante la sua carriera denunciò pubblicamente anche diversi tentativi di corruzione.
Con lo stesso fervore e la stessa generosità si dedicò anche a Siracusa. Nella veste di politico promosse in ogni modo lo sviluppo dello sport in città. Se oggi, sopra la Balza Akradina si può vedere troneggiare la cittadella dello sport lo si deve in gran parte all’impegno e alla testardaggine profusa da Lo Bello che aveva creduto fermamente nella necessità di dotarsi di impianti dove i giovani potessero praticare ogni tipo di sport. Fu così che Siracusa negli anni settanta ebbe impianti sportivi all’avanguardia per l’epoca.
La morte lo colse nel 1991, all’età di 65 anni. Se nei più anziani la memoria di Don Concetto è ancora forte e viva, fa piacere apprendere che vengano organizzate iniziative come il memorial Lo Bello affinché anche i giovanissimi possano ricordare l’impegno di questo personaggio. Vogliamo concludere anche questo post allora con una frase di Concetto Lo Bello che ben riassume lo spirito dell’uomo: “la pratica sportiva è sterile se non ottiene come risultato una profonda educazione morale e sociale”.

In ricordo di Concetto Lo Belloultima modifica: 2009-09-09T08:30:00+02:00da admin
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